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Fino
a oggi in Italia di bioedilizia si è soprattutto "parlato" a differenza di
quanto è avvenuto nel centro e nei
nord Europa dove si è soprattutto "fatto",
e dove, quindi, sono ormai numerose le esperienze concrete realizzate e il settore
produttivo si è da tempo adeguato a una richiesta crescente, mettendo a disposizione del
cantiere numerosi materiali coerentemente ecologici.
Molte amministrazioni pubbliche in Svizzera, Germania e Austria stanno elaborando
normative ed indirizzi per la valutazione della qualità ecologica dei materiali edili e
per la loro applicazione.
Seppure in modo molto parziale anche l'Unione Europea si è mossa per riconoscere
l'importanza di una trasformazione ecologica della produzione edilizia, prima con la
direttiva 89/106 sulla qualità, anche ambientale, dei materiali da costruzione e poi con
il regolamento 880/92 che prevede la costituzione di un marchio europeo denominato
"ecolabel" per la certificazione della ecocompatibilitá dei prodotti non solo
per l'edilizia.
Ma su quali basi si può definire un materiale ecologico o meglio ambientalmente
sostenibile?
In estrema sintesi la sostenibilità di un materiale si definisce in relazione alla
riduzione ai minimi termini del suo impatto ambientale riferito all'intero ciclo della sua
vita. In alte parole, un materiale è tanto più sostenibile quanto minore è l'energia,
da un lato, e la produzione di rifiuti, dall'altro, necessarie per l'estrazione delle
materie prime di cui è fatto, per i cicli intermedi di lavorazione,per l'imballaggio, il
trasporto e la distribuzione, per l'applicazione, l'uso e il consumo e per l'eventuale
riutilizzo o riciclo, ed infine per la sua dismissione o smaltimento finale.
La sostenibilità di un materiale va volutato quindi "dalla culla alla tomba"
attraverso un'attenta analisi della sua 'biografia'.
La complessità e la grande articolazione del settore produttivo rendono particolarmente
arduo il compito di valutare la qualità ecologica dei materiali edili e la stesura quindi
di corretti "ecobilanci"; il sempre più diffuso riconoscimento del valore
economico del "capitale ambientale" fa sì che questo strumento di analisi venga
sempre più di frequente applicato nella parte economicamente più avanzata d'Europa,
ancora molto poco in Italia, per indirizzare nel senso della sostenibilità le scelte
produttive e di sviluppo.
PRINCIPI
GUIDA PER LA SELEZIONE DEI MATERIALI IN EDILIZIA
SECONDO I CRITERI DELLA SOSTENIBILITA
Quella che segue è
una prima stesura, sulla base delle attuali conoscenze, di una sorta di decalogo
che può indirizzare la selezione dei materiali da utilizzare.
1. Basarsi su quanto
è già stato sperimentato - ecobilancio del materiale
2. Mantenere cicli chiusi - imparare dalla natura, progettare il riciclaggio globale
3. Usare materie prime rinnovabili - garantire la continuità dello sviluppo
4. Risparmiare energia - nelle fasi di estrazione, produzione, distribuzione
5. Risparmiare risorse - valutare le materie prime
6. Preferire la molteplicità all'unicità - materiali diversi per funzioni diverse
7. Favorire il regionalismo - materiali locali geograficamente e culturalmente
8. Esercitare il principio dei limite - valutare le necessità, tralasciare il superfluo
9. Usare le energie e i ritmi della natura - non contrastare ma assecondare
ELEMENTI DI
VALUTAZIONE DELLA QUALITA BIOLOGICA DEI MATERIALI
1. Accumulazione:
capacità di trattenere il colore prodotto
2. Coibenza: capacità di non disperdere il colore accumulato
3. Temperatura: temperatura misurabile sulla superficie di un materiale
4. Igroscopicità: capacità di assumere vapore acqueo dallaria e di cederlo
5. Diffusione: passaggio non, convettivo di gas e fluidi
6. Assorbimento: capacità di filtrazione, accumulazione e rigenerazione delle sostanze
volatili
7. Ventilazione: movimento daria in dipendenza di differenza di temperatura,
pressione e densità del materiale
INFLUENZA DEI
MATERIALI DA COSTRUZIONE SULLA QUALITA DELL'ABITARE
1. Microclima:
umidità relativa / temperatura / movimenti dell'aria
2. Clima elettrico:
elettromagnetismo /ionizzazione / elettrostaticità
3. Clima energetico:
onde terrestri / onde cosmiche
4. Qualità
dell'aria: tossicità / odori / radioattività / cariche batteriche
5. Clima profisico:
luce / colore / acustica
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Sulla
base delle tabelle precedenti e sulla base della disponibilità sul nostro mercato di
materiali provenienti dalla ricchissima tradizione italiana del buon costruire, purtroppo
oggi molto appannata, ma anche di alcuni prodotti innovativi che un numero crescente di
aziende mette coraggiosamente in produzione è possibile, anche in Italia, tracciare un
primo schematico elenco di malteriali "consigliabili" per la realizzazione di
edifici che rispondano a requisiti di bioecologicità.
