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Limes – mitis: striscia di terra non coltivata che delimita due campi.
SECTO LIMITE =
tracciata la striscia di confine (Virgilio, Georgiche 2, 278)
VICINO AB LIMITE SAEPES = la
siepe dal vicino sentiero di confine (Virgilio, Ecloghe 1, 53).
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Limes – mitis: pietra utilizzata per segnare i confini.
SAXUM LIMES AGRO POSITUS = una pietra come segno di confine posto sul campo
(Virgilio, Eneide 12, 898).
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Limes – mitis: limite, confine.
DI PATRII, MALA
DE NOSTRIS PELLITE LIMITIBUS = Dei dei padri, allontanate i mali dai
nostri confini (Tibullo 2, 1,18).
LIMITEM
QUI CAPPADOCIAM A CILICIA DIVIDIT = il confine che divide la Cappadocia
dalla Cilicia (Plinio, Storia Naturale, 8, 225).
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Limes – mitis: confine fortificato.
LIMITE ACTO =
allestita una linea fortificata (Tacito, Germania, 29, 4).
LIMITEM
SCINDIT = si apre un varco attraverso le
fortificazioni (Tacito, Annales 1, 50, 1).
CUNCTA NOVIS LIMITIBUS
PERMUNITA = tutti i luoghi fortificati con nuove strade trincerate
(Tacito, Annales 2, 7, 3).
● Limes – mitis:
strada, via, sentiero.
LATUM PER AGMEN
LIMITEM AGIT FERRO = si apre con la spada un’ampia
via
tra le schiere (Virgilio, Eneide 10, 514 ).
TRANSVERSIS LIMITIBUS = per vie traverse (Livio 22, 12,
2).
LIMES AD CAELI ADITUM = via per accedere al cielo ( Cicerone, La
Repubblica 6, 26).
Il significato di LIMES (da cui
deriva l’italiano LIMITE) si è evoluto nella lingua latina.
Dal concetto agricolo di
striscia di terra, ciglione che delimita due campi, si è allargato fino a
comprendere l’idea di “confine, limite” che separa luoghi appartenenti a diverse
realtà geografiche – come scrive Plinio nell’esempio precedentemente riportato.
In Tacito il concetto di LIMES
comprende, invece, la linea fortificata, ovvero il complesso di fortificazioni
che servivano a sorvegliare i territori occupati dai Romani dalle tribù
germaniche, ad esempio. L’impero romano aveva creato nei secoli un sistema di
difesa ben organizzato. Un limes importante e famoso fu quello sul Danubio e
anche quello sul Reno.
Il concetto di limes può
corrispondere a quello odierno di “linea di frontiera”, anche se l’impero romano
non aveva l’idea di limite come frontiera invalicabile: l’impero romano aveva
davanti a sé un orizzonte totalmente aperto, la prospettiva di totale apertura
permetteva ai Romani di vedere il mondo come una possibile estensione del suo
imperium. Il limes, infatti, non era stabile poiché veniva spostato in base alle
esigenze logistico – militari e ricostruito di volta in volta. Le opere di
fortificazione del LIMES iniziarono con la dinastia Flavia ed ebbero fine con
quella Antoniniana. Di Antonino Pio è famoso il vallo che porta il suo nome e
che fu fatto costruire da lui nel 142 tra i fiumi Forth e Clyde a difesa delle
invasioni scozzesi. Ancor più noto è il vallo di Adriano (situato
nell’Inghilterra del Nord) del quale molti resti sono ancora visibili. Era stato
fatto erigere dall’imperatore Adriano nel 122 a difesa della Britannia romana
ed era arricchito di castelli, torri e fossati.
Raffigurazioni del limes romano
si possono vedere nei fregi della Colonna Traiana: una scena in particolare
raffigura bene la riva destra del danubio con posti di guardia difesi da
palizzate, cataste di legna e covoni di paglia che, se incendiati, servivano
come segnalazione. |