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SYSTEM : STATO DELL'ARTE
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Concetti
base e definizioni
Con il termine Home System (HS nel seguito) si identificano sistemi di
attuazione, regolazione e controllo di dispositivi periferici elettrocomandati,
integrati nell'ambito di un appartamento, per il soddisfacimento dei bisogni
di cui già si è detto nei capitoli precedenti. La definizione considera
l'appartamento piuttosto che il condominio o palazzo; è infatti la disciplina
building automation ad occuparsi, piuttosto che dei bisogni del singolo
inquilino, di tutti quei servizi che è lecito ed economico considerare
centralizzabili perché comuni. Quanto detto nel seguito intende fornire un
quadro dello stato dell'arte per ciò che riguarda i sistemi HS, facendo
riferimento a tecniche di building automation solo in materia di possibili
connessioni del singolo appartamento con l'esterno (Gateways). Per ciò che
riguarda le funzioni, i sistemi HS sono pensati per realizzare essenzialmente
due funzioni:
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la comunicazione, intesa come connessione fisico
/ logica fra almeno due dispositivi, con conseguente scambio di dati e
messaggi di controllo;
-
lo scambio delle funzionalità reciproche, cioè
la possibilità di interazione complessa dei diversi dispositivi (per
esempio: la possibilità di rilevare con una cellula fotoelettrica
l'intensità luminosa esterna e controllare di conseguenza l'accensione
delle luci e l'apertura / chiusura delle tapparelle).
Requisiti fondamentali dei sistemi HS sono, come già
anticipato:
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la modularità: deve essere possibile assemblare
un sistema con un numero limitato di funzioni e farlo successivamente
crescere senza elevati costi aggiuntivi;
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il remote control: tutti i comandi devono poter
essere impartiti da più punti posti lontano dal luogo di attuazione;
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l'interazione automatica: il supporto fisico su
cui viaggiano informazioni e dati deve essere possibilmente unico, ed i
comandi devono poter essere impartiti anche da dispositivi periferici.
La comunicazione riveste un ruolo
fondamentale, per cui nella trattazione che segue verrà dato notevole rilievo
ai BUS (cioè ai supporti fisici e i protocolli utilizzati per il
collegamento). Le funzioni che devono essere realizzate dalla rete di
comunicazione sono:
-
controllo, e cioè scambio di messaggi tra
diverse unità per operarne le diverse funzioni e svolgere un'adeguata
opera di diagnostica;
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distribuzione di segnale, con relativo scambio
di comandi di attuazione;
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distribuzione di dati utente, cioè trasporto di
informazioni non strettamente necessarie al controllo, ma di interesse per
le attività dell'utente (segnali radio, video, e simili);
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distribuzione di potenza che, salvo per utenze
elettriche di elevata richiesta energetica (frigo, forno, lavatrice), può
essere fornita dallo stesso bus di controllo cui il dispositivo è
collegato.
Nelle pagine seguenti l'attenzione
viene focalizzata sui seguenti punti:
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indicare le difficoltà generate da standard
diversi implementati dai produttori (esistono infatti differenze che
rendono difficile l'uso di dispositivi prodotti in conformità a standard
non universalmente riconosciuti);
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identificare gli schemi realizzativi più
diffusi;
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identificare i sistemi già disponibili sul
mercato, valutando per ognuno le caratteristiche fondamentali;
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evidenziare una serie di esempi di sistemi
pensati e realizzati esplicitamente per persone con disabilità;
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fornire un quadro dell'impegno della comunità
europea per lo sviluppo e l'incentivazione alla realizzazione di nuove
tecnologie e prodotti per la casa intelligente, realizzati con
cooperazioni internazionali.
Un
sistema HS risulta composto da più componenti, fra cui si può generalmente
individuare:
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l'interfaccia utente, e cioè lo strumento
utilizzato dall'utente per operare il controllo, di cui più ampiamente si
parlerà nei capitoli 7 e 9;
-
la rete di distribuzione dei comandi di
attuazione, che svolge la funzione di codifica e trasporto dei comandi.
L'ordine ricevuto viene trasformato in un segnale elettrico secondo una
precisa codifica, trasportato sulla linea ed infine interpretato dall'attuatore;
-
i sensori e gli attuatori, cioè dispositivi
che, interfacciati alla rete, raccolgono i segnali provenienti dal sistema
o dall'ambiente e si comportano di conseguenza. In questa categoria
rientrano le centraline antiintrusione, i vari tipi di telefono, i sistemi
per la movimentazione delle porte, gli interruttori elettrici, e molte
altre periferiche "intelligenti" dell'appartamento;
-
l'unità intelligente di controllo, che può
essere localizzata in un punto o distribuita su diversi nodi intelligenti
di supervisione;
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l'unità di interfacciamento esterna, e cioè un
elemento (Gateway) per la connessione con le grosse reti di
telecomunicazioni esterne (linea telefonica, ITAPAC, ISDN, sistema Minitel
e simili).
Mentre la fig. 5.1.1-1 illustra
pittoricamente il concetto, la tab.
5.1.1-1 dettaglia le macrofunzioni del sistema, specificando i servizi
offerti ed il tipo di azione richiesta all'utente per l'azionamento [rif.
Relazione su "La casa del futuro", Prof. Daniele Fabrizi, Milano
28/29 Ottobre 1987, Domotronica - La casa del futuro]. Le funzioni della casa
intelligente possono agevolmente essere descritte in riferimento ad ogni
particolare ambiente. A titolo di esempio, si può pensare per l'ingresso:
-
videocitofono con messaggio prememorizzato e
funzione di segreteria
-
comunicazione delle immagini su tutti i
terminali video della casa
-
controllo remoto dell'apertura delle porte
-
tessera magnetica o codice di accesso
-
sistema antiintrusione
-
sistema di illuminazione gestito con l'azione
combinata dell'apertura delle porte e della misura dell'intensità
luminosa esterna
per il soggiorno:
-
presenza del supervisore centrale, nel caso ne
esista uno fisicamente identificabile
-
dispositivi per la comunicazione (controllo di
impianti hi-fi, televisione, sistemi multimediali)
per la camera dei bambini:
-
sensori per la rilevazione dei movimenti
-
dispositivi di allarme attivati dalla prossimità
dei bambini ad oggetti pericolosi (vetri, ecc.);
-
segnalatori di finestra aperta
-
diffusori acustici
-
microfoni "notturni" per la
sorveglianza a distanza.
e così via. D'altra parte, una
periferica nata per l'utilizzo in un'abitazione servoassistita presume la
disponibilità di funzioni avanzate, che si affidano alla centralizzazione del
sistema di comando. Ad esempio, un frigorifero potrebbe fornire, oltre alle
funzioni standard, anche i servizi seguenti:
-
la possibilità di interfacciamento con un
microprocessore esterno;
-
la possibilità di regolazione automatica;
-
l'autodiagnostica, in modo da rendere tempestiva
l'assistenza tecnica;
-
la possibilità di regolazione differenziata
della temperatura del congelatore.
La fig.
5.1.1-2, tratta dalla rivista francese Domotique (la più accreditata e
documentata nel campo dell'automazione domestica) rappresenta un esempio di
implementazione dei principali controlli, da quelli essenziali (quali la
regolazione degli accessi e il controllo antincendio) fino a quelli
"superflui" (quali il controllo della posizione del letto, la
regolazione dell'orientamento del televisore, e così via) [rif. DOMOTIQUE
Magazine, N.9 Dec 92]. Criteri per la classificazione
Individuare un criterio unico di classificazione è impossibile, giacché
esistono numerosi parametri che possono essere considerati a tal scopo, non
ultimo il costo di realizzazione e manutenzione. Tuttavia, i tre criteri più
convenienti sono
-
il tipo di funzioni offerte;
-
il tipo di supporto fisico utilizzato per la
comunicazione
-
il tipo di bus implementato.
Il tipo di funzioni implementate
costituisce un criterio valido di classificazione perché solo una
trascurabile minoranza dei sistemi HS risultano essere polifunzionali. La
maggior parte di tali sistemi è infatti dedicato ad alcune funzioni
specifiche, come ad esempio il controllo degli accessi, la regolazione
climatica, la telesorveglianza e la sicurezza medica. È ovvio che
tale circostanza crea immediatamente problemi di compatibilità tra sistemi
monofunzionali di produttori diversi. A volte il nucleo iniziale di tali
realizzazioni ammette una serie di opzioni aggiuntive per l'espansione, che
tuttavia raramente presenta la flessibilità dei sistemi multifunzionali veri
e propri. Il tipo di supporto fisico utilizzato è quello che secondo le
specifiche OSI (Open System Interconnect) della ISO (International Standard
Organization) realizza il 'phisical link layer' (livello 1 del modello
generale) [rif. "Handbook of Lan Specification", Paul J. Fortier,
Intertext Mc Graw Hill]. Tra i possibili supporti fisici sono da citare i
seguenti [rif. Home System Specifications, Cap. 2]:
-
doppino, da suddividere ulteriormente nelle tre
categorie
-
per il supporto energetico (power line)
-
per la distribuzione di segnale in bassa
tensione
-
per la comunicazione promiscua (sistemi ad onde
convogliate, elettronica di potenza + comunicazione modulata sulla
portante).(Tale tipo di supporto, che risulta particolarmente adatto nel
caso di limitato numero di stazioni e di comunicazioni con buona
tolleranza ai rumori presenti nell'ambiente, è adatta per il controllo di
utenze elettriche e la trasmissione di dati a bassa velocità (per esempio
nella comunicazione su linea seriale);
-
cavo coassiale, su cui si possono ottenere
trasmissioni di segnali a frequenze relativamente elevate (fino a 9600
bit/s secondo lo standard ISO). Il supporto risulta particolarmente
indicato per la propagazione di segnali audio e video;
-
trasmissione via etere, da suddividere ancora
in:
-
radiofrequenza, che permette trasmissioni senza
limitazioni di stazioni riceventi;
-
infrarossi, sistema più diffuso a livello di
periferiche e più immune da disturbi, ma anche più sensibile a problemi
di direzionalità della trasmissione.
Per ciò che riguarda il tipo di bus
utilizzato per la comunicazione, esistono sul mercato numerose possibilità
offerte dalle aziende più importanti, tra cui i bus EIBUS, BATIBUS, HSS, S3B,
D2B, Spread Spectrum. Alle caratteristiche dei bus è dedicato spazio nel
paragrafo successivo, essendo questo uno dei nodi fondamentali rispetto alla
standardizzazione dei sistemi. Il tipo di bus utilizzato condiziona molto
spesso il tipo di trasmissione, che può essere dei tipi seguenti:
-
servizio non confermato (send and
pray), che prevede l'esclusivo indirizzo della SAP (Service Access Point -
punto di connessione del dispositivo posizionato sulla rete di
comunicazione) e non resta in attesa di alcuna conferma di ricezione del
comando né di attuazione di questo. Per aumentare l'affidabilità del
servizio si adotta generalmente una tecnica di 'ripetizione del comandò;
-
servizio con conferma del fornitore
(reliable datagram), nel quale l'unità centrale attende la risposta dal
periferico e, in mancanza di conferma entro un certo tempo di attesa
(time-out), dichiara perso il messaggio e lo rispedisce;
-
servizio con conferma affidata al
periferico, nel quale il dispositivo risponde in maniera intelligente,
indicando anche un'eventuale difficoltà di interpretazione del messaggio
appena ricevuto. Ciò rende potenzialmente più raffinate le procedure di
controllo ed offre la possibilità di autodiagnosi.
Come ultima considerazione, vale
quella per cui i sistemi possono essere anche considerati in relazione ad
aspetti più pratici, tra cui:
-
il costo (di installazione e
manutenzione): esso può variare anche più di due ordini di grandezza, e
cioè da poche centinaia di migliaia di lire, fino a diverse decine di
milioni;
-
la difficoltà di prima
installazione (alcuni sistemi possono essere installati senza dover
cablare alcun filo, mentre altri richiedono interventi pesanti
sull'appartamento);
-
la modularità, che in termini
molto pratici può essere valutata considerando il numero e la qualità
degli accessori che il sistema possiede rispetto al nucleo di base.

