Geom.AngeloMazza
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2009 04 04 l' inaugurazione dell'ufficio in Modena al civ 219 di via Pelusia

2005 04 09  Taglio del nastro per l'inaugurazione dell' ufficio in franchising concesso da  Resident®  all'affiliata Setti Edi in Modena al civico 150/M di via Fratelli Rosselli.

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La sintesi dei temi trattati nelle puntate delle trasmissioni TV trasmesse dal 15 settembre
al 22 dicembre 2005 tutti i giovedì alle 19,50 e il venerdì alle ore 21.00

alcuni argomenti di Giovedì 20 ottobre 2005 ore19,50
- puntata n°
6
Sicurezza Ascensori

Domande all' Ing.Marco Benvenuti di Boreas

1 Quali sono gli obblighi per la corretta conduzione di un ascensore ?
2 Quali sono le qualifiche che deve avere l’azienda manutentrice ?
3 Quali sono gli obblighi del manutentore ?
4 Quali sono i corretti costi del servizio ?
5 Quali sono i documenti obbligatori per l’ascensore e chi li deve custodire?
6 Come viene valutato lo stato dell’ascensore, e quando deve essere ammodernato?
7 Le indicazioni nei verbali emessi a seguito delle verifiche ispettive sono obbligatori ?

Le domande dei Telespettatori scelte tra le più significative :

Domanda del 13 settembre 2005 del sig.Baldrati Claudio a Resident

Chiedo gentilmente di rispondere al seguente quesito:

L e spese per manutenzione straordinaria degli ascensori, per esempio la sostituzione delle funi, devono essere ripartite secondo i millesimi di proprietà oppure secondo i millesimimi di ascensore come le spese per l'energia o la manutenzione ordinaria ?

Come posso rintracciare il documento che lo stabilisce ?

Risponde Angelo Mazza di ResidenT® : Buonasera sig.Baldrati. Evviva, ci si risente fuori dalle assemblee.

In primo luogo occorre rispettare i criteri del regolamento.

Se nulla dispone l'unico criterio per la ripartizione delle spese ordinarie e straordinarie è quello dell’art. 1124 c.c. con cui vengono calcolate le tabelle di manutenzione ordinaria e straordinaria delle rampe, dei pianerottoli e degli ascensori.

Marcella Scapinelli - giornalista : Cosa dice l'art. 1124 del Codice Civile ?

Risposta : Le scale sono mantenute e ricostruite dai proprietari dei diversi piani a cui servono.

La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l'altra metà in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo.

Marcella Scapinelli - giornalista : Sì, ma come devono essere ripartite le spese, ai proprietari o agli inquilini ?

La manutenzione straordinaria che raggruppa le spese sostenute eccezionalmente, è a carico della proprietà

La manutenzione ordinaria, che raggruppa quelle spese sostenute abitualmente per il funzionamento dell’impianto, è a carico dei conduttori.

In queste si ricomprendono quelle per la sostituzione delle funi dato che si usurano con l'uso e non con il tempo come le facciate dell'edificio.

Marcella Scapinelli - giornalista : Il sig.Baldrati chiedeva anche dove rintracciare il documento che stabilisce queste regole.

La fonte di queste regole è in primo luogo il citato art. 1124 del codice civile, la giurisprudenza e gli accordi che periodicamente avvengono tra i rappresentanti degli inquilini e dei proprietari.

Marcella Scapinelli - giornalista : Chiara la fonte del codice civile, ma la giurisprudenza e gli accordi dove si trovano ?

Risposta : La giurisprudenza si trova nelle sentenze pubblicate continuamente dalle riviste e nei siti specializzati, gli accordi sono resi di pubblico dominio dagli stessi rappresentanti dei proprietari e iquilini tramite i loro comunicati alla stampa, sulle loro pubblicazioni e sui loro siti web.
Mantenersi aggiornati è proprio uno dei compiti dell'amm.re professionista.

Il nostro sito www.resident.it contiene esempi di giurisprudenza e riporta utili prospetti di accordi tra rappresentanti alle pagine:

Grazie sig. Baldrati e a presto rivederci in assemblea.

Sicurezza Ascensori

Domande all' Ing.Marco Benvenuti di Boreas

Cosa deve fare il manutentore prima ed anche a seguito della verifica periodica ?

Domanda di Gabriella Artioli della ResidenT®

  • Come è possibile migliorare la sicurezza degli ascensori esistenti ?

  • Quali garanzie spettano al condominio dopo l’installazione di un impianto nuovo ?

  • Quale deve essere la durata massima del contratto di manutenzione ?

Domanda di Angelo Mazza della ResidenT®

  • Qual è la differenza fra una piattaforma elevatrice ed un ascensore ?

  • L’installazione di un ascensore nuovo può essere sempre fatta in un condominio ?

Tv Terrestre e satellitare  http://www.resident.it/antenne.htm

Domanda di Angelo Mazza della ResidenT®
Cosa cambia nelle assemblee di condominio per gli impianti satellitari e terrestri ?

Risposta :  Si verificano quei cambiamenti che abbiamo anticipato dal 2001 ai Ns. condomini, per effetto della legge 20 marzo 2001 n° 66.
La legge prescrive, entro il 2006 il passaggio delle trasmissioni terrestri e satellitari, alla nuova tecnologia digitale.

E questo cosa comporta all'atto pratico ?

Risposta : comporta che si è in presenza di una " innovazione necessaria " dovuta al fatto che se non la attui sei escluso dalle informazioni che hanno carattere irrinunciabile. Per questo anche le maggioranze necessarie alla approvazione si riducono.

Di quanto ?

Risposta : Si applica l’art. 1136 terzo comma 1/3 dei partecipanti al condominio + 1/3 dei millesimi.
Al raggiungimento di queste maggioranze la delibera è approvata
Non solo, cade la distinzione tra Installazione in caso di impianto centralizzato esistente e installazione in caso di impianto centralizzato inesistente. In entrambi i casi le maggioranze restano invariate.

I condomini dissenzienti allora non partecipano alla installazione ?

Risposta : Devono partecipare in quanto si tratta di un impianto che non può essere utilizzato solo da alcuni, (come dicevamo, se non viene fatto sarai escluso dalle informazioni) per questo la maggioranza vincola la minoranza alle spese e alla esecuzione delle opere.

alcuni argomenti di Giovedì 27 ottobre 2005 ore19,50 - puntata n° 7
Parabole satellitari e ricezione digitale terrestre

Domande a Claudio Cavazza della ditta S.C.M.Snc Installazione e progettazione impianti antenna tv.

1  Che cos'è la televisione digitale terrestre ( DTT ) ?

Risposta : Il sistema televisivo che ci ha accompagnati per cinquant'anni viene detto " analogico ".

La TV digitale terrestre - in sigla  T-DVB ( terrestrial Digital Video Broadcasting ) - utilizza segnali digitali come quelli dei computer, di Internet, dei CD e della telefonia mobile.
La televisione digitale terrestre è in corso di introduzione nel nostro Paese, che si colloca tra i primi in Europa nel contesto di questa innovazione.
La transizione dalla TV analogica a quella digitale coinvolgerà progressivamente gli oltre 20 milioni di abitazioni e 50 milioni di apparecchi televisivi del nostro Paese, e dovrà essere completata - come previsto da una legge del Parlamento italiano - entro il 2006 salvo proroghe.

