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da
http://www.vita.it/
Condividiamo con le scimmie il 99 per
cento del patrimonio genetico e ci chiediamo se l'umano si fonda sul
restante uno per cento. Siamo disposti ad attribuire sentimenti ai
nostri animali domestici, ma la mucca pazza e l'epidemia aviaria ci
inquietano con il rischio della contaminazione tra le specie.
Protestiamo per lo sterminio delle foche, per la violenza con la quale
vengono uccise le volpi cinesi da pelliccia e per gli esperimenti di
laboratorio, invocando diritti per gli animali, chiusura degli zoo e
spettacoli del circo con soli acrobati e clown.
A una rivoluzione filosofica in corso, a
un antico confine sempre più fragile – quello tra uomo e animale – e ad
un nuova e problematica frontiera – quella tra uomo “naturale” e uomo
“artificiale” - saranno dedicati molti degli appuntamenti del prossimo
Festival filosofia sull'umanità, in programma dal 15 al 17 settembre a
Modena, Carpi e Sassuolo (informazioni al numero 059 421210 e nel sito
internet www.festivalfilosofia.it) per iniziativa dei tre Comuni, della
Regione, della Provincia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
e della Fondazione San Carlo, che cura il programma, e con il sostegno
di Confindustria Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Viva
Ceramica, Legacoop Modena, Gruppo Hera e Cna Modena.
La manifestazione - che lo scorso anno ha
registrato oltre 100 mila presenze e che nelle edizioni precedenti si è
occupata di felicità, bellezza, vita mondo e sensi - propone lezioni
magistrali, mostre, spettacoli, film, bancarelle di libri e mercatini e
iniziative per bambini.
Se l'uomo non si considera più al centro
della natura, come immaginare il suo rapporto con gli altri esseri
viventi? A questo interrogativo cercheranno una risposta grandi maestri
del pensiero contemporaneo. Uno di questi è il francese Philippe Descola,
allievo di Claude Lévi-Strauss e suo successore sulla cattedra di
Antropologia della natura al Collège de France di Parigi.
Autore di un volume teorico che ha scosso
profondamente il paesaggio intellettuale d'oltralpe, Descola rimette in
discussione il tradizionale approccio occidentale nella relazione tra
uomo, animale e cosmo. Oltre a Descola affronteranno questo tema anche
padre Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, impegnato
in una originale lettura della Bibbia tesa a sottolineare la condizione
di creatura, condivisa da uomini e animali, il sociologo Bruno Latour,
convinto della necessità di riconsiderare il rapporto tra uomini,
animali, piante e oggetti all'interno di un quadro ecologico e politico
che segnali i doveri reciproci tra democrazia e scienza, e il filosofo
italiano Ermanno Bencivenga, docente negli Stati Uniti, che sottolineerà
come l'umanità vada oltre la specie dell'homo sapiens per ricomprendere
ogni forma di vita.
Al rapporto tra razionalità e natura
umana e, in particolare, all'elaborazione del pensiero politico e
dell'idea di sovranità presso le popolazioni dell'Oceania sarà dedicata
la lezione di Marshall Sahlins, uno dei maggiori antropologi del mondo.
E se il filosofo Tzvetan Todorov rifletterà sul destino dell'umanesimo
occidentale a partire dalla Shoah, il filosofo della politica Etienne
Balibar proporrà una riflessione sugli “usi attuali” del razzismo.
Sull'”altra metà del cielo” – cioè sui modelli femminili di Eva,
Penelope e Pàrvati – interverranno la filosofa Roberta de Monticelli, la
grecista Eva Cantarella e l'indologo Giuliano Boccali. Il Festival
affronterà anche altre figure dell'umano – dall'homo faber all'animale
politico, dall'homo oeconomicus al selvaggio fino all'homo ludens - con
lezioni di Elena Pulcini, Giacomo Marramao, Franco Volpi, Alfonso Iacono
e Pier Aldo Rovatti – e metterà in evidenza, con la relazione del
genetista di fama internazionale Luigi Luca Cavalli-Sforza, il rapporto
tra evoluzione biologica ed evoluzione culturale. A declinare la
questione dell'origine della vita in chiave antropologica e biologica
sarà Henri Atlan, un pioniere delle teorie della complessità. Il
Festival si soffermerà inoltre sul rapporto tra tecnica e natura umana
con lezioni del filosofo Umberto Curi, del genetista Edoardo Boncinelli,
dei filosofi Bernard Stiegler, direttore del Dipartimento di
progettazione culturale del Centre Pompidou di Parigi, Emanuele Severino
e Roberto Esposito (che affronterà, in particolare, il rapporto tra
biogenetica e biopolitica). Il giurista Stefano Rodotà, il filosofo
Salvatore Veca e il filosofo della politica Carlo Galli parleranno delle
questioni sollevate dal contesto contemporaneo dei diritti umani
affrontando i temi dell'universalismo e del multiculturalismo.
I temi più generali della condizione
umana, del concetto di persona e dell'educazione dell'umanità saranno,
infine, al centro delle lezioni magistrali del filosofo Remo Bodei,
supervisore scientifico del Festival, e dei filosofi Christoph Wulf,
Virgilio Melchiorre e Salvatore Natoli, mentre Luisa Muraro si
soffermerà sull'ordine simbolico della maternità e sul ruolo del
femminile nella creazione del genere umano. |