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da
http://www.mybestlife.com/
Materiali
da costruzione e inquinamento indoor
Sono
moltissimi i fattori che condizionano la qualità dell'aria negli spazi che
abitiamo.
di Silvia Piardi
I materiali da costruzione
non sempre sono commestibili come la casetta di Hansel e Gretel
Introduzione:
l'inquinamento dell'aria interna
L’aria che respiriamo all'interno delle nostre abitazioni è l'aria esterna,
che entra dalle finestre, attraverso le infiltrazioni, o richiamata da
dispositivi meccanici (gli aspiratori), o ancora attraverso le pareti: l'aria
esterna si miscela con le sostanze che vengono prodotte all'interno, ove vengono
trattenute e respirate.
A inquinanti di tipo "nuovo", come quelli di origine chimica, o di
nuova individuazione, come quelli di tipo radioattivo, si aggiungono gli
inquinanti "classici", come quelli di origine biologica.
Il risultato è che una miscela di vecchi e nuovi contaminanti sono rilevati
all'interno degli edifici e che questa miscela viene diluita in modo meno efficace che in passato,grazie alle misure per il contenimento dei consumi
energetici degli edifici,che ha portato complessivamente a diminuire la
ventilazione.
Si aggiungono poi altri tre fattori: un generale peggioramento delle condizioni
del contesto, una minore attenzione dei progettisti nei confronti dei
tradizionali problemi di igiene edilizia e, frequentemente, diverse abitudini di
vita della popolazione, che tende a trascurare le normali operazioni di pulizia
e che,contemporaneamente, fa uso di prodotti di largo consumo che aumentano il
carico inquinante (per esempio deodoranti per l'ambiente, insetticidi, ecc.).
I danni alla salute causati dall'esposizione ad agenti inquinanti interni vanno
dalle sensazioni di malessere, all'acuirsi dei fenomeni allergici, fino a
diverse forme tumorali.
Gli inquinanti di origine interna sono ascrivibili:
-
alla presenza di persone, animali,
piante;
-
alle attività che si svolgono negli
ambienti;
-
agli impianti di condizionamento;
-
ai materiali per la costruzione;
-
ai materiali e prodotti per le finiture;
-
ai materiali di arredo e corredo;
-
ai prodotti di largo consumo.
Alcuni contaminanti derivano dalle
attività, come per esempio i gas generati dalla combustione o i particolati
respirabili, provocati direttamente dall'azione dell'uomo, quali il fumare, il
cucinare, il riscaldare l'ambiente; altri inquinanti, invece, come i batteri, le
escrezioni corporee, i residui del ricambio naturale (peli, forfora), sono
derivati dalla presenza stessa dell'uomo, degli animali domestici e delle piante
negli edifici.
Altre sostanze derivano dai prodotti per la manutenzione e la pulizia delle
varie parti della casa (essenzialmente composti organici volatili).
Tutti gli altri inquinanti infine dipendono propriamente dalle strutture e dai
materiali della costruzione.
Complessivamente si può affermare che esiste una cattiva qualità dell'aria dei
poveri e una dei ricchi. Quella dei poveri, sempre esistita, si riferisce alla
ristrettezza degli spazi, al sovraffollamento, alla presenza di fonti di
combustione aperte (stufe, bracieri, camini), ai materiali degradati, alla
presenza di umidità. Quella dei ricchi, di nascita più recente, si riferisce a
un inquinamento prevalentemente di tipo chimico e ai fenomeni di adsorbimento
(nuovi materiali e contemporanea presenza di
materiali tessili, come moquette e rivestimenti murari) e ai sistemi di gestione
dell'aria (condizionamento).
Un'altra classificazione si può avere considerando edifici vecchi ed edifici
nuovi: nei primi i fattori di rischio riguardano il degrado dei materiali
(polveri e fibre) e la presenza di umidità; nei nuovi o appena rinnovati i
problemi nascono dall'uso di prodotti di finitura che non hanno ancora
completato l'emissione di sostanze chimiche inquinanti (vernici, pitture,
adesivi, mobili nuovi) e, molto frequentemente, da una eccessiva sigillatura e
un isolamento termico insufficiente.
Nella tabella 1 sono indicati alcuni criteri per migliorare la qualità
dell'aria in edifici esistenti.
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INQUINANTI
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FONTI O CAUSE
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RIMEDI
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Radon,
pesticidi
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Attacco
a terra, suolo
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Sigillazione
entrate dal terreno, ventilazione dei seminterrati
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Composti
Organici Volatili (VOC)
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Materiali
di finitura, arredo
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Sostituzione
dei materiali, incapsulamento
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Batteri,
virus, funghi
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Umidità
nella costruzione
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Protezione
dall'umidità, isolamento termico, ventilazione
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Polveri,
fibre
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Presenza
materiali fibrosi degradati
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Sostituzione,
manutenzione
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Progettare tenendo presente la qualità
dell'aria interna non è però sufficiente, ma è necessario riferirsi a
discorsi più ampi: la salubrità di una costruzione dipende da una serie di
scelte, quali l'orientamento, la localizzazione, le tecniche costruttive, la
tipologia edilizia, l'organizzazione funzionale degli spazi in relazione alle
attività.