Standard e modalità
realizzative La crescita di sistemi sempre più complessi ha
evidenziato ben presto la necessità di identificare standard e modalità
realizzative comuni per tutti i produttori, nell'intento di ottenere una
migliore espansione del mercato. I vantaggi della standardizzazione nel campo
degli HS sono brevemente riassunti nella Tabella
5.2-1 [rif. Studio "DOMINO" Studi e ricerche per l'edilizia e
l'abitare S.r.l. - Milano]. La standardizzazione opera su due diversi piani,
uno fisico - realizzativo, l'altro logico.
-
Livello fisico: Riguarda
essenzialmente le dimensioni dei componenti, le norme di sicurezza da
rispettare, il tipo di rete utilizzata per la comunicazione (coassiale,
doppino, trasmissione via etere). Sono (o dovrebbero essere) coperti da
specifiche standard alcuni componenti quali i cavi di distribuzione
dell'energia (sezione del conduttore, spessore dell'isolante, lunghezza,
colori), gli impianti ad incasso (dimensioni delle scatole e delle
canaline), gli impianti videocitofonici (numero e colore dei cavi,
caratteristiche della comunicazione digitale o analogica), gli impianti
telefonici (tipo di comunicazione, tipo degli apparecchi installati,
modalità di distribuzione delle prese nei vani), e così via.
-
Livello logico: Definisce il
supporto software implementato, i protocolli utilizzati, le procedure di
autodiagnosi e le codifiche dei messaggi.
Molte industrie hanno sviluppato BUS di
comunicazione; tuttavia, il risultato è spesso quello di uno standard
proprietario monomediale, prodotto per l'uso esclusivo dell'industria
originatrice (v. in seguito i casi del D2B e dello Spread Spectrum). Nei
paragrafi che seguono è fornito un sintetico quadro dello sviluppo storico
delle diverse modalità di comunicazione fra i sistemi dotati di intelligenza
centralizzata o distribuita, ed un elenco contenente le caratteristiche
tecniche dei principali BUS utilizzati e conosciuti a livello internazionale.

L' evoluzione dei BUS per
la comunicazione Lo sviluppo dei bus di comunicazione
complessi procede in parallelo allo sviluppo dei sistemi di comunicazione tipo
LAN (Local Area Network), e basati sulle più recenti acquisizioni
dell'informatica distribuita. La Philips, negli anni '70, intraprende lo
sviluppo di un protocollo di comunicazione multifunzionale detto D2B (Domestic
Digital Bus), che cresce rapidamente grazie all'alleanza con industrie
giapponesi del settore. Il sistema, che fornisce numerose funzioni (audio,
video, sicurezza e telecomunicazione), conta su una relativa semplicità di
installazione. D2B è un cluster bus network, esso cioè connette un gruppo di
componenti atti a svolgere servizi omogenei (dello stesso tipo) o collocati
fisicamente l'uno in prossimità dell'altro [rif. Documentazione Studio
"DOMINO"]. La Echelon è responsabile dello sviluppo dello Spread
Spectrum, un sistema misto che è realizzato sfruttando sinergie tra la
trasmissione via etere (infrarossi) e quella tramite power line (onde
convogliate). L'unione dei due mezzi trasmissivi, complementari sotto diversi
punti di vista, realizza un'ottima economia realizzativa ed un'apprezzabile
immunità ai disturbi magnetoelettrici. La tecnica su cui lo standard si basa
è quella di ampliare ('to spread') lo spettro di frequenze comunemente
utilizzato: le informazioni vengono inviate contemporaneamente su un insieme
di frequenze portanti, in modo che l'intervento di un disturbo ad una
determinata frequenza provochi l'eliminazione di quella portante ma non la
perdita dell'informazione, che viene recuperata sulle portanti residue [rif.
Documentazione Studio "DOMINO"]. Lo Spread Spectrum è da molti anni
utilizzato in ambito militare, ma recentemente la tecnologia ha raggiunto
livelli di economicità accettabili per poter essere applicata anche in ambito
domestico. L'americana EIA (Elettronic Industries Association) ha sviluppato
il CEBus (Conusumer Elettronic Bus), uno standard integrato multimediale per
sistemi HS. Lo standard, che si propone di dar vita ad un'architettura aperta
rispetto a dispositivi di produttori diversi, è particolarmente flessibile,
affidabile e di elevata modularità. La gestione dell'informazione è lasciata
alle interfacce poste a bordo dei dispositivi, che devono pertanto essere
dotati di intelligenza propria sufficiente ad analizzare i segnali trasmessi
in rete. Svantaggio notevole del sistema è la difficile espandibilità verso
reti di maggiore complessità (operanti a livello di edificio) [rif.
Documentazione Studio "DOMINO"]. In Giappone l'esperienza della NTT
(Nippon Telephone and Telegraph) e della KEC (Kansi Industry Development
Center) si indirizza verso l'ottimizzazione degli spazi abitativi, più che
verso il controllo e la gestione della casa (viste anche le dimensioni medie
delle abitazioni). Dalle due industrie citate viene perciò concepito il bus
HBS (Home Bus System), basato su un supporto fisico costituito da un doppino
telefonico e un cavo coassiale, e da una architettura logica costituita da un
HBC (Home Bus Controller, con compiti di gestione delle informazioni,
supervisione e controllo) e da una NT (Network Termination, incaricata dello
scambio delle informazioni con l'esterno) [rif. Documentazione Studio
"DOMINO"]. Il sistema centrale così definito può poi essere
integrato da bus di livello inferiore (locale) funzionanti ad onde convogliate
o ad infrarossi. E' interessante notare che la NEC si è mostrata disponibile
a rendere interfacciabile il protocollo HBS con lo standard Spread Spectrum
della Echelon.

