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mercoledì 24
aprile 2002 - Primo giorno, il viaggio
Nei
giorni precedenti la partenza ho spiegato più volte, in ufficio, ai miei amici ed anche al
bar dove di
solito, la mattina alle 11, con i miei collaboratori, gusto il caffè, la necessità che mi potavano a partecipare al congresso.
Dalle
regioni d'Italia, i delegati, eletti ogni 25 iscritti all'associazione, si
stavano preparando a partecipare ai lavori per l'approvazione del bilancio
consuntivo 2001, la nomina delle cariche congressuali, la modifica di alcuni
articoli dello statuto, la presentazione dei programmi elettorali in vista dell'
elezione del Presidente, Segretario e Tesoriere nazionali.
Tutti mi
stavano a sentire distrattamente, congratulandosi con me per essere riuscito a
trovare il tempo di partecipare al congresso, pur sapendomi in un periodo di
intensissimo lavoro e di progetti interessanti.
Poi,
sempre distrattamente mi chiedevano dove si sarebbero svolti i lavori,ed avuta
la risposta, alcuni accennavano tacendo ad un sorriso indulgente e pensieroso,
altri si affannavano a ricordarmi i loro indirizzi perchè io gli inviassi
cartoline dagli ameni luoghi che mi accingevo a visitare, altri mi segnalavano i
nomi dei musei, dei locali più specializzati in artigianato locale, dolci di
marzapane dipinti, cassate siciliane, latte di mandorle ecc...
Spesso veniamo fraintesi, omologati ad una realtà di
comodo, più facilmente fruibile. Sono stato al gioco per non fare l'orso e
perchè in fondo quale valore attribuire alle azioni da compiere lo dobbiamo
assegnare noi, indipendentemente dagli altri. Le mie intenzioni erano solamente quelle di partecipare al congresso e di adempiere a quanto era
necessario.
Solamente
una volta, una condomina, presente in bar, mi ha lasciato il caffè pagato senza
dirmi nulla e ciò mi ha fatto capire che ero stato compreso.
La nostra
delegazione di Modena, composta dal sottoscritto da Gualtiero Palmieri e da
Dante De Simoni è partita alle 15,10 il 28 aprile 2002 dall'areoporto Marconi
di Bologna.
Il volo "Meridiana" era praticamente composto da amministratori delegati
al congresso (oltre 100 su circa 150 posti). Il
destino mi ha fatto però volare tra due signore con le quali ho avuto il
piacere di discorrere a lungo del convegno; quasi alla fine del viaggio,
dopo aver notato una certa loro impreparazione sull'argomento, le ho costrette a
rivelarmi la verità : si trattava di due turiste che approfittavano del ponte
del 25 aprile e del primo maggio per trascorrere una vacanza nelle loro
isola natale con i parenti. Al
nostro arrivo a Catania Fontanarossa, io e le isolane ci siamo subito persi di
vista, in compenso dopo un certo tempo
trascorso a fissare l'uscita dei bagagli
ed il nastro trasportatore, ci hanno informati che le valige di Dante erano
rimaste a Bologna Preso
atto di ciò abbiamo trascinato i trolley (tranne Dante) sino ad un tranquillo
parcheggio lontano dal frastuono dell'areoporto dove la corriera (pulmman ?)
aspettava per dar modo ai congressisti che atterravano con i voli successivi di
giungere come noi al punto di raccolta. Non
appena si è constatato che i posti del torpedone erano oramai tutti occupati ed anzi,
qualcuno doveva arrangiarsi con un taxi, siamo partiti, ed in meno di 90 minuti
abbiamo raggiunto la vicina Giardini Naxos dove, all'Hotel Ramada, era stata
allestita la
sede del congresso. In
realtà non eravamo alloggiati all'Hotel Ramada, / centro congressi, ma
all'Hotel Holiday Club, un compresso di villette a due piani incastonate in un
parco di essenze mediterranee con piscina e campi da gioco. Le nostre 3
distavano 12 minuti da maratoneta dal centro congressi per cui decidemmo che per tutta la durata dei
lavori ci saremmo procurati, la mattina, tutto il necessario per la giornata, e
solamente a lavori conclusi, la notte, saremmo rientrati alle nostre magioni. Dopo
la verifica dei poteri tutti noi delegati alle ore 20, esausti per il viaggio ed il resto,
siamo sciamati nella sala ristorante per la meritata cena. Non
so dirvi come giunse l'una dopo mezzanotte, ma vi assicuro che mi sono trovato subito a mia
agio tra quei colleghi in gran parte sconosciuti.
Gli
argomenti si succedevano spontanei nella comune ricerca di conferme o verifiche
al proprio modo di operare e nell'individuare, attraverso l'altrui esperienza,
novità interessanti per la propria attività. La
notte, ho dormito saporitamente. Nell'addormentarmi mi tornavano in mente le parole della
passeggera che sedeva in aereo alla mia destra, la quale mi confessava la sua
profonda nostalgia per il profumo delle zagare (il suo paese natale è Enna);
per questo ogni
fine settimana, anche quella dell' 11 settembre 2001, tornava a casa in aereo da Bologna, dove svolgeva la sua
attività.
Mentre mi diceva questo, mi rallegravo di aver difianco una persona
che aveva il coraggio di parlare serenamente dei suoi sentimenti.
Pensavo che il
profumo dei fiori dell' infanzia, sia una emozione alla quale valga la pena di
tornare il più spesso possibile. (Qui' e' il giardino che abbiamo sognato e cercato inutilmente
dopo i luoghi tranquilli della nostra infanzia.- S. Quasimodo).
E un'altra cosa
mi era piaciuta, l'aver ricevuto da lei seriamente, il sincero augurio per i
lavori del congresso.
Gli episodi precedenti
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