Geom.AngeloMazza
amministrazione condomini-servizi all'abitare
 p.iva:02050360367 REA: MO-261776

2009 04 04 l' inaugurazione dell'ufficio in Modena al civ 219 di via Pelusia

2005 04 09  Taglio del nastro per l'inaugurazione dell' ufficio in franchising concesso da  Resident®  all'affiliata Setti Edi in Modena al civico 150/M di via Fratelli Rosselli.

UNA CONTINUA EVOLUZIONE
AL SERVIZIO DEI CONDOMINI
 
www.resident.it  è il luogo dove si ritrovano
condomini e persone con interessi comuni ai nostri.
  
www.resident.it ci tiene in contatto
 
 
Legionella Pronto Intervento Resident on line Reclami Chi Siamo Dove siamo Lavora con noi Ricerca Sommario
 Home |   Consulenze |   Cultura |   Ambiente |   Abitare |   Preventivi |   Richieste di pronto intervento |   Entra in ResidenT® on line |
< Indietro
Consigli

 e mail, fax, telefoni e indirizzi
 

 
ResidenT®  è stata fondata il 5 luglio 2007 da Angelo Mazza, Claudio Ferrari, Gabriella Artioli e Mirella Gardosi
1 9 9 1  -  2 0 11

Energynet s.r.l. SERVIZI ED INTERVENTI PER L’EFFICIENZA ENERGETICA Viale Muratori 235 – 41100 Modena Tel 059 211085 – Fax 0594394098 - P.iva 02801520368  Skype: Energynet

 

 

La legionella a Modena 
per la prima volta nella nostra città il batterio è stato scoperto nella rete idrica di un condomino.

 

ResidenT® dopo una breve fase di ricerca e auto formazione ha proceduto, sotto la propria supervisione, ad istruire ed organizzare tecnici idraulici, muratori, consiglieri e condomini prima di operare sugli impianti comuni e nelle proprietà private.

La serie di interventi così come pianificati, si sono succeduti in tre giorni assicurando così il massimo della efficacia, il minimo disagio e la chiusura dello stato di emergenza.

Per il futuro ResidenT® ha già individuato e predisposto semplici procedure di monitoraggio e prevenzione atte a prevenire lo sviluppo del batterio della legionella ed a mantenere la qualità dell’acqua.

Da http://www.legionellaonline.it

Data: 27/5/2004 Agente eziologico: Legionella spp

Legionella spp è uno degli agenti eziologici di polmonite batterica e deve il suo nome all’epidemia di polmonite che si verificò tra i partecipanti ad una riunione dell’American Legion nell’estate del 1976 a Philadelphia: tra gli oltre 4000  veterani del Vietnam (chiamati appunto "Legionnaires") presenti, 221 si ammalarono e 34 di essi morirono; solo in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un "nuovo" batterio, denominato Legionella, che fu isolato nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato.

Legionella è l’unico genere della famiglia delle Legionellaceae.

Si tratta di sottili bacilli Gram-negativi, aerobi, asporigeni, generalmente mobili per la presenza di uno o più flagelli e di dimensioni variabili da 0,3 a 0,9 mm di larghezza e da 1,5 a 5 mm di lunghezza (mentre in coltura sono frequenti forme filamentose lunghe fino a 20 mm).

La parete cellulare di questi microrganismi è caratterizzata dalla presenza di acidi grassi a catena ramificata di solito non presenti nei batteri Gram-negativi.

Dal punto di vista biochimico le legionelle sono relativamente inerti: non presentano alcuna attività fermentativa degli zuccheri e la maggior parte delle specie è gelatinasi positiva e mostra una debole attività ossidasica e catalasica.

Come fonte energetica le legionelle utilizzano diversi aminoacidi, tra cui cisteina, arginina, isoleucina e metionina, e la loro crescita è stimolata da composti del ferro.

Alcune specie di Legionella sono autofluorescenti: ad esempio L.bozemanii e L.gormanii mostrano una fluorescenza blu-bianca se illuminate da luce UV. L.pneumophila e L. micdadei non sono fluorescenti. Le legionelle sono difficilmente coltivabili e richiedono terreni di coltura specifici.

