17 06 2005 alcuni argomenti tra quelli trattati:
- La realtà è ciò che esiste veramente, concretamente,
tangibilmente ed è documentabile dall'esperienza.
- Esistono molte più persone che gesti, ma allora può un gesto rivelare l’essenza
di una persona ?
Abstract da
http://www.sisde.it/
Giuseppe Zaccaria
Note: Giuseppe Zaccaria, inviato per l'estero del quotidiano "La Stampa" da
venti anni, ha seguito, fra l'altro, la rivoluzione rumena, la guerra del Golfo,
le guerre balcaniche, le rivolte in Indonesia, la vicenda di Timor Est …

La questione è antichissima, anche se solo in questi ultimi anni si è affacciata
con tanta prepotenza. la si potrebbe far risalire a Silla.
Spedito con due sole legioni a riconquistare il Ponto mentre Mario si occupava
delle questioni italiche, ad un certo punto il console si trovò di fronte lo
sterminato esercito dei Parti, con nessuna possibilità di successo.
Fino a quel punto gli era andata bene.
Aveva vinto una prima battaglia, si era alleato col secondo nemico contro il
terzo, aveva stretto accordi, insomma aveva riconquistato a Roma un territorio
pari a tre volte quello della penisola italica.
Contro i Parti, però, non c'era nulla da fare. E lì scattò il
momento del genio.
Anziché schierare le scarse truppe denunciando la propria debolezza militare,
Silla le nascose dietro le colline, fece erigere un palco nella pianura e su
quel palco, circondato da una piccola scorta di pretoriani in alta uniforme,
puntò tutto sull'immagine.
Le orde dei Parti erano schierate a perdita d'occhio, i capi barbari discesero i
declivi come recandosi ad una festa. Poi si scontrarono con la forza del
simbolo.
Silla accolse i nemici seduto su uno scranno e drappeggiato
nella toga con calma autorevole, l'aria superiore, quasi infastidita, del consul
romanus. Dell'uomo dietro cui, da un momento all'altro, avrebbe potuto muoversi
il più grande impero del mondo.
Non era vero. Roma in quel momento doveva pensare alle esauste finanze, agli
acquedotti ed ai riottosi alleati italici, in caso di bisogno non avrebbe potuto
inviare un solo rinforzo.
Eppure la leggenda dice che, impressionati, i Parti ritirarono le loro orde.
La realtà come rappresentazione
L'informazione produce la realtà. Se l'albero cade fa rumore, ma se non c'è
nessuno ad ascoltare il rumore, chi può dire che ci sia stato il rumore o che
l'albero sia caduto?
Udito e vista non riescono però da soli a fare la "differenza", occorre anche la
capacità di interpretare, di dare senso alle sollecitazioni, di rappresentarle a
se stessi e agli altri.
Secondo J. Arquilla e D. Ronfeld, studiosi di cyberwar, "l'informazione è
qualsiasi differenza che fa la differenza". Il linguaggio e la comunicazione
creano la socializzazione, non soltanto perché consentono le interazioni, ma
perché la legittimano e la istituzionalizzano.
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