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Beijing E' sul 40° parallelo, ossia la latitudine della
penisola Salentina. Costituisce una municipalità autonoma, dipende cioè
direttamente dal governo centrale. E' la capitale della Repubblica Popolare
Cinese.
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Beijing dal satellite |
Circa 500.000 anni fa, l'Uomo di Pechino (Sinanthropus
pekinensis) viveva sulle colline di Longgu a Zhoukoudian, a sud-ovest
dell'attuale Beijing. Nell'XI sec. a.C., gli Yan stabiliscono la loro capitale a
Ji (attuale Beijing) che prende il nome di Yanjing (capitale di Yan).
Nel 221
a.C., l'imperatore Shihuangdi, fondatore della dinastia Qin, dopo avere
unificato la Cina stabilisce la sua capitale a Xianyang, nell'attuale provincia
del Shaanxi. Ji diviene una prefettura. Sotto la dinastia Tang (618-907), Ji si
chiamava Youzhou. Nel X sec., i Qidan (Khitan) originari della Cina del nord si
impadroniscono di Youzhou e fondano la dinastia Liao. Youzhou diviene la loro
capitale secondaria con il nome di Nanjing (Capitale del sud).
Ancora oggi
esistono a Beijing vestigia del periodo dei Liao: il Tian Ning (Tempio della
Pace Celeste) e il Da Jue (Tempio della Grande Coscienza) posto a 50 km a
nord-ovest di Beijing.
Nel XII sec. i tartari della regione di Songhuajiang (Sungari)
sconfiggono i Liao e fondano la dinastia dei Jin. Per meglio controllare la
pianura centrale trasferiscono la loro capitale a Nanjing che prende il nome di
Zhongdu (Capitale del centro). Di questo periodo va segnalato il ponte Lugouqiao
(di Marco Polo).
Nel 1215, i Mongoli comandati da Gengis Khan sconfiggono i Jin e
s’impadroniscono di Zhongdu e distruggono tutti i palazzi imperiali. Kubilai
Khan (1215-1294), nipote di Gengis Khan, 45 anni dopo unifica la Cina e fa
ricostruire Zhongdu e la chiama Dadu (Grande Capitale). La costruzione di Dadu
corrisponde all’attuale ubicazione di Beijing. Kubilai Khan mette fine alla
dinastia dei Song del Sud e fonda la dinastia Yuan. Da questo momento Dadu
diviene progressivamente il centro politico di tutta la Cina. E’ in questo
periodo che Marco Polo visita Dadu che chiama Cambaluc (dal mongolo Khan Balic:
la città del Khan) e ne lascia una descrizione entusiastica.
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Arrivo a Beijing |
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Via sacra degli Imperatori Ming |
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Casello autostrada |
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L'albergo |
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Maria Giulia e Gabriella lungo la via Sacra degli imperatori Ming |
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Gabriella lungo la via Sacra degli imperatori Ming |
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Sulla grande muraglia |
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Lavorazione degli oggetti in rame |
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Maria Giulia e Gabriella al lago del Palazzo d'estate Imperatrice Ci Xi
difronte la nave di marmo |
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La passeggiata |
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Bancarelle di notte a Beijing |
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Bancarelle di notte a Beijing |
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Bancarelle di notte a Beijing |
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Beijing |
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Tian'anmen Piazza della Porta della Pace Celeste |
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| Tian'anmen Piazza della Porta della Pace Celeste |
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| Nella città proibita |
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| Nella città proibita |
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| La città proibita |
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| La città proibita |
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| La città proibita |
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| La città proibita |
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| L'ostrica e le perle |
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| Perle e Collane |
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| Le collane |
Nel 1368, il monaco buddhista Zhu Yuanzhang rovescia la dinastia
Yuan e fonda la dinastia Ming. La capitale viene trasferita a Nanjing. Dadu
viene chiamata Beiping (Pace del nord). Solo con Zhudi, la capitale è riportata
a Beiping che diviene Beijing (Capitale del nord). Sono di quest’epoca tutti i
principali edifici che ancora oggi si possono ammirare.
Nel 1644 Li Zhecheng occupa Beijing e rovescia la dinastia dei
Ming e subentra quella dei Qing (mancesi).
La pianta dell’antica città era divisa in 4 parti: la Città
proibita o Palazzo Imperiale: qui risiedevano gli imperatori e la corte; la
città imperiale: disposta tutt’attorno alla Città proibita con 4 porte su 4
lati; la Città interna o Città tartara: quartiere riservato agli invasori
mancesi ai tempi della loro dominazione; la Città cinese o Città meridionale:
adiacente alla Città tartara.
