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La sede di
è in
Modena al civico 20 di via Mario Vellani Marchi
scala B,
secondo piano interno 6
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Potete
raggiungerci
- Con i trasporti pubblici:
tramite le linee 1 e 10 ATCM http://www.atcm.mo.it/
che collegano direttamente v.le Corassori
con la Stazione delle Ferrovie dello stato e delle Autocorriere.
-
In auto dall'autostrada A1:
uscire a Modena Nord e imboccare via Emilia Ovest direzione
centro, subito dopo il cavalcavia della Madonnina svoltare a destra per
Viale Autodromo, al terzo
semaforo voltare a sinistra per v.le Corassori.
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In qualsiasi modo siate giunti in v.le Alfeo
Corassori,
in corrispondenza della rotonda che interseca anche via Guglielmo Marconi occorre svoltare per via Guglielmo Zucconi e poi a destra per via Vellani Marchi.
Vi aspettiamo al civ.20, scala B secondo piano interno 6.
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per comunicare non affrontate
estenuanti spostamenti nel traffico, ma utilizzate:
ResidenT® on line
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la Posta elettronica
nel modo più efficace
ed ovunque.
resident@resident.it per
segnalazioni di manutenzioni ordinarie, argomenti di carattere amministrativo,
assistenza tecnica, o informazioni generiche.
il Fax
059-2929097
per segnalazioni di manutenzioni ordinarie, argomenti di
carattere amministrativo, assistenza tecnica, o informazioni generiche.
il
Telefono 059-2929016
(due linee) per richieste di pronto intervento, per
segnalazioni di manutenzioni ordinarie, argomenti di carattere amministrativo,
assistenza tecnica, o informazioni generiche; dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle
17 dal lunedì al venerdì; altrimenti è sufficiente lasciare in segreteria
telefonica un recapito dove poterVi contattare in orario di lavoro
di Persona
sempre negli orari di lavoro previo semplice appuntamento telefonico (il
vs.referente potrebbe essere fuori ufficio per emergenze)
di Persona senza appuntamento
il lunedì mattina dalle 9 alle 12 ed il giovedì pomeriggio dalle 15 alle 18
Inviate la Vs Corrispondenza
al civico 20 di via Mario Vellani Marchi 41100 Modena Mo
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da
http://www.ponterosso.com
Mario Vellani Marchi
Generazione Maestri di luce
Modena 4 agosto 1895 - Milano 24 ottobre 1979
Studia all'Accademia di Belle Arti di Modena. Nel
1914 vince il concorso "Pensionato Poletti" di pittura. Partecipa come ufficiale
alla
prima guerra mondiale. Nel 1924 conosce lo scultore Giuseppe Graziosi e Pio
Semeghini. Nello stesso anno espone per la prima volta alla Biennale veneziana
alla quale parteciperà in seguito a undici edizioni.
A Milano dove si trasferisce nel 1925 è tra i
fondatori con Bacchelli e Orio Vergani del cenacolo baguttiano. Fa parte della
redazione della "Fiera Letteraria", collabora con la rivista "L'Illustrazione
Italiana" e lavora per il Teatro alla Scala creando scene e costumi per
importanti e nuovi allestimenti.
Compie numerosi viaggi in Africa, America, Europa
riportando una ricca messe di disegni. La sua pittura evolve da una impostazione
classica ad un esito espressivo più personale, maturato nella suggestione della
"Scuola di Burano".
Di questa "scuola" egli è considerato insieme
all'amico veneziano Carlo Dalla Zorza rinnovatore e maestro della seconda
generazione.Il paesaggio lagunare, gli orti, gli interni con le giovani
merlettaie al tombolo, rivelano nella sua pittura un rapporto di umanità
affettuosa con la realtà che lo circonda e che egli osserva con attenta e
trepida partecipazione.
Questa "umanità affettuosa" ha saputo esprimere
con i mezzi della pura pittura superando poeticamente tecnicismi e teorie.