Occorre poi accompagnare i materiali individuati con indicazioni sulla scelta corretta e
sui criteri di applicazione.
Questo elenco non vuole avere nessuna pretesa di sistematicità ma anzi riguarda
essenzialmente i materiali base, in genere presenti in un cantiere edile, cercando di
contribuire al superamento della genericità e dell'approssimazione degli ormai numerosi
messaggi presenti sulla stampa sul tema della bioedilizia.
I
materiali per fondazioni e opere strutturali
Il cemento
In bioedilizia si consiglia di ridurre ai minimi termini l'uso di questo materiale per le
sue specifiche caratteristiche fisico tecniche: mantiene a lungo l'umidità, ha scarsa
traspirabilità, elevata conducibilità ed è inoltre facilmente aggredibile dagli agenti
atmosferici, richiede quindi complesse opere di isolamento termoacustico e l'utilizzo di
additivi chimici specifici di forte impatto ambientale.
Il calcestruzzo armato, d'altro canto, è sia per motivi normativi che pratici la
soluzione piò consigliata per realizzare fondazioni e alcuni elementi strutturali.
In bioedilizia si consiglia quindi l'utilizzo di cemento puro, in cui sia certificata
l'assenza di radioattività e la non addittivazione in fase di produzione con materie
seconde spesso provenienti da scarti di altre lavorazioni industriali o in fase di
confezionamento del calcestruzzo con prodotti chimici di sintesi. Questi requisiti si
trovano più facilmente nel cemento bianco che è quindi da preferire.
Il
ferro
Anche
per l'altra componente del calcestruzzo armato, il ferro, esistono motivi per consigliare
un uso moòto limitato. La forte presenza di componenti metalliche in un edificio,
soprattutto se in forma reticolare, ha infatti due potenziali effetti negativi: effetto Faraday, ovvero squilibrio fino all'annullamento del campo
elettromagnetico naturale proveniente dal suolo e dal cosmo ed effetto antenna nei
confronti del sempre più massiccio inquinamento elettromagnetico artificiale presente
oggi nelle aree urbanizzate e prodotto da linee ad alta tensione, trasmettitori radio e
tv, installazioni radar, ponti radio, satelliti, ecc.
Secondo
alcuni studi le alterazioni del campo elettromagnetico naturale e l'aumento dello stress
elettromagnetico prodotto da fonti artificiali determinano interferenze con il
funzionamento cellulare degli organismi viventi fino ad innescare processi di
degenerazione cellulare.
In
bioedilizia si consiglia quindi che l'acciaio tondo ad aderenza migliorata sia ad alta
resistenza per limitarne la quantità o meglio ancora realizzato in acciaio inox che, per
la sua particolare microstruttura, ha valori particolarmente bassi di permeabilità
magnetica e consente quindi di eliminare le azioni di disturbo al campo elettromagnetico
naturale proprie degli elementi metallici in particolare se reticolari.
I
materiali per le murature e opere strutturali
L'argilla
Per i motivi addotti parlando di cemento e ferro si deduce che le murature portanti siano
la soluzione tendenzialmente preferita per gli edifici fino a tre piani. Daltra
parte, per diversi motivi, sono ecologicamente poco consigliabili edifici molto sviluppati
in altezza.
