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ResidenT® dopo una
breve fase di ricerca e auto formazione ha proceduto, sotto la p ropria
supervisione, ad istruire ed organizzare tecnici idraulici, muratori, consiglieri
e condomini prima di operare sugli impianti comuni e nelle proprietà private.
La serie di interventi
così come pianificati, si sono succeduti in tre giorni assicurando così il massimo della efficacia, il minimo disagio e la chiusura
dello stato di emergenza.
Per il futuro ResidenT®
ha già individuato e predisposto semplici procedure di monitoraggio e
prevenzione atte a prevenire lo sviluppo del batterio della legionella ed a
mantenere la qualità dell’acqua.
Da
http://www.legionellaonline.it
Data: 27/5/2004 Agente
eziologico: Legionella spp
Legionella
spp è uno degli agenti eziologici di polmonite batterica e deve il suo nome all’epidemia
di polmonite che si verificò tra i partecipanti ad una riunione dell’American
Legion nell’estate del 1976 a Philadelphia: tra gli oltre 4000 veterani del
Vietnam (chiamati appunto "Legionnaires") presenti, 221 si ammalarono
e 34 di essi morirono; solo in seguito
si scoprì che la malattia era stata causata da un "nuovo" batterio,
denominato Legionella, che fu isolato nell’impianto di condizionamento
dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato.
Legionella
è l’unico genere della famiglia delle Legionellaceae.
Si tratta di
sottili bacilli Gram-negativi, aerobi, asporigeni, generalmente mobili per la
presenza di uno o più flagelli e di dimensioni variabili da 0,3 a 0,9 mm di
larghezza e da 1,5 a 5 mm di lunghezza (mentre in coltura sono frequenti forme
filamentose lunghe fino a 20 mm).
La parete
cellulare di questi microrganismi è caratterizzata dalla presenza di acidi
grassi a catena ramificata di solito non presenti nei batteri Gram-negativi.
Dal punto di vista biochimico le
legionelle sono relativamente inerti: non presentano alcuna attività
fermentativa degli zuccheri e la maggior parte delle specie è gelatinasi
positiva e mostra una debole attività ossidasica e catalasica.
Come fonte energetica le
legionelle utilizzano diversi aminoacidi, tra cui cisteina, arginina, isoleucina
e metionina, e la loro crescita è stimolata da composti del ferro.
Alcune specie di Legionella
sono autofluorescenti: ad esempio L.bozemanii
e L.gormanii mostrano una fluorescenza blu-bianca se illuminate da luce
UV. L.pneumophila e L. micdadei non sono fluorescenti. Le
legionelle sono difficilmente coltivabili e richiedono terreni di coltura
specifici.
Attualmente al genere Legionella
appartengono 48 specie suddivise in 70 sierogruppi e circa la metà di
queste risultano patogene opportuniste: L.pneumophila di sierogruppo 1 e
6 è la specie maggiormente implicata nella patologia umana (si stima che sia
responsabile dell’85% dei casi), seguita da L.micdadei (10% circa dei
casi), mentre altre specie, meno frequentemente isolate in campioni clinici,
sono L.dumoffii, L.bozemanii, L.gormanii, L.anisa e L.longbeachae.
Recenti indagini molecolari
dimostrano che nella famiglia delle Legionellaceae esiste una notevole
variabilità genetica, accompagnata da variazioni fenotipiche anche all'interno
di ceppi geneticamente omogenei.
Data: 27/5/2004 Serbatoi
ambientali
Le legionelle sono ampiamente
diffuse in natura, dove si trovano principalmente associate alla presenza di
acqua (superfici lacustri e fluviali, sorgenti termali, falde idriche ed
ambienti umidi in genere).
Da queste sorgenti Legionella
può colonizzare gli ambienti idrici artificiali (reti cittadine di
distribuzione dell’acqua potabile, impianti idrici dei singoli edifici,
impianti di climatizzazione, piscine, fontane, ecc.) che si pensa agiscano come
amplificatori e disseminatori del microrganismo.