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da
http://www.centroferrari.it
Francesco Guglielmo Zucconi
Nato il 19 dicembre 1919 a Bologna, da padre toscano e da
mamma bolognese, Guglielmo Zucconi
si trasferì da subito a Modena. Dopo un breve
periodo di insegnamento, come supplente, iniziò a lavorare alla “Gazzetta
dell’Emilia”. Passò poi al Resto del Carlino di Bologna al termine del servizio
militare svolto presso gli Alpini, e il 25 luglio 1943, alla caduta del
fascismo, venne incaricato di dirigere la pagina di Modena. Col ritorno del
fascismo, Zucconi fu licenziato e iniziò ad insegnare filosofia e storia al
Liceo classico San Carlo, incarico che ricoprì fino al giorno della Liberazione.
Fondò e diresse il settimanale della Dc e nel 1947 cominciò
l’esperienza come direttore della Gazzetta di Modena (chiamata dapprima Gazzetta
dell’Emilia, poi Unità Democratica), che lasciò nel 1948. A settembre dello
stesso anno fu segretario prima e poi caporedattore del Popolo, edizione di
Milano. Fu anche redattore del Corriere di Informazione, dal quale si dimise nel
marzo del 1960 per dedicarsi al teatro e alla televisione. Dal gennaio 1961
all’aprile 1963 diresse il Corriere dei Piccoli, poi fino a dicembre dello
stesso anno diresse Amica.
Dal gennaio 1964 a marzo 1973 fu direttore della Domenica del
Corriere, dalla quale si dimise per fondare una società di consulenza
editoriale, che lo tenne impegnato fino al luglio 1976. Durante quel periodo
diresse il settimanale Tempo, dando voce alla cultura politica cattolica: chiamò
a collaborare Gorrieri, Pedrazzi e Della Valle. Dal 1976 al 1979, durante la
settima Legislatura, Guglielmo Zucconi fu deputato (su idea di Ermanno Gorrieri),
eletto con circa 30 mila preferenze nella circoscrizione di Modena, Reggio
Emilia, Parma e Piacenza. Nel 1977 diresse la Discussione, nell’ottobre del 1980
il Giorno dal quale si dimise nel maggio 1984. Nel giugno del 1984 si candidò
alle elezioni europee per la circoscrizione Lombardia, Piemonte e Liguria, ma
non venne eletto. A Settembre 1984 conduce come giornalista trasmissioni nelle
televisioni della Finivest, fino alla fine del 1990.
Oltre al giornalismo, Zucconi dal 1961 al 1990 ha ricoperto
incarichi come docente di “Teoria e tecnica di giornalismo” alla Scuola di
Comunicazione sociali e alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università
Cattolica. Scrisse libri per bambini: "Scaramachai", "La donna baronessa",
"Bilico", "Cara Famiglia", "I figli dell'atomica"; "il Dirodorlando, “Una storia
pulita”, “L’amico venuto da lontano” e “Cesare va alla guerra”. Fu autore
inoltre di: “Il compromesso preistorico”, “La smortina”, “La divisa da Balilla”,
“L’Italia s’è desta alle 14 e 10”, "Il cherubino", "La paga del deputato", “La
macchina della verità” e, assieme al figlio Vittorio, “La scommessa”. Scrisse
anche di “San Francesco”, un testo che accompagna la storia del santo attraverso
cinquanta quadri e trenta disegni del pittore Gino Covili. Gugliemo Zucconi è
morto il 2 maggio del 1998 a Milano.
A lui è stata intitolata una via in città a Modena. Il 5
dicembre 2004, i figli del giornalista hanno donato alla biblioteca Campori del
Comune di Soliera, 5 mila volumi della sua biblioteca personale.
