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Il 24 maggio 2008 si è tenuto nella sala Ex
Mercato Bestiame in via canaletto una conferenza
su Casaclima e Modena Futura.
presenti:
Luigi Gilli
Vice presidente Regione Emilia Romagna e assessore alle politiche
abitative
Norbert Lantschner Direttore
Agenzia Casa Clima dell’Alto Adige
Dino Piacentini
presidente APMI
Stefano Betti
Presidente ANCE provincia di Modena
Daniele Sitta
Assessore alla programmazione e Gestione del Territorio comune di Modena
Lauro Lugli
Presidente Abitcoop
ResidenT® s.r.l. amministratore del
complesso Casaclima di via Benassi
Tra
le principali argomentazioni:
Modena è costruita
bene, fin troppo bene al punto che anche i costi in edilizia peep sono
alti
I quartieri a 3 piani
(come nella media dei desideri dei cittadini) al 90 % privi di ascensore
ed hanno alti costi di costruzione ed energetici
La realizzazione dei
edifici costruiti con pochi piani ha prodotto un consumo eccessivo del
territorio, alti costi di manutenzione delle infrastrutture dei
trasporti e dispendio di tempo da parte dei cittadini.
Tra le mode sbagliate
i Quartieri specializzati: residenziali, commerciali, artigianali
che hanno prodotto una spersonalizzazione del territorio e problemi di
ordine pubblico.
La progressiva
scomparsa di neegozi di vicinato ha prodotto anche la conseguente
necessità di spostarsi per acquisti nei Centri Comm.li Super e Iper
mercati.
La crisi dei
trasporti pubblici ha incrementato l’uso dell'auto per spostarsi dalla
abitazione al lavoro ed agli acquisti
Come
procedere alla Riqualificazione edilizia ?
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Casaclima è
già una risposta concreta
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Recupero
residenze degradate (Luigi Gilli Vice presidente Regione Emilia
Romagna e assessore alle politiche abitative)
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Abbattimento
e ricostruzione
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Modena futura
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Studio sul tema dell’abitare
nella Provincia di Modena Abstract
da Legacoop studio sull'abitare marzo 2007 |
ASPETTI ENERGETICI NELLE NUOVE
COSTRUZIONI (Claudia Carani, Lorenza Bertotti)
Attualmente il 40% dei consumi energetici in Europa proviene dagli
edifici, e di questi due terzi dipendono dalle abitazioni, che
richiedono una domanda di energia sempre più elevata principalmente per
un aumento nell’utilizzo di impianti di condizionamento d’aria e
riscaldamento. Il Decreto Legislativo n°311 del 29 Dicembre 2006
“Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 Agosto
2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al
rendimento energetico nell’edilizia”, introduce nuovi requisiti
costruttivi per le nuove abitazioni, rivolti a migliorare le prestazioni
energetiche, consentire lo sfruttamento delle fonti rinnovabili di
energia e mitigare gli impatti negativi sull’ambiente degli edifici. È
necessario tuttavia che tali requisiti costruttivi siano adottati e
disciplinati anche nei Regolamenti Urbanistici Edilizi, per favorirne
una corretta applicazione.
Diversi comuni della Provincia di Milano hanno recentemente adottato la
componente energetica negli strumenti urbanistici ed edilizi comunali
con lo scopo di diffondere edifici sostenibili dal punto di vista
energetico ed ambientale, migliorando le prestazioni dell’involucro
edilizio, utilizzando impianti di riscaldamento/ventilazione ad elevata
efficienza energetica e per lo sfruttamento di fonti energetiche
rinnovabili e promuovendo l’utilizzo di materiali eco compatibili.
Nell’ambito di queste prime esperienze a livello nazionale è stato
stimato il sovra costo dell’edificio pari al 3% determinato
dall’implementazione degli interventi obbligatori per il miglioramento
delle prestazioni energetiche dell’edificio, ad esclusione delle caldaie
a condensazione, a fronte di un risparmio nei consumi energetici
complessivi (riscaldamento e acqua calda) di almeno il 25%. I risultati
della ricerca portata avanti nell’ambito del progetto COSEBIO
determinano invece i costi di costruzione e manutenzione di un edificio
realizzato con criteri di bioedilizia e di risparmio energetico,
rispetto ad uno di tipo tradizionale.
Il maggior costo dell’edificio in bioedilizia rispetto a quello in
edilizia corrente è del 14,21%. Tale differenza tende a ridursi a
seguito degli interventi migliorativi relativi al risparmio energetico
(dal 14,21% al 13%) dato che non tiene conto degli eventuali incentivi
erogabili dagli enti pubblici di riferimento. L’attestato di
certificazione energetica, reso obbligatorio dal Decreto Legislativo
311/2006 nelle fasi di compravendita, locazione e costruzione negli
edifici di nuova costruzione e negli interventi di ristrutturazione,
darà un nuovo impulso alla realizzazione di edifici a risparmio
energetico. La Provincia di Bolzano e la Provincia di Milano hanno per
prime introdotto sistemi di certificazione. A Bolzano con la
certificazione CasaClima i costruttori, per poter ottenere la
dichiarazione di abitabilità sui nuovi edifici, sono tenuti a rispettare
le condizioni della classe C, mentre nella Provincia di Milano
l’applicazione dello schema di certificazione energetica degli edifici è
facoltativa in attesa dell’emanazione delle norme nazionali o regionali
in attuazione della Direttiva 200/91/CE.