2   Quali sono i vantaggi della televisione digitale terrestre rispetto alla attuale analogica ?

Risposta : Per gli utenti i principali benefici derivanti dall'introduzione della  DTT  sono :

  1. un maggior numero di programmi disponibili ;

  2. una migliore qualità immagine / audio: la trasmissione digitale rispetto a quella analogica è particolarmente robusta ai disturbi quali echi, interferenze, ecc ;

  3. possibilità di partecipazione attiva e immediata ai programmi televisivi ( espressione di preferenze, selezione di prodotti, ecc. ) con semplici azioni sul telecomando, invece che con l'effettuazione di telefonate o l'invio di  SMS;

  4. la possibilità di usare il mezzo televisivo per l'utilizzo di servizi di informazione e di pubblica utilità ora accessibili solo con i mezzi più complessi ( ad esempio, reti aziendali oppure PC domestico collegato a Internet );

  5. un minore inquinamento elettromagnetico: la DTT richiede potenze di trasmissione inferiori rispetto a quella analogica.

 3  Per usufruire del servizio di DTT  si deve pagare un abbonamento ?

Risposta : Come accade per la televisione analogica, oltre al canone TV non è necessario pagare alcun abbonamento.
La TV digitale terrestre, in quanto sostitutiva dell'attuale tv analogica, sarà trasmessa per lo più  " in chiaro " e quindi si potrà vedere gratuitamente.
A partire dal gennaio 2005 sono stati attivati anche alcuni servizi a pagamento che permettono di vedere particolari eventi per mezzo di una carta prepagata da inserire nel decoder.

Attualmente gli eventi disponibili riguardano le partite di calcio e alcuni film.

4  Devo cambiare il mio televisore ?

Risposta : No, non è necessario cambiare il proprio televisore. Basta una semplice apparecchiatura di adattamento, detta decoder digitale terrestre da collegare al televisore tramite la presa SCART.

5  Ho bisogno di installare una parabola ?

Risposta : No, non bisogna installare alcuna parabola. Questa serve solo per la TV via satellite.
Per la  DTT  sono sufficenti le antenne tradizionali con cui abbiamo sempre ricevuto le TV nazionali e le TV locali.
Naturalmente l'impianto dovrà essere adatto a ricevere tutti i segnali digitali terrestri disponibili per la nostra zona.

7  Devo cambiare la mia antenna terrestre ?

Risposta : Gli impianti antenna più recenti non devono essere sostituiti ma ampliati con opportuni dispositivi.
Con impianti datati sarà opportuno sostituire l'antenna e tutto quello che ne deriva.

8  Devo cambiare il puntamento della mia antenna ?

Risposta : No, in generale è stato previsto che le nuove reti digitali si avvalgano degli stessi siti di trasmissione della TV  analogica. Quindi, non è necessario cambiare il puntamento della propria antenna terrestre.Tuttavia in alcune zone del territorio, i segnali digitali potrebbero provenire da siti diversi da quelli che irradiano i segnali analogici. In tal caso, potrebbe essere richiesto il montaggio di un'antenna supplementare da puntare verso i siti che trasmettono in digitale.

9  Come faccia a sapere se la zona è coperta dal segnale digitale terrestre ?

Risposta : Ci sono molti modi per saperlo. Presso i punti vendita dei decoder digitali terrestri, telefonando a qualsiasi installatore d'impianti d'antenna o per chi ha accesso a Internet ci sono siti che indicano le coperture dei segnali Regione per Regione.

10  Posso installarmi da solo un decoder digitale terrestre ?

Risposta : Si installa esattamente come un videoregistratore; serve un cavetto antenna maschio femmina e una presa scart.

Si puo' collegare al videoregistratore e registrare i programmi tv digitali.

11  Che cosa sono i servizi PAY-per-VIEW

Risposta : E' una carta che si compra nei negozi di elettronica di consumo. La carta va inserita nell'apposita fessura che si trova di fronte al decoder e in alcuni modelli è nascosta da uno sportelletto.
La carta contiene un credito complessivo, che nel momento della selezione di un evento Pay per View, è scalato volta per volta di un importo pari al costo dell'evento stesso .

12  Quanti tipi di decoder digitali terrestri esistono ?

Risposta : Esistono 2 tipi di decoder digitali terrestri;

  •    Decoder digitale terrestre interattivo con scheda per la ricezione dei servizi a pagamento;

  •    Decoder digitale terrestre per la sola visione dei canali digitali terrestri.

Le domande dei Telespettatori scelte tra le più significative :

Domanda di  Di Franco Roberto, abito a Castelfranco Emilia quartiere "Mezzaluna”  -  Salve. Due mesi fa ho deciso di abbonarmi a Sky, però ho avuto problemi con l’antenna parabolica condominiale.
Un inquilino che abita prima di me ha installato l’antenna parabolica sul tetto, senza autorizzazione dell’amministratore, senza un’assemblea ed eventuale delibera e peraltro in mezzo alla copertura del palazzo.
Mi ha chiesto la metà della spesa fatta all’epoca.
Ho contattato l’amministratore: mi ha confermato che devo dare la metà della spesa fatta.
Io chiedo a Voi:  allora l’antenna è condominiale o no?
Se è condominiale, dovrei dare la  mia quota divisa in n° 10 condomini, ma non la metà !
Poi vorrei chiedere se è regolare installare la parabolica senza eventuali permessi dell’amministratore in mezzo alla copertura del palazzo, come mi devo comportare?

Risponde Angelo Mazza di ResidenT® : Buonasera sig Di Franco.
E’ possibile installare antenne paraboliche anche sulla copertura del palazzo senza autorizzazione in quanto prevale il diritto alla informazione.
La spesa va divisa tra gli utilizzatori dell'impianto: per l'impianto condominiale si divide tra tutti, per la parabola che si usa in 2 si fa a metà.
Naturalmente era meglio prevenire e fare in modo che l'impianto condominiale funzionasse a dovere in modo da non costringere alcuni condomini a risolvere il problema da soli.

L'amianto

Domande a Gabriella Artioli della ResidenT®

E' vero che abbiamo molte coperture in amianto ?  http://www.resident.it/amianto.htm

Risposta : Non si tratta solo di tetti, ma di tubi, condotte, canne fumarie, serbatoi per l'acqua, mattonelle e pavimenti vinilici, guaine isolanti, freni ascensori, guarnizioni portelli caldaie ecc...

Domande alla sig.ra Anna Ricchi del Servizio di prevenzione Salute in Ambiente di Lavoro del' A.USL di Modena

1) Di che cosa si occupa il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL?

Risposta : Le attività del Dipartimento sono finalizzate alla prevenzione collettiva e alla tutela della salute pubblica dai rischi di origine ambientale, lavorativa, alimentare e di tutela della salute e del benessere degli animali.

 2) Possiamo fare qualche esempio ai condomini ?

Risposta :

  • viene effettuata una attività di vigilanza e controllo nei luoghi di lavoro ed in altri ambienti di vita (quali scuole, mense, bar, strutture sportive..) per verificare il rispetto della normativa specifica;

  • vigilanza e controllo per la sicurezza alimentare dall’igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche alla trasformazione e distribuzione degli alimenti;

  • effettuazione di vaccinazioni contro le malattie infettive negli adulti e consulenza per viaggiatori internazionali;

  • vengono svolte attività di formazione e informazione rivolte ai lavoratori, alle aziende, alle associazioni, ai cittadini al fine di promuovere lo sviluppo e la diffusione della cultura della prevenzione e protezione da rischi in ambienti di lavoro e di vita.

