| 20 03 2006 alcuni argomenti tra quelli trattati: Abstract da Apocalypse now “Mi hanno
inviato in missione segreta, signore" "Non è più segreta ormai… ".
Il governo dei condomini
Il mezzo specifico, essenziale, del
governo del condominio sono le norme di legge, nella loro essenza: comandi
generali ed astratti rivolti a tutti i condomini.
Le leggi del mondo antico erano più rigide, meno evolute, ma
anticipavano già alcuni principi del diritto romano dal quale derivano i nostri
codici.
da
http://xoomer.virgilio.it/nnikef/livello2/leggi-sumere.htm
MESOPOTAMIA : Le leggi dei Sumeri I Sumeri, la cui origine è
sconosciuta, vissero in Mesopotamia per oltre mille anni tra il IV e il III
millennio a.C. Inventarono la scrittura, costruirono grandi città ed elaborarono
la prima raccolta di leggi.
Tipologia delle pene
Le leggi sumere prevedevano essenzialmente due tipi di pena:
la morte e il risarcimento calcolato in quantità de-terminate di argento, orzo o
altri beni equivalenti in valore.
Pena di morte
La morte era riservata a pochi casi considerati molto gravi e
doveva essere autorizzata dal sovrano.
Pene pecuniarie
Le pene pecuniarie erano calcolate in sicli e venivano
autorizzate da un giudice. Si andava da 2 sicli a 60 sicli, somma equivalente al
salario di un lavoratore per 5 anni.
Non esistendo la moneta, che sarebbe stata inventata solo nel
VI secolo a.C. in Asia Minore, i Sumeri utilizzavano una sorta di unità di conto
con riferimento all'argento. Il siclo d'argento era il punto di partenza per
tutti i calcoli economici.
| Unità di misura |
Nome sumero |
Nome accadico |
Equivalenza |
Quantità in argento |
Valore in € |
|
Grano |
SE |
uttatum |
|
1/20 di grammo |
0,10 |
|
Siclo |
GIN |
siqlum |
180 grani |
circa 8,30 grammi
|
18,00 |
|
Mina |
MA.NA. |
manum |
60 sicli |
circa 500 grammi |
1.080,00 |
|
Talento |
GUN |
biltum |
60 mine |
Circa 30 Kg |
64.800,00 |
Esilio
In alcuni rari casi era prevista la pena dell'esilio.
Riduzione in schiavitù
Un figlio degenere poteva essere venduto come schiavo. Una
persona poteva essere ridotta in schiavitù per debiti.
Carcere
Il carcere era ammesso solo in attesa del giudizio o della
esecuzione della pena. Si ha notizia di un solo caso, pe-raltro dubbio, di
condanna al carcere.
Legge del taglione
E' totalmente assente il concetto semitico di legge del
taglione.
I Sumeri preferivano risarcire la vittima piuttosto che
sottoporre il reo a mutilazioni o altre pene che non avrebbero dato alcun
beneficio alla vittima, se non la soddisfazione della vendetta.
Ordalia del fiume
In assenza di testimoni o di altre prove, per reati molto
gravi, si ricorreva al giudizio divino mediante una ordalia nel fiume.
L'accusato veniva gettato in acqua. Se il fiume lo rimandava a riva voleva dire
che gli dei lo consideravano innocen-te e l'accusatore veniva condannato perché
aveva accusato ingiustamente una persona la cui innocenza era atte-stata dagli
dei. Se la persona annegava era colpevole. All'ordalia, il giudizio divino, si
ricorreva proprio quando non c'era alcun altro modo per determinare la
colpevolezza dell'accusato.
Accusa falsa
Se l'accusatore non era in grado di provare la propria accusa
veniva condannato alla pena prevista per quel tipo di reato.
Falsa testimonianza
Un testimone che avesse sostenuto il falso in un processo
veniva condannato al pagamento di 15 sicli d'argento.
Competenza
Per i reati tra i 20 e i 60 sicli era competente il giudice.