Dal punto di vista bioecologico la preferenza nella scelta di elementi per muratura deve
andare allargilla materiale presente nel nostro ambiente in quantità consistenti in
modo molto diffuso. I manufatti in argilla sono dotati di grandi capacità di
traspirazione e di isolamento acustico; l'argilla costituisce, per le sue caratteristiche
di assorbenza e di inerzia termica, un ottimo volano termoigrometrico in grado di creare
un clima abitativo ideale: se correttamente dimensionato, accumula e irraggia nuovamente
il calore radiante prodotto all'interno delle abitazioni e tende ad equilibrare l'umidità
relativa dell'aria interna.
Queste caratteristiche sono maggiormente presenti nell'argilla
cruda e cioè nel materiale semplicemente essiccato e non cotto in fornace a temperature
molto alte. Blocchi argilla cruda, per murature ovviamente non portanti, vengono oggi
riproposti anche in Italia e rappresentano una soluzione ideale quando si possono
realizzare strutture portanti i legno.Il laterizio è invece indicato, anche in zona
sismica, per le murature portanti che dovranno essere, per ottimizzare le loro proprietà,
monolitiche e di forte spessore.
L'argilla per essere biologicamente compatibile non deve essere addittivata con materie
seconde, come invece spesso avviene, e, in caso di porizzazione finalizzata ai
miglioramento delle prestazioni termocoibenti dei laterizio, i materiali aggiunti
all'argilla dovranno essere di origine vegetale o minerale come nel caso della polvere di
legno, della perlite o di prodotti di scarto della produzione agricola come la pula di
riso, mentre si dovranno escludere i materiali derivati dalla sintesi petrolchimica come
il polistirolo, materiale privo di sostenibilità ambientale.
Il
legno
E insieme allargilla il materiale base per la costruzione
bioecologica.
E infatti in assoluto in edilizia la materia prima più rinnovabile oggi disponibile
anche se soprattutto in Italia, il suo uso si è fortemente ridotto negli ultimi decenni a
seguito di interventi di impoverimento del patrimonio forestale nazionale molto precedenti
a quelli, tanto condannati, in corso nel terzo mondo. Ha caratteristiche fisico tecniche
che ne fanno un materiale perfettamente idoneo a creare luoghi di abitazione vitali ed
equilibrati. Ha ottima resistenza meccanica, forte potere termocoibente, grande
igroscopicità e quindi capacità di regolare l'umidità relativa degli ambienti, elevata
temperatura superficiale. Non è un caso che il legno, anche se spesso usato in modo poco
corretto, sia il principale materiale da costruzione nei paesi più avanzati del mondo
come gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e tutto il centro e nord Europa.
Per tornare ad essere un materiale primario anche in Italia, sarebbe ovviamente necessaria
una seria politica di forestazione produttiva in un territorio come il nostro per altro
fisicamente ideale per questo orientamento produttivo. Ciò non toglie che, soprattutto
nel nord Italia, vista la relativa vicinanza a paesi produttori ed esportatori di legname
come l'Austria, il legno possa tornare ad essere usato in maniera sostanziale e non solo
in. maniera formale e nostalgica.
Sono in questo caso necessari chiarimenti essenziali sul suo approvvigionamento e sul suo
uso. Il legno da usare in un'ottica di rispetto dei criteri della sostenibilità
ambientale deve essere preferibilmente di produzione locale, scelto favorendo le specie a
rapido accrescimento come il pino, labete, il pioppo, lontano, la robinia,
ecc. deve provenire da taglio selettivo e quindi da forestazione produttiva o da attività
di riciclaggio.
Vanno quindi evitati innanzitutto i legnami esotici che in genere provengono da
deforestazione ma che nella migliore delle ipotesi hanno richiesto per il trasporto per
mare sprechi energetici inaccettabili e trattamenti con antiparassitari fortemente tossici
in fase di lavorazione e di uso.
Per l'incidenza dei trasporti e per il rischio dei trattamenti antiparassitari sono poco
consigliabili in genere i legnami di produzione extraeuropea.
Le migliori prestazioni di questo materiale si ottengono rispettando i tempi di taglio
(luna piena), di stagionatura secondo criteri naturali e di controllo della sua umidità
che per evitare le deformazioni e lo sviluppo di funghi deve essere inferiore ai 15/18%.