3) Cos’è l’amianto ?

Risposta :  L’amianto è un minerale che si trova in natura in diverse parti del globo terrestre e si ottiene dalle rocce estratte in genere da miniere a cielo aperto. E’ costituito da fibre molto flessibili, è resistente al calore, all’azione di agenti chimici, all’usura, è facilmente filabile ed ha buone capacità fonoassorbenti. Grazie alle sue caratteristiche e al basso costo di lavorazione è stato largamente usato  in passato per la produzione di circa 3000 manufatti diversi.

4) Dove troviamo l’amianto ?

Risposta : Ha trovato applicazione come isolante antincendio e  acustico, negli edifici civili e industriali, cinema, scuole, carrozze ferroviarie e navi, e come isolante termico nelle centrali termiche ed elettriche. E’ stato filato e tessuto per produrre tute protettive, corde e filati; miscelato con altri materiali, come il cemento e le resine, per creare lastre e tegole per tetti, tubi  e pavimenti.
Dal 1994 è cessata definitivamente la produzione e la commercializzazione di materiale contenente amianto a seguito dell’emanazione della Legge 257 del 27 marzo 1992, pertanto lo possiamo ancora trovare in prodotti realizzati solo prima di questa data. In edilizia il prodotto più noto è l’eternit, una miscela di cemento e amianto usato per lastre di copertura, tubi, canne fumarie, serbatoi per acqua, cucce per  cani e fioriere.

5) Perché è pericoloso l’amianto ?

Risposta : La pericolosità dell’amianto è legata alla sua struttura fibrosa e  alla capacità dei materiali di    rilasciare fibre potenzialmente inalabili. Nei diversi manufatti le fibre di amianto possono essere libere o debolmente legate, come ad esempio nei rivestimenti isolanti di tubi:  in questo caso si parla di amianto in matrice friabile. Nell’impasto con cemento (eternit) o con resine viniliche (linoleum) le fibre sono legate in una matrice stabile e solida: in questo caso si parla di matrice compatta. L’amianto in matrice friabile, che può essere ridotto in polvere con la semplice pressione manuale, rilascia fibre più facilmente pertanto è considerato più pericoloso dell’amianto in matrice compatta.
Le fibre di amianto tendono a sfaldarsi in senso longitudinale e possono essere mille volte più sottili di un capello umano. Se inalate penetrano in profondità fino a raggiungere gli alveoli polmonari. Le fibre inalate possono rimanere nei polmoni per decine di anni.

6) Quali sono le malattie che ne possono derivare ?

Risposta : Le fibre potenzialmente inalabili sono la causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell’apparato respiratorio.

L’amianto può determinare, a causa dell’accumulo di fibre nei polmoni, una malattia respiratoria chiamata asbestosi, fortemente invalidante, causa di insufficienza respiratoria cronica, irreversibile. Questa malattia si riscontra prevalentemente nei lavoratori che per motivi professionali sono stati esposti  per lunghi periodi e ad elevate concentrazioni, a questo inquinante.
Altra malattia è il tumore al polmone che si verifica anche per esposizioni a basse dosi. Il fumo di sigaretta, che è un’altra importante causa del tumore, quando associato ad amianto ne potenzia l’effetto  aumentando  il rischio di cancro al polmone.
Altra malattia riferibile all’amianto è il mesotelioma maligno della pleura, ossia della membrana di rivestimento del polmone; è un tumore raro.
L’insorgenza di tali malattie si manifesta in genere fra i 10 e 15 anni nel caso dell’asbestosi e fra i 20 e 40 anni per i tumori, dopo la prima esposizione.

7) La semplice presenza di amianto in un edificio comporta rischi per la salute ?

Risposta : NO, il rischio amianto non è rappresentato dalla semplice presenza del materiale. Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso è molto improbabile che esista un pericolo di rilascio di fibre. Tuttavia quando questi materiali sono friabili o lo diventano iniziando a sfaldarsi a causa dell’azione di agenti esterni come urti, pioggia o altro, possono sprigionarsi delle fibre di amianto che possono essere inalate e quindi dannose per la salute dell’uomo.

8) Ma un cittadino come fa a riconoscere materiali che contengono amianto nella propria abitazione ?

Risposta : Di norma i materiali che possono contenere amianto appartengono a categorie di manufatti edili quali tubi di scarico, lastre ondulate per la copertura del tetto, canne fumarie, controsoffitti, se installati prima del 1992/ 1994. Si può riscontrare presenza di amianto anche nelle guarnizioni delle caldaie o pannelli antincendio presenti all’interno delle centrali termiche di condomini, sempre se acquistati o installati  prima del 1992/94.

Per una persona esperta l’identificazione dell’amianto è relativamente facile, o meglio una persona esperta è in grado di stabilire per quali materiali si può escludere la presenza di amianto e per quali è invece necessaria l’analisi del laboratorio.

9) A chi deve rivolgersi un cittadino per far analizzare i materiali contenenti amianto ?

Risposta : Il cittadino può prelevare autonomamente un campione di materiale e portarlo presso un laboratorio privato o presso il laboratorio dell’ARPA di Reggio Emilia. Si sottolinea però la necessità di porre molta attenzione e di indossare almeno una maschera di protezione con filtro P3, durante la fase del campionamento che prevede sempre la rottura, anche se in piccola parte, del manufatto, per evitare di inalare o disperdere fibre nell’aria. La zona deve essere pulita con stracci umidi per raccogliere la polvere che si produce. Inoltre quando è necessario salire sulla copertura dell’edificio, per campionare le lastre, è indispensabile assicurarsi della sua tenuta e predisporre comunque idonee misure di sicurezza per prevenire il rischio di caduta dall’alto.

In alternativa il cittadino può rivolgersi a consulenti privati, tecnici di fiducia o alle Sezioni territoriali dell’Agenzia Regionale Per l’Ambiente (ARPA).

10) Se c’è amianto che obblighi ha il proprietario dell’immobile ?

Risposta : In base alla normativa vigente, in particolare il Decreto Ministeriale del 6 settembre 1994, il proprietario deve effettuare la valutazione del rischio per verificare le condizioni del materiale contenente amianto. In base alla classificazione dovrà poi adottare le relative misure di contenimento del rischio indicate sempre nello stesso decreto.

La valutazione dovrà essere ripetuta periodicamente e dovrà essere messo in atto un programma di controllo e manutenzione che prevede la designazione di una figura responsabile, la tenuta di documentazione da cui risulti l’ubicazione dei materiali contenenti amianto,  l’informazione agli occupanti dell’edificio della presenza di amianto e la predisposizione di procedure di sicurezza per chi può operare nei pressi o sui materiali stessi come i manutentori, gli installatori, gli addetti delle imprese di pulizia.

Nel caso di presenza di materiali contenenti amianto in matrice friabile il proprietario deve comunicarlo all’Azienda USL e fare ispezionare l’edificio almeno una volta all’anno da personale in grado di valutare le condizioni del materiale. Deve inoltre redigere un dettagliato rapporto corredato da fotografie e trasmetterlo all’Azienda USL di competenza territoriale che ha la facoltà di prescrivere un monitoraggio ambientale periodico delle fibre aerodisperse all’interno dell’edificio.

11) Come fa il cittadino a valutare il rischio ?

Risposta : Nel decreto ministeriale richiamato in precedenza sono riportati i criteri da seguire per effettuare la valutazione, inoltre è allegata una scheda di sopralluogo per l’accertamento della presenza del materiale contenente amianto da compilare separatamente per ciascuna area dell’edificio.

