Questa
città-edificio è costituita da una torre alta 1.000 metri, avente diametro alla
base di circa 250 metri, collocata al centro di un basamento del diametro di
circa 900 metri, costituito da due esedre.
E' un sistema molto
compatto, che ospita in sé pressoché tutte le attività urbane e consente di
preservare il terrìtorio, non più minacciato dall'espansione incontrollata della
città, la cui estensione si limita alle dimensioni dell'Hyper Building.
A ciascuno dei due
elementi menzionati Soleri assegna una connotazione precisa, a sottolineare il
loro essere complementari.
La torre è
denominata "il maschio", il basamento invece è indicato come la struttura
"femmina" che, radicata nel sottosuolo, accoglie entro di sé in prevalenza
funzioni di servizio: infrastrutture per la circolazione, uffici e centri
commerciali, parchi, ospedali, centri culturali, impianti tecnologici, fra gli
altri molto importanti quelli per gestire le riserve idriche.
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Prospetto |
Sezione sulle esedre; copertura a verde,
Garment Architecture ed effetto abside sono gli strumenti passivi
per regolare il microclima di questi spazi |
Le esedre, due
elementi concentrici rivolti a sud, grazie alla loro forma sono in grado di
offrire schermo ai raggi
solari, secondo il principio che Soleri ha sperimentato negli edifici di
Arcosanti e che chiama "effetto abside": nei mesi estivi, quando il sole è a
picco, la struttura ombreggia lo spazio sottostante mentre d'inverno il sole
basso sull'orizzonte scalda l'interno delle volte.
Schermi protettivi
trasparenti od opachi, Garment Architectures da mutare secondo la stagione,
possono essere collocati a coprire questa parte dell'edificio per meglio
controllare l'irraggiamento solare.
Una copertura a
verde sui terrazzamenti esterni al doppio emiciclo, che produce ombra e
contribuisce al raffrescamento del sistema, è un ulteriore accorgimento per
controllare il microclima negli spazi delimitati dalle esedre.
La torre, la
struttura centrale, è organizzata su otto piani principali, o Terre secondo la
terminologia di Soleri, con
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Sezione |
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Schema dei trasporti |
l'intento di creare
spazi di ampio respiro, a scala umana.
Ciascuna di queste
Terre, a sua volta, costituisce uno spazio aperto multilivello e ospita
residenze, spazi verdi, centri culturali, servizi per l'educazione, ospedali e
alberghi.
A metà della torre una
grande serra, Park Terra Greenhouse, offre agli abitanti di Arcology Major un
ambiente naturale che fa dimenticare l'arido deserto circostante.
Altre serre, a livelli
differenti, danno vita ad ambienti altrettanto diversi in funzione dell'altezza
a cui si collocano.
Le attività ospitate
nella torre sono stratificate in maniera da creare punti focali, attraverso i
quali gli abitanti sono stimolati a muoversi, il che contribuisce a rendere viva
la città.
Il sistema delle
infrastrutture di trasporto, vitale per qualsiasi sistema urbano, qui lo è a
maggior ragione, poiché ad esso si deve la capacità di creare quello che Soleri
chiama Urban Effect: il pulsare della vita e delle attività nell'edificio, da un
livello all'altro, dipende dal collegamenti interni che sono assicurati da un
articolato sistema di ascensori e montacarichi che provvedono alla circolazione
di persone e merci.
Per quanto riguarda i
problemi di sicurezza, un complesso sistema di scivoli, scale e un eliporto
situato sul tetto della torre permettono l'evacuazione degli occupanti in tempi
brevi in caso di pericolo
Un immenso parcheggio
sotterraneo, in grado di ospitare 64.000 veicoli privati e 30.000 veicoli
commerciali, si trova ai piedi della torre.
