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Una nuova dimensione per una famiglia
allargata
In questa nostra era, il cane, a detta di molti studiosi, ha assunto una nuova
dimensione sociale: è entrato a far parte della nostra vita in maniera
integrale.
G. Ballerini (1995) sostiene l'ipotesi di una famiglia allargata agli
animali d'affezione, in cui il cane la fa da protagonista. La famiglia allargata
di uomini e animali è una realtà sociale antichissima, che oggi si è
gradualmente diffusa ed ha assunto nuove dimensioni venendo a costituire una
nuova ed importante realtà sociale, con molti vantaggi e qualche problema che
bisogna conoscere.
Oggi la famiglia non è soltanto umana ma mista, in quanto
formata da uomini e animali in misura numerica almeno paritaria. "…Un
animale è familiare anche perché ha un suo nome al quale risponde e per questa
ragione assume caratteristiche di persona". Ballarini, nel suo libro, ha
condotto numerose e interessanti ricerche. Il sunto delle sue affermazioni non
lascia dubbi: il cane odierno è un animale sociale che vive a stretto contatto
con l'uomo, partecipando e interagendo socialmente con lui. Capace, addirittura,
di direzionarne le scelte di vita.
L'era dei lupi è ormai lontana
L'intelligenza dei cani, le loro capacità di apprendimento e la loro sensibilità
sono state indagate
da molti ricercatori e sono state più volte dimostrate
anche scientificamente.
La novità che queste ricerche mettono in risalto è la
capacità dei cani di mettere in atto un comportamento sociale efficace e
produttivo nei confronti dei nuovi partners sociali, gli umani, al quale il cane
si rivolge con fiducia poiché ne ricava cure di qualità come affetto, rispetto
e considerazione; dal quale impara e con il quale interagisce, facendo
esperienza e migliorando la qualità della sua vita.
Del resto, un esempio
concreto e abbastanza diffuso delle specializzazioni, che il cane ha acquisito
negli ultimi anni, è costituito dall'agility dog.
Com'è risaputo, si tratta di
un percorso ad ostacoli che il cane deve compiere nel minor tempo possibile.
Durante le gare gli ostacoli vengono posizionati ogni volta in maniera
differente ed il cane, seguendo le indicazioni del conduttore, li deve
affrontare nell'ordine prestabilito dal Giudice di gara.
La velocità con la
quale molti cani affrontano il percorso non sempre consente al conduttore di
anticipare le loro mosse per poterli indirizzarli gestualmente sull'ostacolo
voluto, pertanto capita spesso che il cane venga condotto con la voce.
Praticamente si chiede al cane di affrontare quel determinato ostacolo definito
con un nome preciso. Lo stesso discorso vale per l'obedience, per il mondioring,
per i cani della Polizia e per quelli impiegati in Protezione Civile. La loro
preparazione, lunga e laboriosa, permette di avere una buona consapevolezza del
compito richiesto che viene risolto con logica e capacità critica.
L'amore dei cani migliora la vita dell'uomo
L'impiego dei cani nell'applicazione della pet therapy ha consentito e consentirà
in futuro l'osservazione ravvicinata del loro comportamento
in situazioni
particolari dove le sfere affettive sono maggiormente implicate. La loro
sensibilità consente spesso la messa in atto di comportamenti anticipatori,
frutto di deduzioni ambientali, che vengono messi in atto con delicatezza e un
adeguato senso del tempo e dello spazio. Anche l'osservazione del comportamento
dei cani di servizio ha portato alle stesse conclusioni.
Questi cani, utilizzati
per assistere persone affette da disabilità motorie, pur a conoscenza di un
centinaio di parole (riferite sia ad oggetti che a ordini) e sottoposti ad un
lungo periodo di apprendimento e socializzazione, riescono sempre a sorprendere
il proprietario con interventi anticipatori, non sempre dovuti alla regolarità
delle abitudini di vita quotidiane.
Pur essendo pressoché sconosciuta in
Italia, la figura dei cani di servizio è largamente diffusa all'estero da una
ventina d'anni e le considerazioni degli addetti ai lavori non si discostano
molto l'una dall'altra. Se il cane viene messo nelle condizioni ideali, lavora
accanto all'uomo in perfetta armonia, consapevole del compito assegnatogli.
