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2009 04 04 l' inaugurazione dell'ufficio in Modena al civ 219 di via Pelusia

2005 04 09  Taglio del nastro per l'inaugurazione dell' ufficio in franchising concesso da  Resident®  all'affiliata Setti Edi in Modena al civico 150/M di via Fratelli Rosselli.

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LE GARANZIE DI SICUREZZA DERIVANTI DAL R 67/01 

Come è concepito e come funziona il sistema di sicurezza che ha  portato alla rimozione del divieto di parcamento :

IChalmersDetroit Forty 1910n Italia dal 1° gennaio 2001 tutte le auto trasformate a GPL o acquistate già predisposte per l’alimentazione a gas montano impianti rispondenti al Regolamento ECE/ONU n.67/01 (Economic Commission for Europe / Organization United Nations), riferimento normativo di elevato valore tecnico, a garanzia della massima sicurezza degli impianti. 

Il Regolamento, frutto del lavoro di un gruppo di esperti a livello mondiale, ha ulteriormente migliorato la sicurezza degli impianti da un duplice punto di vista: 

• con l’aggiunta di nuove e più stringenti prove su ogni componente 
• con l’introduzione di alcuni nuovi dispositivi di sicurezza 

Per quanto riguarda i dispositivi di sicurezza, questi consistono in tre valvole, montate sul serbatoio: 

  1. valvola controllata a distanza (elettrovalvola)
  2. valvola di sicurezza alla sovrapressione (Pressure Relief Valve)
  3. valvola termofusibile (Pressure Relief Device)

L’elettrovalvola, montata sulla mandata del GPL al sistema di alimentazione, si chiude automaticamente sia a contatto elettrico spento che a numeri di giri zero. 
In questo modo, sia in caso di spegnimento volontario dell’auto che in seguito ad incidenti - che il più delle volte causano lo spegnimento del motore - questa valvola seziona idraulicamente il serbatoio dalla restante parte del sistema che non viene più alimentata. 

Questo significa che, anche se si verifica una piccola perdita nella tubazione di alimentazione del motore - tanto piccola da non azionare la valvola ad eccesso di flusso compresa nella elettrovalvola o tale da non causare visibili problemi alla carburazione -, all’atto della sosta dell’auto la chiusura della valvola riduce la perdita alla piccola 
quantità presente nella tubazione, evitando che si concentrino nell’aria quantità infiammabili di prodotto. Allo stesso modo, in caso di incidente la chiusura dell’elettrovalvola evita che, in caso di danni al sistema di alimentazione, ci siano delle perdite di GPL. 

La valvola di sovrapressione evita in modo assoluto il rischio di scoppio del serbatoio, che potrebbe ipotizzarsi se questo venisse riempito più del consentito - evento in ogni caso poco probabile, vista la presenza di un’altra valvola che impedisce il riempimento completo - o se si dovessero raggiungere temperature molto elevate. 

Infine, la valvola termofusibile, annulla completamente il rischio di scoppio del serbatoio in caso che questo venga direttamente investito da un incendio. Tale valvola, infatti, si apre facendo fuoriuscire velocemente il GPL, che si infiamma, prima che il serbatoio ceda in seguito al contemporaneo aumento della temperatura e della pressione 
interna. 

Il regolamento 67/01prevede per queste valvole specifiche prove di funzionamento che assicurano con dati sperimentali l’efficacia dei dispositivi omologati. 
I rischi di incidente sopra ipotizzati - che riguardano in misura più o meno rilevante tutti i carburanti – nel caso di un’auto a GPL, grazie alla realizzazione dei 
dispositivi descritti, sono stati affrontati e risolti efficacemente.

da http://www.quattroruote.it

Le auto alimentate a benzina, a carburatore, a iniezione e ad iniezione con marmitta catalitica e quelle prive di catalizzatore possono essere convertite a gas.

Chrysler_concept_vehicleSulle vetture più vecchie, di elettronica ce n’è poca. Per questi veicoli è sufficiente un impianto con diffusore posto in corrispondenza del carburante o del corpo farfallato, che ha il vantaggio di essere economicamente molto vantaggioso. In questi sistemi il gas affluisce in modo continuo attraverso un grosso anello dotato di aperture, senza distinguere tra le fasi utili del motore

Più le vetture sono nuove e sofisticate, più dev’esserlo anche l’impianto a gas. Per questo tipo di auto è stata studiata l’iniezione liquida. Quando il Gpl è conservato nei recipienti sotto pressione è allo stato liquido, quando lo si utilizza come carburante è allo stato gassoso. La soluzione ideale è quella di iniettare il Gpl allo stato liquido.

