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2009 04 04 l' inaugurazione dell'ufficio in Modena al civ 219 di via Pelusia

2005 04 09  Taglio del nastro per l'inaugurazione dell' ufficio in franchising concesso da  Resident®  all'affiliata Setti Edi in Modena al civico 150/M di via Fratelli Rosselli.

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10 06 2005 alcuni argomenti tra quelli trattati:

“Non è il più forte della specie che sopravvive, nè il più intelligente, ma il più reattivo al cambiamento.”
Se prima imparare a leggere ed a scrivere bastava per affrontare serenamente l’esistenza, a noi occorre dedicare continuamente una quantità del nostro tempo ad un processo di apprendimento permanente.

Mi riferisco a funzioni elementari e naturali della nostra esistenza come consultare un orario ferroviario, pianificare una vacanza, controllare il conto corrente, assolvere doveri amministrativi, essere informati, comunicare, coltivare relazioni con amici, figli, genitori, compagni, mogli, mariti, parenti.

Per la prima volta, nella storia della nostra evoluzione, i figli ci sono maestri, il nostro sapere tradizionale può esserci di imbarazzo o lo aggiorniamo innovandolo o rischiamo di divenire analfabeti e schiavi.

L'innovazione è parte integrale della nostra esistenza, è la vita.
Le informazioni necessarie alla nostra persona si manifestano sotto nuove forme, hanno mutato provenienza.
Se non poniamo attenzione a questo ne saremo irreversibilmente tagliati fuori.

Il mondo ha creato una nuova forma di schiavitù: gli esclusi dal cambiamento continuo.
Costoro cullati dalle vecchie certezze, ammansiti da certa televisione, e stampa non svolgono Compiti Mestieri Professioni; lavorano, non hanno Vocazioni per l'Arte; non si Dedicano non Agiscono non compiono Gesta Imprese, Missioni; eseguono.

Da: www.resident.it    2003 Modena Piazza Grande 16.00 Salvatore Savater
è professore di Filosofia presso l’Università Complutense di Madrid. Attraverso un’originale lettura dei classici dell’umanesimo latino, ha contribuito al rinnovamento della prospettiva filosofica in materia di etica e di politica, impegnandosi attivamente per una ridefinizione dei valori della democrazia contemporanea in termini di pluralismo e tolleranza. Tra le sue opere tradotte: Le ragioni della democrazia (Roma-Bari 1998); Le domande della vita (Roma-Bari 1999); Etica per un figlio (Roma-Bari 2000); A briglia sciolta (Milano 2002); El dialecto de la vida (Madrid 2002); Mira por donde. Autobiografia razonada (Madrid 2003).

Su quali valori vorrebbe che si fondasse lo spirito europeo?

Io credo nell’idea di cittadinanza e in una società basata sulla reciproca protezione.
Il mondo a cui voglio appartenere e che voglio contribuire a costruire non è fatto di competitori e di consumatori, ma di complici che si aiutano tra di loro.
Ecco quello che considero come valore europeo, l’idea di costruire una società di complici, di persone che si con-frontano e si rapportano concretamente tra di loro.
Non riesco ad immaginare un ondo come un supermercato e dei cittadini che non fanno altro che scegliere dei prodotti. Il mondo che io immagino nasce e si rafforza sulla collaborazione di uomini e donne, nella comprensione della vulnerabilità.
Siamo persone, e come tali abbiamo bisogno di appoggio, di essere aiutati sin dalla nostra infanzia fino alla vecchiaia. Abbiamo bisogno di aiutarci l’un l’altro e di mostrarci complici l’uno dell’altro…

… Ci dovrebbe essere però una maggiore possibilità per realizzare programmi culturali ben fatti. Il problema è che la televisione commerciale e mercantile non dà spazio a questo genere di idee, mentre favorisce il degrado dei contenuti televisivi.
Ma di questo non bisogna dare la colpa alla tv come mezzo di comunicazione, ma semplicemente alle persone e alle strutture che fanno della tv un semplice strumento mercantile.
La conseguenza è che le persone non sono abituate ad ascoltare un discorso o un’argomentazione, ma non fanno che guardare uno spettacolo.
Una cosa importante è l’attenzione, se si cambia canale ogni trenta secondi è impossibile seguire un discorso fino in fondo e comprenderlo.
La trasmissione della cultura, lo scambio di idee, sono attività che hanno bisogno di tempo, di attenzione e di concentrazione.
Leggere è un’attività che richiede tempo, se hai solo cinque minuti non puoi metterti con un libro davanti agli occhi. La tv al contrario è fatta di frammenti, di istanti.
Però non possiamo sostenere una situazione in cui gli intellettuali si riuniscono in un cenacolo che comprende solo loro, bisogna utilizzare tutti i mezzi che abbiamo a disposizione per raggiungere le persone.
E la televisione, come la radio, è tra questi.


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