| 10 06 2005 alcuni argomenti tra quelli trattati:
Abstract da da " La mente colorata " di Pietro Citati
Sappiamo soltanto che, ancora ai tempi dell' Iliade e dell'Odissea,
c'erano popolazioni arcaiche, gli Etiopi ed i Feaci, che vivevano
insieme agi dèi, banchettavano con loro e li vedevano "come sono" : ma,
nemmeno questa volta, nessuno ci dice cosa significasse scorgere gli dèi
nel loro assoluto sembiante, senza temerli e fuggirli.
Poi avvenne la fatale separazione: la visione degli dèi diventò per gli
uomini problematica e
drammatica.
Quando Demetra, ad Eleusi, varcò la soglia della casa di Celeo, la sua
figura si alzò, toccò le volte col capo e riem-pì il vestibolo di una
luce sovrumana...
La figura crebbe ancora: la bellezza irraggiava intorno a lei: un'aroma
si effondeva dal suo peplo; e le membra rifulgevano di luce, riempiendo
tutte le cose di splendore.
Intorno a lei stavano tutti pieni di rispetto e venerazione: poi le loro
ginocchia si sciolsero, la voce si inceppò, la memoria le abbandonò, la
vista si confuse…
Col tempo, di questa rivelazione divina restò soltanto il terrore.
Il sacro diventò proibito.
Se qualcuno aveva l'ardire e la follia di fissare gli dèi negli occhi si
perdeva senza rimedio.
Abstract da:
http://www.filosofico.net/demiurgo.html
prima parte
creazione (de te fabula narrat)
Il mondo fisico deriva da un padre (il mondo delle idee) e
da una madre (la materia , che è la condizione per l'esi-stenza del
mondo fisico stesso, ma che mantiene comunque una componente di
indeterminazione) : ma cos'è che fa da mediatore tra il mondo delle idee
e la materia ?
Cos'è che fa sì che le idee si calino nel mondo sensibile ?
Platone a questo punto mette in gioco la figura del Demiurgo (dal Greco
"demos", popolo, + "ergon", opera, = artigiano).
Il Demiurgo è un divino artigiano: è colui che contemplando le idee
plasma la materia sul modello delle idee stesse.
Platone introduce quindi una divinità a tutti gli effetti.
Che rapporto intercorre tra le idee, la materia ed il Demiurgo? Tutti e
tre sono coeterni, sono sempre esistiti.
Abstract da: Maschio e femmima li creò
Paolo De Benedetti - Fondazione Collegio S.Carlo
Modena_B.Pop.Emilia
Nella mistica (dottrina, complesso dei principi) della cosmologia la
divinità cristiana, Dio prima della creazione:
1) Si contrae per far posto al creato. Rinuncia alla sua tuttezza.
2) Parla e ci dà notizia dell'uomo e l'uomo del creatore.
3) Crea il mondo con dieci parole, nominando il cielo, la terra,
l'acqua, le piante, i pesci, gli uccelli, …
poi crea l'uomo (dalla terra).
4) Non crea subito la donna, aspetta che l'uomo ne abbia desiderio.
5) Quando vede che all'uomo manca una compagna dice "non è bene che
l'uomo sia solo gli voglio fare un aiuto che gli sia accanto o davanti
…" e crea la donna (non dalla terra, ma da una costola dell'uomo).
Adamo che non trovava nessuna corrispondenza nei vari esseri viventi,
dopo la creazione di Eva, parla e dice a Dio "Questa volta, la donna che
tu mi hai dato la sento una con me, carne della mia carne, osso delle
mia ossa"
Secondo altre antiche interpretazioni, Dio non crea la donna prima che
Adamo esprima il proprio desiderio perché si aspettava che un bel giorno
l'uomo gli avrebbe detto " La donna che tu mi hai dato …".
Oppure semplicemente Dio crea la donna dopo l'uomo perché non voleva
consiglieri durante la creazione.
Abstract da:
http://www.filosofico.net/demiurgo.html
seconda parte
A differenza della divinità cristiana, che crea il mondo,
quella platonica, il demiurgo, si limita a plasmarlo e non è onnipotente
: ha infatti due limiti : la materia, che gli impedisce di costruire un
mondo perfetto, e le idee, che sono il modello a cui deve per forza
attenersi.
Il Demiurgo guarda sì al meglio, ma il suo comportamento è dato da
qualcosa da lui esterno ed indipendente.
Nel Medioevo vi fu un grande dibattito teologico: le cose sono sante
perchè piacciono alla divinità o piacciono alla divinità perchè sono
sante ?
In altre parole : la divinità è colei che riconosce le cose buone e le
sceglie, o è colei che fa le cose buone ?
Per Platone le cose sono buone intrinsecamente e non perchè c'è chi
decide che lo siano: il bene in sè è il criterio per giudicare tutte le
cose che possono essere buone; è buono ciò che partecipa alla super-idea
di bene, come è bello ciò che partecipa all'idea di bellezza.
Le idee sono il modello per gli uomini e per la divinità. Chiaramente la
divinità vale di più rispetto all'uomo : essa riconosce facilmente il
bene, mentre gli uomini hanno delle difficoltà e non sempre ci riescono.
Vi fu chi arrivò a dire che ciò che è giusto è giusto perchè l'ha deciso
la divinità.
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