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Da:
Amministrare immobili n° 110 del 2006 - Rivista mensile dell'ANACI Associazione
Nazionale Amministratori Immobiliari
“I dieci comandamenti”:
Vademecum per il condomino responsabile
Primo comandamento:
Partecipare alle
assemblee.
“All’assemblea
di condominio? No, non sono andato. Finisco tardi di lavorare….c’era la
partita…mi sono dimenticato ….non
avevo nessuno a cui lasciare i bambini…non mi
sentivo bene…non avevo voglia di litigare. Tanto comunque decidono tutto sempre
gli stessi.”
Voglio sfatare un mito:
l’assemblea di condominio non è un posto dove si litiga, si muore d’infarto e
basta, nella maggior parte delle assemblee di condominio si discute e si
prendono delle decisioni come in una famiglia e come in famiglia discutere e
prendere decisioni non sempre è facile, ma va fatto. E se non lo fate voi lo
farà per forza qualcun altro al vostro posto e voi non avrete nessun diritto di
giudicare la sua scelta, né di lamentarvi. Voi non c’eravate.
Se bisogna votare il nuovo
colore da dare alla facciata, partecipo, ascolto, rifletto e poi se ritengo di
non essere in grado di scegliere, mi adeguo alla maggioranza o accetto il
suggerimento dell’amministratore. Certo è più facile non esserci e poi dire: che
schifo di colore! Cosa bisogna fare per essere un condomino responsabile?
Secondo comandamento:
il condomino
responsabile quando rileva che qualcosa non va all’interno del condominio lo
segnala subito.
La lampadina sul pianerottolo è
fulminata da un mese? Forse nessuno ha informato l’amministratore o forse
l’assemblea aveva deciso che ogni condomino si cambiasse le lampadine sul
proprio pianerottolo. Passiamo ore intere al telefono per cose inutili, quanto
ci costa una chiamata, un sms, una e-mail, un fax all’amministratore per
informarlo e chiedere delucidazioni? E se si chiama e si trova il telefono
occupato non usiamo la giustificazione “ho chiamato l’amministratore ma lui
non c’è mai”. Riproviamo più tardi o negli orari suggeriti dalla segreteria.
Buona norma sarebbe anche avvisare l’amministratore quando un lavoro richiesto è
stato eseguito e con quale esito. “E’ venuto
l’elettricista a riparare il citofono e finalmente funziona”.
Terzo comandamento:
il condomino
responsabile rispetta gli orari dell’ufficio dell’amministratore.
Negli orari di chiusura lui non
è a spasso o a casa a fare giardinaggio, molto probabilmente è a fare un
sopralluogo in un condominio, in banca a portare i versamenti, in ufficio ad
aggiornare le contabilità, a fare i solleciti ai morosi, a pagare i fornitori, a
chiudere un bilancio a studiare le nuove normative. Se non in caso di effettiva
urgenza non interrompetelo. Mandatelo piuttosto un fax, una e-mail, un sms. Se
per motivi di lavoro non potete andare a trovarlo nei giorni stabiliti,
chiedeteli gentilmente un appuntamento. Il fatto che lo paghiate non vi
autorizza ad essere maleducati con lui. Vi presentereste fuori dall’orario
nell’ambulatorio del vostro medico?
Quarto comandamento:
Il condomino
responsabile paga regolarmente entro la scadenza le rate condominiali.
Se per qualunque motivo non può
avvisa l’amministratore del ritardo. Il pagamento delle rate può essere
effettuato in molti modi. Se dubitate dell’onestà o delle capacità contabili
effettuate il pagamento mediante bonifico sul conto corrente del condominio,
certo ha un costo (minore se fatto tramite home banking), ma vi garantisce la
rintracciabilità del versamento. Oppure con assegno, intestato al condominio e
non all’amministratore, in questo caso l’amministratore vi dovrà rilasciare una
ricevuta che terrete insieme alla fotocopia dell’assegno. Meglio non pagare le
spese condominiali in contanti.
Quinto comandamento:
Il condomino
responsabile cerca di stabilire rapporti umani con i propri vicini.
Senza essere invadenti o
eccessivi, basta un sorriso e un saluto quando li si incrocia per le scale o in
ascensore. E soprattutto bisogna essere tolleranti. Si reclama a gran voce la
pace nel mondo e non si riesce a garantire la pace la pace tra vicini di casa a
causa di questioni assolutamente insignificanti. Cade un giocattolo del bambino
del piano di sopra sul balcone, l’ha fatta apposta, gliel’hanno sicuramente
detto i genitori. Viene sbattuto il tappeto pieno di polvere e capelli?
Incivili. Bagnano le piante, lavano il balcone con la candeggina e cade
l’acqua sui panni stesi? Devono pagare. I genitori vanno via per un week
end e i figli ne approfittano per fare una festa fino alle due di notte?
Chiamiamo I Carabinieri. Il condomino responsabile, se gli cade qualcosa dal
suo balcone, si affretta a chiedere scusa. Il condomino responsabile, se gli
cade qualcosa sul balcone, avvisa con gentilezza il vicino dell’inconveniente e
accetta le scuse, poi torna a casa e si dimentica dell’accaduto.
Sesto comandamento:
Il condomino
responsabile rispetta le regole di buona convivenza raccolte nel regolamento di
condominio, e non solo, pretende che tutti i componenti della sua famiglia le
rispettino.
Il condomino responsabile non
fuma in ascensore, non lascia le porte aperte (tanto porto solo fuori il cane
e torno subito), si impegna per fare una corretta raccolta dei rifiuti.
Settimo comandamento:
Il condomino
responsabile si interessa degli altri condomini.
Se ha una vicina anziana la va a
trovare e si rende disponibile se serve qualcosa.
Se nell’appartamento a fianco
abita una famiglia di extracomunitari si presta a tradurre il volantino dal
Comune per con le istruzioni per la raccolta differenziata dei rifiuti.
Ottavo comandamento:
Il condomino
responsabile da la propria disponibilità.
Per cambiare le lampadine,
tagliare il prato, eseguire piccoli lavori di manutenzione che possono far
risparmiare al condominio un po’ di spese e se non ha tempo o non è capace, il
condomino responsabile si scusa e ringrazia coloro che si prestano per detti
servizi, magari con un panettone il giorno di Natale.
Nono comandamento:
il condomino
responsabile collabora con l’amministratore.
Lo consiglia, da dei
suggerimenti lo informa prima dell’assemblea degli argomenti che sarebbero da
inserire all’ordine del giorno.
Decimo comandamento:
Il
condomino responsabile non dice mai “è una questione di principio”.
Fa le sue osservazioni tenendo
conto anche dell’effettivo disagio che una situazione causa. Il vicino ha
installato una tenda da sole con il bordino marrone invece di bordeaux e dal
cortile neanche si nota la differenza, bisogni che cambi tutta la tenda è una
questione di principio. La volta successiva il vicino costringerà a far
pitturare il mobiletto sul balcone (che nessuno aveva notato) dello stesso
colore della facciata. Poi succederà che, solo per una questione di principio,
la signora la terzo piano non possa tenere la sabbietta del gatto sul balcone .
E così via…
Il rispetto del regolamento del
condominio è sicuramente importante, ma a volte le regole non scritte di una
pacifica convivenza impongono di valutare con discrezionalità e con buon senso
l’applicazione, prevedendo anche qualche deroga.
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