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da
http://www.comune.modena.it
Alfeo Corassori
Nasce a Campagnola (R.E.) il 3 novembre 1903. Giovanissimo
aderisce alla federazione giovanile socialista. Con la costituzione del
PCd’I
entra a far parte dei giovani comunisti di Moncasale. Trasferitosi a Carpi nel
1922 diviene membro degli organi dirigenti della Federazione comunista di
Modena, come responsabile della sezione sportiva, ovvero del reperimento di armi
per gli antifascisti modenesi.
Nel 1923, viene denunciato insieme ad altri suoi compagni con
l’accusa di associazione comunista, sedizione e mancata dichiarazioni d’armi da
fuoco. Assolto per la prima imputazione per la seconda sarà invece condannato a
4 mesi d’arresto il 26 ottobre 1923. Alla sua scarcerazione continua l’attività
antifascista per il partito comunista nel modenese, nel reggiano e nel
mantovano, in cui si era trasferito per ragioni di lavoro (era allora
bracciante).
Partecipando ai lavori del Congresso provinciale comunista di
Modena, sul finire del ‘25, è tra i più accesi fautori della linea bordighiana
in contrasto con le tesi gramsciane che si vanno affermando all’interno del
partito. Il suo fervente attivismo antifascista gli costa nuove denunce e
segnalazioni, soprattutto a partire dal 1926 quando il suo lavoro politico si fa
costante. Ricercato dalle autorità giudiziarie fugge a Milano dove cambia nome e
vive nella semiclandestinità; nel capoluogo lombardo prosegue il suo lavoro di
agitazione e propaganda sino all’aprile 1927, mese in cui viene arrestato.
Condannato per apologia, cospirazione, offesa al Capo del
Governo e oltraggio ai danni di agenti della Forza Pubblica, a 10 anni di
detenzione e tre anni di vigilanza speciale comincia a scontare la propria pena
prima Volterra poi a Pallanza. Scarcerato nel 1932 in seguito all’amnistia,
l’anno successivo viene di nuovo stabilito il suo fermo poiché nel carpigiano
continua a svolgere propaganda clandestina per riorganizzare i partito
comunista.
La commissione provinciale per il confino di Modena nel
gennaio 1934 lo assegna al confino nell’isola di Ponza per la durata di 5 anni.
Subirà in questo periodo una nuova condanna per aver contravvenuto agli obblighi
ai quali i confinati erano sottoposti. Nel 1939 viene trasferito alle Tremiti
dove rimarrà alcuni mesi, sino a quando nell’agosto dello stesso anno verrà
liberato. Trasferitosi a Carpi sarà chiamato alle armi ma quasi immediatamente
inviato in licenza illimitata per avere altri due fratelli già in guerra. Nel
luglio del ‘43 è ricercato dalla polizia in seguito alla direttiva Badoglio
mirante a neutralizzare gli antifascisti ritenuti pericolosi.
Dopo l’8 settembre del ‘43 inizia la sua partecipazione alla
Resistenza, come responsabile militare della provincia di Modena, al contempo
guida la federazione provinciale del partito comunista. Arrestato nell’aprile
1944 dalle S.S. a Bologna, in seguito ad una delazione viene rimesso in libertà
dopo 8 giorni. In seguito diviene membro della segreteria federale del Pci di
Bologna, poi del Triumvirato Emilia-Romagna ed infine del Triumvirato
Nord-Emilia. Il 22 aprile del 1945, con la liberazione di Modena, su
designazione del CLN, assume la carica di sindaco della città. Il 2 giugno 1946
viene eletto deputato all’Assemblea Costituente, incarico al quale rinuncerà per
dedicarsi a tempo pieno alle sue responsabilità di sindaco che lo impegneranno
sino al 1962.
Membro del comitato centrale del Pci, dal VI congresso
nazionale, diverrà presidente dell’Alleanza cooperativa modenese. Entro il
partito ricoprirà gli incarichi di presidente della Commissione Federale di
Controllo e componente del Comitato direttivo della Federazione di Modena. Muore
a Modena il 27 novembre 1965. |
Se avete idea di valutare un preventivo per
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tel. 059- 2929016 fax. 059-2929097
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