Per la pena di morte occorreva l'intervento del sovrano.
Omicidio
La condanna per l'omicidio era la morte.
Rapina
La rapina veniva punita con la morte.
Furto
Il ladro era condannato a pagare il doppio di quanto aveva
rubato.
L'autore di un furto in un frutteto era punito al pagamento di
10 sicli d'argento. Se veniva trovato a tagliare un albero la pena saliva a 30
sicli.
Se un uomo era trovato di giorno in mezzo alle messi veniva
condannato a pagare 10 sicli. Di notte la pena diventava la morte.
Se un funzionario pubblico veniva in possesso di uno schiavo,
di un asino o di un bue perduti, non li restituiva subito e li tratteneva presso
di sé per oltre un mese veniva accusato di furto.
Proprietà sospetta
Se un uomo non era in grado di dimostrare da chi aveva
acquisito uno schiavo o altri beni, era considerato un ladro.
Sequestro
Il sequestro era punito con il carcere e il pagamento di 15 sicli d'argento.
Ma se il sequestrato moriva la condanna era la morte.
Violazione di domicilio
Chi si introduceva in una abitazione forzando la porta o facendo un buco nel
muro veniva condannato a morte.
Se un uomo era trovato di giorno in una abitazione veniva condannato a pagare
10 sicli. Di notte la pena diventava la morte.
Violenza sessuale
Se un uomo violentava la promessa sposa di un altro veniva punito con la
morte.
Se un uomo violentava la schiava vergine di un altro, doveva pagare 15 sicli
d'argento.
Adulterio
Se una donna sposata commetteva adulterio veniva condannata a morte. L'amante
non veniva punito.
Se una donna era stata accusata di adulterio ed usciva viva dall'ordalia del
fiume, il suo accusatore rischiava di pa-gare 20 sicli d'argento.
Rapimento a scopo sessuale
Se una donna, per la quale era già stato pagato il dono di nozze, veniva
rapita e deflorata, il colpevole veniva con-dannato a morte.
Deflorazione
Se un uomo deflorava una vergine incontrata per strada, doveva sposare la
fanciulla. Poteva però fare un solenne giuramento nel tempio per discolparsi.
Se la deflorata era una schiava doveva pagare 30 sicli d'argento senza
tuttavia averla in proprietà.
Relazioni prematrimoniali
Se un uomo ha rilasciato un documento alla moglie con la dichiarazione che
non si sarebbe servito della sua per-sona per pagare i debiti contratti prima
della nozze, i creditori non hanno alcun diritto su di lei.
Se un uomo accusava una giovane di aver avuto rapporti sessuali, ma non
poteva provarlo, veniva condannato a pagare 10 sicli d'argento.
Aborto procurato
Se una donna incinta veniva percossa e perdeva il bambino l'uomo era
condannato a pagare 30 sicli. Se la donna moriva la pena prevista era la morte.
Se la vittima era una schiava le pene si abbassavano. Pena di 5 sicli in caso
di aborto. Il proprietario della schiava veniva risarcito con un'altra schiava
in caso di morte della poveretta.
Se un uomo provocava accidentalmente l'aborto doveva pagare 10 sicli.
Danni fisici
Nella seguente tabella sono riportati alcuni esempi di risarcimento per danni
fisici. Le pene previste variavano nel tempo. Nella tabella sono raccolti dati
provenienti da periodi diversi. (Anno 2005 valore di 1 siclo = 14,11 €) Organo
Danno Pena clavicola rottura 20 sicli dente rottura 2 sicli dente perdita 30
sicli dito recisione 40 sicli mano rottura 30 sicli naso coltellata 40 sicli
naso perdita 60 sicli occhio perdita 60 sicli orecchio perdita 30 sicli osso
rottura 60 sicli piede ferita 10 sicli piede rottura 30 sicli schiaffo 10 sicli
Omicidio in una rissa
Se un uomo veniva ucciso durante una rissa il colpevole doveva pagare 40
sicli.