Il bus BATIBUS
Il club BATIBUS è un consorzio di industrie produttrici di componenti base
essenziali per HS, quali sensori antiintrusione, automatismi per infissi,
sistemi videocitofonici e simili, che hanno sviluppato il bus in questione per
poter rendere compatibili i vari dispositivi (fig.
5.2.2-1). Tutti i sensori connessi sulla rete BATIBUS sono in grado di
comunicare fra loro in modo trasparente, vale a dire ignorando la presenza di
un centro di calcolo più complesso. La comunicazione fra questi dispositivi
è già completa, risultando composta da dati e comandi di attuazione. La
presenza di un calcolatore e di un centro di controllo, costituito dai livelli
1, 2 e 3, è indispensabile per garantire le seguenti funzioni:
-
gestire una strategia di supervisione disponendo
di una visione complessiva dello stato del sistema;
-
operare un monitoraggio costante e centralizzato
dei dati forniti dagli attuatori e dai rilevatori distribuiti
nell'abitazione;
-
gestire la diagnostica e prevedere un servizio
di teleassistenza degli stessi componenti.
BATIBUS utilizza come supporto fisico
un doppino telefonico attorcigliato, eventualmente schermato (se passante in
prossimità dei cavi elettrici di potenza), alimentato ad una tensione
continua di 15 V +/- 10% (tensione di sicurezza in base alle norme CEI 64-8),
ed inserito in opportune canaline (la cui lunghezza massima può variare in
relazione alla dimensione del cavo stesso, fino ad un massimo di 3000 m su una
sezione di 2.5 mm2). Al bus possono essere connessi 75 attuatori e sensori
telealimentati, che cioè traggono l'energia per il funzionamento dalla rete
stessa, e fino a 1000 dispositivi alimentati da una fonte di energia
ausiliaria. Il tipo di comunicazione è differenziato in base al tipo di
dispositivo che produce o riceve l'informazione e alla complessità dei dati
scambiati. La diffusione dell'informazione può avvenire secondo gli schemi
riportati in fig.
5.2.2- 2, con netta preferenza per lo schema "filare". La
comunicazione fisica avviene inserendo sulla rete un segnale elettrico
costituito da treni di bit che rappresentano le parole scambiate tra i diversi
componenti. Ciascun componente, costantemente in ascolto, decifra
continuamente la parte iniziale dei messaggi, ove è contenuto l'indirizzo del
messaggio stesso. Il componente preleva solo i messaggi di propria competenza
ed esegue l'azione richiesta. E' possibile sia l' indirizzamento di messaggi
punto-punto che per gruppi di dispositivi (fig.
5.2.2-3). Essendo il sistema realmente modulare, non esiste alcuna
difficoltà ad installare inizialmente un sistema ridotto, per poi ampliarlo
in relazione alle necessità ed alle disponibilità economiche dell'utente.
Sono attualmente disponibili le seguenti funzioni:
-
controllo degli accessi, sistemi di allarme
-
monitoraggio degli accessi impiantistica
citofonica
-
controllo utenze elettriche differenziate
-
monitoraggio per la presenza/assenza della
persona all'interno dell'ambiente
-
controllo della temperatura
-
controllo della funzionalità di sistemi
elettrici e termoconduttivi
Le figure 5.2.2-4
, 5.2.2-5 ,
5.2.2-6 , 5.2.2-7
e 5.2.2-8 illustrano
alcune caratteristiche del bus e riportano la piantina di un appartamento
allestito con periferiche collegate tramite BATIBUS.

Il bus EIBUS
Un secondo significativo esempio di bus di comunicazione e controllo è
costituito da EIBUS, prodotto francese che rappresenta uno dei primi tentativi
di costituire uno standard di protocollo modulare. I principi su cui si basa
tale protocollo non si discostano eccessivamente da quelli già identificati
per il club BATIBUS, specialmente per ciò che riguarda la suddivisione in
classi delle periferiche (che condiziona la tipologia dei comandi scambiati
sulla rete). La differenza fondamentale rispetto allo standard BATIBUS è che
uno stesso elemento può appartenere contemporaneamente a due gruppi distinti,
il primo identificato secondo la funzione svolta, l'altro secondo la
collocazione nell'appartamento. Ciò fornisce ad EIBUS un'ottima flessibilità
in fase di configurazione ed invio dei comandi [rif. BILAN Domotique]. EIBUS
risponde alle specifiche HSS di Esprit project 2431 (v. anche paragrafo
successivo) ed è conforme alle norme CENELEC. Il rapporto esistente fra
questo standard e le norme indicate dalle HSS può essere chiarito dallo
schema indicato nella fig.
5.2.3-1 [rif. BILAN Domotique]. Come mostrato nello schema la zona 2
(costituente l'intersezione fra le specifiche HSS e lo standard implementato
in EIBUS) risponde bene alle esigenze del controllo domestico, ma non consente
la gestione delle comunicazioni per mezzi audiovisivi. Viceversa, EIBUS
risulta particolarmente adatto alla realizzazione di sistemi di controllo in
aree molto estese, a causa dell'elevato numero di componenti che possono
essere connessi sulla linea. L'implementazione di EIBUS in un'abitazione rende
disponibili le seguenti modalità di comando:
-
attuazione locale (possibilità di impartire il
comando manualmente da una postazione prossima all'attuatore);
-
attuazione della funzione su comando di un
dispositivo adiacente (come il riconoscimento di presenza con conseguente
accensione delle luci);
-
gestione delle funzioni tramite intelligenza
centralizzata (possibilità di eseguire funzioni complesse gestite da un
programma software).
Le funzionalità esposte sono
schematicamente esposte nella figura
5.2.3-2. Come si deduce dalla figura, un doppino telefonico doppio, su cui
passano rispettivamente l'alimentazione per i dispositivi e i segnali per i
comandi, rappresenta il supporto fisico del bus. Una serie di ripetitori
collegati sulla linea consente la moltiplicazione del grappolo di dispositivi
connessi: ciascun amplificatore di linea permette infatti la connessione di 64
dispositivi comprendenti switches, attuatori e sensori (con limite massimo di
256*12 = 3072 dispositivi, fig.
5.2.3-3). Per gestire un comando è necessario formulare l'indirizzo con
in testa il ramo destinazione, l'ordine sul ramo ed infine il comando vero e
proprio. Quest'ultimo può a sua volta essere costituito anche da una macro,
cioè un insieme di comandi impartiti con un solo ordine e formanti una
sequenza complessa. La struttura, rigidamente ad albero, risulta di fatto un
limite del bus, non sempre compensato dalla semplicità di installazione dei
dispositivi stessi. È un grosso pregio, invece, la possibilità di
controllare in parallelo i vari dispositivi manualmente. La fig.
5.2.3-4 fornisce un esempio schematico di installazione di un sistema
EIBUS.

Esprit II (prg. 2431)
Al fine di fornire uno standard comune per lo sviluppo di nuove tecnologie
Home Systems è stato varato nel 1984 il programma decennale Esprit (European
Strategy Programme for Reserc & Development in Information Tecnologies),
che ha concluso la sua prima fase nel 1988. Tale forma di cooperazione in
ambito europeo, che nasce dal precedente studio per l'integrazione EUREKA [rif.
ESPRIT RESUT AND PROGRESS 91/92, Commission of the European Communities (DG
XIII)], presenta i seguenti obbiettivi:
-
fornire all'industria europea le tecnologie di
base necessarie per affrontare competitivamente il mercato internazionale
nei seguenti settori:
-
microelettronica
-
tecnologie del software
-
trattamento avanzato dell'informazione
-
sistemi di automazione per l'ufficio e
fabbriche,
offrendo uno standard di integrazione
dei sistemi esistenti sul mercato attraverso la redazione di una norma
tecnologica;
-
studio dell'impatto sull'utente dei nuovi
sistemi e, sulla base di questo, analisi della rispondenza delle
specifiche implementate nei diversi casi (cfr. paragrafo 5.6.2);
-
promozione della cooperazione tra industrie,
centri di ricerca e università degli stati membri nel campo delle
tecnologie avanzate e, a partire dalla seconda fase, coinvolgimento dell'EFTA
(Associazione Europea del libero scambio).
Oltre a rappresentare un programma per
lo sviluppo delle tecnologie e per l'incremento delle strategie comunitarie,
il programma Esprit costituisce anche un banco di prova per lo sviluppo della
cooperazione fra enti di ricerca ed industrie europee [rif. ESPRIT RESUT AND
PROGRESS 91/92, Commission of the European Communities (DG XIII)]. La seconda
fase di Esprit (1989-1994) segna il passaggio ad una fase precompetitiva,
ponendo maggior enfasi su alcuni aspetti quali:
-
la natura industriale dei progetti;
-
la capacità industriale di produrre elettronica
di controllo (circuiti microelettronici integrati, fondamentalmente da
parte dei gruppi SGS, Thomson e Philips);
-
le tecnologie per il trattamento
dell'informazione;
-
l'integrazione dei sistemi;
-
la creazione di un polo per la formazione di
ricercatori nel settore.
Lo schema tipo dello sviluppo di un
progetto Esprit si basa sui seguenti punti:
-
rispondenza alle HS Specifications (che, già
dalla prima parte del progetto, costituiscono un riferimento di
fondamentale importanza per la progettazione e la prototipazione di
sistemi per la casa intelligente);
-
supporto di nuovi componenti elettronici;
-
sviluppo di nuove tecnologie di trasferimento
delle informazioni;
-
sviluppo di nuovi pacchetti software;
-
test, collaudo e certificazione dei prototipi
ingegnerizzati.