La Regione Emilia Romagna, in considerazione della notevole importanza che attualmente viene attribuita alla problematica riguardante le coperture in cemento amianto per i possibili rischi per la salute che possono derivare alla popolazione, ha ritenuto di predisporre delle linee guida come strumento di facile applicazione per valutare lo stato di conservazione del manufatto, rivolto a tutti i cittadini proprietari di immobili, le associazioni e agli enti che li rappresentano. Le linee guida sono disponibili sul sito internet della regione (all’indirizzo www.regione.emilia-romagna.it/sanita/amianto/news.htm), e sono disponibili anche presso le sedi territoriali dell’azienda USL e dell’ARPA.
Le linee guida danno le indicazioni operative per rilevare lo stato di conservazione della copertura e dettano le azioni che il proprietario deve compiere all’esito del giudizio espresso sullo stato di conservazione, consigliando tempi e metodi di bonifica.

alcuni argomenti di Giovedì 3 novembre 2005 ore19,50 - puntata n° 8
Bonifica e smaltimento dell 'amianto

Domande alla sig.ra Anna Ricchi del Servivio di prevenzione Salute in Ambiente di Lavoro del' A.USL di Modena

12)In che cosa consiste la bonifica dell’amianto ?

Risposta : Le metodologie tecniche di bonifica si dividono in tre tipologie: incapsulamento, sovracopertura e rimozione. L’incapsulamento è un trattamento dei materiali contenenti amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che formano uno strato di protezione sulla sua superficie. Il confinamento consiste nell’installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio o dell’ambiente esterno realizzando inoltre una barriera resistente agli urti.
Il principale inconveniente di questi due tipi di bonifica è rappresentato dalla permanenza nell’edificio del materiale di amianto e dalla conseguente necessità di mantenere un programma di controllo e manutenzione.
La rimozione è l’unico metodo che risolve alla radice il problema,ma è anche quello che necessita di maggiori cautele durante l’intervento in quanto si può determinare una notevole dispersione di fibre. L’amianto rimosso deve essere smaltito come rifiuto pericoloso.

13) Chi può fare la bonifica dell’amianto ?

Risposta : La bonifica può essere eseguita dal proprietario o da imprese specializzate. Le imprese devono essere iscritte ad una speciale sezione dell’Albo Nazionale dei Bonificatori, ed i lavoratori devono essere in possesso di un attestato di formazione professionale e idoneità sanitaria alla mansione. L’impresa che esegue la bonifica per rimozione deve predisporre un dettagliato piano di lavoro da sottoporre al parere preventivo dell’Azienda USL competente per territorio. Il trasporto del materiale rimosso in idonea discarica viene effettuato da un trasportatore autorizzato per rifiuti pericolosi.

14) Cosa deve fare il proprietario che esegue in proprio la bonifica per rimozione ?

Risposta : Innanzitutto deve rispettare le procedure tecniche riportate nel decreto Ministeriale del 6 settembre 1994: trattare preliminarmente il materiale con soluzione incapsulante colorata (per trattenere le fibre durante la rimozione), rimuovere il materiale evitando di romperlo, racchiudere il materiale rimosso con fogli di polietilene e nastro adesivo, smaltirlo in modo idoneo. Il proprietario può trasportare in discarica o nelle isole ecologiche autorizzate, non più di 30 Kg al giorno. Praticamente si sconsiglia la bonifica da parte del proprietario, quando si tratti di grossi quantitativi o di superfici di grandi dimensioni, perché l’intervento presenta molti problemi tecnici e lo espone alle sanzioni previste dalla Legge 257 del 1992.
In provincia di Modena, il cittadino che intenda procedere alla bonifica per rimozione deve presentare un piano di lavoro semplificato all’Azienda USL competente per territorio prima di iniziare i lavori per ottenere un nullaosta che gli permette di conferire i rifiuti in discarica.
Il piano di lavoro si può reperire presso le sedi dell’Azienda USL che sono sempre a disposizione per fornire tutte le informazioni richieste. Ricordo che le sedi dell’Azienda USL sono a Modena, Vignola, Sassuolo, Pavullo, Mirandola e Carpi.

15) Dove può conferire i rifiuti di amianto il privato cittadino?

Risposta : In provincia di Modena sono attive due discariche autorizzate a smaltire i rifiuti contenenti amianto: SAT di Sassuolo e META di Modena. Il cittadino può inoltre conferire piccoli quantitativi di rifiuti di amianto presso alcune isole ecologiche: Bomporto, Castelfranco, Castelnuovo, Castelvetro, Modena. Per ulteriori informazione riguardo al conferimento dei rifiuti sono a disposizione le sedi distrettuali dell’ARPA. Ricordo anche in questo caso le sedi dell’ARPA: Modena, Maranello, Pavullo, Carpi e Mirandola.

Istituti di credito

Domanda a Angelo Mazza della ResidenT®
Parliamo degli istituti di credito ?   >>> http://www.resident.it/banche.htm

Risposta : Il sistema bancario cittadino si è aperto a istituti nazionali ed esteri.
Da qualche anno anche su Internet ci sono proposte per conti correnti condominiali.
Insomma ci sono novità interessanti

Anche sotto il profilo dei costi ?

Risposta : Mediamente i conti correnti personali costano circa 300 euro l'anno.
Il contenimento e l'abbattimento dei costi sono un nostro costante obiettivo, per questo abbiamo elaborato nuove strategie.

Sono strategie particolari o ce le può esporre ?

Risposta : Nessun segreto, ne parlo volentieri.

Prima di tutto occorre fare attenzione ai rapporti che si vengono ad instaurare.

Sarebbe a dire ?

Risposta : Nel caso di individui o aziende il rapporto che si instaura con la banca è di 1 a 1.
un individuo/azienda - un conto.
In questa situazione occorre fare l'interesse di uno e posso scegliere qualsiasi banca mi offra di volta in volta le condizioni migliori.

Capisco, e nel caso dei condomini ?

Risposta : L'amministratore gestisce su mandato di molti condomini un conto; quindi il rapporto è di molti a uno, il contrario del caso precedente.
In condominio occorre fare l'interesse della maggioranza, non di un condomino.

Quindi ?

Risposta : Quindi occorre prendere in considerazione dove la maggioranza dei condomini hanno i conti correnti e scegliere quell' istituto per fare conseguire il massimo risparmio.

Lei ha parlato di costi sui conti correnti, ma ci sono costi anche nelle operazioni tra banca e banca !

Risposta : Proprio il fatto che le operazioni di trasferimento del denaro tra istituti diversi costano, tende a limitare le scelte tra gli istituti con la massima diffusione di sportelli sul territorio.
Di solito non ci sono costi tra filiali della stessa banca.

Domanda a Gabriella Artioli della ResidenT®

Nei vostri condomini avete anche conti on line ?

Risposta : Nel tempo, con l'esperienza e con la collaborazione dei condomini, abbiamo selezionato ottime proposte di c/c on line.

Domande alla sig.ra Rossella Azzali di Rasbank sui c/c on line e investimenti
Prima di parlare dei conti correnti ci può illustrare Rasbank ?