Va ovviamente molto esplicitamente chiarito che il legno perde le sue principali
caratteristiche e può addirittura trasformarsi in un materiale pericoloso per
lambiente e per la salute umana se viene trattato con prodotti derivati dalla
sintesi petrolchimica come impregnanti per luso all'esterno, collanti e vernici
protettive ricchi di formaldeide, solventi e alti prodotti di provata tossicità.
Questi
prodotti, oltre a determinare un pericolo in fase di produzione e di applicazione per gli
addetti, tendono a rilasciare composti volatili nei primi mesi dopo la posa ma soprattutto
modificano le prestazioni proprie del legno come nel caso delle vernici poliuretaniche per
i pavimenti che inevitabilmente annullano le doti di igroscopicità del legno stesso. Se
necessario, i trattamenti per la protezione e la cura del legno possono essere realizzati
con prodotti di derivazione vegetale o animale come l'olio di lino, le resine di conifera,
le essenze di agrumi, la cera d'api e molti altri.
I semilavorati (i compensati, listellari, multistrati ecc) richiedono sempre luso di
collanti più o meno dipendenti dallindustria petrolchimica ed in particolare dalla
formaldeide prodotto di riconosciuta pericolosità onnipresente nei lavori di protezione
ed incollaggio del legno. Luso di questi prodotti non è normato in Italia , ma
esiste una classificazione tedesca che consente di riconoscere con la sigla "E1"
quei semilavorati in cui il contenuto di formaldeide è stato ridotto ai minimi termini.
Il
cemento
Il cemento viene utilizzato anche per la realizzazione di blocchi per muratura che hanno
ovviamente tuffi i limiti della materia prima con cui sono realizzati e lunico
pregio del basso costo. Più interessanti dal punto di vista bioedile sono i blocchi per
muratura realizzati con cemento unito a elementi diversi come le fibre di legno
mineralizzate, l'argilla espansa, la polvere di alluminio.
Quando la qualità del cemento
è certificata questi blocchi, pur non raggiungendo nei complesso le qualità
dell'argilla, hanno buone prestazioni dal punto di vista dellaccumulo termico, della
coibenza, della traspirabilità, della resistenza al fuoco.
La
pietra
Anche Io pietra è un materiale storicamente utilizzato in modo molto diffuso ma, per
motivi principalmente legati al notevole impatto ambientale derivante dalla cavazione, il
suo uso è tollerabile solo per limitati interventi decorativi, per interventi di recupero
o quando il materiale provenga da riuso di elementi provenienti dalle demolizioni. E
in ogni caso poco consigliabile utilizzare questo materiale quando ha un forte contenuto
di radioattività naturale come nel caso della maggior parte dei graniti o delle pietre di
origine vulcanica come il tufo.
I
materiali per le finiture superficiali
La
calce
Anche la calce appartiene ai gruppo dei materiali 'base' della bioedilizia. Possiede
infatti ottime qualità biologiche, diffusa reperibilità, basso contenuto energetico in
fase produttiva. Viene usata come legante per malte e intonaci e come componente per
pitture. In entrambi i casi garantisce alle murature trattate ottime doti di
traspirabilità.
La calce eminentemente idraulica (silicato di calcio, silicato bicalcico), quando non è
frutto di trasformazioni industriali del cemento ma è di origine naturale così come la
conoscevano i romani ai tempi delle loro grandi opere di ingegneria, può molto spesso
sostituire il cemento nei massetti, nei sottofondi, negli intonaci rustici garantendo a
queste opere maggiore traspirabilità, assorbenza, coibenza, doti fondamentali soprattutto
negli intonaci per garantire regolazione termoigrometrica e quindi condizioni
microclimatiche interne positive ed equilibrate.
Il grassello di calce o calce spenta (idrato di calcio) è invece il materiale base per i
lavori di finitura e soprattutto per gli intonaci dove garantisce in modo coerente il
completamento del pacchetto di muratura secondo i criteri già esposti ovvero quelli della
regolazione termoigrometrica e della traspirabilità e insieme risultati estetici, nelle
innumerevoli varianti di grande pregio offerte dalla tradizione costruttiva regionale
italiana.
Il
gesso
Il
gesso naturale, da non confondere con il gesso chimico che lha progressivamente
sostituito nei cantieri, ha buone caratteristiche dal punto di vista bioedile ed è quindi
consigliabile per interventi di alto valore decorativo nelle finiture dinterni.