Le automobili, che
evidentemente nella concezione dell'architetto torinese non sono il mezzo di
trasporto principale degli abitanti di Arcology Major, si affiancano a un
sistema di trasporti a scala regionale, basato su una linea ferroviaria ad alta
velocità di tipo Mag-Lev, il treno a levitazione magnetica, che assicura i
collegamenti con le città più vicine, Los Angeles e Las Vegas, e con gli altri
Hyper Building destinati a crescere nell'intorno del primo insediamento: Soleri
prevede che al primo si affianchino almeno altri tre complessi simili, dando
vita a quello che egli chiama Quartet in Arcology Major.
Ulteriore sviluppo
del progetto prevede inoltre due esedre a fianco del primo edificio e lo
sviluppo di uno Urban Ribbon, un "nastro urbano" ad alta densità sviluppato
secondo i principi dell'Arcologia lungo gli assi dei trasporti regionali.
I
flussi energetici: tecnologie attive e
passive si integrano per la produzione di energia e per la regolazione del
microclima in Hyper Bulding.
L'approvvigionamento
energetico di questi insediamenti si basa sullo sfruttamento di fonti
convenzionali quanto di energie alternative.
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PASSIVE / HIBRID
WINTER
Transparent
membranes.
GARMENT ARCHITECTURE, help capturewarm air wich is channeled to others
floors.
PRODUCTION
GREENHOUSES on the south slope of the building help heat the complex
When the
winter sun is low on the horizon, the APSE EFFECT is at work and
sunlight pours into the south-facing exedrae, a truncated apse.
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PASSIVE / HIBRIDSUMMER
Opaque membranes, GARMENT
ARCHITECTURE, act as a parasol to provide shade and capture cool air
wich is channeled to other parts of the building.
Small trees planted on
terraces on the outher faced of the exedrae, a GREEN MANTLE, help
moderate temperatures, producing shade and a coolingeffest when they are
watered with misters.
When the summer sun is high
on horizon, the APSE EFFECT is at work, producing shade in the
south-facing exedrae.
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La concezione di
tutto il sistema, inoltre, gioca un ruolo importante nel diminuire il fabbisogno
di base. Il ridotto utilizzo delle automobili per gli spostamenti, dovuto alle
distanze brevi e all'alta concentrazione delle attività nell'Hyper Building,
unicamente al ridotto traffico di veicoli commerciali per l'approvvigionamento
di cibo che qui è prodotto nelle serre, comporta un notevole risparmio di
risorse energetiche.
Le fonti di energia alternative previste per l'insediamento abbracciano una
vasta gamma di mezzi di produzione, attivi e passivi. Si sono già menzionati
l'effetto abside e le Garment Architectures, unitamente alle coperture verdi,
per mitigare gli effetti del forte irraggiamento estivo e sfruttare i benefici
del basso sole invernale. I sistemi di ventilazione sono previsti tali da poter
sfruttare le correnti di aria calda e di aria fredda con l'effetto camino.
A questi si affiancano sistemi attivi, quali mulini a vento e pannelli
fotovoltaici per la conversione rispettivamente dell'energia eolica e della luce
solare in energia elettrica. Ciascuna di queste due tecnologie applicate all'Hyper
Building, secondo il disegno di Soleri, arriverebbe a produrre 10 Megawatt di
energia per ora.
Il progetto dell'architetto torinese distingue in maniera molto precisa tre fasi
successive per la realizzazione dell'intero complesso.
La prima fase prevede, dopo la scelta del sito, lo scavo e la realizzazione
degli impianti necessari per costruire e rendere operativo il basamento della
città. Questa prima struttura, che si estende da circa 200 metri sotto il
livello del suolo fino a 125 metri fuori terra, comprende le esedre e la base su
cui si innalzerà la torre. Un elemento primario del sistema strutturale è
costituito dai nuclei di servizio impiantistico e dagli ascensori, insieme a una
griglia di colonne poste a un intervallo di 15 metri ciascuna. Terminata questa
fase, comincia la vera e propria crescita urbana, durante la quale viene
costruita la prima parte del fusto centrale, fino a un'altezza di 460 metri.
Durante la terza e ultima fase Hyper Building viene completato fino a
raggiungere l'altezza prevista di 1.000 metri.