Sia gli impianti sia i serbatoi sono sicuri. I prodotti installati nelle officine specializzate sono omologati dal ministero dei Trasporti, sulla base di una normativa europea.
I serbatoi sono progettati e realizzati tenendo conto delle caratteristiche chimico-fisiche del Gpl: sono costruiti con una lamiera d’acciaio trattato termicamente per evitare che si aprano pericolose fessure in caso di deformazioni provocate, per esempio, da un incidente.

Le norme che regolano la realizzazione dei componenti sono assai rigide. I collaudi e le prove per serbatoi e tubazioni sono eseguite a pressione di 45 bar, anche se, normalmente, la pressione di utilizzo sulle vetture non supera normalmente i 30 bar.
Anche le bombole degli impianti a metano sono sicure: la particolare robustezza necessaria per sopportare pressioni di collaudo di 300 bar e pressioni di esercizio di 220 bar conferisce ai serbatoi una notevole resistenza agli urti.
La sicurezza degli impianti è enormemente cresciuta negli anni.

La norma attuale (ECE/ONU 67/01), per esempio, prevede che i serbatoi siano dotati di ben tre valvole di sicurezza.

La prima, comandata dal circuito di accensione del motore, blocca l’uscita del gas allo spegnimento del motore, eliminando qualsiasi perdita dell’impianto (componenti o tubazioni) in caso di incidente.

La seconda si apre e si chiude in base alla pressione rilevata all’interno del serbatoio: quando raggiunge i 27 bar si apre e fa uscire il gas sino a quando la pressione non sia ristabilita e sia scesa al di sotto di questa soglia.

La terza, invece, interviene in caso d’incendio. Questa valvola è termofusibile e raggiunta la temperatura di 110° C fonde, lasciando uscire il gas che brucia senza causare danni più gravi.

Anche se in giro ci sono ancora cartelli di divieto, le auto a Gpl possono parcheggiare al chiuso. Il decreto del 22 novembre 2002 del ministero dell’Interno permette il parcheggio al primo piano interrato delle autorimesse agli autoveicoli a Gpl con impianto dotato di sistema di sicurezza conforme al regolamento ECE/ONU 67/01.
Chi ha trasformato a Gpl o acquistato il proprio mezzo a partire dal 1° gennaio 2001, ha montato obbligatoriamente un impianto di questo tipo.

I veicoli a Gpl che montano impianti non dotati di sistema di sicurezza conformi al regolamento ECE/ONU 67/01 sono ancora soggetti alle restrizioni previste dal decreto del 1° febbraio 1986, che consente ai possessori di veicoli a Gpl di parcheggiare “solamente nei piani fuori terra, non comunicanti con piani interrati”. Comunque, chi ha installato sul proprio mezzo un impianto a Gpl prima del 1° gennaio 2001, e quindi non in regola con il 67/01, può decidere di adeguarlo al regolamento europeo, sostituendo serbatoio e multivalvola; operazione che necessita di una breve sosta in officina. Le norme sul parcheggio nelle rimesse si applicano anche ai box condominiali, ma il regolamento interno a ciascun condominio può prevalere e vietare il parcheggio delle auto a gas (anche a metano).
È comunque possibile chiedere la modifica delle norme, ma si deve convincere la maggioranza dei condomini.

Per quanto riguarda la possibilità di imbarcarsi su navi e traghetti, non esiste una normativa specifica, la regolamentazione è lasciata alla discrezionalità delle compagnie di navigazione, alcune delle quali fanno salire a bordo solo se il serbatoio del Gpl è vuoto.
È opportuno dichiarare l’alimentazione a gas sia al momento dell’acquisto del biglietto sia al momento dell’imbarco. Nessuna limitazione particolare anche per quanto riguarda il transito nelle gallerie dei passi alpini: è comunque consigliabile comunicare di avere l’impianto Gpl.

Discorso a parte se l’auto è alimentata a metano: questi veicoli non hanno alcuna limitazione. Possono parcheggiare nelle autorimesse, comprese quelle sotterranee e si imbarcano sulle navi.


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