I
materiali da copertura
L'argilla
La bioedilizia propone un'immagine della casa assimilabile a quella di un organismo
vivente che deve necessariamente essere protetto da una pelle impermeabile ma traspirante
che gli consenta uno scambio continuo tra interno e esterno. La nostra pelle da questo
punto di vista è un prodotto eccezionale. Imparare dalla natura quindi e preferire per le
coperture quei materiali che hanno queste caratteristiche ovvero in particolare quindi di
nuovo l'argilla cotta che, per le sue ottime proprietà, se viene garantito il rispetto
delle attenzioni esposte precedentemente, è da consigliare anche per la realizzazione di
tegole.
Il
metallo e il cemento
Le coperture metalliche o quelle in cemento
sono meno consigliabili per i motivi già esposti.
I
materiali da pavimentazione e da rivestimento.
Il
legno e l'argilla.
In questo campo la tradizione produttiva
italiana è veramente di grande qualità e ricchezza tecnica e formale. Escludendo
ovviamente i materiali sintetici, i materiali per la pavimentazione ed il rivestimento
sono in bioedilizia sempre principalmentete quelli già più volte ricordati che per
questo possono essere considerati dei veri archetipi del costruire nonostante i numerosi
tentativi di sostituirli. Il legno e l'argilla sono infatti onnipresenti in questo settore
in forma di parquet e di piastrelle in cotto, gres, klinker, ceramica.
Uno spazio
marginale occupano invece i pavimenti tessili in fibre vegetali (cocco, sisal ecc.) o
animali (lana) che per i problemi igienici legati allaccumulo di polvere, acari e
altri microrganismi vanno usati con molta parsimonia. Per quanto riguarda il legno valgono
ovviamente le considerazioni già fatte sul suo trattamento.
Un parquet verniciato con una
vernice poliuretanica perde molte caratteristiche proprie dei legno e diventa
oggettivamente un pavimento 'sintetico'. Per quanto riguarda la ceramica va ricordato che
le altissime temperature di cottura a cui largilla è sottoposta determinano una
vetrificazione del materiale che gli fa perdere le sue doti di assorbenza e traspirabità
in cambio di una, a volte necessaria, impermeabilità. Piccole superfici impermeabili
all'interno di una costruzione non alterano ovviamente le sue caratteristiche complessive.
Va ricordato comunque che l'industria ceramica italiana ha un forte impatto ambientale
determinato soprattutto dai prodotti utilizzati per la decorazione, spesso coloranti
sintetici o a base di metalli pesanti pericolosi. Una scelta di sobrietà può quindi
aiutare i fiumi e i suoli delle zone di produzione.
I
materiali coibenti
Il
consistente impiego di materiali non rinnovabili, il costo energetico della produzione,
l'elevato impatto ambientale, la tossicità dei composti chimici contenuti, questi e altri
motivi concorrono a determinare un bilancio ecologico molto negativo per i materiali per
la coibentazione termoacustica di origine petrolchimica.
Le doti richieste dalla bioedilizia ad un materiale per la coibentazione termoacustica
sono: la traspirabilità, ligroscopicità, la resistenza al fuoco, a muffe, funghi,
insetti, roditori senza lutilizzo di prodotti sintetici, lassenza di odore,
lassenza di radioattività, la capacità di essere elettricamente neutro, la
sostenibilità ambientale.
Materiali
coibenti vegetali
Il
sughero
Il sughero viene prodotto dalla corteccia di
una pianta mediterranea, la quercia da sughero (quercus suber) Questa pianta ha la
particolarità di produrre una corteccia composta da un tessuto cellulare spugnoso,
morbido e resinoso costituito da milioni di alveoli che si stratificano lentamente, la
corteccia, una volta asportata, si riproduce nell'arco di 10 anni. Dalla polpa pulita
della corteccia si ricava un granulato che, con diverse sezioni, può essere utilizzato
senza ulteriori lavorazioni come ottimo materiale coibente in intercapedini di murature,
pavimenti e coperture oppure, legato con calce o vetrificanti minerali specifici, nei
massetti sottopavimento. Il granulato di sughero può altresì essere agglomerato in
pannelli per leffetto combinato del calore e della compressione.