Soleri pone l'attenzione sulla necessità, tanto più sentita visto le dimensioni
dell'insediamento, di attrezzature automatizzate per la gestione di cantiere,
con dispositivi di costruzione robotizzati, che serviranno anche, a esecuzione
avvenuta, per il controllo in continuo delle condizioni dell'edificio e per la
sua manutenzione.
Si tratta di un progetto ardito e di grande complessità, un progetto estremo
collocato in un ambiente estremo. A ragion veduta ci si potrebbe chiedere quale
sarebbe l'effettivo impatto ambientale di una struttura così grande sul deserto
e su un intorno più vasto.
Gli aspetti di reale interesse del progetto tuttavia sono ben altri, tali da
farne passare in secondo piano anche la dimensione utopica. E ciò non solo
perché il termine utopia non piaccia a Soleri - chi lo conosce lo sa - il quale
ha sempre dato una connotazione molto concreta ai propri lavori: la costruzione
di Arcosanti ne è la riprova.
I problemi della sostenibilità, della riduzione dei consumi e degli sprechi, di
uno sviluppo urbano compatibile con gli equilibri ambientali, sono tutti aspetti
concreti e attualissimi che Soleri, nel proprio impianto teorico di Arcologia e
in particolare in questa Arcology Major, tratta con estrema lucidità e
lungimiranza. Le radicali soluzioni prospettate, quali la concentrazione della
città, con la conseguente riduzione degli spostamenti e del traffico di veicoli,
l'utilizzo su vasta scala di energie alternative a integrare le fonti
tradizionali, i sistemi attivi e passivi per controllare il microclima,
dimostrano la profonda consapevolezza che il passaggio verso la cosiddetta città
sostenibile necessita grandi cambiamenti culturali e non vuole dire rinuncia
alla tecnologia che è anzi strumento indispensabile per rendere fattibili
strategie di gestione urbana diverse da quelle consolidate.
L'opera di Soleri - insieme a due lavori analoghi rispettivamente dell'olandese
Rem Lookhaas, che ha progettato un Hyper Building per Bangkok, e del giapponese
Nobuaki Furuya - è la base sulla quale è stato costruito il lavoro che il
National Building Center of Japan, centro di ricerca giapponese sulle
costruzioni, ha promosso con l'Hyper Building Research Committee e che ha come
obiettivo quello di sviluppare un modello di città per il prossimo secolo e il
prossimo millennio che sia in accordo con questioni di compatibilità ambientale
e sviluppo sostenibile.
L'Hyper Building Research Committee vuole delineare una strategia efficace per
rendere realizzabile il concetto urbano che sottende Hyper Building, lo sviluppo
della città in verticale, con una densità molto alta e una concentrazione di
attività eterogenee nella stessa area. Un intento di stimolare lo sviluppo
tecnologico dell'industria delle costruzioni è tra gli obiettivi dichiarati
della ricerca, oltre a quello di realizzare un Mini-Hyper Building, a dimostrare
la fattibilità del progetto.
Un interesse dei ricercatori e delle aziende giapponesi - quaranta sono le
compagnie coinvolte in questo progetto, tra le quali Shimizu Corporation - è la
conferma che Arcology Major, la visione urbana di Paolo Soleri, è qualcosa di
più di un'utopia o dì un esercizio progettuale fine a se stesso. Si tratta di
un'opera proiettata nel futuro, un progetto che si è detto estremo, non solo per
la scala progettuale ma, soprattutto, per l'estrema concretezza dei temi
affrontati.
Bibliografia
P.Soleri, Arcology, the City in the image of the man, MIT Press 1970
P.Soleri, The Sketchbooks of Paolo Soleri, MIT Press 1971
P.Soleri, Arcosanti - An Urban Laboratory?, Avant Books 1983
P.Soleri, Hiper Bulding, Cosanti Foundation 1997
The Building Center of Japan, Hyper Building, Tokio 1997
Vittorio Caffi, Architetto, è Dottorando di Ricerca in
Ingegneria Ergotecnica Edile presso il Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi
Edilizi e Territoriali del Politecnico di Milano.