Le
fondamenta del rapporto poggiano esclusivamente sull'affetto e la fiducia
reciproca. L'addestramento ricevuto permette al cane di capire le richieste
dell'uomo e di assecondarle al meglio delle sue possibilità.
Credo che ai giorni nostri resistano ancora molte perplessità sulle capacità
intellettive dei cani. Con tutta probabilità sono convinzioni che poggiano le
radici in una cultura sociale che esclude il cane dalle sfere affettive ma lo
considera ancora come un mezzo per ottenere un servizio.
Una sorta di oggetto
animato che ha l'abitudine di mangiare e, per giunta, a volte si lamenta e si
ammala. Un'altra anomalia è spesso costituita dalla convinzione che se il cane
non impara è solo stupido, senza interrogarsi se il cane abbia o meno capito le
nostre intenzioni. Questa è una delle maggiori cause di incomprensione: la
mancata o errata comunicazione.
Dobbiamo essere certi che il cane abbia capito
le nostre intenzioni dato che il nostro metodo d'insegnamento dovrà essere
consono al metodo d'apprendimento che l'animale riesce a mettere in atto.
Rinforzare il suo comportamento attraverso la gratificazione è l'unico sistema
per fargli capire d'aver compiuto un'azione che noi approviamo ma non è certo
l'eterna motivazione che lo spinge ad agire.
Se così fosse, vedremmo i cani
ricompensati ad ogni ostacolo superato, ad ogni ordine ricevuto ed eseguito vita
natural durante: ma questo non avviene. Anzi, i cani impiegati in pet therapy
non vengono assolutamente ricompensati durante le sedute né con bocconcini né
con altro.
Semmai, quando è possibile, giocano con i pazienti riportando
diligentemente la pallina o il riportello, lasciandosi accarezzare e coccolare
con grande disponibilità. Il rinforzo, quindi, è un mezzo che consente al cane
di capire meglio le intenzioni dell'uomo ma non è certo il sistema con il quale
elabora le informazioni né, tanto meno, l'eterna motivazione che lo spinge ad
agire.
L' evoluzione del comportamento sociale canino ha percorso tappe fondamentali
che sono state studiate e decodificate da illustri ricercatori. Attraverso i
loro studi, abbiamo potuto conoscere gli atteggiamenti primari messi in atto dai
lupi e da altre specie, riferiti alla riproduzione e legati alla sopravvivenza.
Il progresso della scienza ha permesso l'osservazione e la riflessione su altri
aspetti del comportamento canino che sono da mettere in relazione alla nuova
dimensione sociale nella quale il cane si è trovato a vivere.
L'uomo da
capo-branco si è trasformato in partner sociale di riferimento, attraverso il
quale il cane agisce e interagisce nel rispetto delle regole che l'uomo,
soggetto cognitivamente più sofisticato, stabilisce. E' una relazione di qualità
che non mira soltanto al soddisfacimento dei bisogni primari quali la fame e la
sete ma si estende ai cosiddetti bisogni secondari come l'amicizia, il rispetto
e l'interazione.
I benefici che l'uomo trae dal rapporto con il cane sono
innumerevoli e, recentemente, sono stati indagati e approfonditi quelli di
relazione, raggruppati in due dimensioni: attaccamento e supporto. L'espressione
di queste dimensioni si può largamente constatare nella nuova co-terapia, che
vede nel cane l'assoluto protagonista e che va sotto il nome di pet therapy. Il
cane è diventato per l'uomo una cultura da scoprire e dalla quale trarre
notevoli benefici.
Gli studi fatti sulle modalità di apprendimento hanno saputo
dimostrare che il cane possiede un processo cognitivo molto raffinato. Egli
impara attraverso l'elaborazione di teorie che può manifestare ma non proporre,
a causa della mancanza di un linguaggio verbale comprensibile all'uomo.
La
relazione di reciproco rispetto e amore ha permesso l'avvio di un processo di
riconoscimento del cane come soggetto sociale in grado di convivere con l'uomo e
condividere con lui diverse e qualificanti aspettative di vita.
Renata Fossati
http://www.fossatirenata.it/ |