Risposta : Rasbank è una azienda di comprovata e storica serietà: è di questi giorni la notizia che RAS e Allianz  saranno insieme per la costituzione di una nuova società europea.
Il progetto di fusione ha come scopo la creazione di significative sinergie ed efficienze dal punto di vista industriale e strategico tra Allianz, la capogruppo tedesca, e Ras.
L’attività di Ras proseguirà in piena continuità con la possibilità, per tutti i clienti, di scegliere tra prodotti e servizi provenienti da tutto il mondo grazie alla integrazione con un gruppo globale protagonista su tutti i mercati finanziari internazionali qual è Allianz.

Domanda di Angelo Mazza della ResidenT®

Per fare le più semplici operazioni bancarie in Italia si spendono mediamente 252 euro l'anno.
Gli Italiani sono tra i cittadini  al mondo che  spendono di più per staccare un assegno o farsi accreditare lo stipendio.
Cosa propone Rasbank ai condomini ?

Risposta : Il Conto Vedo di Rasbank.

I punti di forza del conto VEDO di Rasbank sono quelli che servono alle persone in un contesto di sempre maggiore comodità e affidabilità :

  • massima comodità di utilizzo.  

  • massimo contenimento dei costi dei servizi e delle operazioni bancarie.

Il Conto Vedo di Rasbank è un conto accessibile anche su internet ?

Risposta : Certamente.

La rivoluzione tecnologica  ha modificato abitudini e stili di vita delle persone,  è cambiata l'organizzazione delle aziende ed anche la struttura degli istituti di credito.
Gli accessi via internet in banca sono ancora un fenomeno d'elite ?

Risposta : Secondo recentissimi dati dell’e-Committe dell’ABI  gli utenti che utilizzano Internet per entrare virtualmente nella loro filiale di banca, sono in costante velocissimo aumento((+ 65%i  correnti su internet): quindi comodità e velocità sono  necessità estremamente sentite.

Per il Direttore generale dell’ABI Giuseppe Zadra «i clienti italiani sono più maturi e in linea con l’Europa; la multicanalità funziona».

Sempre più e-banking in Italia: sono 8 milioni gli italiani che possono usare un conto internet, rilevati al 31 dicembre dello scorso anno e hanno raggiunto quota 6,5 milioni i conti correnti bancari internet, facendo registrare una crescita del 65% rispetto al 2003.
Il Rapporto conferma che la strategia “multicanale” delle banche funziona: gli italiani “entrano” in banca via internet non solo per accedere ai servizi informativi - per esempio per conoscere la disponibilità sul proprio conto corrente - ma anche per fare altre operazioni come i bonifici o i pagamenti delle imposte» ha detto il Direttore generale dell’ABI Giuseppe Zadra commentando la ricerca dell’e-Committee. 

I correntisti in rete compiono tutte le operazioni che eseguono allo sportello fisico o si limitano alla sola consultazione ?

Risposta : Dal rapporto, presentato al Convegno “Internet e la Banca 2005 - Banca e cliente etra Web e Mobile”, risulta che nel 2004 il 55% dei conti internet è stato classificato come dispositivo, cioè è usato anche per fare operazioni oltre che per tutti i servizi informativi (saldo, disponibilità e movimenti), con un numero di operazioni medie pari a un bonifico al mese, per un valore medio di 15.000 euro all’anno per conto. 
Il ventaglio di servizi dispositivi di internet banking è molto articolato: nel secondo rapporto, realizzato su un campione di 139 banche (pari al 71% del numero dei conti correnti bancari), è emersa una crescita importante nel livello di offerta sui servizi di pagamento, che nel complesso è offerto oggi dall’87% delle banche italiane. 

Possiamo citare ad esempio alcuni servizi che si possono fare via internet ?

Risposta : Oltre ai servizi di bonifico e giroconto, il 72% dei clienti di internet banking può effettuare di pagamento: F24, Ici, Mav, Rav, utenze e bollettini postali. ricariche telefoniche dal sito della propria banca e oltre il 20% può accedere agli altri servizi.

Particolarmente diffusa la richiesta di attivazione del servizio di domiciliazione delle utenze (30% clientela internet).

Torniamo al conto Vedo, come funziona in dettaglio ?

Risposta : “ Vedo” ,  è  un conto che  semplifica la vita, poiché si può decidere quando e come entrare in banca:  si usa quando si vuole, 24 ore su 24, e come si preferisce: al telefono o al computer, al cellulare,  via sms o palmare.

  • Permette di evitare le code ed i tempi di trasferimento:

  • Pagare l'affitto della casa al mare, le bollette o le tasse in totale sicurezza senza perdere tempo o muoversi dalla scrivania, anche con il cellulare, potendo sempre archiviare la ricevuta di pagamento.

  • Permette di prelevare gratis da tutti gli sportelli bancari d’Europa

  • Con il nostro bancomat, si può prelevare ovunque senza commissioni aggiuntive.

 Questi sono i servizi esclusivi e gratuiti:

  • Prelievo bancomat in tutti gli sportelli, di tutte le banche, in Italia e in Europa gratuito

  • Servizio internet e telefonico gratuito

  • Rilascio carta di credito gratuito

  • Libretto assegni gratuito

  • Bonifico tramite internet gratuito

  • Pagamento bollette utenze (Enel, Telecom, ecc) gratuito

  • Estratto conto ed estratto titoli semestrale gratuito

  • Custodia titoli Italia e Estero gratuito

  • Semplice e sicuro anche da casa e dall'ufficio

 Un grande valore aggiunto è dato dalla  tecnologia, che  si aggiunge comunque alla  presenza del fattore umano: dalle 8.30 alle 21 di tutti i giorni,  fino alle 14 il sabato, c’è uno specialista a disposizione, che garantisce assistenza e professionalità.
Anche il promotore finanziario è a disposizione per scelte qualificate di asset allocation, o per necessità di mutui o finanziamenti, o per essere di supporto nell’attivare i servizi come bancomat o carta di credito.

Il conto Vedo  "tiene conto" del tuo valore...

E’ per chi ha affidato a RasBank il suo progetto di benessere futuro e per chi cerca un conto semplice, affidabile, conveniente e sicuro.
Il conto che ''tiene conto'' del tuo valore e premia la tua fiducia automaticamente, sulla base dell'ammontare dei tuoi depositi e di tutte le scelte di risparmio che hai fatto con il Gruppo Ras (fondi comuni, titoli, polizze vita).
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Si può provare, senza impegno: cerca un conto corrente che "regala" sei mesi a canone zero, con tutti gli strumenti di pagamento gratuiti prelievo bancomat, estratto conto, servizi internet e telefonici gratuiti.

E' vero che Vedo aderisce al Fondo di Tutela dei depositi ?

Risposta : Il conto Vedo, come tutti i conti delle banche italiane aderenti al "Fondo Interbancario di Tutela dei depositi" (FITD),  tutela ciascun depositante per 103.291,38 Euro: una banca  on-line dà le stesse garanzie di una banca tradizionale.

Come posso operare facilmente ed in sicurezza via internet ?

Risposta : Con Vedo si può eseguire qualsiasi operazione di conto e sul proprio portafoglio titoli digitando  nell'area on line riservata i codici personali assegnati da  RasBank.

E gli altri canali di accesso ?

Risposta :

Il Telefono
tramite telefono fisso o cellulare, si chiama dall'Italia il numero verde 800.22.33.44, dall'estero il numero +39.02.34.99.31.32.
Si può parlare, se si vuole, anche con un nostro operatore.

