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Angelo
Mazza
L'INTELLIGENZA
II° Seminario ResidenT® s.r.l. 2005
- 2006
Abstract da
http://www.girodivite.it/
Secondo una ricerca del mensile Riza Psicosomatica,
la maggior parte degli italiani identifica l'intelligenza con "l'arte di
arrangiarsi".
Caspita, e io che pensavo che l'essere intelligenti significasse prima di tutto
essere coscienti di sé e del mondo circostante, operando così per il bene
proprio e magari collettivo... pura malinconia!
I tempi cambiano e così anche le definizioni sul dizionario dei sinonimi
andranno adeguate: intelligenza = improvvisazione (Ibid).
L'incoerenza qui si fa tangibile: se l'improvvisazione è qualcosa di non
premeditato vuol dire che non è neanche lontanamente preparato; e se non è
neanche lontanamente preparato significa che non parte da un processo di
ragionamento profondo; e se si avvia questo processo di ragionamento profondo
non si rischia forse di comportarsi superficialmente e quindi incoscientemente?!
Grande scoperta. Siamo di fronte ad una nuova forma di intelligenza non
pensante.
Quella della vecchietta dal dottore, che passa avanti perché ogni giorno sta per
morire per poi rinsavire grazie al miracolo del "salto della fila".
Quella del salumiere "di fiducia", che, poiché sei giovane e bisognoso di
crescere (ma soprattutto inesperto),ti taglia "qualche fetta in più" di
affettato, costringendoti a spendere sempre più dello scrupolosamente calcolato.
Quello dell' "uomo di vetro", che dopo essere quasi impercettibilmente tamponato
da una macchina, scende dal suo veicolo di "marzapane" accusando un trauma
cranico, lo spostamento di una vertebra e il tanto rinomato colpo di frusta al
collo!
Questa si che è intelligenza, furbizia, scaltrezza e prontezza di riflessi!
Tutto qui, basta saper cogliere l'occasione, quella che a un tempo faceva l'uomo
ladro e che affacciandosi al visibi-e, ora, fa di un "ladro" un uomo...
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