Analisi dell' esistente Nel
seguito sono brevemente illustrate le caratteristiche di alcuni sistemi
rappresentativi del mercato. La scelta non è stata fatta con il criterio di
riportare la maggior parte dell'esistente, quanto piuttosto con l'intento di
fornire quanto serve a farsi un'idea di massima del vastissimo panorama di
prodotti e produttori ad oggi operanti nel settore. Tutti i prodotti riportati
nel seguito, ed abbondantemente presenti sulle riviste specializzate, sono di
fatto scarsamente diffusi sia per il costo ancora elevato che per la difficoltà
di adattarsi a situazioni architettoniche esistenti. Dal punto di vista della
classificazione merceologica è necessario fornire una distinzione
macroscopica (molto diffusa tra gli operatori internazionali del settore) che
vede suddivisi i prodotti in sistemi collettivi ed individuali. Molto
pragmaticamente, i sistemi collettivi (tab.
5.3-1) coincidono con i prodotti destinati alla building automation, e
quindi dedicati al controllo di funzionalità dell'intero palazzo / centro
abitativo, con particolare enfasi alla comunicazione fra i diversi
appartamenti e con l'esterno (esempio tipico, a tal proposito, è costituito
dai sistemi di commutazione privata). In genere, sistemi di tal genere sono
rivolti all'industria e al terziario, più che a privati. I sistemi
individuali (tab.
5.3-2) sono invece pensati per migliorare l'abitabilità ed il comfort dei
singoli appartamenti (integrando il controllo di più funzioni) e all'interfacciamento
con l'ambiente esterno (per cui essi sono più interessanti dal punto di vista
del presente studio). Le tabelle citate (insieme alla tab.
5.3-3) riassumono le caratteristiche fondamentali dei principali prodotti
distribuiti attualmente sul mercato internazionale. Nel seguito, i prodotti
citati sono brevemente esaminati seguendo una suddivisione fatta in base alla
loro funzionalità principale.

Sistemi per il controllo
energetico Rientrano in questa categoria i sistemi che
gestiscono il controllo climatico ed energetico. Il controllo del sistema può
avvenire in base a comandi diretti (manuali)
-
telefonici (per esempio via Minitel)
-
temporizzati
-
infrarossi (tramite un opportuno telecomando).
I sistemi in questione consentono,
generalmente, di regolare l'attivazione delle periferiche di potenza durante
le ore del giorno in cui è massima l'efficienza globale (minore costo
dell'energia, maggiore richiesta da parte dell'utente). Prodotto Batibus Isis
[rif. BILAN Domotique e Domotique Magazine]. ProduttoreEDF (Elettricitè de
France) e Merlin Gerin Descrizione Costituisce un supporto fisico per la
gestione centralizzata del riscaldamento elettrico ed il coordinamento delle
altre funzioni svolte dagli elettrodomestici, quali l'ottimizzazione del
consumo energetico, il controllo degli accessi ed il rilevamento della
presenza in vita. Realizzazione tecnica Le funzioni sono gestite con l'ausilio
di un triplice supporto fisico, rappresentato da onde convogliate, onde radio,
e raggi infrarossi. Il sistema è costituito da una intelligenza centrale e da
un numero di attuatori e sensori distribuiti nell'abitazione. Il supporto per
la comunicazione fra i dispositivi è garantito da un cavo elettrico di
sezione 0,6 mm2. La lunghezza massima dei dispositivi dalla centrale è di 200
m, mentre i segnali possono essere distribuiti su una rete di una lunghezza
complessiva di 1500 m. Il sistema è interamente realizzato secondo le
specifiche del club Batibus, ed è quindi interfacciabile con qualsiasi
dispositivo prodotto in ottemperanza a tali specifiche. E' predisposto inoltre
per la comunicazione con l'esterno utilizzando la linea telefonica
tradizionale. V. figure 5.3.1-1,
5.3.1-2, 5.3.1-3
e 5.3.1-4,
[rif. BILAN Domotique e Domotique Magazine]. Prodotto DOMESTEL [rif. BILAN
Domotique e Domotique Magazine]. Produttore Legrand Descrizione Sistema per il
risparmio energetico. In base al coordinamento di MINITEL ottimizza il consumo
elettrico delle utenze elettriche azionandole nelle fasce orarie a costo
ridotto. Realizzazione tecnica E' dotato di tre diversi supporti per la
comunicazione: radiofrequenza, infrarossi ed onde convogliate Prezzo
(indicativo) 5000 FF Prodotto FIRMIN [rif. BILAN Domotique e Domotique
Magazine]. Produttore Apollo Descrizione Sistema per il telecontrollo delle
utenze elettriche a partire da comandi gestiti con il supporto fisico offerto
dalla linea telefonica. Realizzazione tecnica Il sistema comprende una scatola
installata sulla presa telefonica principale, e sulla linea elettrica per il
controllo dei dispositivi attraverso un sistema di onde convogliate. Tale
sistema consente il controllo di 5 utenze elettriche di potenza (controllo di
tipo ON/OFF); gli attuatori non sono forniti nel pacchetto. E' fornito inoltre
un telecomando portatile per la codifica degli ordini da parte dell'utente su
linea telefonica, in modo da evitare intrusioni sul sistema di controllo
ambientale. Prezzo (indicativo) 2500 - 3450 FF Prodotto DOMOCONTROL [rif.
BILAN Domotique e Domotique Magazine]. Produttore Flash - Vedette Descrizione
E' un sistema per il controllo delle funzioni domestiche via telefono.
Realizzazione tecnica Il sistema (fig. 5.3.1-5)
offre i seguenti controlli:
-
riscaldamento elettrico
-
rilevazione intrusione
-
centrale di gestione
-
interfaccia telefonica
E' disponibile in 4 modelli, ciascuno
componibile con gli altri moduli:
-
Domocontrol 100: centrale di programmazione e
comando
-
Domocontrol 110: gestione delle utenze di
potenza
-
Domocontrol 120: CAD sistema per il controllo a
distanza con qualsiasi telefono
-
Domocontrol 130: gestione dei sensori di
presenza e per il monitoraggio degli accessi
Prodotto NESTOR II [rif. BILAN
Domotique e Domotique Magazine]. Produttore S3EB Descrizione Gestisce il
controllo delle utenze elettriche ed il monitoraggio degli accessi con
interfaccia MINITEL. Realizzazione tecnica Su supporto fisico offerto dalla
linea telefonica vengono svolte le seguenti funzioni di controllo e
monitoraggio dell'ambiente domestico:
-
controllo della temperatura
-
controllo degli accessi
-
rilevamento presenza in vita
-
gestione allarmi tecnici
-
comunicazione
Sono compresi nell'installazione
sensori di temperatura, sensori volumetrici, suonerie, sirene, apparati per la
sintesi vocale (v. figure 5.3.1-6
e 5.3.1-7).
La centrale di Nestor è costituita da un processore tipo Z80. Prodotto
DOMITEL [rif. BILAN Domotique e Domotique Magazine]. Produttore Domelec
Descrizione E'' un sistema adatto per l'ambito domestico e la piccola
industria, facile da installare e da utilizzare, basato interamente su
terminali utente Minitel. Realizzazione tecnica Funzioni implementate:
-
regolazione del riscaldamento elettrico
attraverso la programmazione su tre fasce orarie
-
centrale di allarme contro i pericoli d'incendio
-
gestore delle telefonate in ingresso (può
infatti rispondere alle telefonate ed accettare i comandi impartiti)
-
dispositivo di controllo a distanza basato su un
computer dedicato al monitoraggio dei consumi energetici, telefonici e
dell'acqua.
Il cablaggio è fatto su una line a
tre fili e la centralina è costituita da un terminale MINITEL o da un
emulatore di questo (PC interfacciato con un'opportuna scheda telefonica).
Prezzo (indicativo) della centralina 6200 FF dell'installazione completa 15000
- 25000 FF Prodotto MAJORDOME [rif. BILAN Domotique e Domotique Magazine].
Produttore Pea System Descrizione Sistema multifunzionale, interfacciabile
attraverso Minitel per il controllo a distanza e l'ottimizzazione del consumo
energetico. Realizzazione tecnica Le funzioni disponibili sono le seguenti:
-
ottimizzazione del consumo energetico
-
gestione a distanza del riscaldamento
-
sorveglianza antiintrusione ed esistenza in vita
Prodotto SYNFORIC [rif. BILAN Domotique
e Domotique Magazine]. Produttore Synforic Descrizione E' costituito da una
centrale che svolge compiti programmabili per la distribuzione del
riscaldamento in 6 diversi locali dell'appartamento, ed è dotata di
un'interfaccia di monitoraggio dei consumi energetici (fig. 5.3.1-8).
L'ultimo modello integra nel dispositivo un display a cristalli liquidi per l'interfacciamento
con sistemi videocitofonici presenti nello stabile. Realizzazione tecnica Il
sistema offre le seguenti funzioni: regolazione del riscaldamento
telerilevamento dei consumi (elettricità, acqua, telefono) allarmi
antiintrusione E' possibile interfacciarsi per il comando a distanza in
ambiente Minitel. Sono inoltre disponibili centrali cui collegarsi per il
monitoraggio medico. Prodotto DOMOBOX [rif. BILAN Domotique e Domotique
Magazine]. Produttore Cesame Descrizione Sistema multifunzionale per il
controllo ambientale costituito da una intelligenza centrale raccolta
all'interno di una scatola posta in un ambiente domestico (fig. 5.3.1-9).
Realizzazione tecnica Sono disponibili le seguenti funzioni:
-
regolazione del riscaldamento per ciascun vano
-
programmazione della temperatura per giorno, per
ora e per vano
-
monitoraggio dei consumi del riscaldamento, e di
acqua calda e fredda
-
estensione del monitoraggio all'energia
elettrica e al telefono
-
cellula per allarme antiintrusione inserita
all'interno dell'apparato centrale stesso
-
gestione degli allarmi tecnici
-
gestione dei messaggi di diagnostica dell'intero
apparato monitorato
-
funzioni di teleassistenza, telesorveglianza,
telesoccorso