A Beijing il 1° ottobre 1949, il presidente Mao Zedong proclama
la fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Qui si riunisce l’Assemblea
Nazionale nel Palazzo dell’Assemblea del Popolo e tiene le sue sedute il
Consiglio di Stato. Qui si trovano: i Ministeri, il Comitato Centrale del
Partito, l’Università di Beijing, fondata nel 1898, famosa per l’insegnamento
umanistico e l’Università Qinghua rinomata per l’insegnamento scientifico,
l’Istituto Centrale delle Minoranze Etniche, l’Accademia delle Scienze, la
Biblioteca, il Museo di Storia Nazionale. Esiste inoltre una città sotterranea
con 270 km di tunnel antiatomici, muniti dei servizi essenziali.
Le Shisanling o via Sacra delle Tombe dei Ming: quasi
tutti i sovrani cinesi si fecero costruire, vicino alle loro capitali, dei
mausolei in cui essere sepolti (ad es., gli imperatori Zhou e Tang presso Xi'an).
Il terzo imperatore Ming, Yongle, fece costruire la sua tomba in questa valle. I
suoi successori seguirono il suo esempio. Su 16 imperatori, di cui si compone la
dinastia Ming (1368-1644), 13 riposano qui, con le loro mogli.
I monti Tianshoushan, che si elevano a nord in emiciclo,
difendono dai venti la vallata il cui accesso era proibito a qualsiasi persona.
I vari mausolei, sparpagliati nella valle, non sono in successione cronologica.
Ogni imperatore sceglieva infatti il luogo che più gli piaceva. I locali o
palazzi sotterranei dove sono stati seppelliti gli imperatori non sono stati
ancora ubicati in quanto i vari mausolei sono stati eretti in luoghi che non
corrispondono alle rispettive tombe.
Una sola tomba è stata scoperta nel 1958: quella dell'imperatore
Wanli, che regnò dal 1573 al 1620. Gli scavi iniziarono nel 1956. Il maggiore
problema era di trovare il corridoio d'accesso e di aprire le porte d'ingresso
che erano chiuse dall'interno. In due palazzine esterne sono stati riposti gli
oggetti ritrovati durante gli scavi.
Scendendo le scale, per raggiungere la tomba, ci si imbatte in
una prima sala e poi in una seconda in cui sono disposti tre altari: i primi due
sono quelli delle imperatrici, l'altare in fondo è quello dell'imperatore.
Davanti a ciascun altare c'è un grande vaso blu che una volta conteneva del
grasso per alimentare una fiamma permanente.
Si perviene infine in una sala
ampia e più alta delle precedenti; al centro, la bara dell'imperatore e ai due
lati quelle delle imperatrici (sono semplici ricostruzioni). Ai due lati della
sala centrale ci sono due locali. Si presume che vi avrebbero preso posto le due
imperatrici se fossero morte dopo l'imperatore in modo da non riaprire la sala
in cui era deposto l'imperatore.
Ma poichè morirono prima di Wanli furono
inumate con lui senza usufruire di queste due sale. Vi è chi sostiene che le
enormi casse funebri non poterono passare dalle piccole porte laterali e perciò
furono costretti a deporle nella grande sala con l'imperatore.
La tomba dell'imperatore Yongle: è stato il terzo imperatore
Ming, regnò dal 1403 al 1424. Il suo mausoleo è il più grande di tutti.
Attraverso un arco a tre aperture si giunge in un primo cortile, poi in un
secondo in fondo al quale c'è la Ling'endian (Sala dei Grandi Favori). E' un
padiglione che poggia su tre terrazze in marmo bianco, ciascuna delle quali è
circondata da balaustre. Ad ogni terrazza si arriva tramite 3 gradinate. Il
duplice tetto di tegole gialle è sorretto da 32 colonne di legno. Al centro vi è
un altare in legno sul quale veniva deposta la tavoletta dell'ultimo imperatore
defunto
Yiheyuan o Palazzo d’Estate: si trova a una ventina di km
dalla città, nella periferia nord-occidentale. Delimitato, a nord, dalla
Wanshoushan (Collina della Longevità) e, a sud, dal lago semiartificiale Kunming.
Il nome Kunming è stato dato sotto Qianlong a ricordo di un lago che si trovava
a Xi’an. Fu soprattutto l’imperatore Qianlong che, colpito dalle bellezze della
città di Hangzhou, volle riprodurle qui, scegliendo il nome di "Collina della
Longevità".
La denominazione di "Palazzo d'Estate" deriva dal fatto che la
Corte veniva a trascorrervi il periodo estivo. Fu in seguito alla distruzione,
compiuta dalle truppe anglo-francesi, dell'antica residenza imperiale, nel 1860,
che l'imperatrice Cixi (1888) iniziò le opere di ricostruzione. Fu lei a dare a
questo luogo l'attuale nome di Yiheyuan (Giardino dove si coltiva l'armonia).