Attualmente al genere Legionella appartengono 48 specie suddivise in 70 sierogruppi e circa la metà di queste risultano patogene opportuniste: L.pneumophila di sierogruppo 1 e 6 è la specie maggiormente implicata nella patologia umana (si stima che sia responsabile dell’85% dei casi), seguita da L.micdadei (10% circa dei casi), mentre altre specie, meno frequentemente isolate in campioni clinici, sono L.dumoffii, L.bozemanii, L.gormanii, L.anisa e L.longbeachae.

Recenti indagini molecolari dimostrano che nella famiglia delle Legionellaceae esiste una notevole variabilità genetica, accompagnata da variazioni fenotipiche anche all'interno di ceppi geneticamente omogenei.

Data: 27/5/2004 Serbatoi ambientali

Le legionelle sono ampiamente diffuse in natura, dove si trovano principalmente associate alla presenza di acqua (superfici lacustri e fluviali, sorgenti termali, falde idriche ed ambienti umidi in genere).

Da queste sorgenti Legionella può colonizzare gli ambienti idrici artificiali (reti cittadine di distribuzione dell’acqua potabile, impianti idrici dei singoli edifici, impianti di climatizzazione, piscine, fontane, ecc.) che si pensa agiscano come amplificatori e disseminatori del microrganismo.

Alcune specie di Legionella, tra cui L.pneumophila, L.micdadei e in particolare L.longbeachae, sono state isolate dal terreno umido.

Le legionelle prediligono gli habitat acquatici caldi: si riproducono tra 25 e 42°C, ma sono in grado di sopravvivere in un range di temperatura molto più ampio, tra 5,7 e 63°C; questi batteri presentano anche una buona sopravvivenza in ambienti acidi e alcalini, sopportando valori di pH compresi tra 5,5 e 8,1.

La facilità con cui Legionella si riproduce nell’ambiente naturale, in contrasto con la difficoltà a crescere sui terreni di coltura artificiali, è in buona parte dovuta alla capacità di questo batterio di moltiplicarsi all’interno di protozoi ciliati (Tetrahymena ad esempio) ed amebe (Acanthamoeba, Naegleria, Hartmannella, ecc.), che costituiscono una fonte di nutrimento e di protezione dalle condizioni ambientali sfavorevoli (temperatura ed acidità elevate, presenza di biocidi, ecc.), grazie anche alla capacità delle amebe di produrre forme di resistenza come le cisti.

Data: 27/5/2004 Le infezioni da Legionella

Legionella penetra nell’ospite attraverso le mucose delle prime vie respiratorie, in seguito ad inalazione di aerosol contaminati o più raramente di particelle di polvere da essi derivate per essiccamento o aspirazione di acqua contaminata.

Una volta penetrati nell’organismo, i batteri raggiungono i polmoni dove vengono fagocitati dai macrofagi alveolari, che però non sono in grado di ucciderli o di inibirne la crescita: le legionelle riescono infatti ad eludere i meccanismi microbicidi dei fagociti e si moltiplicano all’interno di questi fino a provocarne la lisi, con il conseguente rilascio di una progenie batterica che può infettare altre cellule.

L’infezione causata dal batterio Legionella viene indicata con il termine generale di "legionellosi".

La legionellosi può presentarsi in tre distinte forme:

- La Malattia dei Legionari è la forma più severa dell’infezione, con una letalità media del 10%, che può arrivare fino al 30-50% nel caso di infezioni ospedaliere, e si presenta come una polmonite acuta difficilmente distinguibile da altre forme di infezioni respiratorie acute delle basse vie aeree.

La malattia si manifesta dopo un’incubazione di 2-10 giorni con disturbi simili all’influenza come malessere, mialgia e cefalea cui seguono febbre alta, tosse non produttiva, respiro affannoso e sintomi comuni ad altre forme di polmonite.

A volte possono essere presenti complicanze come ascesso polmonare ed insufficienza respiratoria.

Inoltre possono comparire sintomi extrapolmonari utili ad indirizzare la diagnosi, quali manifestazioni neurologiche, renali e gastrointestinali.

- La Febbre di Pontiac è una forma simil-influenzale che deve il proprio nome ad un’epidemia acuta febbrile verificatasi nell’omonima località del Michigan (USA) nel 1968.