Per essere di buona
qualità il sughero granulare deve essere privo di residui legnosi, di terra e di polvere,
elementi questi che favorirebbero l'insorgere di muffe. Il sughero in pannelli non deve
essere legato con colle sintetiche che oltre alla loro pericolosità (cessione di
formaldeide) riducono fortemente le qualità principali del materiale ma dalle capacità autocollanti della suberina, la parte resinosa del materiale, che sottoposta a colore si
scioglie legando naturalmente i granuli a raffreddamento avvenuto. I pannelli di sughero
tostato o espanso hanno ottime capacità coibenti, non impiegano colle sintetiche che ma
l'alta temperatura a cui la materia prima viene sottoposta brucia la suberina e il tannino
liberando benzopirene prodotto naturale ma tossico e dall'odore sgradevole .
Anche nel
caso del sughero sono quindi fondamentali le certificazioni e il control lo di qualità
sul prodotto. In sintesi il sughero è un ottimo materiale coibente per la bioedilizia
solo se proviene da pura polpa di corteccia di sughero priva di ogni elemento estraneo,
ventilata ed eventualmente aggregata in pannelli per effetto combinato di solo calore e
compressione, In questo caso le sue caratteristiche sono lottimo potere coibente
termico e acustico, la grande traspirabilità, l'impermeabilità, l'inattaccabilità da
insetti e roditori.
I
pannelli di legno mineralizzato
Con le fibre di legno (in genere di pioppo, pianta a rapido accrescimento vengono
realizzati pannelli con ottime qualità bioedili, Il processo produttivo si basa
sull'utilizzo di ossisolfato di magnesio (magnesite caustica e solfato di magnesio)
sostanza che impregna, lega e mineralizza le fibre del legno. Un impasto di fibre di legno
e ossisolfato di magnesio viene sottoposto ad alta temperatura e compressione e quindi
formato in pannelli. In questo modo il legno perde le parti organiche deperibili e si
mineralizza assumendo oltre alle sue già note proprietà di coibentazione termica e
acustica, di traspirabiiità, di igroscopicità e di inattaccabilità da insetti e
roditori, un ottima resistenza al fuoco.
I
pannelli in fibra di legno
Dagli scarti delle segherie (riciclaggio di cortecce e rami di
conifere non trattate chimicamente) proviene la fibra di legno, materia prima per la
produzione di pannelli coibenti, le fibre di legno vengono aggregate senza compressione
per effetto del potere collante della lignina resina naturale presente nella fibra stessa.
]I prodotto ottenuto è completamente biodegradabile e riciclabile e si presta ottimamente
a diversi impieghi nella coibentazione termica e acustica di pavimenti, pareti e
coperture.
Fibra
di cellulosa riciclata
Altro materiale con buone capacità di coibentazione termoacustica e con l'ottimo pregio
della provenienza da riciclaggio è la fibra di cellulosa ottenuto mediante una speciale
tecnica di trasformazione della carta dei quotidiani che, grazie all'utilizzo di
componenti minerali naturali in genere sali di boro), la rende non infiammabile,
inattaccabile dalle muffe, dai roditori e dagli insetti. Il materiale viene insufflato
nelle intercapedini di pareti e coperture.
Fibra
di cocco, di iuta, di cotone, di lino
Ancora poco diffusi ma indubbiamente interessanti per le loro caratteristiche ecologiche
materie prime rinnovabili, riciclabilità ecc.) e per le loro doti di coibentazione sono i
materiali derivati da altre fibre vegetali come il cocco, la iuta, il cotone, il lino.
Naturalmente questi materiali devono essere accompagnati da adeguate garanzie e
certificazioni riguardo alla loro provenienza da coltivazioni in cui non si sia fatto uso
di prodotti chimici.
Materiali
coibenti di origine animale
Lana
di pecora
Grazie alla sua particolare microstruttura la lana di pecora si propone come ottima e
naturale alternativa alle fibre minerali per l'isolamento termico ed acustico. Oltre alle
doti di coibenza e traspirabilità la lana ha grandi doti di igroscopicità, è cioè in
grado di assorbire acqua fino ai 33% del suo peso senza apparire umida e di cedere
lentamente l'acqua assorbita svolgendo quindi in modo ottimale il compito di equilibrare
l'umidità relativa dell'aria. La lana è una materia prima rinnovabile e riciclabile con
un bassissimo bilancio energetico (energia immesso in fase produttiva).