Sistemi per la
comunicazione In questa categoria rientrano quei sistemi in
cui si può identificare come funzione principale la gestione della
comunicazione ed il controllo remoto dei dispositivi domestici. Prodotto
ALTEGE [rif. BILAN Domotique e Domotique Magazine]. Produttore Surtec Alcatel
Descrizione Sistema per la sorveglianza domestica, basato su supporto
costituito da linea telefonica, con funzioni di controllo domestico,
monitoraggio degli ingressi, rilevamento della presenza, azionamenti
temporizzati, comandi tramite linea telefonica, supporto per teleconferenze.
Realizzazione tecnica Il sistema (fig.
5.3.2-1) utilizza i supporti offerti dalla linea telefonica e dalla rete
elettrica. L'interfaccia di controllo, che usa le onde convogliate, segue lo
standard utilizzato dalla Legrand su specifiche Batibus. Prezzo (indicativo)
25000 - 30000 FF Prodotto DOMISSIMO [rif. BILAN Domotique e Domotique
Magazine]. Produttore TEFAL Descrizione Il sistema (fig. 5.3.2-2)
ha la forma di un comune telefono, facile da installare e di aspetto
gradevole. Le sue funzionalità sono sommariamente le seguenti:
-
regolazione della temperatura in 4 diversi
ambienti
-
controllo degli accessi
-
rilevamento di presenza in vita
-
gestione degli allarmi tecnici
-
controllo di utenze elettriche di potenza
-
funzione di sintesi vocale
-
interfaccia telefonica per il controllo
integrale delle varie funzioni
Realizzazione tecnica Il sistema
multifunzionale TEFAL è realizzato intorno ad un componente a microprocessore
costituente l'intelligenza centralizzata del sistema. Tale componente registra
continuamente in una memoria di massa lo stato complessivo dell'ambiente. Come
supporti fisici sono utilizzati la linea telefonica, le radiofrequenze e le
onde convogliate (che trovano corrispondenza nella suddivisione modulare
dell'apparecchio visibile dalla figura). Prezzo (indicativo) 10000 FF Prodotto
TIPI [rif. Materiale illustrativo di libera circolazione del sistema TIPI].
Produttore SILD Descrizione È un prodotto che si pone al limite fra
home e building automation, offrendo un sistema per il controllo dell'intero
immobile e la distribuzione dell'informazione all'interno dei singoli
appartamenti. Realizzazione tecnica Un modulo centrale provvede alla gestione
di più funzioni, tra le quali:
-
il controllo degli apparati condominiali
(ascensore, caldaia, funzioni videocitofoniche);
-
il controllo della temperatura nei singoli
appartamenti;
-
la telesorveglianza dei singoli inquilini;
-
la sorveglianza antiintrusione di aree private e
comuni.

Sistemi per il controllo
degli accessi In questi sistemi la funzione principale è la
sorveglianza degli accessi contro i tentativi di effrazione o comunque di
violazione della privacy domestica. Prodotto IDT 50 & 80 [rif. BILAN
Domotique e Domotique Magazine]. Produttore IDT Descrizione Il sistema è
costituito da una rete dotata di due centraline di controllo connesse alla
linea telefonica e compatibile con il MINITEL. In particolare, IDT assicura il
rilevamento di intrusioni e il monitoraggio della presenza / assenza
all'interno dell'ambiente, con uso del telefono per gestire le emergenze. La
diversità di prezzo fra le due versioni è giustificata dal numero delle
funzioni implementate. Prezzo (indicativo) IDT 50: 4000 - 6000 FF IDT 80: 6000
- 10000 FF Prodotto DIGICOM 100 [rif. BILAN Domotique e Domotique Magazine].
Produttore Handycom Descrizione È un sistema multifunzionale
costituito da una motherboard su cui trova alloggiamento una tastiera per la
programmazione ed un visore LCD. La funzione principale è costituita dal
controllo degli accessi, ma sono disponibili anche funzioni di controllo
energetico. Realizzazione tecnica Il sistema è interfacciabile ad una linea
telefonica ed utilizza per la comunicazione all'interno dell'ambiente un
supporto fisico costituito da un sistema ad onde convogliate. Una serie di
periferiche (attuatori, sensori, sonde, radioricevitori) sono disponibili sul
mercato come accessori. Prezzo della centrale 12000 FF dei dispositivi
distribuiti circa 900 FF Prodotto DISCOFONE 1000 [rif. BILAN Domotique e
Domotique Magazine]. Produttore Discofone Descrizione Costituisce un esempio
di sistema centralizzato, che fornisce una serie notevole di funzioni di
controllo quando connesso con le opportune periferiche accessorie.
Realizzazione tecnica Le funzioni realizzate sono in numero notevole. Tra
queste:
-
la gestione degli allarmi tecnici;
-
la sorveglianza all'interno dell'appartamento;
-
il controllo degli accessi;
-
la gestione delle funzioni telefoniche ed
interfoniche.
Prodotto PERFORMER 2000 [rif. BILAN
Domotique e Domotique Magazine]. Produttore Delta Dore Energie Descrizione
È un sistema multifunzionale per la gestione dell'ambiente ed il
controllo delle funzioni a distanza, essendo interfacciabile a Minitel, tutto
svolto su linea telefonica. Le principali funzioni implementate sono:
-
sicurezza antiintrusione
-
gestione del riscaldamento e della
climatizzazione
-
controllo utenze elettrocomandate
-
gestione di allarmi tecnici
Realizzazione tecnica Il sistema (fig.
5.3.3-1) si compone di 3 unità logiche: l'intelligenza centrale, le
centraline di comando e gli attuatori periferici. Il funzionamento si basa su
una rete di comunicazione per il controllo ed il comando in bassissima
tensione su un BUS B3D (Bus DElta Dore Domotique).