Un’ultima indicazione per le nuove urbanizzazioni è quella di progettare
non più sistemi di produzione di energia per singolo edificio, o
addirittura per unità immobiliare, ma di concepire impianti per interi
comparti, in grado di migliorare l’efficienza energetica di produzione e
trasporto con ricadute positive sull’ambiente, e di offrire vantaggi
economici per gli utenti. I sistemi a cogenerazione o trigenerazione
associati a reti di teleriscaldamento, sono, infatti, una soluzione
progettuale alternativa, rispettosa dell’ambiente, sicura ed economica,
per la produzione di acqua igienicosanitaria e il riscaldamento degli
edifici residenziali, terziari e commerciali.
CRITERI PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI
(Beatrice Bruzzone, Matteo Martinelli, Stefano Rugginenti) La
riqualificazione energetica degli edifici esistenti è oggi considerata
una problematica di grande attenzione. La progettazione del nuovo
permette, infatti, una gamma praticamente infinita di soluzioni tecniche
percorribili, mentre negli interventi di recupero il campo si restringe
a quelle soluzioni in grado di conciliare prestazioni energetiche
soddisfacenti con i vincoli posti dalla preesistenza. È quindi
necessario un approccio di tipo multi-criteriale in cui vengono presi in
esame le esigenze da soddisfare ed i requisiti delle soluzioni di
risparmio energetico, considerando la massima funzionalità,
l’integrazione architettonica, l’adeguamento alle normative vigenti e la
convenienza economica degli interventi. Tuttavia le committenze
attribuiscono molto spesso troppa importanza alla convenienza economica
senza tenere conto della riduzione dei consumi, della riduzione
dell’inquinamento e dei benefici alla salute delle persone e
dell’ambiente che ne derivano, e di quelle che vengono comunemente dette
“esternalità”. La scelta della tipologia di intervento di
razionalizzazione dei consumi energetici da realizzare sull’edifico
dipende da diversi fattori quali la tipologia costruttiva dell’edificio
e dei suoi componenti, le caratteristiche dell’impianto termico, la
presenza di problematiche specifiche (umidità, scarsa ventilazione,
etc.), o altri fattori connessi alla qualità dell’edificio.
Gli interventi migliorativi possono essere raggruppati in tre differenti
categorie: 1. la riduzione dei fabbisogni di energia; 2. l’incremento di
efficienza degli impianti convenzionali; 3. l’utilizzo di impianti a
fonti rinnovabili. La riduzione dei fabbisogni di energia si può
conseguire grazie all’isolamento delle superfici opache dell’edificio:
la realizzazione di cappotti esterni all’edificio è tuttavia la
soluzione da prediligere rispetto all’isolamento all’interno
dell’abitazione, consentendo di evitare la perdita di superficie utile
dell’edificio e ridurre i ponti termici. In alcuni edifici (edifici
storici, vincolati, singole unità immobiliari) occorre tuttavia
intervenire attraverso la posa dell’isolante dall’interno. Anche la
sostituzione degli infissi, soprattutto per quelli realizzati in
strutture metalliche, con telai ad alto potere isolante, e la
sostituzione dei vetri monolitici con strutture a vetro-camera o meglio
a vetro-camera stratificati, con ridotti valori di trasmittanza termica,
è un intervento da prediligere per la migliorare le prestazioni
energetiche dell’involucro.
Un’ulteriore condizione che permettere di incrementare il comfort
termico sia durante il periodo invernale, sia durante quello estivo, è
la realizzazione di tetti isolati di tipo ventilato. Nella sostituzione
del generatore di calore la principale alternativa oggi disponibile sul
mercato è quella tra una caldaia a condensazione o ad alto rendimento.
Dovendo mantenere inalterato il tipo di corpo scaldante, è stato stimato
che conviene adottare comunque una caldaia a condensazione. Tra gli
impianti funzionanti mediante l’impiego di fonti energetiche rinnovabili
per il riscaldamento dell’edificio, diverse sono le tecnologie che
possono essere installate: biomassa, geotermico e solare termico.
Importanti interventi per il risparmio energetico in edifici esistenti
possono essere finanziati dalle E.S.CO, società che forniscono ai propri
clienti (in genere utenti con significativi consumi di energia) un
insieme di servizi integrati per la realizzazione, ed eventuale
successiva gestione, di interventi per il risparmio energetico,
garantendone i risultati ed i risparmi promessi, che viene compensata,
in base ai risultati, con i risparmi conseguiti. |
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