Oggi è uno dei parchi più frequentati dagli abitanti della capitale (pattinaggio
in inverno, bagni in estate). A partire dall'ingresso vi sono:
1. la Renshou Dian (Sala della Benevolenza e della Longevità),
dove gli imperatori trattavano gli affari di Stato; il trono è ancora al centro
della sala, dietro a esso un paravento con il carattere di longevità (shou).
2. il Dehe Yuan (Giardino della Virtù e dell'Armonia); al centro
si trova un teatro, dove si dice che ogni anno, nel giorno dell'arrivo
dell'imperatrice madre Cixi e del suo compleanno venissero rappresentate delle
opere che talvolta duravano diversi giorni. Il teatro è alto 21 m e ha
palcoscenici aperti su tre piani.
3. La Yulang Tang (Sala delle Onde di Giada), a ovest della
Renshou Dian, sulla riva del lago. Fu la camera dell'imperatore Guangxu, lo
sfortunato governante che fu tenuto prigioniero qui per 10 anni agli ordini di
Cixi.
4. Costeggiando il lago verso nord si arriva alla Leshou Tang
(Sala della Gioia e della Longevità). Questo edificio era la costruzione
principale dell'intero complesso residenziale. Cixi risiedeva qui dal 1° aprile
al 10 ottobre secondo il calendario lunare.
Lungo la riva meridionale del lago, ai piedi della Collina della
Longevità (Wanshuo Shan), vi è una galleria in legno (Lungo Corridoio o
Changlang) , lunga 728 m, coperta e decorata da circa 14.000 pitture che
rappresentano paesaggi di Hangzhou, scene mitologiche, episodi storici e
avvenimenti immortalati nella letteratura cinese. Nessuna pittura è ripetuta.
Fu
inizialmente costruita durante il regno di Qianlong nel 1750, ma come le altre
strutture, tuttavia, fu distrutta nel 1860; venne fatta ricostruire da Cixi. La
galleria serviva come protezione contro la pioggia e il sole ed è la più lunga
passeggiata coperta nei giardini cinesi. I Pechinesi dicono che è così lunga che
a un'estremità si possono dire le prime parole d'amore, e fissare la data delle
nozze arrivati all'altra estremità. Il tetto è sostenuto da 273 paia di colonne
unite da travi
La galleria si interrompe a metà per dare accesso alla Collina
della Longevità , che domina il parco e sul quale sorgono: - Il Palazzo delle
Nuvole Ordinate (Paiyundian), dove l'imperatrice Cixi festeggiava i suoi
compleanni; - La Pagoda della Fragranza Buddhista (Foxiang Ge) , alta 46 m,
coronata da quattro tetti e dalla quale si gode una splendida vista sull'intero
complesso. - Il Padiglione della Nuvole Preziose (Baoyun Ge) , a ovest della
Pagoda del Profumo Buddhista, un chiosco in bronzo fuso dai missionari gesuiti
nel 1750; è chiamato anche Padiglione di Bronzo (Tongting) - Il Tempio del Mare
di Saggezza (Zhihuihai), in cima alla collina, ornato all'esterno con ceramiche
verdi e gialle e che conserva all'interno una statua dorata di un Buddha seduto.
- La Biblioteca, a est della Pagoda del Profumo Buddhista, dove si conservano
testi classici buddhisti. - Templi e Pagode minori.
Quasi al termine della galleria, nelle acque del lago, si trova
il famoso battello di pietra fatto costruire dall'imperatrice Cixi quasi per
giustificare, non senza un velo di ironia, che i soldi da lei adoperati per
ricostruire lo Yiheyuan erano invece stati stanziati per la costruzione di una
moderna flotta cinese, qualcosa come 5 milioni di once di argento.
A est, ai piedi della Collina della Longevità, si trovano:
- Il Jingfuge (Belvedere della Grande Felicità), edificio dal
quale Cixi osservava la pioggia o i tramonti - Il Xiequyuan (Giardino
dell'Interesse Armonico) che raccoglie, intorno a un laghetto a forma di fior di
loto, diversi padiglioni. Costruito nel 1751 e restaurato nel 1811, è una
replica un giardino privato esistente nella città di Wuxi (Prov. Jiangsu). E'
l'unità più quieta e armoniosa del Palazzo d'Estate.
Dall'altra parte del lago, troviamo un ponte di 17 arcate lungo
150 m che unisce la terraferma all'isola Nanhu. In essa si trova il Tempio del
Re Drago (Longwangmiao). All'inizio del ponte c'è un bue di bronzo sul cui dorso
è scolpito in rilievo un poema dell'imperatore Qianlong, che ricorda il
contributo determinante che questo animale ha avuto nella costruzione di questo
lago semiartificiale.