Il Palmare

ovunque si sia, collegandosi all'indirizzo pda.rasbank.it, si può entrare in banca

Via Wap

con telefoni cellulari GSM compatibili si ha accesso da wap.rasbank.it alla situazione del proprio conto e del proprio portafoglio titoli

L' Sms

è un sistema comodo e rapido per ricevere, automaticamente o a richiesta, un sms da RasBank con le informazioni che si desiderano. Il servizio va attivato con un operatore RasBank o nell'area riservata online )

Ma per ogni canale devo ricordarmi o conservare diversi codici ?

Risposta : I codici di accesso sono gli stessi per tutti i canali

Non si devono ricordarti codici diversi a seconda del canale che si utilizza. Le nostre porte si aprono, sempre con gli stessi comandi che conosci solo tu.

Spesso i conti correnti sono rigidi, hanno prestazioni prestabilite e non si adattano alle mutate condizioni di vita o al crescere degli investimenti.

Risposta : Vedo è’ un  conto cresce al crescere degli investimenti con noi.

Mettere su famiglia, andare ad abitare da solo, inventarti il lavoro che fa per te o semplicemente concederti qualcosa che hai sempre desiderato: Conto Vedo ti aiuta a farlo con sicurezza e tranquillità grazie alla gratuità di tutti i servizi ad esso collegati e dandoti la possibilità di richiedere mutui o prestiti pensati per chi ha tanto tempo davanti e grandi obiettivi da raggiungere.

  • voglio acquistare casa

  • devo comprare l'auto nuova

  • voglio finalmente partire per la vacanza dei miei sogni

  • desidero frequentare un master all'estero

Come faccio a conoscere costi e rendimenti il conto Vedo ?

Si può fare su internet, in pochi secondi, rispondendo a  domande sull’uso che si fa del conto, come numero e tipo di operazioni, strumenti di pagamento che si usano  ed investimenti.

Bene abbiamo fatto un viaggio nei conti correnti on line con Rasbank, ricapitolando ?

Risposta : Riassumiamo i vantaggi:

  • Rasbank è sempre dalla tua parte, perchè avrai le migliori condizioni senza doverle chiedere, ma automaticamente

  • RasBank aderisce a Patti Chiari

  • Hai uno specialista a tua disposizione che ti garantisce assistenza e professionalità

  • Ci piace distinguerci I nostri promotori non sono amanti del pericolo

  • Ti riconosciamo e ti offriamo le migliori condizioni: Conto Vedo

  • Ti riconosciamo per nome e cognome quando chiami il Contact Center

  • Premiamo la tua fiducia, aiutandoti a realizzare i tuoi progetti: Scelgo Progettare e Scelgo Abitare

  • Mettiamo la tecnologia al tuo servizio, perchè vogliamo semplificarti la vita. Non più pensieri e totale sicurezza grazie ad una unica modalità di accesso per tutti i canali

alcuni argomenti di Giovedì 10 novembre 2005 ore 19,50 - puntata n° 9
Aumenti tariffari gas, elettricità, acqua, servizi ambientali

Domande al dott. Matteo Ballarin, Direttore Esecutivo di MetaEnergy   Sul tema: "Aumenti tariffari gas, elettricità, acqua, servizi ambientali"




1) Per quali motivi si sono recentemente verificati aumenti tariffari per i servizi pubblici, come gas, energia elettrica, acqua?

2) Per energia elettrica e gas, in particolare, perché si è giunti all’aumento tariffario?

3) Gli aumenti tariffari relativi all’acqua sono anch’essi dovuti a decisioni prese a livello nazionale?

4) Il tanto auspicato passaggio, per l’energia, a fonti rinnovabili potrebbe incidere sui prezzi in modo consistente?

5) Quali sarebbero, in conclusione, gli interventi auspicabili e necessari per ottenere un contenimento dei prezzi?

 Domande a Gabriella Artioli della ResidenT®

Sentiamo spesso parlare di risparmio, ma come mai in condominio i costi aumentano sempre ?

Risposta : Se nel mondo il costo dell'energia aumenta noi ne avvertiamo il disagio.
Non è detto però che non si possa fare nulla.
Da tempo nell' edilizia si va diffondendo il concetto di diagnosi e certificazione energetica

Sarebbe a dire ?

Risposta : Possiamo fare molto per contrastare i sempre maggior costi dell'energia
Prima di tutto occorre cambiare il nostro modo di concepire il risparmio.
Come per dimagrire occorre seguire una dieta personalizzata e non mangiare molto, per risparmiare occorre applicare precisi metodi per consumare meno.
Per far questo esiste da tempo la possibilità di effettuare la diagnosi energetica degli edifici.

Domande a Angelo Mazza della ResidenT® 

La diagnosi energetica è una di quelle nuove tecnologie di cui si sente parlare da qualche tempo ?

Risposta : Resident se ne serve con successo dal 1987.
sul nostro sito ci sono esempi di questo sistema di diagnosi

In che cosa consiste questa diagnosi ?

Risposta : Consiste nell' individuare e classificare le dispersioni energetiche degli edifici: la percentuale dispersa dal soffitto, dal pavimento, dalle pareti, dalle finestre, dai vani sotto finestra o da altre strutture dell’edificio.
I valori anomali consentono di identificare le parti "sofferenti" dell’edificio o dell’impianto, che risultano bisognosi di "cure".

Che cure si possono somministrare ad esempio ?

Risposta : Spesso accade di scoprire, che è opportuno isolare il sottotetto o sostituire il generatore di calore.
Questi interventi, di solito si ripagano in poche stagioni di riscaldamento.
Con opportuni finanziamenti e dilazioni di pagamento si possono realizzare interventi a costi praticamente nulli, riducendo i consumi permanentemente.
Nei casi più sfavorevoli, i tempi di ritorno dell’investimento possono essere dell’ordine di tre o cinque anni. Si tratta sempre di investimenti ad alta redditività.

Ma se dopo l'intervento il costo dell'energia continua a salire come avviene sempre ?

Risposta : L'aumento del costo dell'energia non dipende dai condomini, mentre ridurre percentualmente i consumi sì.
Tuttavia, una volta conseguito il risultato previsto la diagnosi deve essere aggiornata alla nuova situazione per individuare nuove possibilità di migliorare le caratteristiche energetiche dei fabbricati e contrastare così l'aumento dei costi.

Quindi esistono anche delle convenienze che a prima vista non si notano ?

Risposta : Io personalmente nello scegliere un immobile da acquistare o da locare preferisco pagare di più quello che mi fa spendere meno energicamente a parità di altre condizioni.
E poi così facendo contribuisco alla riduzione delle emissioni di gas nocivi.
Tutte queste logiche sono già presenti da tempo nel mercato immobiliare.

Potabilità dell'acqua

Domande a Gabriella Artioli della ResidenT®  http://www.resident.it/acque.htm

Vi siete mai posti il problema dell' acqua ?  è vero che gli amministratori sono responsabili della qualità dell'acqua che consumano i condomini ?

Risposta : In passato diverse circolari da parte di associazioni e fornitori avvertivano l'amm.re di questa sua nuova responsabilità e quindi si prospettavano procedure costose e obbligatorie da attuare a tappeto nei condomini, ma come spesso accade, prima di agire è meglio sapere entrare nel merito.

E dopo essere entrati nel merito ?

Risposta : Abbiamo capito che il Decreto Legislativo n° 31 del 2001 parla di potabilità e di responsabilità delle acque destinate al consumo umano, ma al punto d'uso, cioè dove l'acqua è resa disponibile per il consumo.

E questo cosa significa per i condomini ?