Cani
Se un cane mordeva ed uccideva un uomo il risarcimento era di 40 sicli. Se la
vittima era uno schiavo la pena era ridotta a 15 sicli.
Insulti alla padrona
Se una schiava lanciava maledizioni contro la sua padrona veniva condannata
allo sfregamento della bocca con un SILA (quasi un litro) di sale.
Allagamenti e inaridamenti
Se un uomo causava l'allagamento di un terreno di proprietà altrui veniva
condannato al pagamento di 3 GUR di or-zo (pari al valore di 3 sicli d'argento)
per ogni IKU (terzo di ettaro) di terreno allagato.
Analoga pena veniva comminata a chi provocava l' inaridamento di un terreno
altrui.
Matrimonio
Il matrimonio era valido se era stata celebrata una cerimonia ufficiale e si
era stipulato il contratto di matrimonio.
Se un uomo e una donna volevano sposarsi era sufficiente che recitassero la
formula di matrimonio “ Ti riempirò il grembo di argento e d’oro, tu sei mia
moglie, io sono tuo marito” dopodichè la ragazza si trasferiva nella casa del
suocero e iniziava ufficialmente la coabitazione.
Se un marito stava per lungo tempo lontano da casa involontariamente (per
esempio era prigioniero di guerra) quando tornava aveva il diritto di riavere la
moglie anche se questa si era risposata ed aveva avuto altri figli.
Se l'allontanamento dalla casa era stato invece volontario non aveva alcun
diritto.
Divorzio
In caso di divorzio l'uomo doveva dare 60 sicli d'argento alla moglie. Se la
moglie era vedova di un precedente ma-trimonio doveva darle solo 30 sicli.
Figli della schiava
Se un uomo, già sposato e con figli della moglie legittima, aveva anche figli
dalla schiava doveva concedere la liber-tà alla schiava e ai suoi figli.
Tuttavia i figli della schiava non ereditavano, a meno che l'uomo non decidesse
di spo-sare la schiava.
Se la schiava aveva un figlio e lo consegnava ad una donna libera, il padrone
aveva il diritto di riavere il bambino.
Figli della prostituta
Se un uomo sposato, ma senza figli, aveva figli da una prostituta, doveva
provvedere al mantenimento della prosti-tuta. I figli della prostituta
diventavano suoi eredi. La prostituta non aveva però il diritto di vivere nella
stessa casa della moglie.
Relazioni con una prostituta
Un uomo sposato poteva decidere di divorziare dalla moglie, pagando la somma
prevista dalla legge, ma non pote-va sposare la prostituta.
Eredità
L'eredità spettava ai figli maschi. Ma nel caso non ci fossero maschi anche
le femmine potevano ereditare.
Rapporti tra marito e moglie
Se la prima moglie si ammalava, perdeva la vista, diventava paralitica non
doveva lasciare la casa del marito. Se il marito si risposava, la seconda moglie
doveva accudire l'ammalata.
Se una donna ripudiava il marito dicendo “Tu non sei mio marito” veniva
subito lanciata nel fiume (prova dell’ordalia)
Se l'uomo rinnegava la moglie era condannato a pagare 30 sicli.
Se una donna veniva trovata tra le braccia di un altro uomo quel giorno
stesso veniva lanciata nel fiume, doveva morire, non doveva vivere. Se la donna
superava la prova dell’ordalia il marito doveva morire.
Genitori e figli
Se un figlio rinnegava i genitori perdeva ogni diritto di proprietà e veniva
venduto come schiavo temporaneo.
Se i genitori rinnegavano un figlio erano condannati alla perdita di tutte le
loro proprietà e venivano esiliati.
Schiavi
Gli schiavi dovevano essere contraddistinti dall'acconciatura dei capelli.
Potevano essere messi in ceppi e catene.
Gli schiavi erano o prigionieri di guerra, o figli di schiavi o persone
ridotte in schiavitù per debiti o per condanna.