Alcune specie di Legionella, tra
cui L.pneumophila, L.micdadei e in particolare L.longbeachae, sono state isolate
dal terreno umido.
Le legionelle prediligono gli
habitat acquatici caldi: si riproducono tra 25 e 42°C, ma sono in grado di
sopravvivere in un range di temperatura molto più ampio, tra 5,7 e 63°C;
questi batteri presentano anche una buona sopravvivenza in ambienti acidi e
alcalini, sopportando valori di pH compresi tra 5,5 e 8,1.
La facilità con cui Legionella
si riproduce nell’ambiente naturale, in contrasto con la difficoltà a
crescere sui terreni di coltura artificiali, è in buona parte dovuta alla
capacità di questo batterio di moltiplicarsi all’interno di protozoi ciliati
(Tetrahymena ad esempio) ed amebe (Acanthamoeba, Naegleria, Hartmannella, ecc.),
che costituiscono una fonte di nutrimento e di protezione dalle condizioni
ambientali sfavorevoli (temperatura ed acidità elevate, presenza di biocidi,
ecc.), grazie anche alla capacità delle amebe di produrre forme di resistenza
come le cisti.
Data: 27/5/2004 Le infezioni
da Legionella
Legionella penetra nell’ospite
attraverso le mucose delle prime vie respiratorie, in seguito ad inalazione di
aerosol contaminati o più raramente di particelle di polvere da essi derivate
per essiccamento o aspirazione di acqua contaminata.
Una volta penetrati nell’organismo,
i batteri raggiungono i polmoni dove vengono fagocitati dai macrofagi alveolari,
che però non sono in grado di ucciderli o di inibirne la crescita: le
legionelle riescono infatti ad eludere i meccanismi microbicidi dei fagociti e
si moltiplicano all’interno di questi fino a provocarne la lisi, con il
conseguente rilascio di una progenie batterica che può infettare altre cellule.
L’infezione causata dal
batterio Legionella viene indicata con il termine generale di "legionellosi".
La legionellosi può presentarsi
in tre distinte forme:
- La Malattia dei Legionari è la
forma più severa dell’infezione, con una letalità media del 10%, che può
arrivare fino al 30-50% nel caso di infezioni ospedaliere, e si presenta come
una polmonite acuta difficilmente distinguibile da altre forme di infezioni
respiratorie acute delle basse vie aeree.
La malattia si manifesta dopo un’incubazione
di 2-10 giorni con disturbi simili all’influenza come malessere, mialgia e
cefalea cui seguono febbre alta, tosse non produttiva, respiro affannoso e
sintomi comuni ad altre forme di polmonite.
A volte possono essere presenti
complicanze come ascesso polmonare ed insufficienza respiratoria.
Inoltre possono comparire sintomi
extrapolmonari utili ad indirizzare la diagnosi, quali manifestazioni
neurologiche, renali e gastrointestinali.
- La Febbre di Pontiac è una
forma simil-influenzale che deve il proprio nome ad un’epidemia acuta febbrile
verificatasi nell’omonima località del Michigan (USA) nel 1968.
Si presenta come una malattia
acuta autolimitante che non interessa il polmone: dopo un periodo di incubazione
di 24-48 ore compaiono febbre, malessere generale, mialgia, cefalea ed a volte
tosse e gola arrossata. La prima epidemia di Febbre di Pontiac è stata causata
da L.pneumophila di sierogruppo 1 mentre epidemie successive sono state
attribuite a L. feeleii, L.anisa e L.micdadei.
- La legionellosi può
manifestarsi anche in forma subclinica, come si può dedurre dal frequente
riscontro di anticorpi anti-Legionella spp in assenza di episodi di polmonite.
Studi epidemiologici sono in
corso per verificare la prevalenza dell'infezione nella popolazione generale e
in alcune categorie di persone frequentemente esposte ad acque potenzialmente
contaminate (Gruppo multicentrico di studio sulla legionellosi in Italia, dati
di prossima pubblicazione).