Si presenta come una malattia acuta autolimitante che non interessa il polmone: dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore compaiono febbre, malessere generale, mialgia, cefalea ed a volte tosse e gola arrossata. La prima epidemia di Febbre di Pontiac è stata causata da L.pneumophila di sierogruppo 1 mentre epidemie successive sono state attribuite a L. feeleii, L.anisa e L.micdadei.

- La legionellosi può manifestarsi anche in forma subclinica, come si può dedurre dal frequente riscontro di anticorpi anti-Legionella spp in assenza di episodi di polmonite.

Studi epidemiologici sono in corso per verificare la prevalenza dell'infezione nella popolazione generale e in alcune categorie di persone frequentemente esposte ad acque potenzialmente contaminate (Gruppo multicentrico di studio sulla legionellosi in Italia, dati di prossima pubblicazione).

Data: 27/5/2004 Fattori di rischio per l'infezione

Il rischio di acquisizione della malattia dipende dalle caratteristiche del batterio, dalla suscettibilità individuale e dalle condizioni ambientali.
  • Microrganismo: la patogenicità è legata alla concentrazione del batterio, anche se nel caso di Legionella non è nota la dose minima infettante, alla virulenza del ceppo e alla sua capacità di sopravvivenza e moltiplicazione all’interno dei macrofagi.
  • Ospite: sono considerati più a rischio i soggetti di sesso maschile, di età avanzata, fumatori, consumatori di alcool, affetti da malattie croniche (broncopneumopatie ostruttive, malattie cardiovascolari e renali, diabete, ecc.) e con immunodeficienza acquisita in seguito ad interventi terapeutici (trapianti d’organo, terapia con steroidi e antitumorali, ecc.) o infezione da HIV.
  • Ambiente: tra i fattori di rischio ambientali sono di particolare rilevanza la modalità, l’intensità ed il tempo di esposizione. Giocano altresì un ruolo importante:

1. alcune caratteristiche dell'acqua:

- temperatura compresa tra 25 e 45°C

- presenza di alghe ed amebe che forniscono nutrimento e protezione, anche in condizioni di temperatura elevata ed in presenza di biocidi

- presenza di sostanze biodegradabili che favoriscono la formazione del biofilm

- concentrazione di alcuni elementi in traccia (ferro, rame, zinco, ecc.)

2. alcune caratteristiche dell’impianto idrico:

- fenomeni di ristagno/ostruzione che favoriscono la formazione del biofilm

- formazione di incrostazioni e depositi calcarei che offrono riparo dai disinfettanti

- impianto di riscaldamento di tipo centralizzato dotato di estese reti di condutture, punti di giunzione e rami morti

- presenza di un serbatoio di accumulo dell’acqua e di un sistema di ricircolo

- fenomeni di usura e corrosione

- vibrazioni o cambiamenti di pressione nel sistema idrico in seguito ad interventi di ristrutturazione interni e/o esterni all’edificio.

Data: 27/5/2004 Modalità di infezione

La Legionella spp si trasmette all’uomo attraverso l’inalazione di aerosol contaminati, quindi tutti i luoghi in cui si può entrare a contatto con acqua nebulizzata possono considerarsi a rischio.

Non sono stati segnalati casi di trasmissione interumana.

I primi casi di legionellosi sono stati associati alla contaminazione di impianti di climatizzazione, torri evaporative e sistemi di raffreddamento.

Attualmente in Italia le infezioni derivano prevalentemente dalla contaminazione dei sistemi di distribuzione dell’acqua.

Episodi sporadici e/o clusters epidemici sono stati segnalati in ospedali, case di cura, studi odontoiatrici, alberghi, campeggi, impianti termali e ricreativi (palestre, piscine, idromassaggi), giardini e campi da golf con sistemi di irrigazione a spruzzo e/o fontane decorative, navi da crociera.

In letteratura sono riportati diversi casi di infezione in neonati (a causa della presenza di Legionella nell'acqua della vasca dove è avvenuto il parto) e in pazienti con ferite chirurgiche (a causa di aspirazione, instillazione e/o aerosolizzazione di acqua contaminata durante la terapia respiratoria).

Nonostante i numerosi siti di potenziale infezione, i casi segnalati restano relativamente limitati, in parte perché misconosciuti ed in parte perché non sono ancora del tutto chiari i meccanismi di protezione degli esposti.

