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Su due ruote da Ponte
Alto a Rubiera
Percorso
suggestivo tra ciclabile, sentieri d'argine e parco fluviale STRADA FACENDO
di Beppe Manni
La "strada" che congiunge Ponte Alto con Rubiera non può essere ancora chiamata
a pieno titolo una ciclabile, in quanto mette insieme diverse tipologia di
percorribilità: lo stradello sull'argine, pezzi di strade asfaltate, ciclabili
classiche, in attesa che venga realizzata una rete completa. La suggeriamo come
passeggiata "fuori porta" in quanto attraversa paesaggi, manufatti e vegetazione
interessanti e riposanti.
1) Si parte da Ponte Alto, dove
si può arrivare in bicicletta, dalla ciclabile della Madonnina sulla vecchia via
per Carpi, dopo aver attraversato il sottopassaggio a sinistra. A sinistra del
ristorante Orso Bianco vicino a Ponte Alto, si imbocca uno stradello, sulla riva
destra del fiume Secchia. Si pedala per tre chilometri sull'argine in mezzo a un
paesaggio silenzioso e magico; da una parte e dall'altra incontri frutteti,
campi coltivati, antiche case coloniche.
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| 27 10 2002
ciclista della Barchetta |
20 10 2002 il
ponte della Barchetta sul Secchia |
2) Si attraversa il Ponte della Barchetta (lo splendido manufatto inaugurato due
anni fa) e si percorre un "viassolino" che si snoda nei campi e infilato il
sottopasso sotto l'autostrada, tocca due borgate di Campogalliano Le Carrobbie e
la Galleria.
3) Il Santuario della Madonna della Sassola lo si incontra in bella vista
sorridente nei suoi bei colori padani giallo e arancione.
4) Subito dopo ci si immerge in una visione di sogno dove ci sono i Laghetti
Curiel di Campogalliano. Il Parco Fluviale 400 ettari di riserva naturale;
comprende gli argini, le casse di espansione i laghetti e le cave di ghiaia. Il
tutto è stato strutturato attraverso una intelligente opera di recupero e
sistemazione. I laghetti vengono usati per la pesca, per la vela, per il
canottaggio, per il bagno. La splendida oasi lagunare che comprende le casse
d'espansione è una splendida zona umida ricca di fauna e flora. Intorno al
laghetto principale tavoli, panche e zone verdi offrono un ambiente per relax e
picnic.
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| 20 10 2002 il Secchia dal
ponte della Barchetta |
27 10 2002 il felino della
Barchetta |
5) Per arrivare al Ponte di Rubiera si costeggiano le casse di espansione e si
vedono molto bene le bocche e le dighe su diversi livelli per frenare,
disinnescare e accogliere la forza distruttrice delle piene, rese ancora più
pericolose dopo la irresponsabile distruzione del letto del fiume fatto dalla
trentennale escavazione di ghiaia tra S. Michele e Sassuolo. Si intravedono i
ruderi del settecentesco ponte ducale sul Secchia, crollato negli anni sessanta
durante una piena. Si passa sotto il ponte della ferrovia.
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| 20 10 2002 Quercia a Freto |
20 10 2002 le briglie del
Secchia a Rubiera |
6) Si può prendere ora, via Marzaglia Nuova, dopo aver attraversato il fiume su
una "brutta" gettata di cemento. La strada è solitaria e ombreggiata circondata
da alberi da frutta, vigneti e ville: ti porta a Cognento.
7) A Sassuolo ci puoi arrivare con qualche difficoltà se
hai la costanza di attraversare una discarica di un cantiere e continuare
costeggiando il fiume sulla riva destra.
Ma questo è un'altra storia che
vi racconteremo quando avremo personalmente percorsa la nuova ciclabile che la
provincia e i comuni stanno preparando per la primavera prossima.
Prevede quasi 40 km di buona
ciclabile, che partendo appunto dal ponte della Barchetta porterà fino al
Pescale (vicino a San Michele dei Mucchietti) sopra a Sassuolo sull'argine del
Secchia.
Questo percorso si può fare a piedi o in bicicletta. Il tempo di percorrenza in
bici è di circa un ora e mezza.
Ai laghetti di Campogalliano
trovi un punto di ristoro presso bar e un ristorante.
Puoi fermarti per la sosta in un
luogo incantevole fresco, rilassante e attrezzato con tavoli.
Da visitare: Santuario della
Madonna della Sassola, il Ponte della Barchetta il Ponte Alto e i ruderi del
Ponte di Rubiera e se hai tempo, la Corte Ospitale (restaurata) e la chiesa
romanica di San Faustino.
Modena - Ciclabile
Secchia.