Si può inoltre osservare la Diga dell'Ovest, interrotta da 6
ponti di cui uno in pietra chiamato Yudaiqiao (Ponte della Cintura di Giada).
A nord-est e a est del Palazzo d'Estate, vi sono altri palazzi.
Lo Yuanmingyuan (Giardino della Luce e della Perfezione) fu, dal 1740 al 1860,
la residenza estiva della corte imperiale ed è stato concepito secondo le
migliori tradizioni dell'arte dei giardini cinesi. Qui sorgeva il Palazzo
Europeo che combinava lo stile architettonico orientale con quello occidentale,
ideato dal gesuita Giuseppe Castiglioni. Il palazzo era di marmo e i
bassorilievi in stile barocco; alcuni elementi come le piastrelle smaltate che
rivestivano i muri e il soffitto erano tipicamente cinesi. Nel 1860 questo
capolavoro fu saccheggiato dalle truppe anglo-francesi che distrussero l'intera
biblioteca
La Wanli changcheng, da noi nota come
la Grande Muraglia. La traduzione del nome cinese è "il lungo muro di
10.000 li". Il li è una misura di lunghezza cinese equivalente a 500 m. In
realtà la somma dei tratti di muraglia è più lunga, arrivando a 5760 km.
Il tratto generalmente
visitato dai turisti è quello del Passo di Badaling, restaurato in tempi
relativamente recenti, a cui si accede su strada asfaltata o con ferrovia. Fu
costruita sotto Qin Shihuangdi (l'unificatore della Cina) a partire dal 2?? a.C.,
ma la costruzione dei primi elementi risale all'epoca dei Regni Combattenti (VII-VI
sec. a.C.). All'edificazione vi hanno preso parte 300.000 uomini per 10 anni. Ha
un'altezza media di 7-8 m, una larghezza di 6,5 alla base e 5,5 m alla sommità;
una torre ogni 200-300 m, un parapetto semplice verso sud e merlato verso nord,
un percorso di varia ripidità e spesso interrotto da scarpate e da scale
irregolari, protetto da un lastricato di grossi blocchi di pietra.
La
spiegazione corrente è che essa fu innalzata per contenere i barbari delle
steppe mongoliche. Ma quest'enorme serpente archiettonico è stato principalmente
concepito e realizzato per proteggere la coltivazione dei campi dalle incursioni
delle genti nomadi delle steppe. Svolse anche una funzione civilizzatrice, in
quanto esigeva lo stanziamento di decine di migliaia di operai e di militari ai
confini delle regioni tradizionali; provocava il contatto di popolazioni molto
diverse e ne catalizzava l'attenzione e l'interesse. Infine fui una via di
comunicazione scorrevole perché lastricata, sicura perché sempre protetta dai
soldati (di notizie e di mezzi di trasporto) perché, data la sua larghezza, era
stato possibile adattare, in cima, una piattaforma stradale percorribile
Piazza Tian'anmen "Piazza della
Porta della Pace Celeste": è il centro di Beijing. Con i suoi 40 ettari di
estensione è la piazza più grande del mondo: 800 m di lunghezza e 500 m di
larghezza. Si estende a sud dell'antico Palazzo Imperiale. Fino al 1911, cioè
fino alla caduta dell'Impero, la piazza non esisteva. Non c'era neppure la
grande Chang'anjie, un viale che adesso si estende a nord della piazza. Vi erano
invece gli edifici ministeriali. Ogni volta che il popolo voleva protestare
contro il governo si radunava qui. In questa piazza si sono svolte le più grandi
manifestazioni collettive della recente storia della Cina:
4 maggio 1919: per protestare contro
il trattato di Versailles che stabiliva di affidare al Giappone le antiche
concessioni tedesche; 9 dicembre 1935: la manifestazione anti-giapponese; 1°
ottobre 1949: il Presidente Mao Zedong proclama la fondazione della Repubblica
Popolare Cinese. Giugno-luglio 1989: le manifestazioni studentesche che portano
alla dura repressione. Qui si svolgono le celebrazioni del 1° maggio e del 1°
ottobre con sfilate la cui coreografia e l'intensa partecipazione popolare
costituiscono uno spettacolo da non perdere.
A nord la piazza è circoscritta da
un lungo muro rosso, interrotto a metà dalla Tian'anmen (Porta della Pace
Celeste) che limita la Chang’anjie (Via della Lunga Pace). Sui lati si trovano:
a ovest il "Palazzo dell'Assemblea del Popolo", costruito nel 1959, a est il
"Palazzo dei Musei", a sud sorge il "Mausoleo di Mao", al centro si eleva il
"Monumento agli Eroi del Popolo".