Data: 27/5/2004 Prevenzione

L’Istituto Superiore di Sanità ha predisposto delle linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi, nelle quali vengono fornite possibili strategie di intervento da attuare sia in ospedali e case di cura che in strutture comunitarie (alberghi, campeggi, piscine, ecc.).

La prevenzione della legionellosi in ambito sia comunitario che nosocomiale dovrebbe partire dalla corretta progettazione e realizzazione delle reti idriche, allo scopo di rendere improbabile la colonizzazione e la moltiplicazione di Legionella negli impianti di distribuzione dell’acqua calda e nei sistemi di condizionamento.

In occasione di interventi di ristrutturazione o di nuova realizzazione, evitare di installare tubazioni con tratti terminali ciechi e ristagni d’acqua, preferire i sistemi istantanei di produzione dell’acqua calda a quelli con serbatoio di accumulo ed installare gli impianti di condizionamento in modo che l’aria di scarico proveniente dalle torri di raffreddamento e dai condensatori evaporativi non entri negli edifici.

Nei grandi edifici (alberghi, ospedali, impianti ricreativi, ecc.) così come negli ambienti di piccole dimensioni (appartamenti, studi dentistici, ecc.) la manutenzione periodica può contribuire in modo efficace a prevenire la colonizzazione degli impianti da parte dei batteri e soprattutto a limitarne la moltiplicazione e la diffusione; a tale proposito è consigliabile effettuare regolarmente una accurata pulizia e disinfezione dei filtri dei condizionatori, la decalcificazione dei rompigetto dei rubinetti e dei diffusori delle docce, la sostituzione delle guarnizioni ed altre parti usurate, lo svuotamento, la pulizia e la disinfezione dei serbatoi di accumulo dell’acqua.

Per le strutture ricettive a funzionamento stagionale, prima della riapertura è opportuno procedere ad una pulizia completa dei serbatoi, della rubinetteria e delle docce. Inoltre è consigliabile far defluire a lungo l’acqua da tutti i rubinetti.

Gli ospedali sono ambienti particolarmente a rischio per la trasmissione della Malattia dei Legionari per la tipologia delle persone ricoverate.

Tubazioni frequentemente obsolete e complesse favoriscono l’amplificazione delle legionelle negli impianti idrici e l'acqua calda mantenuta a 48 ± 5°C, per prevenire il rischio di ustioni dei pazienti, contribuisce alla loro crescita (art.5, comma 7 del DPR n.412 del 26/08/1993).

Le misure preventive da adottare in ambiente ospedaliero comprendono:

- monitoraggio della presenza di legionelle negli impianti di climatizzazione e nei sistemi di distribuzione dell’acqua, con particolare riguardo per l’acqua calda

- periodica decontaminazione dell’impianto idrico

- pulizia, decontaminazione e disinfezione degli impianti di ventilazione e condizionamento, degli apparati di umidificazione dell’aria e delle vasche e piscine per idroterapia

- utilizzo di acqua sterile per le sonde nasogastriche ed in generale per le apparecchiature per la respirazione assistita e le terapie inalatorie, soprattutto nei reparti a rischio

- disinfezione e sterilizzazione dopo l’uso di tutte le attrezzature per l’assistenza respiratoria oppure uso di materiali monouso sterili

- informazione adeguata dei pazienti e dello staff medico sui rischi di infezione

esecuzione di test diagnostici (cultura dell’escreato, ricerca dell’antigene di Legionella nell’urina) su tutti i soggetti ricoverati per polmonite al fine di individuare precocemente eventuali casi nosocomiali.

da http://lanazione.quotidiano.net/

Pericolo legionella  Troppi casi negli ospedali

Si annida negli impianti idrici e di condizionamento e si diffonde mediante aerosol. 

In Italia si parla molto di Sars, che da noi non ha fatto vittime, e per niente di Legionella, il batterio che negli ultimi dieci anni ha determinato ben 2.366 casi solo nel nostro Paese, con una casistica crescente e un indice di letalità (morte) che oscilla tra il 5 e il 10 per cento.