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| 29 06 2003
Colazione al bar di
Magreta |
29 06 2003
Sosta in vista del
ponte di La Veggia |
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| 29 06 2003
la quercia caduta |
29 06 2003
oltre i tratti
allagati ed il fango |
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| 29 06 2003
non fermatevi |
29 06 2003
la briglia di
S.Michele dei Mucchietti |
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| 2003 07 13 il Pescale, ponte
e trattoria |
2003 07 13 il Pescale |
da
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/giornalilocali/gazzettadimodena/index.jsp
domenica 28 luglio 2002, Ss. Nazario e Celso
IL PARCO FLUVIALE DI
CAMPOGALLIANO
I laghetti di Campogalliano sono all'interno delle casse di espansione del
Secchia situate tra la provincia di Modena e di Reggio nei comuni di Modena,
Rubiera e Campogalliano.
Il parco comprende quasi 800 ettari di un'area di "riequilibrio ecologico".
Sono stati in questo modo
riassorbite e immesse nell'ambiente le cave risultate dalla trentennale
escavazione di ghiaia ancora presenti nella parte verso Rubiera.
La vegetazione è tipica degli
ambienti umidi della pianura con salici, pioppi, ontani, olmi, aceri, robinie.
Gli arbusti vanno dal rovo al biancospino e al sambuco.
Tra gli animali selvatici gli
uccelli sono la componente più vistosa: la gallinella, la folaga, il germano
reale, il martin pescatore, l'airone, il falco di palude ecc.
Tra i mammiferi troviamo la
volpe, la donnola, il ghiro, il capriolo e altro. Buona la presenza di diverse
specie di pesci: il cavedano, la carpa, il luccio, la tinca...
Questa riserva naturale è nata
ufficialmente nel 1996.
da
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/giornalilocali/gazzettadimodena/index.jsp
domenica 28 luglio 2002, Ss. Nazario e Celso
FRETO: UN NOME CHE
SIGNIFICA TRIBUTO
La prima memoria di questo ponte la troviamo in una carta del 1152, congiunge
Modena con Carpi e viene chiamato ponte Frido (poi Freto). Fridum à una parola
longobarda che significa tributo: il balzello che si pagava per poterlo passare.
Nel 1184 viene ricordato in occasione della consacrazione del Duomo di Modena da
parte del papa Lucio III. Il Papa passa il ponte e vicino al fiume benedice
duemila fedeli, vescovi e preti accorsi al suo passaggio.
Il ponte è di legno; è
sorvegliato da un fortilizio; ha un ospizio, un mulino le cui pale sono mosse
dalla corrente del fiume e una chiesetta dedicata a S. Michele patrono dei
Longobardi. Nel 1334 il ponte viene spazzato via da una piena. Viene costruito
ancora in legno ma con i basamenti in murature, più robusto e più alto: Ponte
Alto appunto.
All'inizio del ponte ci sono 4
torrette (due per ogni parte). In una cappellina viene venerata la "Madonna
delle Grazie". Fu distrutto e rifatto per ben 4 volte. Le ultime volte dai
soldati francesi nel 1799 e dai patrioti Modenesi (quelli di Ciro Menotti) nel
1831, per proteggersi la ritirata. Il duca Francesco IV nel 1835 fece costruire
il ponte in muratura che oggi usiamo.
da
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/giornalilocali/gazzettadimodena/index.jsp
domenica 28 luglio 2002, Ss. Nazario e Celso
UN'OPERA VOLUTA DA EMILIO
LEPIDO
Il primo ponte sul Secchia vicino a Rubiera, fu costruito da Emilio Lepido
quando nel 187 prima di Cristo, costruì la via Emilia.
Una lapide in marmo oggi nel
museo lapidario di Modena, ci documenta che nel 259 il ponte fu distrutto dal
fuoco e ricostruito in muratura e a volte dall'imperatore Galliano.
Il ponte era un luogo strategico
in quanto congiungeva Verona attraverso la via Hostiliense, Mutina e il grande
mercato dei Campi Macri (Magreta). C'era una Mutatio, cioè una stazione per il
cambio dei cavalli.
Abbiamo notizie di nuovo del
Ponte di Rubiera nel XII e XIII secolo, costruito in legno dopo che il vecchio
ponte romano era stato distrutto in epoca barbarica.
C'erano allora tre ospizi per i
pellegrini e due ospedali o lazzaretti (vedi Ospedaletto e la Corte Ospitale).
Ercole III tra il 1787 e il 1790 fece costruire un ponte in muratura, orgoglio
del duca per la sua perfezione architettonica. Il suo gemello è il l'attuale
ponte di S. Ambrogio. Nel 1944 fu semidistrutto dai bombardieri anglo
americani.
Fu restaurato ma nel 1959 crollò
durante una piena. Rimangono visibili i tronconi delle arcate. Nel 1962 fu
costruito l'attuale ponte in cemento armato a 6 arcate.
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