Tian'anmen: si trova a nord della
Piazza. E' la porta dalla quale si eccede al grande complesso del Palazzo
Imperiale. E' una costruzione di mattoni che sostiene un edificio in legno, a
doppio tetto. Ai piedi della porta scorre il ruscello delle "Acque d'oro".
Cinque ponti di marmo, con balaustre scolpite, immettono alle 5 porte
d'ingresso. Le porte erano sempre chiuse, solo l'imperatore poteva passare dalla
porta centrale.
Monumento agli Eroi del Popolo: si
eleva, a forma di obelisco, nel centro della Piazza Tian’anmen, costruito a
ricordo degli eroi morti per la patria. Inaugurato il 1° maggio 1958, è alto 38
m. Sono state incise due iscrizioni, una del presidente Mao ("Gli eroi del
popolo sono immortali") e una del Primo Ministro Zhou Enlai. Sulla base sono
raffigurate scene della lotta rivoluzionaria cinese.
Palazzo dell'Assemblea Nazionale del
Popolo: posto a ovest della Piazza Tian'anmen, comprende un salone per banchetti
(5000 persone) e uno per spettacoli (10.000 posti) e tante sale quante sono le
province della Repubblica. Qui si riunisce l'Assemblea Nazionale del Popolo e si
tengono le principali riunioni politiche.
Palazzo dei Musei: costruito nel
1959, si trova a est della Piazza, di fronte al Palazzo dell'Assemblea del
Popolo. E' diviso in due sezioni: Museo della Storia (lato destro) e Museo della
Rivoluzione (lato sinistro). Il primo illustra e percorre le tappe significative
della storia cinese (società primitiva, schiavista, feudale). Va rilevato che
essendo lo scopo del Museo soprattutto pedagogico gli oggetti esposti non sempre
sono autentici ma copie degli originali che si trovano in altre città. Il
secondo, il Museo della Rivoluzione, presenta gli eventi dal 1840 fino ai giorni
nostri, sottolineando l'importanza del movimento rivoluzionario e del Partito
Comunista Cinese.
Mausoleo di Mao: è collocato nella
metà meridionale della Piazza. Iniziato nel novembre 1976, venne inaugurato nel
primo anniversario della Morte di Mao, il 9 settembre 1977. E' un edificio
quadrato di 105 m di perimetro, alto 33,6 m con balaustre di marmo bianco,
arricchito con motivi ornamentali di stile cinese tradizionale. I resti
imbalsamati di Mao sono riposti in un'urna di cristallo posta nella sala
centrale. Il museo è stato costruito a tempo di record e con materiali e
manodopera provenienti da tutte le regioni cinesi.
Chang'anjie, "Via della Lunga
Pace": è la via principale di Beijing. E' lunga ben 44 km, attraversa la
città da est a ovest e separa la Piazza Tian'anmen dal Palazzo Imperiale. Lungo
il suo corso si trovano:
- l'Antico Osservatorio: con la
riproduzione di antichi strumenti astronomici, restaurato negli anni '80; - il
Gongyuan (Palazzo degli Esami): in esso si svolgevano gli esami per il
dottorato; - l'Accademia delle Scienze; - l'Hotel Beijing; - la Porta Tian'anmen;
- il Palazzo Imperiale; - il Palazzo delle Minoranze Nazionali. E' considerato
uno dei capolavori dell'architettura cinese moderna, sebbene sia piuttosto
sproporzionato. Ha una biblioteca ricca di opere scritte nelle lingue delle
minoranze e un museo di 18 sale in cui sono documentate la storia e le
caratteristiche (arte, prodotti ecc.) delle 55 minoranze cinesi. Accanto a
questo palazzo vi è l'Hotel delle Minoranze.
Palazzo Imperiale o Città
Proibita: così chiamata quando l'accesso era vietato al popolo. E' pure
chiamata Città purpurea: questo nome non deriva dal colore purpureo delle mura
ma dal nome che i cinesi davano alla Stella Polare: Mirto Purpureo. Come la
Stella Polare era il punto di riferimento di viaggiatori e naviganti, così
l'imperatore, figlio del Cielo, era il punto di riferimento del popolo cinese e
così la Città purpurea che lo ospitava. Costituisce il massimo esempio di
architettura classica cinese. E' tale e quale lo ideò e costruì, dal 1407 al
1420, Yongle, il terzo imperatore della dinastia Ming.
Ha 9.999 sale e si
estende su un'area di circa 5 kmq. Situata nell'antica città tartara, nel cuore
dell'attuale città, la Città proibita è protetta da mura alte una dozzina di
metri con quattro torri dai tetti con tegole gialle (il giallo era il colore
riservato all'imperatore) agli angoli. Circondato da un fossato, quest'insieme
di palazzi ben conservato servì come residenza a 24 imperatori. Ci sono 4 porte
di accesso, una su ogni lato:
- a sud, Wumen (Porta di
Mezzogiorno); - a nord, Shenwumen (Porta della Grandezza Divina); - a est,
Donghuamen (Porta Fiorita dell'Est); - a ovest, Xihuamen (Porta Fiorita
dell'Ovest).