Data: 27/5/2004 Fattori di
rischio per l'infezione
Il rischio di acquisizione della
malattia dipende dalle caratteristiche del batterio, dalla suscettibilità
individuale e dalle condizioni ambientali.
- Microrganismo
:
la patogenicità è legata alla concentrazione del batterio, anche se nel caso
di Legionella non è nota la dose minima infettante, alla virulenza del
ceppo e alla sua capacità di sopravvivenza e moltiplicazione all’interno
dei macrofagi.
- Ospite
:
sono considerati più a rischio i soggetti di sesso maschile, di età
avanzata, fumatori, consumatori di alcool, affetti da malattie croniche (broncopneumopatie
ostruttive, malattie cardiovascolari e renali, diabete, ecc.) e con
immunodeficienza acquisita in seguito ad interventi terapeutici (trapianti d’organo,
terapia con steroidi e antitumorali, ecc.) o infezione da HIV.
- Ambiente
:
tra i fattori di rischio ambientali sono di particolare rilevanza la
modalità, l’intensità ed il tempo di esposizione. Giocano altresì un
ruolo importante:
1. alcune caratteristiche
dell'acqua:
- temperatura compresa tra 25 e
45°C
- presenza di alghe ed amebe
che forniscono nutrimento e protezione, anche in condizioni di temperatura
elevata ed in presenza di biocidi
- presenza di sostanze
biodegradabili che favoriscono la formazione del biofilm
- concentrazione di alcuni
elementi in traccia (ferro, rame, zinco, ecc.)
2. alcune caratteristiche dell’impianto
idrico:
- fenomeni di
ristagno/ostruzione che favoriscono la formazione del biofilm
- formazione di incrostazioni e
depositi calcarei che offrono riparo dai disinfettanti
- impianto di riscaldamento di
tipo centralizzato dotato di estese reti di condutture, punti di giunzione e
rami morti
- presenza di un serbatoio di
accumulo dell’acqua e di un sistema di ricircolo
- fenomeni di usura e
corrosione
- vibrazioni o cambiamenti di
pressione nel sistema idrico in seguito ad interventi di ristrutturazione
interni e/o esterni all’edificio.
Data: 27/5/2004 Modalità di
infezione
La Legionella spp si trasmette
all’uomo attraverso l’inalazione di aerosol contaminati, quindi tutti i
luoghi in cui si può entrare a contatto con acqua nebulizzata possono
considerarsi a rischio.
Non sono stati segnalati casi di
trasmissione interumana.
I primi casi di legionellosi sono
stati associati alla contaminazione di impianti di climatizzazione, torri
evaporative e sistemi di raffreddamento.
Attualmente in Italia le
infezioni derivano prevalentemente dalla contaminazione dei sistemi di
distribuzione dell’acqua.
Episodi sporadici e/o clusters
epidemici sono stati segnalati in ospedali, case di cura, studi odontoiatrici,
alberghi, campeggi, impianti termali e ricreativi (palestre, piscine,
idromassaggi), giardini e campi da golf con sistemi di irrigazione a spruzzo e/o
fontane decorative, navi da crociera.
In letteratura sono riportati
diversi casi di infezione in neonati (a causa della presenza di Legionella
nell'acqua della vasca dove è avvenuto il parto) e in pazienti con ferite
chirurgiche (a causa di aspirazione, instillazione e/o aerosolizzazione di acqua
contaminata durante la terapia respiratoria).
Nonostante i numerosi siti di
potenziale infezione, i casi segnalati restano relativamente limitati, in parte
perché misconosciuti ed in parte perché non sono ancora del tutto chiari i
meccanismi di protezione degli esposti.
Data: 27/5/2004 Prevenzione
L’Istituto Superiore di Sanità
ha predisposto delle linee guida per la prevenzione ed il controllo della
legionellosi, nelle quali vengono fornite possibili strategie di intervento da
attuare sia in ospedali e case di cura che in strutture comunitarie (alberghi,
campeggi, piscine, ecc.).