"E' un fenomeno preoccupante e probabilmente in espansione", ha spiegato uno dei massimi esperti d'Igiene, la professoressa Angela Moiraghi Ruggenini presentando una documentata relazione al congresso Medlab 2003 che riunisce a Firenze oltre duemila specialisti di laboratorio, biochimici e microbiologi delle società scientifiche Sibioc e Amcli.

da http://www.farmacia.it/main/

UN PERICOLO CHIAMATO LEGIONELLA

Farmacia.it -15 ottobre 2003

Firenze – Si annida negli impianti idrici e di condizionamento e si diffonde mediante aerosol. In Italia si parla molto di Sars, che da noi non ha fatto vittime, e per niente di Legionella, il batterio che negli ultimi dieci anni ha determinato ben 2.366 casi solo nel nostro Paese, con una casistica crescente e un indice di letalità (morte) che oscilla tra il 5 e il 10 per cento.

“E’ un fenomeno preoccupante e probabilmente in espansione”, ha spiegato uno dei massimi esperti d’Igiene, la professoressa Angela Moiraghi Ruggenini (Università di Torino), presentando oggi una documentata relazione al congresso Medlab 2003 che riunisce a Firenze oltre duemila specialisti di laboratorio, biochimici e microbiologi delle società scientifiche Sibioc e Amcli.

Secondo i dati della professoressa Moiraghi, nel solo 2002 i casi accertati sono 585, ma la vera dimensione del fenomeno, teoricamente assai più vasta, continua a sfuggire per mancanza di un’attenta sorveglianza che rende poco efficiente la rete nazionale di rilevamento. 

La metà dei casi notificati appartiene difatti a due sole regioni, Piemonte e Lombardia, che ospitano solo una frazione della popolazione del Paese e del flusso turistico internazionale. Trend in salita, avverte la professoressa, non significa necessariamente patologia in aumento, bensì maggior sensibilità per il problema. Ma nel migliore dei casi la legionella è sotto-notificata anche perché nelle forme meno gravi presenta sintomi simil-influenzali, facilmente equivocabili. 

Nei casi più gravi si può invece morire di polmonite in mancanza di cure adeguate con antibiotici.. Stando alle cifre riportate, le infezioni da Legionella contratte in ospedale nel 2002 sono 72: in media, le strutture sanitarie sono coinvolte per un 12 per cento dei casi notificati, specie nei reparti che ospitano pazienti immunodepressi. Ben 20 su cento si riferiscono invece a soggiorni in alberghi o campeggi. Nel restante 68 per cento degli episodi la sorgente d’infezione resta invece inaccertata.

“Se negli ospedali si può in qualche modo intervenire”, ha ricordato la professoressa, “assai più complicato è farlo nelle strutture private. E’ ragionevole supporre che la Legionella si nasconda in docce, piscine tipo Jacuzzi, terme, negli impianti idrici e di condizionamento degli uffici, dei supermercati e perfino in quelli di molti condomini. Solo così si può spiegare l’altissima percentuale di casi di cui si ignora l’origine. Senza contare tutti quelli che non sono neppure diagnosticati”. 

Com’è facile immaginare, la Legionella esiste da sempre. Ma il nome, in alternativa a sindrome del legionario, nasce nel ’76 dopo un’epidemia tra i partecipanti a un congresso dell’American Legion. In Italia il caso più eclatante è del ’97 a Sestri (Genova), in un palazzo adibito a uffici. Dopo molti studi e verifiche si scoprì il colpevole: la torre di raffreddamento di un palazzo vicino, contaminata dalla Legionella, aveva trasmesso il batterio, trasportato dal vento.

Come intervenire?  La verità, ha spiegato la professoressa Moiraghi, è che tutti i sistemi di disinfezione degli impianti hanno capacità limitata, non danno garanzie e, nei fatti, la contaminazione spesso si ristabilisce. 

Occorre dunque, più semplicemente, un’igiene davvero accurata. 

E nei reparti ospedalieri ad alto rischio condizioni di assoluta sicurezza oltre a una generale sensibilizzazione al problema, sorveglianza attenta delle polmoniti e interventi di manutenzione periodici sugli impianti.

Fonte:Comunicato stampa Catola & Partners


Home < Indietro Pronto Intervento Resident on line Reclami Chi Siamo Dove siamo Lavora con noi Ricerca Sommario     
Sito ottimizzato per risoluzione >= di 1280 x 1024 - Per informazioni:
resident@resident.it  - Creato da a.m. giovedì 14 ottobre 1999 aggiornato da a.m. il: 15 maggio 2010