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da http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/giornalilocali/gazzettadimodena/index.jsp  domenica 28 luglio 2002, Ss. Nazario e Celso

Su due ruote da Ponte Alto a Rubiera
Percorso suggestivo tra ciclabile, sentieri d'argine e parco fluviale STRADA FACENDO

di Beppe Manni

La "strada" che congiunge Ponte Alto con Rubiera non può essere ancora chiamata a pieno titolo una ciclabile, in quanto mette insieme diverse tipologia di percorribilità: lo stradello sull'argine, pezzi di strade asfaltate, ciclabili classiche, in attesa che venga realizzata una rete completa. La suggeriamo come passeggiata "fuori porta" in quanto attraversa paesaggi, manufatti e vegetazione interessanti e riposanti.

1) Si parte da Ponte Alto, dove si può arrivare in bicicletta, dalla ciclabile della Madonnina sulla vecchia via per Carpi, dopo aver attraversato il sottopassaggio a sinistra. A sinistra del ristorante Orso Bianco vicino a Ponte Alto, si imbocca uno stradello, sulla riva destra del fiume Secchia. Si pedala per tre chilometri sull'argine in mezzo a un paesaggio silenzioso e magico; da una parte e dall'altra incontri frutteti, campi coltivati, antiche case coloniche.

27 10 2002 ciclista della Barchetta 20 10 2002 il ponte della Barchetta sul Secchia

2) Si attraversa il Ponte della Barchetta (lo splendido manufatto inaugurato due anni fa) e si percorre un "viassolino" che si snoda nei campi e infilato il sottopasso sotto l'autostrada, tocca due borgate di Campogalliano Le Carrobbie e la Galleria.

3) Il Santuario della Madonna della Sassola lo si incontra in bella vista sorridente nei suoi bei colori padani giallo e arancione.

4) Subito dopo ci si immerge in una visione di sogno dove ci sono i Laghetti Curiel di Campogalliano. Il Parco Fluviale 400 ettari di riserva naturale; comprende gli argini, le casse di espansione i laghetti e le cave di ghiaia. Il tutto è stato strutturato attraverso una intelligente opera di recupero e sistemazione. I laghetti vengono usati per la pesca, per la vela, per il canottaggio, per il bagno. La splendida oasi lagunare che comprende le casse d'espansione è una splendida zona umida ricca di fauna e flora. Intorno al laghetto principale tavoli, panche e zone verdi offrono un ambiente per relax e picnic.

20 10 2002 il Secchia dal ponte della Barchetta 27 10 2002 il felino della Barchetta

5) Per arrivare al Ponte di Rubiera si costeggiano le casse di espansione e si vedono molto bene le bocche e le dighe su diversi livelli per frenare, disinnescare e accogliere la forza distruttrice delle piene, rese ancora più pericolose dopo la irresponsabile distruzione del letto del fiume fatto dalla trentennale escavazione di ghiaia tra S. Michele e Sassuolo. Si intravedono i ruderi del settecentesco ponte ducale sul Secchia, crollato negli anni sessanta durante una piena. Si passa sotto il ponte della ferrovia.

20 10 2002 Quercia a Freto 20 10 2002 le briglie del Secchia a Rubiera

6) Si può prendere ora, via Marzaglia Nuova, dopo aver attraversato il fiume su una "brutta" gettata di cemento. La strada è solitaria e ombreggiata circondata da alberi da frutta, vigneti e ville: ti porta a Cognento.

7) A Sassuolo ci puoi arrivare con qualche difficoltà se hai la costanza di attraversare una discarica di un cantiere e continuare costeggiando il fiume sulla riva destra. 

Ma questo è un'altra storia che vi racconteremo quando avremo personalmente percorsa la nuova ciclabile che la provincia e i comuni stanno preparando per la primavera prossima. 

Prevede quasi 40 km di buona ciclabile, che partendo appunto dal ponte della Barchetta porterà fino al Pescale (vicino a San Michele dei Mucchietti) sopra a Sassuolo sull'argine del Secchia.

Questo percorso si può fare a piedi o in bicicletta. Il tempo di percorrenza in bici è di circa un ora e mezza. 

Ai laghetti di Campogalliano trovi un punto di ristoro presso bar e un ristorante. 

Puoi fermarti per la sosta in un luogo incantevole fresco, rilassante e attrezzato con tavoli. 

Da visitare: Santuario della Madonna della Sassola, il Ponte della Barchetta il Ponte Alto e i ruderi del Ponte di Rubiera e se hai tempo, la Corte Ospitale (restaurata) e la chiesa romanica di San Faustino.

Modena - Ciclabile Secchia. 