La Wumen è la porta più grande del
Palazzo. E' una costruzione massiccia, con 2 ali, sormontata da 5 padiglioni,
uno al centro, rettangolare, e 4 più piccoli e quadrati, a ogni angolo. Qui
l'imperatore presenziava alle cerimonie militari e proclamava il nuovo
calendario. Alla fine di ogni battaglia le armate sfilavano davanti a questa
porta in presenza dell'imperatore a cui offrivano i loro prigionieri che egli
poteva sia condannare che graziare. Dall'alto della Porta, in epoca imperiale,
gli editti, posti e calati in una scatola di legno dorato venivano consegnati ai
funzionari che li ricevevano su di un vassoio e li portavano in processione al
Ministero dei Riti dove venivano copiati in migliaia di esemplari e spediti in
tutto il Paese. Varcata Wumen, si entra in un ampio cortile dove scorre il
Jinshuihe (Ruscello dalle Acque d'Oro).
Lo si attraversa mediante 5 ponti di
marmo. Al centro si aprono 3 porte. Queste immettono nel più grande cortile del
Palazzo, fiancheggiato a est e a ovest da due ali di costruzioni a un piano, in
cui un tempo si trovavano i depositi imperiali. Al centro del cortile, su una
terrazza, si trovano le tre grandi sale. L'imperatore accedeva a questa
terrazza, seduto su una portantina, da una rampa formata da una grande lastra di
marmo bianco su cui è scolpito il drago, la fenice, la perla e le nubi ordinate.
I portatori salivano sulla terrazza per mezzo delle 2 scale di marmo porte ai
lati della rampa stessa.
1. Taihedian (Sala dell'Armonia
Suprema): vi si accede salendo tre scale di marmo di cui quella centrale era
riservata all'imperatore. Lo spiazzo antistante questa sala è ornato da 18
bruciaprofumi in bronzo nei quali si bruciava legno di sandalo; ognuno
rappresenta una delle 18 province della Cina antica. Un'edicola in pietra
contenente una misura per il grano a ovest e a est una meridiana simboleggiano
la giustizia e la rettitudine imperiali.
Un drago-tartaruga, animale mitologico,
incarna la longevità e l'immortalità. Quattro giade di rame dorato ricoperte da
18 kg d'oro si trovano da una parte e dall'altra del padiglione. esse servivano
da riserva e deposito d'acqua in previsione di incendi e assedi, dato che
l'insieme della città è costruito quasi interamente di legno massiccio. Durante
l'inverno alcuni eunuchi erano incaricati di accendere dei fuochi sotto le giare
per evitare che l'acqua si trasformasse in ghiaccio.
Il Palazzo della Suprema
Armonia è sorretto da 24 colonne in legno massiccio di laurocanfora, di 28 m di
altezza, provenienti dal sud della Cina e trasportate via fiume fino a Beijing:
6 colonne centrali dorate e decorate con il motivo del drago, simbolo
dell'Imperatore, e 18 pilastri laterali coperti di lacca rossa. I mattoni lisci
che sono serviti alla pavimentazione di questo palazzo sono stati anch'essi
importati dal sud della Cina: venivano bagnati dopo la cottura in un liquido
oleoso che li rendeva brillanti e lisci.
Questa sala, terminata nel 1669, è
stata completamente restaurata a più riprese. L'insieme di questa costruzione è
a incastro: nessun chiodo entra nella sua edificazione. Al centro del soffitto,
un magnifico drago dorato sporge al di sopra del palco in legno di palissandro e
del trono dorato dove prendeva posto l'imperatore. Dietro a questo, un paravento
ornato da nove draghi (il 9 era la cifra suprema, simbolo del cielo e della
terra), e due elefanti - simboli della pace - che vegliavano ai piedi del seggio
imperiale.
E' proprio su questo trono che l'imperatore regolava gli affari di
stato. Al tempo delle grandi cerimonie (festa di primavera, celebrata secondo il
calendario lunare; solstizio d'inverno, anniversario dell’incoronazione
dell'imperatore, nomina dei generali, promulgazione delle nuove leggi o
proclamazione di decreti importanti...) una quantità impressionante di legno di
sandalo e di pino si consumava nei bruciaprofumi; orchestre riempivano il
palazzo di suoni, suonando su campane d'oro e su carillon di lastre di giada (litofoni).
