|
Le auto alimentate a benzina, a carburatore, a
iniezione e ad iniezione con marmitta catalitica e quelle prive di
catalizzatore possono essere convertite a gas.
Sulle vetture più vecchie, di elettronica ce n’è poca. Per questi
veicoli è sufficiente un impianto con diffusore posto in corrispondenza
del carburante o del corpo farfallato, che ha il vantaggio di essere
economicamente molto vantaggioso. In questi sistemi il gas affluisce in
modo continuo attraverso un grosso anello dotato di aperture, senza
distinguere tra le fasi utili del motore
Più le vetture sono nuove e sofisticate, più dev’esserlo
anche l’impianto a gas. Per questo tipo di auto è stata studiata
l’iniezione liquida. Quando il Gpl è conservato nei recipienti sotto
pressione è allo stato liquido, quando lo si utilizza come carburante è
allo stato gassoso. La soluzione ideale è quella di iniettare il Gpl
allo stato liquido.
Sia gli impianti sia i serbatoi sono sicuri. I
prodotti installati nelle officine specializzate sono omologati dal
ministero dei Trasporti, sulla base di una normativa europea.
I serbatoi sono progettati e realizzati tenendo conto delle
caratteristiche chimico-fisiche del Gpl: sono costruiti con una lamiera
d’acciaio trattato termicamente per evitare che si aprano pericolose
fessure in caso di deformazioni provocate, per esempio, da un incidente.
Le norme che regolano la realizzazione dei componenti
sono assai rigide. I collaudi e le prove per serbatoi e tubazioni sono
eseguite a pressione di 45 bar, anche se, normalmente, la pressione di
utilizzo sulle vetture non supera normalmente i 30 bar.
Anche le bombole degli impianti a metano sono sicure: la particolare
robustezza necessaria per sopportare pressioni di collaudo di 300 bar e
pressioni di esercizio di 220 bar conferisce ai serbatoi una notevole
resistenza agli urti.
La sicurezza degli impianti è enormemente cresciuta negli anni.
La norma attuale (ECE/ONU 67/01), per esempio, prevede
che i serbatoi siano dotati di ben tre valvole di sicurezza.
La prima, comandata dal circuito di accensione del
motore, blocca l’uscita del gas allo spegnimento del motore, eliminando
qualsiasi perdita dell’impianto (componenti o tubazioni) in caso di
incidente.
La seconda si apre e si chiude in base alla pressione
rilevata all’interno del serbatoio: quando raggiunge i 27 bar si apre e
fa uscire il gas sino a quando la pressione non sia ristabilita e sia
scesa al di sotto di questa soglia.
La terza, invece, interviene in caso d’incendio.
Questa valvola è termofusibile e raggiunta la temperatura di 110° C
fonde, lasciando uscire il gas che brucia senza causare danni più gravi.
Anche se in giro ci sono
ancora cartelli di divieto, le auto a Gpl possono parcheggiare al chiuso.
Il decreto del 22 novembre 2002 del ministero dell’Interno permette il
parcheggio al primo piano interrato delle autorimesse agli autoveicoli a
Gpl con impianto dotato di sistema di sicurezza conforme al regolamento
ECE/ONU 67/01.
Chi ha trasformato a Gpl o acquistato il proprio mezzo a partire dal 1°
gennaio 2001, ha montato obbligatoriamente un impianto di questo tipo.
I veicoli a Gpl che montano impianti non dotati di sistema di sicurezza
conformi al regolamento ECE/ONU 67/01 sono ancora soggetti alle
restrizioni previste dal decreto del 1° febbraio 1986, che consente ai
possessori di veicoli a Gpl di parcheggiare “solamente nei piani fuori
terra, non comunicanti con piani interrati”. Comunque, chi ha installato
sul proprio mezzo un impianto a Gpl prima del 1° gennaio 2001, e quindi
non in regola con il 67/01, può decidere di adeguarlo al regolamento
europeo, sostituendo serbatoio e multivalvola; operazione che necessita
di una breve sosta in officina. Le norme sul parcheggio nelle rimesse si
applicano anche ai box condominiali, ma il regolamento interno a ciascun
condominio può prevalere e vietare il parcheggio delle auto a gas (anche
a metano).
È comunque possibile chiedere la modifica delle norme, ma si deve
convincere la maggioranza dei condomini.
Per quanto riguarda la possibilità di imbarcarsi su navi e traghetti,
non esiste una normativa specifica, la regolamentazione è lasciata alla
discrezionalità delle compagnie di navigazione, alcune delle quali fanno
salire a bordo solo se il serbatoio del Gpl è vuoto.
È opportuno dichiarare l’alimentazione a gas sia al momento
dell’acquisto del biglietto sia al momento dell’imbarco. Nessuna
limitazione particolare anche per quanto riguarda il transito nelle
gallerie dei passi alpini: è comunque consigliabile comunicare di avere
l’impianto Gpl.
Discorso a parte se l’auto è alimentata a metano:
questi veicoli non hanno alcuna limitazione. Possono parcheggiare nelle
autorimesse, comprese quelle sotterranee e si imbarcano sulle navi.
|