Componenti ad onde
convogliate Per le sue particolari caratteristiche di
economia, facilità d'installazione e modularità, il supporto fisico
"power line" (cioè quello comunemente detto "onde
convogliate") merita un paragrafo a parte. Il sistema più diffuso è
rappresentato dal consolidato modulo X10, costituito da un sistema centrale e
più dispositivi di attuazione distribuiti all'interno dell'abitazione ed in
grado di svolgere numerose funzioni. Il sistema centrale può essere gestito
sia in maniera autonoma, con timer e telecomandi ad infrarossi, sia tramite
interfaccia RS-232 verso un comunissimo PC tipo IBM compatibile o Apple
McIntosh (v. dettagli nel capitolo 8). Tutte le funzioni possono essere
programmate in modo periodico o saltuario su un orizzonte temporale
praticamente illimitato. Per motivi che saranno più chiari nel seguito, un
metodo particolarmente importante per il controllo di una centralina X-10 è
quello che fa uso di un telecomando ad infrarossi. Il segnale generato dal
remote control è catturato da un modulo installato sulla rete elettrica (che
funge da ricevitore di infrarossi e da trasmettitore di onde convogliate), il
quale provvede ad immetterlo sulla rete elettrica. Essendo il sistema
totalmente modulare, si può inserire un modulo di rilevazione di infrarossi
in ciascun vano dell'abitazione ed impartire i comandi da qualsiasi punto. Uno
di questi sistemi ( figure 5.3.4-1
e 5.3.4-2 )
è prodotto dall'americana NET CONNEXION, ed è disponibile su quasi tutti i
mercati europei (escluso quello italiano) ad un costo estremamente basso (con
circa 500 dollari si riesce ad installare un sistema ad onde convogliate per
il controllo ambientale estremamente soddisfacente). Un sistema più semplice,
ma di elevatissima flessibilità, è quello della X-10 Powerhouse (cfr.
capitolo 8, fig. 8.5.4-2), distribuito in Europa dalla Celtel Ltd (UK), che
consente il controllo tramite infrarossi di 16 moduli ad onde convogliate.
È interessante, a questo proposito, osservare che il telecomando
universale proposto per tale sistema (il FOX 400E) è capace di pilotare non
solo la centralina ma, previa rapidissima programmazione, anche la maggior
parte dei dispositivi infrarossi di uso più comune. Nella letteratura
francese, questi dispositivi vengono classificati come componenti per il CAD
(Controllo A Distanza), e rientrano in questa categoria tutti gli apparecchi
che possono svolgere tale tipo di controllo, tra cui telecomandi ad
infrarossi, interfacce telefoniche, componenti per la trasmissione in
radiofrequenza. Per finire è importante rilevare che - almeno nell'esperienza
americana - molti sistemi ad onde convogliate si sono sviluppati con una
logica "software oriented", cosa relativamente infrequente in questo
settore. In sostanza si è prima di tutto consolidato un nucleo di controllo
ambientale formato da poche periferiche controllate da un sistema centrale
dotato di software opportuno (Dynasty). La flessibilità del software, il suo
basso costo, e la semplicità di installazione del tutto hanno incoraggiato i
produttori ad accrescere il numero delle periferiche disponibili, per coprire
una fascia molto larga di applicazioni. Sotto questo aspetto, il software in
questione ha costituito una sorta di standard di fatto (a livello consumer),
che ha facilitato la progettazione e la diffusione di componenti di costo
assai limitato. In U.S.A. esistono cataloghi appositi di componenti 'compatible
with Dynasty', in grado di eseguire le più disparate funzioni di controllo
domestico, dal controllo degli accessi, alla gestione del telefono,
all'attivazione di utenze elettrocomandate, all'interazione con le periferiche
audio e video [rif. Catalogo Home Automation Laboratories, edizione 1992].
Sistemi polifunzionali basati sull'uso delle onde convogliate sono a volte
dotati di interfacce di azionamento alternative. Tipico esempio, a questo
proposito, il sistema Butler in a Box (Mastervoice), in grado di offrire una
serie notevole di funzioni con una buona affidabilità e per mezzo di
un'interfaccia a riconoscimento vocale (fig. 5.3.4-3).

Componenti per la gestione
della climatizzazione Sistemi per il controllo e la
regolazione della temperatura sono troppo diffusi per doverne discutere a
lungo. Basti qui ricordare che la tipologia è varia e dipende essenzialmente
dai parametri seguenti:
-
fluido utilizzato (acqua o aria);
-
dimensione dell'ambiente coperto (con una
grossolana suddivisione intorno a superfici di circa 100 metri quadri);
-
tipo di distribuzione (collettiva /
centralizzata o individuale / autonoma);
-
tipo di controllo operato (temporizzato o con
centraline di feedback).
L'interazione con la casa intelligente
può avvenire ai due livelli di: a. comando, che può essere reso remoto con
l'uso di un sistema di accesso ad infrarossi, un modem telefonico, un sistema
user friendly di azionamento; b. controllo, che può essere reso automatico
con raffinatezze proporzionali costo dell'impianto. Esempio tipico di sistema
di minima per la climatizzazione è il Telecomfort distribuito dalla SONOFOR
SARL. Si tratta di un componente monofunzionale il quale, interfacciato alla
linea telefonica standard, raccoglie input di comando impartiti da una
stazione remota che colloquia con il dispositivo utilizzando il Minitel. Il
componente (fig. 5.3.5-1)
è dotato di una sonda di temperatura, in grado di fornire il monitoraggio in
tempo reale della temperatura dell'ambiente di cui si esegue il controllo. Il
costo del componente si aggira intorno ai 1000 FF.

Componenti per la gestione
della climatizzazione È interessante fornire una
stima, sia pure molto indicativa, dei costi di installazione di sistemi per la
casa intelligente. A tal proposito si è scelto il caso di un'installazione
sperimentale eseguita nel Nord della Francia, presso Lille, dove un complesso
sistema di automazione domestica è stato installato in un'abitazione di 150
m2, disposti su due piani [rif. Domopress e Domotique Magazine]. Il sistema è
dotato delle seguenti funzionalità: a. gestione dell'energia, basato su una
centralina Varuna prodotta dalla Hestia (France), 7.588 FF, che provvede al
controllo del riscaldamento elettrico in tre diverse zone dell'abitazione
(zona giorno, zona notte e sala da bagno). La programmazione viene eseguita
secondo fasce orarie ed interagisce con i rilevatori di presenza al fine di
aumentare o diminuire la temperatura complessiva in tutta l'abitazione; b.
comunicazione, gestita per mezzo del Minitel (il quale fornisce adeguato
supporto sia alle funzioni di allarme in caso di emergenza, che a quelle di
risparmio energetico, attivando gli elettrodomestici nelle fasce orarie di
minor costo); c. protezione antiintrusione e controllo degli accessi, operante
su 4 diverse zone:
-
fascia perimetrale del primo piano, con
rilevatori di apertura di porte e finestre;
-
fascia perimetrale del secondo piano, con i
medesimi sensori;
-
volume interno complessivo (radar ad
infrarossi),
-
fascia perimetrale di un edificio separato
dall'abitazione e adibito a funzioni ausiliarie (garage, laboratorio, e
simili).
La sorveglianza video utilizza un
videocitofono ed un sistema di telecamere a circuito chiuso. L'allarme locale
è costituito da due sirene elettroniche ed un lampeggiatore. Il sistema è
dotato di diversi sensori (tra cui 1 rilevatore di fumi ed incendio, 4 sensori
di allagamento ed una sonda di temperatura) ed automatismi (sonde
crepuscolari, luci di cortesia, e simili). I costi di questa realizzazione,
riportati ai prezzi correnti dell'Agosto 1993, sono indicativamente i
seguenti: Materiali 23.338 FF Mano d'opera e avviamento 6.000 FF Cablaggi
1.100 FF Totale (I.V.A. esclusa) 30.438 FF I.V.A. (18,6%)(Fisco Francese)
36.100 FF e cioè circa 10 milioni di lire italiane.

Esistente Italiano
Pur essendo le industrie italiane pesantemente coinvolte all'interno di grossi
progetti europei, non esistono ad oggi - a parte poche eccezioni che
confermano la regola - sistemi integrati di progettazione e produzione
totalmente italiana. Tuttavia l'Italia dispone di notevoli risorse per quanto
riguarda i dispositivi monofunzionali. La relativa standardizzazione,
necessaria per l'integrazione in sistemi modulari più complessi, si può
ormai dire avviata, essendo i produttori di tali dispositivi coinvolti
all'interno di numerosi progetti Europei (ad esempio la Urmet aderisce a
Batibus e collabora per Esprit, la Elkron partecipa al programma CHIMENE di
Esprit, e così via). Nei paragrafi che seguono sono fornite alcune
informazioni generali sull'esistente tecnologico italiano.