Il prezzo di una schiava era di 5 sicli d'argento.
Casa
Se un uomo vendeva per necessità la propria casa, aveva il diritto di
prelazione nel caso che l'acquirente decidesse di venderla.
Limitazioni
Gli schiavi non potevano usare il denaro (argento, orzo, lana,
olio vegetale o altro).
Gli schiavi e i figli, ancora non in possesso dell'eredità, non potevano
avere credito.
Il mezzo specifico, essenziale, del governo del condominio
è il codice
civile; cioè la forza, dato che le norme del co-dice civile (comandi generali ed
astratti rivolti a tutti i consociati) impongono una determinata condotta, sotto
la mi-naccia di una determinata reazione (sanzione). Ma l'amministratore è
spogliato del potere coercitivo che spetta allo Stato, lo può solo evocare. Il
buon amministratore, ricorre raramente alla evocazione della coercizione; egli
piuttosto somministra il codice con competenza, esperienza, professionalità,
determinazione, autorevolezza e tecnica.
Tecne : arte, mestiere, opera, lavoro, sapere e sapere fare.
Tecnica : complesso delle attività umane che, su basi empiriche o applicando
a fini pratici nozioni scientifiche più complesse, tendono alla creazione di
arnesi, strumenti e apparati atti a migliorare le condizioni di vita dell'uomo.
Abstract da
http://hal9000.cisi.unito.it/wf/FACOLTA/Scienze-Po1/index.htm
•
Cosa si intende per politica
In ogni ambito sociale, economico, famigliare c'è
politica laddove qualcuno influisce sull'altro e ne determina il com-portamento.
Noi intenderemo ora per politica semplicemente la direzione oppure l’attività
che influisce sulla direzione di strutture come il condominio e gli operatori.
•
In che cosa consiste l’arte di amministrare ? Amministrare è gestire, è
dirigere, e quindi è potere, ma anche aspirazione a partecipare al potere o ad
influire sulla ripartizione del potere Chi amministra aspira ad avere il potere,
sia come mezzo per il raggiungere un certo fine, sia per il potere in se stesso,
per il prestigio che ne deriva. L’amministratore, che lo confessi oppure no,
deve provare il piacere del potere, e lottare per conquistarlo: non è un
sospetto moralistico, ma un dato di fatto antropologico registrato senza
pregiudizi. Ciascuno di noi esprime legittimamente interessi che si aspetta
vengano rispettati. Emergerebbe così in primo piano il concetto di
rappresentanza dell’ amministratore per il condominio che lo delega al
conseguimento - rispetto dei propri interessi.
amministrare Sillabazione/Fonetica: [am-mi-ni-strà-re] Etimologia: Dal lat.
administra¯re, deriv. di ministra¯re 'go-vernare v. tr. 1 prendersi cura
dell'organizzazione, della gestione di un ente, un bene, un'attività, pubblica o
privata: amministrare un comune, un'impresa, delle proprietà, la casa |
amministrare lo stato, governare | amministrare la giustizia, eserci-tare le
funzioni proprie del potere giurisdizionale 2 (estens.) dosare, regolare,
disciplinare: amministrare il proprio tempo, le proprie forze 3 (non com.)
somministrare: amministrare una medicina | amministrare i sacramenti, (lit.)
impartirli.