Funzionari e dignitari venivano allora a prostrarsi davanti al palazzo dove
sedeva l'imperatore, ma nessuna donna poteva assistere a questa cerimonia. Sul
suo trono, immerso in un fumo irreale, il "Figlio del Cielo", intermediario tra
Dio e gli uomini, poteva assaporare a piacere l'"Armonia Suprema"; da qui il
nome di questo padiglione.
2. Zhonghedian (Sala dell'Armonia
Perfetta). E' una sala meno importante e più intima della precedente. Il trono
eretto al centro è circondato da 2 bracieri e da 4 bruciaprofumi dorati. Questa
sala era innanzitutto un luogo di riposo e di riflessione. L'imperatore vi
metteva a punto il protocollo delle cerimonie che dove presiedere, prima di
recarsi in gran pompa alla Sala dell'Armonia Suprema. E' qui che egli stendeva i
messaggi che venivano letti nel Tempio degli Antenati ed è qui che venivano
esaminate una volta all'anno le sementi dei raccolti.
Qui accettava anche le
felicitazioni dei suoi ministri e le lettere credenziali degli ambasciatori
stranieri. Gli imperatori bambini ricevevano qui l'educazione relativa alle loro
funzioni. Due portantine sono situate ai fianchi del trono. Praticamente
l'imperatore non camminava mai al di fuori delle stanze o dei giardini
imperiali. Tutti i personaggi importanti si spostavano in portantina; quella di
un mandarino di distretto veniva portata da 4 uomini; da 8 uomini quella di un
mandarino di provincia. Un ministro o un ufficiale superiore aveva diritto a 16
portatori, l'imperatrice a 32 e l'imperatore a 48.
3. Baohedian (Sala dell'Armonia
protetta). Questa sala servì per le udienze fino ai tempi di Qianlong
(1736-1796), quarto imperatore della dinastia Qing. Vi si celebrava anche la
festa delle lanterne, il 15° giorno della prima luna. In quest'occasione,
l'imperatore offriva sontuosi banchetti alla nobiltà delle minoranze nazionali e
ai suoi ministri. Le colonne che sostengono il tetto qui sono più antiche e meno
numerose che nella Sala della Suprema Armonia, in modo da permettere grandi
ricevimenti.
Gli esami imperiali si svolgevano in questa sala. Ogni tre anni,
secondo la tradizione confuciana, l'imperatore sceglieva i candidati solitamente
tra i nobili e gli aristocratici per mantenere sempre meglio il suo potere. La
selezione si basava dapprima su esami locali (i candidati riconosciuti
divenivano letterati), poi su quelli provinciali (gli intenditori) e infine su
quelli imperiali. Quest'ultimo esame era presieduto dall'imperatore. Ai lati del
trono sono esposti alcuni reperti archeologici scoperti nel 1976, come pure si
possono ammirare dei rari ornamenti risalenti a più di 5000 anni or sono. Un
bronzo funebre rappresenta due cavalieri armati di lancia che precedono un carro
tirato da due cavalli che trasporta un funzionario protetto da un parasole. Un
cavallo che galoppa su una rondinella risale alla dinastia degli Han dell'ovest.
Si possono ugualmente ammirare doni
offerti dalle delegazioni straniere che venivano a Beijing per negoziare accordi
commerciali con l'Impero di Centro. La maggior parte di questi doni è stata
ritrovata ancora nelle relative casse d'imballaggio. Questo padiglione delimita
la parte ufficiale del Palazzo. Un'imponente lastra di marmo di 200 tonnellate e
di 170 cm di spessore, ornata da 9 draghi, conosciuta come il tappeto di marmo,
conduce alla parte nord di questo palazzo.
La lastra, composta di un solo pezzo
di marmo, scolpita sotto i Ming, proviene da una cava situata a una cinquantina
di chilometri da Beijing. Gli operai approfittarono della rigidità dell'inverno
per trasportarla. Essi scavarono pozzi ogni 500 m e versarono sul percorso, in
grande quantità, dell'acqua in modo da formare uno spesso strato di ghiaccio: il
marmo, depositato su un carro senza ruote trainato da buoi, fu spostato così più
facilmente.
Attraversando la Qianqingmen (Porta
della Purezza Celeste) si arriva alle tre sale private dell'imperatore. Le
differenze di stile tra la prima parte della Città Proibita, maestosa e
grandiosa, e la seconda più intima e di dimensioni più umane, permettono di
immaginare i contrasti che separavano gli affari pubblici e la vita privata
dell'imperatore. La vita pubblica si svolgeva nel fasto e nella grandezza; la
vita familiare, in appartamenti, giardini e corridoi più intimi, trascorreva più
semplicemente.