Sistemi per il controllo
dell' accesso I prodotti più sofisticati ed efficaci presenti
sul mercato sono in gran parte orientati verso clienti "importanti"
o enti che hanno come utente finale l'industria, i grandi costruttori o, nel
caso di privati, l'edificio nel suo complesso: il livello "piccolo
appartamento", in cui trovano posto componenti di largo consumo, è
raramente considerato dalle aziende giacché, a fronte di un mercato molto
attraente, gli investimenti necessari sono enormi e la concorrenza agguerrita.
Il componente monofunzionale più diffuso nel campo del controllo dell'accesso
è l'impianto videocitofonico. Un tipico sistema della nuova generazione può
offrire le seguenti funzioni [rif. Catalogo 1993 della URMET di Torino]:
-
chiamata da posto esterno verso postazione
interna;
-
comunicazione fra utenti, impianto telefonico
interno;
-
funzione di prenotazione di chiamata;
-
funzione di centralino e di segreteria con
operatore (portineria), in grado di intercettare tutte le chiamate
dall'esterno verso l'interno;
-
conferenza, comunicazione multipla di più
utenti (massimo 4);
-
chiamata generale, se l'impianto citofonico è
collegato ad un sistema di altoparlanti;
-
apriporta per uno o più accessi;
-
apriporta con abilitazione a codice segreto.
Dall'analisi delle funzioni si nota che
il citofono diventa di fatto un sistema telefonico di commutazione privata, e
che quindi è rivolto tipicamente ad insediamenti complessi, condomini,
alberghi o più in generale ad "edifici" veri e propri.
L'architettura tipica è mostrata nella figura 5.4.1-1.
Telecamere con impianto a circuito chiuso (TVCC) sono facilmente reperibili
sul mercato (v. prodotti della ELKRON, azienda di grande importanza nel campo
della sicurezza e della telesorveglianza). I sistemi più diffusi utilizzano
telecamere con convertitore allo stato solido disponibili con diversi tipi di
obbiettivi, sia a fuoco fisso che variabile. Le TVCC offrono possibilità di
zoom che vanno dal grandangolo al teleobbiettivo per oggetti lontani. La
risoluzione offerta è molto elevata, e la trasmissione dalla camera al
monitor avviene generalmente con segnale non modulato e con una larghezza di
banda di circa 8 MHz. Il sistema offre diversi tipi di monitor e soluzioni
flessibili per la commutazione delle immagini in base alle esigenze del
cliente. Anche se ciò non rappresenta la regola, l'utilizzo di tali
dispositivi per la videosorveglianza di persone disabili è non solo
possibile, ma anche di realizzazione relativamente semplice.

Sistemi per la
sorveglianza domestica Le due grandi categorie di sistemi per
la sorveglianza domestica sono quelle degli antifurto (rilevazione
antiintrusione) e della rilevazione degli allarmi tecnici (fughe di gas, fumo,
incendi, allagamenti).
Sistemi per la
sorveglianza dell' accesso Diversi sistemi per la sorveglianza
degli ingressi sono già da tempo sui cataloghi di numerose ditte italiane
fornitrici di apparecchiature elettroniche [rif. Cataloghi B-Ticino, Beghelli,
Ave, ecc.]. L'architettura di tali dispositivi è simile fra i diversi
prodotti; essa si basa su un insieme di sensori opportunamente posizionati
nell'appartamento e collegati ad una unità centrale. L'unità di controllo è
in grado di attivare un dispositivo di segnalazione semplice o una procedure
più complessa (che generalmente coincide con una serie di chiamate
telefoniche di allarme). I tipi di protezione offerta sono essenzialmente due:
-
volumetrica (stanza o salone), per cui il
sistema rivela presenza di corpi estranei in movimento all'intero;
-
a barriera, per cui si proteggono determinati
passaggi, porte e finestre.
Per i sensori sono utilizzati i
seguenti principi di funzionamento:
-
microonde
-
raggi infrarossi attivi e passivi (rilevazione
del calore del corpo umano)
-
combinati (generalmente microonde ed infrarossi
passivi)
Il principio di funzionamento dei
sensori a microonde e a raggi infrarossi attivi richiede la presenza di un
elemento emissivo e di uno ricettivo. Una variazione nel livello di segnale
ricevuto indica una variazione di volume o l'ostruzione di una barriera, da
cui si deduce la presenza o il passaggio di intrusi in una zona sorvegliata. I
sensori passivi sono dotati di solo elemento ricettivo e sfruttano come
sorgente caratteristiche stesse dell'intruso (tipica a questo proposito
l'emissione di calore da parte di esseri viventi percepita dai sensori ad
infrarossi). La forma dei sensori è molto varia; esistono linee di prodotti
con sensori sia a parete che da incasso in normali scatole standard. Il
sistema si completa con la centralina di comando, in grado di gestire gli
allarmi attivando le opportune procedure di segnalazione. È già
abbastanza comune la possibilità di trasmettere la condizione di allarme su
linea telefonica ad un determinato insieme di utenti; tale funzione è, in
modo che dipende dalla linea di prodotto, integrata nell'unità centrale o
fornita da compositori telefonici separati. Il tipo di collegamento fra
sensori ed unità centrale può variare in base alle scelte tecnologiche della
ditta che realizza il prodotto. In breve si può citare:
-
il metodo classico, consistente in linee
dedicate di collegamento (Elkron, Ave), e
-
la trasmissione tramite onde convogliate (Beghelli).
Il primo dei metodi proposti richiede
un grande sforzo di installazione ma ha ottime prestazioni; il secondo ha
un'installazione davvero semplificata, ma è - in linea di principio - meno
affidabile.

Sistemi per il rilevamento
di agenti pericolosi Generalmente rientrano in questa
categoria dispositivi in grado di rilevare fughe di gas, perdite d'acqua o
principi di incendio. I rilevatori di gas sono in genere in grado di attivarsi
in presenza di tutti i possibili gas presenti negli appartamenti, prodotti sia
da fughe sia da cattiva combustione, quali metano, GPL e monossido di
carbonio. In generale, i sensori sono collegati ad una centralina in grado di
attivare una segnalazione acustica e di azionare un'elettrovalvola per
bloccare l'afflusso del gas alle apparecchiature domestiche. In generale le
ditte produttrici offrono pratici sensori da incasso. La rilevazione di
incendi si basa su diversi metodi di funzionamento sensibili agli effetti
prodotti da un incendio:
-
il rapido incremento di temperatura (un valore
di solito considerato critico è 5 C/min.);
-
il raggiungimento di elevata temperatura
(generalmente 60 C);
-
camere a ionizzazione, che rilevano la presenza
di fumo;
-
sensori ottici sensibili al fumo, che misurano
la trasparenza dell'aria.
I sensori sono generalmente collegati
ad una centralina in grado di attivare un allarme e/o un sistema di
spegnimento. Fra le aziende produttrici possono essere segnalate:
-
la ditta Beghelli [rif. Catalogo dei
dispositivi], che offre il sensore per rilevare incendi integrato con il
sensore per il gas (sistema certamente utile ma limitato, in quanto la
protezione contro gli incendi richiede un numero maggiore di sensori
rispetto a quelli previsti per le fughe di gas);
-
la ditta Elkron [rif. Catalogo dei dispositivi],
che offre un prodotto altamente professionale, in grado di gestire
l'attivazione di dispositivi di spegnimento.

Componenti per il comfort
In questa categoria si possono citare:
-
i vari tipi di telecomandi (spesso universali)
ad infrarossi, che consentono di avere disponibili 'al toccò una notevole
serie di funzioni per il relax ed il controllo delle utenze
elettrocomandate. I sistemi, molto spesso importati, funzionano
perfettamente in Italia, e costituiscono una delle interfacce emergenti
del controllo d'ambiente di livello 'consumer'. In alcune recentissime
realizzazioni (si veda ad esempio il catalogo B-Ticino) sia i ricevitori
ad infrarossi che gli stessi telecomandi possono essere 'da incassò,
realizzando così una notevolissima praticità di utilizzo.
Sfortunatamente tali sistemi sono proprietari, non universali, e
generalmente incompatibili con realizzazioni complementari;
-
i sistemi di audiodiffusione all'interno
dell'appartamento, mediante i quali l'utente può diffondere i programmi
trasmessi dalla radio in tutte le stanze, anche qui facendo uso di
opportuni diffusori da incasso (v. catalogo B-Ticino);
-
i sistemi di movimentazione di tende e
tapparelle (v. catalogo Somfy), generalmente dotate di interruttori di
fine corsa, interruttori crepuscolari, anemometri, timers, centraline per
il comando multiplo, ed altri simili accessori.

Sistemi per il
monitoraggio medico Rientrano in questa categoria quei sistemi
concepiti appositamente al fine di sorvegliare sullo stato di salute di una
persona all'interno dell'abitazione.
Sistemi multifunzionali
Pur con alcune restrizioni e limitazioni, il Telesam della ditta Elkron [rif.
Catalogo dei dispositivi] rappresenta un esempio di fattibilità
nell'integrazione di sistemi monofunzionali. Il dispositivo è rivolto
essenzialmente a persone anziane, ma può essere utilizzato con successo anche
da persone con disabilità. Il Telesam è sostanzialmente composto da due
parti: un telefono da tavolo ed un radiocomando, simile a quelli dei cancelli
automatici. Le funzioni disponibili sono le seguenti:
-
funzione di telefono con vivavoce, tasti con
numeri pre-programmati;
-
richiesta di soccorso medico a distanza, che
viene attivata sia dal telecomando sia da un particolare tasto posto sul
telefono stesso: il Telesam telefona ad una serie di numeri
pre-programmati per cercare di stabilire un contatto con l'utente;
-
segnalazione di esistenza in vita tramite
rivelatori radio installati nell'appartamento; se non viene rilevato
nessun movimento per un certo periodo di tempo il Telesam automaticamente
provvede a dare l'allarme;
-
segnalazione di pericolo di aggressione,
attivata dall'utente tramite il telecomando;
-
antifurto: è infatti possibile collegare il
Telesam con una serie di sensori perimetrali o volumetrici.
Il Telesam può essere utilizzato sia
privatamente (trasmettendo l'allarme su linee telefoniche di parenti ed amici
dell'assistito), sia in modo integrato con centri di telesoccorso e
telesorveglianza pubblici o privati. Alla categoria dei sistemi per il
monitoraggio medico appartiene anche il Telesalvalavita della Beghelli, che si
compone di un telecomando ad onde radio e di un combinatore telefonico a
sintesi vocale per inviare la richiesta di soccorso ad una serie di numeri
telefonici preprogrammati.