La prevenzione della legionellosi
in ambito sia comunitario che nosocomiale dovrebbe partire dalla corretta
progettazione e realizzazione delle reti idriche, allo scopo di rendere
improbabile la colonizzazione e la moltiplicazione di Legionella negli impianti
di distribuzione dell’acqua calda e nei sistemi di condizionamento.
In occasione di interventi di
ristrutturazione o di nuova realizzazione, evitare di installare tubazioni con
tratti terminali ciechi e ristagni d’acqua, preferire i sistemi istantanei di
produzione dell’acqua calda a quelli con serbatoio di accumulo ed installare
gli impianti di condizionamento in modo che l’aria di scarico proveniente
dalle torri di raffreddamento e dai condensatori evaporativi non entri negli
edifici.
Nei grandi edifici (alberghi,
ospedali, impianti ricreativi, ecc.) così come negli ambienti di piccole
dimensioni
(appartamenti, studi dentistici, ecc.) la manutenzione periodica può
contribuire in modo efficace a prevenire la colonizzazione degli impianti da
parte dei batteri e soprattutto a limitarne la moltiplicazione e la diffusione;
a tale proposito è consigliabile effettuare regolarmente una accurata pulizia e
disinfezione dei filtri dei condizionatori, la decalcificazione dei rompigetto
dei rubinetti e dei diffusori delle docce, la sostituzione delle guarnizioni ed
altre parti usurate, lo svuotamento, la pulizia e la disinfezione dei serbatoi
di accumulo dell’acqua.
Per le strutture ricettive a
funzionamento stagionale, prima della riapertura è opportuno procedere ad una
pulizia completa dei serbatoi, della rubinetteria e delle docce. Inoltre è
consigliabile far defluire a lungo l’acqua da tutti i rubinetti.
Gli ospedali sono ambienti
particolarmente a rischio per la trasmissione della Malattia dei Legionari per
la tipologia delle persone ricoverate.
Tubazioni frequentemente obsolete
e complesse favoriscono l’amplificazione delle legionelle negli impianti
idrici e l'acqua calda mantenuta a 48 ± 5°C, per prevenire il rischio di
ustioni dei pazienti, contribuisce alla loro crescita (art.5, comma 7 del DPR
n.412 del 26/08/1993).
Le misure preventive da adottare
in ambiente ospedaliero comprendono:
- monitoraggio della presenza di
legionelle negli impianti di climatizzazione e nei sistemi di distribuzione dell’acqua,
con particolare riguardo per l’acqua calda
- periodica decontaminazione dell’impianto
idrico
- pulizia, decontaminazione e
disinfezione degli impianti di ventilazione e condizionamento, degli apparati di
umidificazione dell’aria e delle vasche e piscine per idroterapia
- utilizzo di acqua sterile per
le sonde nasogastriche ed in generale per le apparecchiature per la respirazione
assistita e le terapie inalatorie, soprattutto nei reparti a rischio
- disinfezione e sterilizzazione
dopo l’uso di tutte le attrezzature per l’assistenza respiratoria oppure uso
di materiali monouso sterili
- informazione adeguata dei
pazienti e dello staff medico sui rischi di infezione
esecuzione di test diagnostici
(cultura dell’escreato, ricerca dell’antigene di Legionella nell’urina) su
tutti i soggetti ricoverati per polmonite al fine di individuare precocemente
eventuali casi nosocomiali.
da
http://lanazione.quotidiano.net/
Pericolo legionella Troppi casi
negli ospedali
Si annida negli impianti idrici e di condizionamento e si diffonde mediante
aerosol.
In Italia si parla molto di Sars, che da noi non ha fatto vittime, e
per niente di Legionella, il batterio che negli ultimi dieci anni ha determinato
ben 2.366 casi solo nel nostro Paese, con una casistica crescente e un indice di
letalità (morte) che oscilla tra il 5 e il 10 per cento.