1. Qianqinggong (Sala della Purezza
Celeste): sulla terrazza ci sono quattro bruciaprofumi dorati. Qui, gli
imperatori Ming avevano la loro stanza da letto. Poi, con i Qing, divenne sala
di udienze in cui si ricevevano gli ambasciatori stranieri. Al centro vi è il
trono imperiale con bruciaprofumi in "cloisonné";
2. Jiaotaidian (Sala
dell'Unione): era la sala del trono dell'imperatrice;
3. Kunninggong (Sala della
Tranquillità Terrestre): durante i Ming era l'abitazione dell'imperatrice. Sotto
i Qing, l'imperatore e l'imperatrice vi trascorrevano la loro prima notte di
nozze.
Uscendo dalla "Porta della
Tranquillità Terrestre" si giunge al Giardino Imperiale, costruito in epoca Ming.
La parte nord-ovest del Palazzo
Imperiale è una successione di corti e padiglioni. Qui vivevano le concubine, le
favorite e gli eunuchi. Se ufficialmente un imperatore poteva avere 3 mogli, 6
favorite e 72 concubine, alcuni di essi possedevano fino a 3.000 concubine.
Oggi
la maggior parte dei palazzi è adibita a musei. troviamo:
1. Yangxindian (Palazzo del
Nutrimento dello Spirito): qui vissero gli ultimi 3 imperatori Qing;
2. i 6
Palazzi dell'Ovest, dove risiedevano l'imperatrice, le vedove, le inservienti e
le concubine;
3. Zhaigong (Palazzo dell'Astinenza), dove la corte si felicitava
quando nasceva l'erede al trono; è adibito a museo degli oggetti di bronzo;
4. i
6 palazzi dell'Est: custodiscono collezioni di oggetti preziosi(ceramiche,
porcellane d'epoca Yuan, Ming, Qing, stoffe e sete); va notato che gran parte
del tesoro di arte del Palazzo Imperiale è stato portato a Taiwan dai
nazionalisti nel 1949 e si trova attualmente nel Museo Nazionale Cinese a Taipei;
5. Fengxiandian (Sala del Culto degli Antenati): dedicata agli antenati della
famiglia imperiale;
6. Ningshougong (Palazzo della Tranquillità e della
Longevità): si trova nella parte nord-est del Palazzo Imperiale, in esso si
compivano i sacrifici. Fu da qui che l'imperatrice Cixi nel 1900 decise di
lasciare Beijing con la corte quando gli Europei stavano entrando in città
Attraverso la Yangxingmen (Porta del
Nutrimento del carattere) si arriva alle 3 sale che costituivano gli
appartamenti privati dell'imperatore Qianlong e dell'imperatrice Cixi.
In queste
3 sale sono conservati ed esposti parte dei tesori imperiali: oggetti in oro,
giada, corallo, doni che funzionari o dignitari civili e militari cinesi o capi
di stato e diplomatici esteri hanno inviato agli imperatori.
A ovest della "Porta del Nutrimento
del Carattere" vi è un giardino con alberi e colline artificiali. Vicino c'è il
Pozzo della concubina Zhenfei.
In esso l'imperatrice Cixi nel 1900 fece gettare
la favorita dell'imperatore perché aveva cercato di persuadere il "Figlio del
Cielo" a restare nel palazzo imperiale con lei anzichè fuggire davanti al
nemico.
Nella Jianting (Sala delle Frecce)
sono esposti i tamburi di pietra. Si tratta di 10 blocchi di pietra la cui forma
richiama solo vagamente quella di un tamburo.
Ciascuno ha un'iscrizione che
ricorda una battuta di caccia fatta da un duca di Qin. Sono le più antiche
epigrafi cinesi su pietra che ci siano pervenute e sono state scoperte sotto i
Tang nel VII sec. nel distretto di Fengxiang nel Shaanxi.
Nella parte ovest troviamo:
1. Xihuayuan (Giardino dell'Ovest);
2. Yuhuage (Padiglione della Pioggia di Fiori), tempio lamaista decorato con
trofei di ossa umane;
3. Cininggong (Palazzo della Tranquillità e della Pace),
il più importante dei palazzi dell'ovest;
4. Dafotang (Sala del Grande Buddha).
Al Parco di Sun Yat-sen vi si accede
da una porta collocata a ovest della Tian’anmen.
Nel 1421 l'imperatore Yongle vi
eresse l'Altare del sole e del raccolto diviso in 5 sezioni ciascuna contenente
terra di colore diverso a indicare che tutti i continenti della terra
appartengono all'imperatore.
A nord dell'altare sorge la "Sala della Preghiera".
qui si svolgono generalmente le cerimonie funebri di eminenti uomini del partito
o del governo.
Al Parco della Cultura del Popolo vi
si può accedere da una porta a est della Tian’anmen. Nel 1544 vi venne edificato
il "Tempio degli Antenati Imperiali" dove i Ming e i Qing venivano a onorare i
loro morti.
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