| 27 05 2005 un argomento tra quelli trattati: Abstract da
http://www.unavox.it/
evoluzione o regressione ?
... Il termine "evoluzione" esprime
essenzialmente l'idea di "svolgere" (dal latino volvere), e tale svolgimento si
intende compiuto a partire da un dato punto (ex volvere).

Ora, tale idea non implica l'accezione che i moderni hanno dato al termine
"evoluzione" (che viene intesa come una sorta di "crescita"),
poiché
"svolgere da…", una determinata cosa o una determinata azione, non significa
affatto "accrescerla", potrebbe significare benissimo anche "diminuirla" senza
che il termine "evoluzione" subisca la mini-ma violenza.
Se ci si attiene al senso di "svolgere da…", ci si trova solamente di fronte ad
una cosa data che, invece di essere vista nel suo insieme, viene vista nel suo
"svolgimento".
Ci si trova cioè di fronte al fatto che l'"evoluzione" di una cosa e la cosa
stessa sono identici, visti soltanto da due punti di vista diversi.
Dal che si comprende che non si può legittimamente parlare né di "crescita" né
di "decrescita".
Se, a tutti i costi, si vuole sottolineare una differenza tra la cosa iniziale e
il suo svolgimento, si può solo notare che l'idea di "svolgere da…" suggerisce
la possibilità che tale svolgimento venga percepito come se si attuasse al di
fuori del punto iniziale: ex volvere; il che implicherebbe, semmai, l'idea di
distacco dall'origine, con tutto quello che tale idea può contenere in termini
di "perdita delle origini".
Nulla autorizza a supporre, quindi, una equivalenza tra "evoluzione" e
"accrescimento".
Se si prende un uomo qualsiasi e lo si pone di fronte ad una cosa che non ha mai
vista, è impossibile che egli ne comprenda il significato e la funzione; al
massimo somigliando la cosa nuova ad una da lui conosciuta sarà portato a
scambiare la prima per la seconda, considerando magari questa una variante di
quella.
Chi non ricorda che a scuola ci è stato insegnato che i Cinesi conoscevano la
polvere da sparo da qualche millennio prima che la si incominciasse ad usare in
Europa, dove in poco tempo è divenuta una potente arma da guerra?
Se si riflette su questo semplicissimo esempio, si comprende facilmente come i
Cinesi, pur "progrediti" tecnologicamente in linea teorica, non si
preoccupassero minimamente di "sviluppare" la tecnologia applicativa della
polvere da sparo; eppure ne conoscevano e ne usavano il potenziale: limitandosi
all'uso dei fuochi d'artificio.
Lo stesso si potrebbe dire di tutti i popoli dell'antichità, fino al XIII secolo
circa; cosa questa che, a ben riflettere, porterebbe a inquietanti interrogativi
sul perché di quanto accaduto in Occidente in questi ultimi cinque secoli.
Che il progresso materiale, tecnologico e sentimentale ci sia, non v'è alcun
dubbio: ma che lo si scambi comunque per "crescita" interiore, morale o
spirituale, è davvero singolare.
Giovanni Servodio ... |