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Violenza

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20 03 2006 alcuni argomenti tra quelli trattati:

Abstract da
http://www.emsf.rai.it/     Il Grillo (24/1/2000)   Giacomo Marramao

La politica e la forza

...Il fattore principale di delegittimazione del potere, nelle società moderne o post - moderne, è dato dalla sua inadeguatezza al cambiamento sociale.
È necessario che il linguaggio politico si conformi alle trasformazioni del linguaggio rispetto alle esperienze di cambiamento di una società come la nostra...

Abstract da http://www.emsf.rai.it      Interviste  Pierre Bourdieu

La violenza simbolica  12/7/1993

20. Lei sa che Roland Barthes, nel suo discorso inaugurale al Collège de France, ha detto che la lingua stessa in fondo è fascista[a.m.1] . Possiamo dire questo di tutte le culture, dato che in tutte le culture si esercitano forme di violenza simbolica e di fascismo?

E’ possibile sognare una società, dedita alla maieutica[a.m.2]  socratica, dove la violenza simbolica sarebbe assente?

E' possibile sognare una società che non sia fascista, lei è d' accordo con questa provocazione verbale mutuata da Barthes?

In verità non mi piace molto quella formula di Barthes...

Rispetto molto la provocazione, che svolge delle funzioni estetiche, politiche, ecc., importanti, che riesce a svegliarci. Ma in certi casi l' eccesso di provocazione è pericoloso perché derealizza; e cioè, credo, dire delle cose così eccessive è proprio una maniera di occultare quel che chiamo la violenza simbolica.

Quando si dicono certe cose in una maniera talmente esagerata, così eccessiva, significa che non ci si crede, almeno non ci crede chi lo dice, e anche coloro che lo ascoltano non ci credono, e quindi si può applaudire senza pensare a nulla.

Invece il lavoro di tutta la mia vita è consistito nel prendere sul serio queste forme dolci, impercettibili, insensibili di violenza, di andare a cercare la violenza là dove nessuno si aspetterebbe di vederla, nel rapporto pedagogico, ecc., dove essa è.

Si può dire "Tutti i francesi devono sapere questo o quello", oppure "tutti i cittadini del mondo devono rispettare i diritti dell' uomo", è un problema del tutto concreto, a condizione di universalizzare le condizioni di accesso all' universale.

Insomma, da una parte si dice "a nessuno è concesso di ignorare la legge", ma quando si dà solo ad una piccolissima parte l' accesso alla conoscenza della legge, l' universale è uno strumento di oppressione particolarmente perverso.

E in fondo la forma per eccellenza della violenza simbolica -è terribile a dirlo- proprio un certo uso dei diritti dell' uomo. Il che sembra paradossale.

Intervista realizzata il Maggio 1994 Parigi

Abstract

Vi è "violenza simbolica" - secondo Pierre Bourdieu - quando si impongono le strutture mentali attraverso cui il soggetto percepisce il mondo sociale e intellettuale.

E' una violenza dolce che nelle nostre società viene perpetrata dal sistema scolastico.

Ai ragazzi - con l'arbitrio culturale imposto dalla violenza simbolica - le particolarità nazionali vengono presentate con il crisma dell'universalità.

Così si realizza una tacita e invisibile mutilazione della loro coscienza .

La cultura assume una duplice definizione: è uno strumento di comunicazione e di dominio.

E la violenza simbolica denuncia l'ambiguità del ruolo dello Stato, che infatti, attraverso la potenza della scuola pubblica, può imporre le categorie della percezione agli individui.

Ma questa universalità culturale è fittizia.

Solo teoricamente lo Stato può garantire a tutti i membri della società l'accesso all'istruzione.

E' proprio l'accesso parziale e illusorio all'universale che trasforma il concetto di universale nelle mani dello Stato in uno strumento di oppressione.

Bourdieu afferma, infine, che in politica tutti i partiti sono strumento della violenza simbolica .


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