Risposta : Significa che la norma precisa come la responsabilità di garantire i requisiti di potabilità spetta al gestore dell'acquedotto fino al punto di consegna (di regola il contatore)
All'amministratore del condominio resta la responsabilità di garantire che i requisiti di potabilità siano mantenuti fino ai rubinetti o, per meglio dire, lungo tutta la rete idrica condominiale, come sempre.

Se un condomino modifica le caratteristiche dell'acqua che gli viene fornita installando per sè, un impianto di trattamento che non funziona come dovrebbe, è responsabile l'amministratore ?

Risposta : No di certo, l'iniziativa è personale e ne risponde chi la pone in atto.
Per quanto ci riguarda, procediamo ad effettuare controlli, solo in caso di anomalie nella rete condominiale.
Se, come è avvenuto ci rendiamo conto che la salute dei condomini è in pericolo a causa di eventi come la legionella, adottiamo i provvedimenti necessari a ristabilire i requisiti di potabilità.

La legionella

Domande a Angelo Mazza della ResidenT®  http://www.resident.it/legionella.htm

Cosa c'entra la Legionella col condominio, non è il morbo del legionario ?

Risposta :  Durante un raduno di 4.000 ex combattenti della guerra del Vietnam nell’agosto del 1976, si ammalarono di polmonite febbrile 221 congressisti e 34 morirono a causa di un nuovo batterio che fu isolato dall’acqua dell’impianto di condizionamento e a cui fu dato il nome di Legionella.
Successivamente, le indagini hanno attribuito agli stessi batteri numerosi casi ed epidemie di polmoniti acute di cui non era stata identificata la causa.
In Italia, l’epidemia ha colpito l’ospedale delle Molinette a Torino negli anni 1984 e 1985.

Ci sono casi di Legionella nei condomini ?

Risposta : Sì, la prima volta che è stata trovata la Legionella, in un impianto condominiale a Modena, si trattava di uno dei nostri.
Non c'erano precedenti. Per questo non è stato facile, ma in 3 giorni abbiamo debellato il batterio.

Sì ma adesso quei condomini sono sicuri che tutto sia sotto controllo ?

Risposta : Le analisi lo confermano.
Per il futuro ResidenT® con la collaborazione dell' A. USL e della Ferrari Giuseppe S.r.l ha già individuato e predisposto semplici procedure di monitoraggio atte a prevenire lo sviluppo del batterio della legionella ed a mantenere la qualità dell’acqua.

Domande a Giuseppe Ferrari della Ferrari Giuseppe S.r.l

  • Di che cosa si occupa la Ferrari Giuseppe s.r.l. ?

  • In che cosa consiste il trattamento delle acqua di ingresso ?

  • Possiamo chiederLe di parlarci della Sua esperienza sulla legionella ?

  • Il prodotto specifico è il cloro ?

  • In che cosa consiste l'intervento per la disinfestazione dei vecchi impianti ?

  • Cosa bisogna fare preventivamente per eliminare il rischio di infezione ?

alcuni argomenti di Giovedì 17 novembre 2005 ore 19,50 - puntata n° 10
Acqua, Energia e gas. Come risparmiare in bolletta

 

 

Domande al dott. Matteo Ballarin, Direttore Esecutivo di MetaEnergy
Sul tema:  "come risparmiare in bolletta"

1) Come nascono le tariffe che vengono applicate a Modena per i servizi pubblici ?

2) La liberalizzazione del mercato quali vantaggi può dare ?

3) Cosa può fare il cittadino per risparmiare ?

4) Cosa si può fare per risparmiare sulla bolletta dell’acqua ?

5) Cosa è possibile fare per risparmiare su luce e gas ?

6) E’ possibile risparmiare anche sui servizi ambientali? )

Domande a Angelo Mazza della ResidenT®

I seminari di ResidenT® : 
http://www.resident.it/seminario_2003.htm

http://www.resident.it/seminario_2005_2006.htm

Perché organizza dei seminari,  per chi e con quali argomenti ?

Risposta : Non solo seminari.
Quasi settimanalmente ci troviamo tutti, sede, filiali e stagisti.
In quegli incontri valutiamo le tecnologie, la giurisprudenza, le imprese che lavorano nei condomini.
Periodicamente organizzo seminari per approfondire le nostre conoscenze anche nelle tematiche condominiali.
Attualmente è in corso quello biennale 2005-2006 intitolato "l'intelligenza"
I contenuti principali sono sul nostro sito www.resident.it

Prospettive di lavoro in ResidenT® : http://www.resident.it/lavora_con_noi.htm

A proposito ho visto sul vostro sito che offrite anche prospettive di lavoro ?

Risposta : Sì a chi dimostra di saper acquisire i nostri metodi e riesce a mantenere il livello qualitativo, che riteniamo indispensabile, offriamo di lavorare con noi come professionisti.

Chi è interessato visiti il nostro sito www.resident.it   alla pagina http://www.resident.it/lavora_con_noi.htm
dove troverà indicazioni utili e se lo desidera potrà inviare un  fax allo 059 2929097 o scrivere a resident@resident.it
per ulteriori informazioni

Domande a Gabriella Artioli della ResidenT®

Nelle nostre case ci muoviamo sempre di più tra impianti e sistemi che ci facilitano la vita, ma l'amministratore come esercita il controllo sulla loro sicurezza ?

Risposta : La responsabilità, deriva dal semplice mancato rispetto delle regole di diligenza.

Bene la massima, ma in pratica ?

Risposta : Nella pratica, risponde dell'eventuale "incidente" / "delitto" l'installatore di uno scaldabagno a gas, sistemato senza la predisposizione di opere accessorie necessarie e senza il preventivo accertamento che la relativa canna di esalazione sia idonea, in tutte le possibili condizioni atmosferiche e con tutte le prevedibili modalità d'uso.
Negli impianti condominiali (idraulico, elettrico, videocitofonico, ascensore, riscaldamento, ecc..) occorre rispettare le norme di sicurezza previste dalla 46-90 che inizialmente è stata poco recepita anche perché insufficientemente reclamizzata.

E dopo ?

Risposta : Inizialmente c'è stato interesse sull'argomento, ma dopo, forse anche a causa dei mancati controlli da parte degli organi competenti sono ancora moltissimi gli impianti su cui non è stato fatto nessun intervento e quindi fuori norma.
Noi stessi ci troviamo a disagio difronte a operatori che interpretano, ancora oggi, la norma a modo loro mettendo a repentaglio la sicurezza dei condomini.

Come fate a tutelare i condomini ?

Risposta : A scanso di possibili sorprese, o riceviamo dichiarazioni di conformità adeguate o facciamo verificare la rispondenza alle norme.

Nessuna responsabilità per gli installatori ?

Risposta : La norma sulla sicurezza degli impianti, obbliga gli Installatori, al termine dei lavori, a rilasciare al Committente la "Dichiarazione di Conformità" degli impianti realizzati.
Questo documento è la affermazione dell’Installatore, sotto la propria responsabilità, della corrispondenza dell’impianto all’intera normativa vigente.

Sicurezza Impianti

Domande a Fabio Vaccari di Ellisse s.r.l. - Sicurezza impianti

1.Cosa deve richiedere l’utente o l’amministratore che vuole fare un adeguamento del proprio impianto alla legge 46/90 ?

Risposta : Affidare gli interventi sull’impianto elettrico (inclusa la manutenzione) ad installatori od imprese installatrici abilitate.