La prevenzione del rischio di inquinamento interno costituisce una precisa
responsabilità del progettista il quale, aldilà dei comportamenti più o meno
a rischio adottati dagli occupanti, deve perseguire come uno degli obiettivi di
progetto il raggiungimento di una buona qualità dell'aria
E questi obiettivi, sintetizzati nella tabella 2, si integrano con i principi
dell'architettura sostenibile.
Non è possibile infatti perseguire l'obiettivo della qualità dell'aria interna
senza considerare i rapporti materici ed energetici che si instaurano tra la
costruzione e l'ambiente, circostante e globale. E’ necessario quindi
integrare nello studio dei materiali da costruzione i requisiti ambientali e
trasformare tali requisiti in testi normativi.
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OBBIETTIVI
DI PROGETTO
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ELEMENTI
COINVOLTI
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Fare in
modo che l'aria esterna immessa sia la migliore possibile
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Localizzazione,
posizione delle prese d'aria e delle finestre
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Minimizzare
il carico inquinante dovuto a materiali e prodotti
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Scelta
dei materiali e della loro compatibilità
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Minimizzare
il carico inquinante dovuto ad attivi
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Separazione
funzionale delle attività inquinanti
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Diluire
gli inquinanti presenti
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Progetto
della ventilazione. doppio affaccio; canne di ventilazione
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Allontanare
gli inquinanti alla fonte
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Estrazione
localizzata
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Controllare
i fattori di rischio: umidità, temperatura, rumore
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Progetto
dell'edificio, tecniche di protezione
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Materiali
da costruzione e inquinamento interno
I materiali e i prodotti edilizi possono
rilasciare i seguenti inquinanti:
-
inquinanti di natura fisica: radon e
prodotti di decadimento;
-
composti organici volatili e
semivolatili, in particolare formaldeide e antiparassitari;
-
inquinanti biologici: funghi, muffe,
batteri;
-
fibre minerali naturali e artificiali:
amianto, lana di vetro, lana di roccia.
I prodotti edilizi possono
peggiorare le condizioni abitative secondo tre modalità:
-
rilasciando direttamente sostanze
inquinanti o pericolose (composti organici volatili, radon, polveri, fibre);
-
adsorbendo e successivamente rilasciando
sostanze presenti nell'aria e provenienti da altre fonti (per esempio da
attività o da altre fonti);
-
favorendo l'accumulo di sporco e la
crescita di microrganismi.
I materiali e i prodotti utilizzati in
edilizia possono emettere composti altamente tossici (carcinogenici o
allergeni), composti che possono causare sintomi generali, composti irritanti,
composti che causano una inaccettabile qualità dell'aria (odori sgradevoli) e
composti con sconosciute proprietà tossiche.
La grande diffusione, avvenuta in modo
incontrollato negli ultimi cinquanta anni dell'industria chimica nel settore
edilizio, ha portato a un uso generalizzato di materiali sintetici per gli
arredi, le tappezzerie, le pavimentazioni e i componenti degli edifici.
Tali materiali emettono nell'aria degli edifici sostanze chimiche che possono
avere effetti rilevanti sulla salute delle persone o sul livello di comfort.
L’emissione di Composti Organici Volatili
(VOCs) è più alta all’inizio
della vita del prodotto e tende a diminuire notevolmente in tempi abbastanza
brevi (da una settimana per i prodotti umidi, come vernici e adesivi, a sei mesi
per altri composti chimici).
Fa eccezione la formaldeide, che tende a presentare rilasci relativamente
costanti per molti anni.
La concentrazione è funzione del rapporto tra superficie emittente e volume
dell'ambiente e dei ricambi orari; la pericolosità è in funzione del/dei tipi
di sostanza, delle sinergie con altre sostanze presenti nell'ambiente, della
concentrazione e del tempo di esposizione.
La crescita di colonie di microrganismi dipende dal tipo di prodotto (naturale o
sintetico) dalla percentuale di umidità contenuta, dalla qualità della
superficie (porosità), dalle condizioni d'uso (attività svolte, presenza di
altri prodotti), dalle condizioni microclimatiche.
I prodotti di origine naturale non trattati in superficie, come per esempio il
legno massello o le fibre tessili vegetali o animali tendono a predisporre un
ottimo habitat per la crescita di
colonie di microrganismi.
La
presenza di polveri e fibre nell'aria
interna
è normalmente legata al grado di usura dei prodotti come pavimentazioni,
tappezzerie, intonaci, pitturazioni o alla possibilità che materiali fibrosi
(come alcuni tipi di isolanti) entrino in contatto con l'aria interna.
E’ questo il caso, per esempio, degli isolanti fibrosi utilizzati in
controsoffitti o nelle tubazioni del condizionamento.