"E' un fenomeno preoccupante e probabilmente in espansione", ha
spiegato uno dei massimi esperti d'Igiene, la professoressa Angela Moiraghi
Ruggenini presentando una documentata relazione al congresso Medlab 2003 che
riunisce a Firenze oltre duemila specialisti di laboratorio, biochimici e
microbiologi delle società scientifiche Sibioc e Amcli.
da
http://www.farmacia.it/main/
UN PERICOLO CHIAMATO LEGIONELLA
Farmacia.it -15 ottobre
2003
Firenze – Si annida negli impianti idrici e di condizionamento e si diffonde
mediante aerosol. In Italia si parla molto di Sars, che da noi non ha fatto
vittime, e per niente di Legionella, il batterio che negli ultimi dieci anni ha
determinato ben 2.366 casi solo nel nostro Paese, con una casistica crescente e
un indice di letalità (morte) che oscilla tra il 5 e il 10 per cento.
“E’ un fenomeno preoccupante e probabilmente in espansione”, ha spiegato
uno dei massimi esperti d’Igiene, la professoressa Angela Moiraghi Ruggenini
(Università di Torino), presentando oggi una documentata relazione al congresso
Medlab 2003 che riunisce a Firenze oltre duemila specialisti di laboratorio,
biochimici e microbiologi delle società scientifiche Sibioc e Amcli.
Secondo i dati della professoressa Moiraghi, nel solo 2002 i casi accertati sono
585, ma la vera dimensione del fenomeno, teoricamente assai più vasta, continua
a sfuggire per mancanza di un’attenta sorveglianza che rende poco efficiente
la rete nazionale di rilevamento.
La metà dei casi notificati appartiene
difatti a due sole regioni, Piemonte e Lombardia, che ospitano solo una frazione
della popolazione del Paese e del flusso turistico internazionale. Trend in
salita, avverte la professoressa, non significa necessariamente patologia in
aumento, bensì maggior sensibilità per il problema. Ma nel migliore dei casi
la legionella è sotto-notificata anche perché nelle forme meno gravi presenta
sintomi simil-influenzali, facilmente equivocabili.
Nei casi più gravi si può
invece morire di polmonite in mancanza di cure adeguate con antibiotici.. Stando
alle cifre riportate, le infezioni da Legionella contratte in ospedale nel 2002
sono 72: in media, le strutture sanitarie sono coinvolte per un 12 per cento dei
casi notificati, specie nei reparti che ospitano pazienti immunodepressi. Ben 20
su cento si riferiscono invece a soggiorni in alberghi o campeggi. Nel restante
68 per cento degli episodi la sorgente d’infezione resta invece inaccertata.
“Se negli ospedali si può in qualche modo intervenire”, ha ricordato la
professoressa, “assai più complicato è farlo nelle strutture private. E’
ragionevole supporre che la Legionella si nasconda in docce, piscine tipo
Jacuzzi, terme, negli impianti idrici e di condizionamento degli uffici, dei
supermercati e perfino in quelli di molti condomini. Solo così si può spiegare
l’altissima percentuale di casi di cui si ignora l’origine. Senza contare
tutti quelli che non sono neppure diagnosticati”.
Com’è facile immaginare,
la Legionella esiste da sempre. Ma il nome, in alternativa a sindrome del
legionario, nasce nel ’76 dopo un’epidemia tra i partecipanti a un congresso
dell’American Legion. In Italia il caso più eclatante è del ’97 a Sestri
(Genova), in un palazzo adibito a uffici. Dopo molti studi e verifiche si scoprì
il colpevole: la torre di raffreddamento di un palazzo vicino, contaminata dalla
Legionella, aveva trasmesso il batterio, trasportato dal vento.
Come intervenire? La verità, ha spiegato la professoressa Moiraghi, è che
tutti i sistemi di disinfezione degli impianti hanno capacità limitata, non
danno garanzie e, nei fatti, la contaminazione spesso si ristabilisce.
Occorre
dunque, più semplicemente, un’igiene davvero accurata.
E nei reparti
ospedalieri ad alto rischio condizioni di assoluta sicurezza oltre a una
generale sensibilizzazione al problema, sorveglianza attenta delle polmoniti e
interventi di manutenzione periodici sugli impianti.
Fonte:Comunicato stampa
Catola & Partners
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