Per avere l’abilitazione l’installatore/impresa installatrice deve:

  • essere iscritta alla Camera di Commercio o all’albo delle imprese artigiane

  • avere l’installatore (o il responsabile tecnico dell’impresa installatrice) determinati requisiti tecnico professionali.

Dunque, prima di affidare un lavoro sull’impianto elettrico è opportuno che l’utente si faccia rilasciare dall’installatore o impresa installatrice una dichiarazione nella quale dichiara di essere in possesso dell’abilitazione prevista dalla legge 46/90.

Affidare l’intervento sull’impianto elettrico a installatori od imprese installatrici non abilitate è un rischio che è opportuno che l’utente non corra, poiché in caso di infortunio o danni dovuti all’impianto l’utente potrebbe essere ritenuto corresponsabile insieme all’installatore ed essere dunque chiamato a risponderne, sia a livello civile che penale (per colpa consistita nell’essersi rivolto ad installatori non abilitati, contrariamente a quanto previsto dalla legge).

2.Terminati i lavori cosa deve essere rilasciato all’ utente da parte dell’ installatore ?

Risposta : Al termine del proprio intervento l’installatore deve rilasciare all’utente (ad eccezione delle operazioni di manutenzione ordinaria) la “dichiarazione di conformità”, ovvero una dichiarazione nella quale dichiara di avere realizzato il proprio intervento a regola d’arte, in conformità alla legge 46/90.
Manutenzione ordinaria significa sostituire un componente elettrico (ad es. una presa o un interruttore) con un componente identico. L’aggiunta di un componente (ad es. una presa) esula dalla manutenzione ordinaria (si tratta già di manutenzione straordinaria) ed è dunque previsto l’obbligo di rilasciare la dichiarazione di conformità.
E’ opportuno che l’utente chieda la dichiarazione di conformità all’installatore perché tale documento costituisce una garanzia a tutela dell’utente.

3.Quando e in che ambiti è necessario il progetto ?

Risposta : In ambito in cui la L. 46/90 prevede che sia obbligatorio il progetto per la realizzazione di un nuovo impianto (o la trasformazione di un impianto esistente) per:

  • le abitazioni con superficie > di 400 m2;

  • gli impianti condominiali di potenza > di 6 Kw.

Nelle aziende e nel terziario il progetto è obbligatorio se la superficie dell’attività è > 200 m2.

Inoltre il progetto è sempre obbligatorio negli ambulatori medici, nei luoghi a maggior rischio in caso di incendio e nei luoghi con pericolo di esplosione.

Nei casi sopra indicati l’utente, in caso di realizzazione di un nuovo impianto (o di trasformazione / ampliamento di un impianto esistente) deve dunque affidare (direttamente o tramite l’installatore) il progetto dell’impianto ad un professionista iscritto all’albo professionale.

Anche in questo caso si sottolinea l’inopportunità per l’utente di non rispettare quanto previsto dalla legge (e dunque far realizzare l’impianto in assenza del progetto, nei casi in cui tale documento è obbligatorio) poiché il rischio è quello di essere ritenuto corresponsabile di eventuali eventi lesivi o danni causati dall’impianto.

Aree PEEP - Trasformazione Diritto di superficie in diritto di proprietà

Domande a Angelo Mazza della ResidenT®
Per vendere un appartamento in area peep devo rapportami con il comune per stabilire il prezzo?

Risposta : Esatto. Chi vende un alloggio P.E.E.P. (Piano Edilizia Economico Popolare) in diritto di superficie o in piena proprietà deve chiedere l'autorizzazione in comune.

Cos'è il diritto di superficie ?

Risposta : E' quella cosa immateriale che si può immaginare esista tra il fabbricato e la superficie del terreno che lo ospita
Il diritto consiste nella possibilità di edificare e mantenere la costruzione sul terreno di proprietà comunale, per un tempo determinato (99 anni anche rinnovabili).

E dopo i 99 anni ?

Risposta : Dopo venendo a mancare il diritto di superficie il proprietario del terreno diviene proprietario anche di quanto sopra edificato.
Ma è meglio che ne parliamo con il sig. Valerio Zanni, Sindaco del comune di S.Cesario

Domande a Valerio Zanni Sindaco del comune di S.Cesario - Vendita delle aree Peep: Il diritto di superficie
TRASFORMAZIONE DEL DIRITTO DI SUPERFICIE IN DIRITTO DI PROPRIETA’ NELLE ZONE P.E.E.P (L. 23/12/1998 n. 448 art. 31, commi 45 - 50)

I suoi cittadini come vedono la trasformazione del diritto di superficie ?

Risposta : Benissimo, l'iniziativa di trasformazione della concessione del diritto di superficie in diritto di proprietà procede con risultati eccellenti. Sono state raccolte quasi cento adesioni provenienti dai cittadini proprietari di appartamenti o villette in Via Agnini, Alessandrini, De Gasperi, Di Vittorio e Rossa.

Si possono ancora fare le domande di riscatto ?

Risposta : Certamente. Considerata l’importanza dell’argomento ricordiamo che la possibilità di riscattare il diritto di superficie in diritto di proprietà è ancora valida e chi è interessato può rivolgersi all’Ufficio Tecnico del Comune per avere tutte le informazioni ed aiuti del caso.

A chi deve chiedere il cittadino per sapere cosa gli costa l'operazione ?

Risposta : Chi è interessato può chiedere al Comune il calcolo del corrispettivo da pagare, per diventare proprietario del lotto su cui insiste la propria abitazione.

Si, ma un possiamo avere una indicazione di massima della spesa ?

Risposta : La somma da versare al Comune, per ottenere la proprietà dell’area, sarà, indicativamente, di poco superiore al 30% del prezzo di mercato attuale di un’area edificabile. Si tratta quindi di un’offerta assai vantaggiosa, tenuto conto inoltre che l’importo potrà essere pagato anche ratealmente.

Come avviene in pratica il passaggio ?

Risposta : Coloro che accetteranno, diventeranno subito proprietari dell’area e, dopo pochi anni, allo scadere della nuova convenzione che sarà stipulata di fronte ad un notaio, potranno vendere o affittare il proprio alloggio al prezzo desiderato e a chiunque.

E per chi non aderisce, cosa cambia ?

Risposta : Chi non aderisce alla proposta, continuerà ad essere obbligato a rispettare le condizioni della convenzione in essere: in particolare dovrà sempre chiedere al Comune il nulla-osta per poter vendere l’alloggio o per affittarlo.

Nei Peep ci sono anche convenzioni in diritto di proprietà, cambia nulla per loro ?

Risposta : Per chi è invece già titolare del diritto di proprietà, la legge offre la possibilità di sostituire la convenzione originaria con un’altra convenzione, in cambio di un corrispettivo.

Allo stato attuale, trascorsi 20 anni dalla stipula del rogito originario, il proprietario per vendere il proprio alloggio, è obbligato a versare un corrispettivo al Comune in cambio dell’apposito nulla-osta, senza il quale l’atto di compravendita è nullo.

Chi invece accetta la proposta del Comune, verserà un corrispettivo quasi dimezzato, e non sarà più obbligato a chiedere il nulla-osta per vendere l’immobile di sua proprietà.

In ogni caso, per qualsiasi informazione e/o chiarimento sarà possibile rivolgersi al Settore LL.PP.-Tecnico manutentivo del Comune: tel. 059/936700 - 059/936731 – 059/936734. SETTORE LAVORI PUBBLICI-TECNICO MANUTENTIVO

 


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