In sintesi, i fattori influenzanti il
rilascio di polveri e fibre sono:
-
la composizione del prodotto;
-
la validità del legante (matrice in
cui sono contenute le fibre);
-
il tipo e lo stato della finitura
superficiale;
-
l'età del materiale e lo stato di
manutenzione;
-
gli interventi sul prodotto
(manipolazione, lavorazione).
La pericolosità è in funzione delle
caratteristiche fisiche di polveri e fibre (dimensioni e quindi inalabilità),
della concentrazione nell'aria e del tempo di esposizione.
Gli studi più recenti sulla presenza di radon e dei suoi prodotti da
decadimento negli ambienti confinati affermano che la responsabilità di tale
presenza è attribuibile in gran parte al suolo e alle acque, mentre i materiali
da costruzione partecipano alla dose per una piccola percentuale, tranne nei
casi in cui gli edifici siano costruiti con materiali di origine vulcanica
(tufo).
Anche in questo caso è importante valutare la quantità di superficie esposta
potenzialmente pericolosa in relazione alla cubatura e ai volumi di
ventilazione.
Di seguito sono indicati alcuni suggerimenti per la scelta dei prodotti di
finitura.
-
scegliere i materiali con attenzione
agli usi specifici e alle condizioni di esercizio come per esempio la
presenza di umidità;
-
scegliere materiali facilmente pulibili,
che non richiedano, o non suggeriscano, l'uso di prodotti inquinanti per la
pulizia e la manutenzione (es. lucidanti, anti-polvere, ecc.);
-
evitare superfici estese di materiali
adsorbenti (tessili, materiali porosi);
-
valutare il rapporto tra cubatura degli
spazi e superficie del prodotto;
-
in caso di utilizzo di materiali che
possono emettere composti organici volatili, togliere dagli imballaggi in
luogo ventilato e non all'interno dei locali;
-
evitare l'uso di agenti protettivi
contro la degradazione biologica: costruire gli edifici in modo che tali
agenti non siano necessari (procedure di pulizia, umidità);
-
assicurarsi che i materiali siano
stabili e durevoli per le condizioni d'uso prevalenti o prevedere un
programma di manutenzione o sostituzione.
Prodotti
edilizi, danni alla salute e norme
La legge fondamentale che recepisce in
Italia le cinque Direttive comunitarie in materia di prevenzione salute e
sicurezza è il D.Lgs. n. 277 del 15.8.91. Questo testo affianca tre
problematiche chimiche-biologiche che riguardano la salute dei lavoratori
esposti: il rumore, il piombo metallico e l'amianto. Riguardo all'amianto
introduce i rischi connessi all'esposizione e definisce i metodi di prelievo e
analisi per la misurazione delle concentrazioni delle fibre nell'aria.
La legge n. 257 del 27.3.92 impone, a
partire dal marzo del 1993 (con una proroga di un anno per i manufatti in lastra
o in tubi a base di cemento) la cessazione dell'estrazione, dell'importazione,
della commercializzazione e della produzione di manufatti di amianto in
qualsiasi percentuale.
Di particolare importanza per la
prevenzione dei danni causati dall'inquinamento dell'aria interna è il D.Lgs.
626 e successive modificazioni, che recepisce otto direttiva europee in materia
di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. In particolare il Titolo Il recepisce
la direttiva Cee 654/89 che riguarda le prescrizioni minime di sicurezza e
salute sui luoghi di lavoro e stabilisce i requisiti minimi. Altezza, cubatura e
superficie dei locali, illuminazione, aerazione e controllo delle condizioni
termiche costituiscono alcune delle richieste, sostenendo la necessità, per
disporre di un ambiente salubre, di definirne le caratteristiche di base.
Per quanto riguarda i Composti Organici
Volatili e i contaminanti biologici le uniche indicazioni sono contenute nel
D.Lgs. 626: il Titolo VII, Protezione dagli agenti cancerogeni e il Titolo VIII
Protezione da agenti biologici introducono due rischi nuovi per la legislazione
italiana. Anche queste disposizioni si riferiscono specificamente ai luoghi di
lavoro, mentre non è ancora stato affrontato a livello centrale il tema della
protezione di tutta la popolazione.
In effetti, dettare norme sulla qualità
dell'aria non è operazione facile, in quanto la qualità dell'aria dipende da
una serie interrelata di fattori, che vanno dalla localizzazione, ai criteri di
progetto, alla scelta dei materiali e delle tecniche esecutive, ai comportamenti
degli abitanti. Su alcune di queste materie è fondamentale l'azione svolta, nel
corso degli anni, dalla Regolamentazione locale, Igienica e Edilizia.
E’ possibile stabilire, con estrema
prudenza, alcuni valori che permettano il controllo degli ambienti, molto più
difficile è definire soglie di accettazione in relazione alla protezione della
salute, sia per carenza di informazioni sulla relazione dose-risposta, sia per
la varietà dei soggetti coinvolti. Agire contemporaneamente sulle fonti
(controllo dei prodotti e degli impianti) e sulla diluizione degli inquinanti
(aerazione, cubatura dei locali) sembra attualmente la strade più praticabile
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