Materiali
coibenti minerali
Alcune materie prime minerali hanno caratteristiche fisico tecniche interessanti per un
loro uso in bioedilizia, ovviamente se non addittivate con prodotti sintetici di
derivazione petrolchimica.
Calcio
silicato
Lidrosilicato di calcio è un materiale poroso, prodotto in autoclave partendo da
sabbie silicee, calce idraulica e una piccola percentuale di fibre di celluliosa con
funzione di rinforzo. Con questo materiale si realizzano pannelli leggeri, molto
resistenti a compressione, di grande precisione dimensionale e di facile lavorabilità,
ininfiammabili e molto resistenti al fuoco, privi di radioattività e di emissione di
polveri o altri agenti irritanti, traspiranti e riciciabili (per la produzione di
cls),
Vermiculite,
perlite
Si ottengono attraverso la frantumazione e la successiva espansione per effetto di alte
temperature di minerali micacei per la vermiculite e di una roccia vulcanica per la
perdite. Si possono usare a secco come riempimenti in intercapedini ma soprattutto come
inerte per intonaci leggeri coibenti con buone prestazioni di coibentazione termoacustica.
Va garantita l'assenza di radioattività. Anche se di origine naturale sono invece poco
consigliabili in bioedilizia, se non in casi molto particolari, i materiali coibenti
minerali a conformazione fibrosa.
Fibre minerali:
lana di roccia, lana di vetro, amianto.
La pericolosità delle microfibre, dopo decenni di uso indiscriminato, è oggi ormai
purtroppo chiara a tutti per quanto riguarda l'amianto per la sua provata pericolosità.
Grande attenzione va comunque rivolta anche all'uso di alti prodotti minerali fibrosi che
possono liberare nell'aria dell'ambiente microfibre particolarmente irritanti per le
mucose dell'apparato respiratorio. Nella produzione e nel confezionamento in pannelli di
questi materiali sono per altro utilizzati prodotti collanti di origine petrolchimica.
Pitture,
vernicí, collanti
I materiali per il trattamento e la finitura superficiale di legno, intonaco, ferro così
come i prodotti per l'incollaggio sono in genere i più dipendenti dall'industria
petrolchimica. Oggi in questo settore produttiva vengono utilizzate circo 40.000 sostanze
chimiche diverse che molto spesso vengono introdotte sul mercato senza una analisi attenta
del loro grado di tossicità per gli esseri viventi e del loro impatto ambientale. Le
conseguenze, a livello di impatto dellintero settore produttivo, sono evidenti; meno
evidente è stata fino a pochi anni fa la pericolosità dei materiali di derivazione
petrolchimica per la vivibilità degli ambienti chiusi, dove anche livelli di cessione di
composti pericolosi molto bassi - per ogni singolo materiale - determinano per sinergia
una miscela nociva.
In questo settore la bioedilizio propone il ritorno a materie prime collaudate dall'uomo
in centinaia a volte migliaia, di anni di impiego, a volte reinventate attraverso un
aggiornamento tecnologico, quello della cosiddetto "chimica dolce'. Le materie prime
utilizzate dalle ditte produttrici di materiali bioedili sono poche (circa 150) e sempre
dichiarate, secondo una sorta di codice etico che richiede la massima trasparenza sulla
biografia del prodotto:
resine vegetali (dammar, pino, larice, colofonia ... ), oli vegetali (lino,
tung, cartamo,
soia, germe di mais
), cere vegetali (carnauba, condelilla del Giappone ..), gomme e
colle vegetali (dragonite, gomma arabica, lattice di gomma
), spiriti vegetali( olii
essenziali di agrumi, olio di rosmarino, alcool
), colorannti vegetali (reseda,
indaco, alizarina, catecù, campeggio, verzino
), prodotti di origine animale (cera
dapi, cocciniglia, gommalacca, caseina
), sostanze minerali naturali elaborate
(gesso, talco, ocra, terre coloranti, farina fossile, bianco di titanio, borace ...)
