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2009 04 04 l' inaugurazione dell'ufficio in Modena al civ 219 di via Pelusia

2005 04 09  Taglio del nastro per l'inaugurazione dell' ufficio in franchising concesso da  Resident®  all'affiliata Setti Edi in Modena al civico 150/M di via Fratelli Rosselli.

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ResidenT®  è stata fondata il 5 luglio 2007 da Angelo Mazza, Claudio Ferrari, Gabriella Artioli e Mirella Gardosi
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Nel 2000 la sede di ResidenT® viene trasferita ai civici 378 scala "C" di via Pietro Giardini e ai civ 8-10 di via Cardarelli sino al marzo 2007.
Da allora gli uffici si trovano in via Mario Vellani Marchi 20.

Gli uffici erano distribuiti su due livelli:
al primo piano, con accesso da via Giardini 378 scala C, gli uffici della gestione (pronto intervento, manutenzioni ...) con le salette per le assemblee e al piano terra, all'angolo di via Cardarelli 8, l'amministrazione (contabilità condomini, pagamento fornitori ...) e la sala per le assemblee.

 2002 08 12 Canon Gp335

2002 11 23 la classe

2003 04 15 Da Giardini

2003 04 15 via Cardarelli 8-10

2002 08 12 Canon Gp335

2002 11 23 la classe

2003 04 15 da via Giardini

2003 04 15 da via Cardarelli 8-10

2003 08 05 la gomma di Graziella su Marilena

2004 02 21 ore 9.15

2005 04 08 Michela & Gianluca Ferrari

2004 04 10 da via giardini

2003 08 05 la gomma di Graziella sula scrivania di Marilena

2004 02 21 ore 9.15 via Giardini

2005 04 08 Michela & Gianluca Ferrari

2004 04 10 da via Giardini



All'ingegnere Pietro Giardini il duca di Modena Francesco III d'Este assegnò il progetto e la direzione lavori per la costruzione della omonima via Giardini.

La via Giardini, doveva unire il ducato di Modena col Granducato di Toscana per favorire così lo sviluppo economico e sociale del ducato di Modena e Reggio.

Venne iniziata nel 1766 e terminata in dieci anni: si trattava per l'epoca di una impresa gigantesca, con una lunghezza di quasi cento km in territorio Modenese, dal capoluogo al confine toscano.

Sul percorso erano dislocati stazioni di posta, osterie, fontane, posti di ricovero e ristoro per i viaggiatori, una vera autostrada ante litteram.

All'epoca vennero impiegati nell'impresa 3000 operai. Il Duca, entusiasta del risultato, diede alla strada il nome del suo realizzatore

 

da http://it.wikipedia.org/

Francesco III d'Este (Modena, 2 luglio 1698 - Varese, 22 febbraio 1780) fu duca di Modena dal 1737 al 1780.

Figlio del duca Rinaldo d'Este e di Carlotta Felicita di Brunswick sposò Carlotta Aglae di Orléans; restato vedovo nel 1761, sposò con matrimonio morganatico dapprima Teresa di Castelbarco, vedova Simonetta, poi Renata Teresa d’Harrach, vedova Melzi. Ebbe complessivamente dieci figli, ma solo i primi sette dalla moglie legittima:

  • Alfonso (1723-1725)
  • Maria Teresa Felicita (1726-1754) sposa Lodovico di Borbone, Duca di Ponthiévre, ammiraglio di Francia.
  • Ercole III d'Este (1727-1803) Duca dal 1780 al 1797, continuatore della dinastia.
  • Matilde (1729-1803)
  • Fortunata Maria (1731-1803) sposa Luigi Francesco di Borbone, Principe di Conti.
  • Beatrice (1734-1736)
  • Elisabetta (1741-1774)
  • Francesco Maria «Tesdè» (1743-1821) Conte di S. Andrea, Abate di Nonantola e Vescovo di Reggio Emilia.
  • Federico Benedetto «Tesdè» (1745-1820) Conte di S. Romano, trattò l’armistizio con Napoleone.
  • Bernardino «Tesdè» (?-1750) morto infante.

Nel 1741 conclude il matrimonio del figlio Ercole con Maria Teresa Cybo, erede del Ducato di Massa e Carrara, e così Modena acquista l’ambito sbocco al mare.

Per risanare le esauste finanze del Ducato dopo le guerre di successione, vende per 100.000 zecchini i più pregiati quadri della Galleria Estense, ad Augusto III Re di Polonia ed Elettore di Sassonia, che li trasferisce a Dresda. Si avvicina sempre più all’Austria, e su suggerimento inglese, nel 1753 combinò il matrimonio della nipote Maria Beatrice Ricciarda (unica discendente del figlio Ercole e di Maria Teresa Cybo) con l’Arciduca Ferdinando d’Asburgo-Lorena, terzogenito di Maria Teresa d'Austria, in cambio della garanzia imperiale della sopravvivenza del ducato come entità separata dai domini asburgici. In più egli ottenne la nomina a "Amministratore e capitano generale della Lombardia austriaca" fino alla maggiore età dell'arciduca, che avrebbe allora assunto le funzioni di governatore. Uomo accorto ed abile amministratore, il duca si rese conto che la carica che gli era stata conferita aveva solo funzioni onorifiche, sicché si adattò a lasciare le leve effettive del potere a Beltrame Cristiani, plenipotenziario imperiale: Egli cercò comunque nei primi anni di svolgere una politica estera autonoma rispetto a quella viennese, ma il rovesciamento delle alleanze operato nel 1756 gli tolse ogni spazio di manovra. Cercò allora di cogliere il massimo dei vantaggi economici offertigli dalla carica, entrando al tempo stesso in ottimi rapporti con l'aristocrazia lombarda, grazie anche al matrimonio contratto con Teresa di Castelbarco, vedova del conte Antonio Simonetta.

Fu sovrano illuminato, anche se libertino nei costumi: regolò l’urbanistica di Modena e vi introdusse la numerazione delle case; istituì l’ospedale, l’Albergo dei Poveri,oggi Palazzo dei Musei, l’Orto Botanico; fece costruire la Via Vandelli che collegava Modena alla Toscana e al Tirreno e fece redigere, primo sovrano in Italia, un Codice di leggi, il famoso «Codice Estense» del 1771 che fu il progenitore di tutte le codificazioni dell’Ottocento.

Pur con tutte le difficoltà causate dalle tensioni in Europa fra le grandi potenze, egli si dimostrò un duca assai migliore di quanto fosse lecito sperare dal suo comportamento da principe ereditario. Aderì agli ideali illuministici e questo si riverberò positivamente nella situazione economica perché l’incameramento dei beni ecclesiastici, il «rinnovo» urbanistico della capitale, l’introduzione delle prime macchine, crearono sviluppo ed occupazione.

Morì nella sua villa di Varese, rassegnato all’estinzione del casato, data la mancanza di eredi maschi del figlio Ercole III, anche se nel contratto di matrimonio della nipote con l'arciduca d'Austria era previsto che i figli ereditassero il nome d'Este e quindi i duchi successivi vengono indicati come Austria Este.


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