29 06 2003 Colazione al bar di Magreta 29 06 2003 Sosta in vista del ponte di La Veggia
29 06 2003 la quercia caduta 29 06 2003 oltre i tratti allagati ed il fango
29 06 2003 non fermatevi 29 06 2003 la briglia di S.Michele dei Mucchietti
2003 07 13 il Pescale, ponte e trattoria 2003 07 13 il Pescale

da http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/giornalilocali/gazzettadimodena/index.jsp domenica 28 luglio 2002, Ss. Nazario e Celso

IL PARCO FLUVIALE DI CAMPOGALLIANO

I laghetti di Campogalliano sono all'interno delle casse di espansione del Secchia situate tra la provincia di Modena e di Reggio nei comuni di Modena, Rubiera e Campogalliano. 
Il parco comprende quasi 800 ettari di un'area di "riequilibrio ecologico". 

Sono stati in questo modo riassorbite e immesse nell'ambiente le cave risultate dalla trentennale escavazione di ghiaia ancora presenti nella parte verso Rubiera.

La vegetazione è tipica degli ambienti umidi della pianura con salici, pioppi, ontani, olmi, aceri, robinie. Gli arbusti vanno dal rovo al biancospino e al sambuco. 

Tra gli animali selvatici gli uccelli sono la componente più vistosa: la gallinella, la folaga, il germano reale, il martin pescatore, l'airone, il falco di palude ecc. 

Tra i mammiferi troviamo la volpe, la donnola, il ghiro, il capriolo e altro. Buona la presenza di diverse specie di pesci: il cavedano, la carpa, il luccio, la tinca... 

Questa riserva naturale è nata ufficialmente nel 1996.

da http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/giornalilocali/gazzettadimodena/index.jsp  domenica 28 luglio 2002, Ss. Nazario e Celso

FRETO: UN NOME CHE SIGNIFICA TRIBUTO

La prima memoria di questo ponte la troviamo in una carta del 1152, congiunge Modena con Carpi e viene chiamato ponte Frido (poi Freto). Fridum à una parola longobarda che significa tributo: il balzello che si pagava per poterlo passare. Nel 1184 viene ricordato in occasione della consacrazione del Duomo di Modena da parte del papa Lucio III. Il Papa passa il ponte e vicino al fiume benedice duemila fedeli, vescovi e preti accorsi al suo passaggio. 

Il ponte è di legno; è sorvegliato da un fortilizio; ha un ospizio, un mulino le cui pale sono mosse dalla corrente del fiume e una chiesetta dedicata a S. Michele patrono dei Longobardi. Nel 1334 il ponte viene spazzato via da una piena. Viene costruito ancora in legno ma con i basamenti in murature, più robusto e più alto: Ponte Alto appunto. 

All'inizio del ponte ci sono 4 torrette (due per ogni parte). In una cappellina viene venerata la "Madonna delle Grazie". Fu distrutto e rifatto per ben 4 volte. Le ultime volte dai soldati francesi nel 1799 e dai patrioti Modenesi (quelli di Ciro Menotti) nel 1831, per proteggersi la ritirata. Il duca Francesco IV nel 1835 fece costruire il ponte in muratura che oggi usiamo.

da http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/giornalilocali/gazzettadimodena/index.jsp domenica 28 luglio 2002, Ss. Nazario e Celso

UN'OPERA VOLUTA DA EMILIO LEPIDO

Il primo ponte sul Secchia vicino a Rubiera, fu costruito da Emilio Lepido quando nel 187 prima di Cristo, costruì la via Emilia. 

Una lapide in marmo oggi nel museo lapidario di Modena, ci documenta che nel 259 il ponte fu distrutto dal fuoco e ricostruito in muratura e a volte dall'imperatore Galliano. 

Il ponte era un luogo strategico in quanto congiungeva Verona attraverso la via Hostiliense, Mutina e il grande mercato dei Campi Macri (Magreta). C'era una Mutatio, cioè una stazione per il cambio dei cavalli. 

Abbiamo notizie di nuovo del Ponte di Rubiera nel XII e XIII secolo, costruito in legno dopo che il vecchio ponte romano era stato distrutto in epoca barbarica. 

C'erano allora tre ospizi per i pellegrini e due ospedali o lazzaretti (vedi Ospedaletto e la Corte Ospitale). Ercole III tra il 1787 e il 1790 fece costruire un ponte in muratura, orgoglio del duca per la sua perfezione architettonica. Il suo gemello è il l'attuale ponte di S. Ambrogio. Nel 1944 fu semidistrutto dai bombardieri anglo americani. 

Fu restaurato ma nel 1959 crollò durante una piena. Rimangono visibili i tronconi delle arcate. Nel 1962 fu costruito l'attuale ponte in cemento armato a 6 arcate.


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