I
materiali per limpermeabilizzazione
Argilla,
cere, oli
Le tecniche costruttive bioedili riducono ai minimi termini limpiego di materiali
impermeabilizzanti, favorendo al contrario la massima permeabilità degli elementi
costruttivi di un edificio. I materiali di copertura e di protezione superficiale delle
murature sono le tegole e gli intonaci, per natura traspiranti ed idrorepellenti. In casi
particolari si può altresì ricorrere a materiali naturali che possiedono caratteristiche
di impermeabilità, come largilla, le cere, gli oli. Con largilla, e in
particolare con certi tipi specifici di argilla (come la bentonite9, si possono realizzare
strati impermeabili per proteggere fondazioni e murature contro terra in presenza di
acqua. Con le cere e con gli oli si possono impregnare particolari carte di cellulosa o
fibre riciclate, che si trasformano in guaine idrorepellenti per
limpermeabilizzazione sottotegola di copertura falda.
I
materiali per la distribuzione e lo smaltimento dell'acqua
Argilla,
acciaio
In questo settore i materiali sintetici hanno quasi del tutto soppiantato i materiali
naturali. Il PVC che imperversa nei nostri cantieri, comincia ad essere sconsigliato in
molte nazioni europee per la sua pericolosità e per la non riciclabilità. Le soluzioni
proposte dalla bioedilizia fanno di nuovo riferimento allargilla come materia prima
di base per la realizzazione di tubi in gres per lo smaltimento dellacqua, che
godono di un ecobilancio decisamente più favorevole. Per la distribuzione è da preferire
lacciaio inox, per le sue doti di garantita igienicità, in alternativa
allacciaio zincato.
Il
confezionamento dei materiali e la gestione del cantiere
Un'attenzione particolare merita il tema dellimballaggio dei materiali per
ledilizia. Se materiali naturali ed ecocompatibili vengono confezionati in
contenitori non riciclabili e non biodegradabili, si corre il rischio di vanificare le
qualità del contenuto con un contenitore pericoloso per l'ambiente. Alcune ditte
produttrici di materiali bioedili utilizzano sistemi di confezionamento e imballaggio
ecocompatibili, altre non ancora; questa attenzione è di grande importanza.
Altro forte rischio di, incoerenza si corre se in una costruzione bioedile, dove si fa uso
di materiali a qualità ecologica controllati, la gestione del cantiere non è coerente
alla realizzazione. Tutti conoscono le pratiche in uso corrente presso ogni cantiere
edile: spreco di acqua, combustione di rifiuti delle lavorazioni (che spesso contengono
materiali sintetici), interro di detriti e di scarti in occasione delle opere di
sistemazione esterna.
Di fatto, il cantiere si trasforma in una discarica incontrollata.
In un cantiere bioedile pratiche come l'interro o la combustione vanno totalmente
sostituite dalla raccolta differenziata, finalizzata a favorire l'eventuale riciclo o il
corretto smaltimento. Per ridurre il consumo d'acqua si dovrebbero eliminare tutte le
fonti di spreco e provvedere alla raccolta dellacqua piovana, utilizzabile in quelle
lavorazioni - e sono quasi tutte - che non richiedono l'impiego di acqua potabile.
Sulla
base dellesito della prova viene redatta a cura di ANAB-IBO-IBN una certificazione
circostanziata
con una relazione completa dei dati ottenuti.
Si farà riferimento in particolare a discipline quali fisica, edilizia, tossicologia
umana e dellambiente , ecologia, comportamento elettrostatico, processi
biomedici,
estetica, radioattività, così come alla qualità delle informazioni relative al prodotto
e delle norme di utilizzo, ai sistemi di imballaggio, ecc.
Ai prodotti certificati viene
assegna un marchio di qualità che consente alle aziende produttrici di evidenziare il
loro impegno tecnologico e ai consumatori di riconosce i prodotti di qualità.
I prodotti contrassegnati con il marchio ANAB-IBO-IBN vengono inseriti con evidenza nel
repertorio dei materiali pel la bioedilizia che ANAB realizzerà ogni anno e consigliati
ai committenti, alle aziende, ai progettisti e agli uffici pubblici come valide
alternative ai materiali convenzionali. Questa attività ha l'obbiettivo di favorire ed
accelerare progressivi miglioramenti della qualità ecologica del singolo prodotto
valutato e più in generale dei prodotti per l'edilizia in ltalia.
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