Tutte queste definizioni hanno in comune il fatto di consistere in : “un
rapporto di dominazione di alcune persone su altre persone, il quale poggia sul
mezzo della forza di persuasione legittima (vale a dire considerata legittima)”
Ogni potere, per essere riconosciuto dai soggetti dominati, esige
giustificazioni intrinseche. Analizziamo tre tipi ideali o “puri” di potere
legittimo. • Il potere tradizionale L’autorità si regge sulla pura tradizione :
“l’autorità dell’eterno ieri" Ciò non implica assenza di legalità: ci possono
essere accordi scritti o orali, ma questi hanno validità solo in quanto
tramandati oralmente, come quella dei patriarchi della Bibbia e dei principi
patrimoniali. È difficile gestire oggi, secondo tipi tradizionali di potere
“sulla parola”. • Il potere carismatico Carisma, s.m. dono concesso ad alcuni
per il bene e l'utilità di tutti, si dice di un potere che si fonda non già
sulla legalità o sulla tradizione, ma su straordinarie ed esemplari qualità
personali; anche, di colui che lo esercita. È il potere esercitato
dall’amministratore votato in assemblea, dal condottiero militare eletto in
guerra, dal demago-go o dal capo di partito: il suo fondamento è la fiducia
incondizionata in una personalità dotata di carisma, una quali-tà dalle
connotazioni mistiche: • Il potere legale-razionale “L’ amministrazione in forza
della legalità, in forza della fede nella validità della norma di legge e della
competenza obiettiva fondata su regole razionalmente formulate”. Qui si realizza
il governo del condominio nel significato che la cultura democratica ci ha
trasmesso: la legge ha va-lore non perché attestata da tempi antichissimi, o
perché dettata dal capo carismatico, ma perché formulata in mo-do razionale e
competente. I moventi per cui il potere viene docilmente accettato come
legittimo sono numerosi, e tra questi hanno una forte influenza, soprattutto di
fronte a un potere carismatico, la speranza del premio (che si consegua
l’interesse del con-dominio) e il timore della punizione (si gestisca malamente
il condominio).
• Che cos’è il condominio ?
Il condominio mira a garantire il benessere e
l’interesse dei suoi condomini. ciò che lo definisce sociologicamente, sono i
mezzi che l’amministratore utilizza per conseguire i suoi obiettivi :
- Le norme
del codice civile da cui derivano
- Il regolamento
- L’assemblea
- Il consiglio
- I contratti
- La competenza
- L’esperienza
- La determinazione
- L’autorevolezza
- La tecnica
Norma giuridica, s.f. Comando generale ed astratto rivolto a tutti i
consociati con il quale si impone ad essi una de-terminata condotta, sotto la
minaccia di una determinata reazione (sanzione)
Pertanto è la forza delle coercizione (la minaccia della sanzione o della
pena ) che contrasta i comportamenti contrari alle norme.
Il mezzo specifico del governo del condominio è il codice civile, cioè la
forza, ma senza coercizione; somministrato con, la competenza, l’esperienza, la
professionalità, la determinazione l’autorevolezza, la tecnica.
Il condominio è quella comunità umana, che nei limiti di un determinato
territorio esige per sé il monopolio della forza legittima. Il monopolio, e non
semplicemente l’uso.
il singolo condomino invece normalmente, non può perseguire i suoi progetti
in condominio avvalendosi dello stru-mento della forza : sopraelevare, innovare
ecc…, se non dopo averne ottenuto l’autorizzazione da parte del condo-minio,
comune, regione, stato ...
L’amministratore non esiste se non esistono condomini che lo impongono come
tale con almeno la maggioranza dei presenti in assemblea che rappresentino
almeno 1/3 dei condomini e 500 millesimi. Emerge progressivamente l’idea che la
politica sia un’esperienza più complessa del semplice pragmatismo, e che essere
amministratori, per vocazione significhi possedere il dono del carisma.
pragmatismo, s. m. comportamento, atteggiamento motivato da esigenze pratiche
più che da principi o valori ideali.
• amministratori professionali. Cosa fa della amministrazione condominiale
una professione a pieno titolo? Vi sono due modi di rendere la amministrazione
una professione: Si vive per l’amministrazione, oppure di amministrazione”
Vivere per amministrare significa credere nella causa che si sostiene fino a
farne il senso della propria vita, ma anche essere completamente assorbito dal
gusto del potere. Tuttavia vivere per una causa implica vivere anche di quella
causa, che diventa così una fonte duratura di guada-gno.
Di e per sono quindi
due distinti tipi ideali, che concettualmente si escludono a vicenda, ma che
nella realtà spesso si sovrappongono.
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