Prodotti a gatalogo SIP
Di particolare interesse per il presente studio, relativamente ai prodotti
telefonici legati all'esistente italiano, alcuni tra i prodotti e servizi
offerti dalla SIP. Cardiotelefono L'apparecchio consente - per mezzo di un
ricevitore ed un trasmettitore - il monitoraggio delle funzioni cardiache di
una persona attraverso la trasmissione di Elettro CardioGrammi (ECG) completi
di 12 derivazioni. Il trasmettitore, poco più grande di una valigetta, può
essere agevolmente trasportato in qualsiasi luogo mentre il centro ricevente
deve essere posizionato presso un centro di medicina preposto all'analisi e
alla diagnosi immediata di eventuali disfunzioni. Il funzionamento è
assicurato tramite semplice collegamento dell'unità mobile alla linea
telefonica. Cardiobip Presenta, rispetto al precedente, un utilizzo molto più
dedicato alla diagnosi che alla prevenzione. Pensato per persone affette da
aritmie cardiache, consente la registrazione, la memorizzazione e la
successiva trasmissione di dati elettrocardiografici. La registrazione deve
essere avviata dal paziente stesso, il quale può farlo in qualsiasi luogo
senza la necessità della presenza di una linea telefonica; i dati memorizzati
vengono successivamente trasmessi ad un centro per la sorveglianza, attraverso
la connessione di questo dispositivo ad un tradizionale apparecchio.
Teleconsulto L'apparecchio consente la trasmissione di esami medici quali
radiografie scintigrafie e TAC per la consultazione da parte di personale
medico specializzato. Telesoccorso Si tratta di un sistema costituito da una
centralina domestica in grado di ricevere l' input da un telecomando di
dimensioni ridotte posto addosso alla persona e da questa attivato in caso di
emergenza. L'attivazione dell'allarme provoca l'accorrere di un'unità di
soccorso medico. Sistema videolento Può essere agevolmente implementato per
la comunicazione fra due punti posti in abitazioni differenti, e per il
controllo di accessi ed aree poste all'interno della medesima abitazione. Fino
ad oggi è stato concepito maggiormente per il controllo di aree e processi
industriali, ma l'esempio francese nel settore dell'utilizzazione domestico ha
fornito interessanti risultati. Sistemi per teleconferenza Il sistema
presuppone l'utilizzo di un rete TLC per la comunicazione tipo ISDN. Di tale
possibilità si dirà più diffusamente nel capitolo 9.

Alcuni esempi di telefoni
innovativi Pur essendo il telefono uno dei sistemi di
comunicazione più diffusi tra gli utenti di tutto il mondo, esso continua ad
essere sostanzialmente inaccessibile a persone con difficoltà motorie e
sensoriali anche minime. Di recente, la SIP ha cominciato a rivendere (al
costo popolare di 208.000 lire + I.V.A.) il telefono Girasole Più Vivavoce.
Tale apparecchio, di un apparecchio di costruzione BRONDI, può essere
azionato tramite un telecomando a raggi infrarossi. Per la grande importanza
concettuale che riveste, il dispositivo è descritto dettagliatamente nella
discussione al capitolo 8. Unica alternativa a comando non tradizionale è in
Italia rappresentata dal telefono Hypertel II della Softlab (si veda ancora il
capitolo 8 per i dettagli), che può essere utilizzato previo collegamento
seriale RS-232 con un personal computer (IBM compatibile o McIntosh). Anche di
tale telefono meglio si dirà nel corso del capitolo 8. Complessivamente, lo
sforzo profuso dalla SIP per rendere più accessibili i servizi (v. Progetto
Insieme ed altre simili iniziative) non ha prodotto risultati definitivi: ad
oggi nessun apparecchio - tra quelli presenti a catalogo - consente un accesso
alternativo o anche semplicemente facilitato da parte di persone con disabilità
(e va osservato che l'investimento tecnologico coinvolto - per le dimensioni
dell'azienda - potrebbe essere davvero trascurabile). Tra le possibili
realizzazioni in questo senso assumerebbe un ruolo di particolare importanza
un telefono di base dotato delle seguenti interfacce:
-
interfaccia di input via seriale:
-
aggancio, sgancio;
-
composizione del numero;
-
azionamento dei tasti ausiliari;
-
flash e mute;
-
polling automatico;
-
eventuali memorie;
-
interfaccia di output via seriale:
-
segnale di presenza della linea;
-
rilevazione dello stato di libero (segnale
digitale);
-
rilevazione di linea occupata (segnale
digitale).
-
interfaccia audio:
-
ingresso (voce dell'utente) tramite jack;
-
uscita (voce dell'utente) tramite jack.
A questo dovrebbero essere poi
affiancati opportuni accessori di interfaccia specializzati in funzione delle
risorse residue.

L'esempio di Chambery
Esempio concreto di applicazione delle nuove tecnologie di automazione
domestica ai problemi della disabilità è costituito dall'esibizione
organizzata nella città di Chambery in occasione delle Olimpiadi parallele
svoltesi nel Febbraio 1992. Ad un anno di distanza l'esperienza in questione
si conferma come la più innovativa tra le iniziative sviluppate in Europa in
tale settore. All'Esprit Conferente di Bruxelles del Novembre 1993 si sono
visti importanti studi successivi dedicati allo sviluppo dei sistemi Home
Systems, ma l'implementazione dei risultati ottenuti da Esprit II si realizzerà
solo con l'ultimazione dei progetti TIDE (v. dettagli nel seguito).
Il punto di partenza
Come si è detto nella città di Grenoble fu realizzato il progetto di
allestire 5 appartamenti con sistemi home systems e interfacce utente per
persone con disabilità. Pur essendo la responsabilità dell'integrazione
finale demandata a cinque sole capocommesse (GIE Handiservice, Simatel, Possum
Controls, Net Connexion e Legrand), un numero molto elevato di aziende fu
coinvolto e fornì - a diversi livelli - prodotti e servizi (v. tab. 5.5.1-1).
Dal 22 al 29 Marzo si svolse un ciclo di conferenze per la valutazione e la
pubblicizzazione di tali appartamenti. Per l'occasione furono rese possibili
visite e dimostrazioni dei servizi offerti (per lo più da compagnie private)
a favore della vita indipendente per le persone con disabilità. Nel seguito
l'attenzione è posta sulle modalità realizzative degli appartamenti, per
evidenziarne le caratteristiche peculiari di ognuno, e gli eventuali limiti,
sulla base delle informazioni reperite durante il soggiorno nella città
savoiarda dal 22 al 25 Marzo del 1992.

Le funzionalità
Le piante topografiche riportate nelle figure 5.5.2.2
,5.5.2.3,
5.5.2.4, 5.5.2.5,
5.5.2.7 , 5.5.2.8
e 5.5.2-9 riportano,
oltre all'indicazione della capofila industriale realizzatrice dell'impianto,
lo schema elettrico di massima indicante le connessioni, i cablaggi ed i
dispositivi di attuazione e controllo implementati nell'appartamento. Insieme
alle piantine, si forniscono di seguito (tabelle 5.5.2-1,
, 5.5.2-2, ,
5.5.2-3,
5.5.2-4 , 5.5.2-5
e e 5.5.2-6)
le schede tecniche relative a ciascun appartamento, in cui si possono trovare
alcune importanti informazioni tecniche e commerciali relative
all'installazione e al tipo di interfaccia utilizzato.
Valutazioni dell'
esperienza di Chambery È importante fare almeno
qualche considerazione qualitativa sull'esperienza di Chambery, non per
criticare sterilmente un così importante esperimento, quanto per fornire -
sulla base dell'esperienza DATARC - indicazioni costruttive per valorizzare
gli aspetti positivi ed identificare alcuni errori metodologici da non
ripetere in iniziative future. Sul piano dei meriti si può dire quanto segue:
-
Chambery ha voluto essere un importante esempio
di realizzabilità di sistemi integrati raggiunto attraverso la
cooperazione di diverse aziende operanti nel settore;
-
le risposte delle aziende sono state pronte e
mirate;
-
si è potuto constatare come l'adattamento di
sistemi HS ad interfacce dedicate a persone con disabilità non presenti
un ostacolo insormontabile, ma piuttosto il risultato di un modesto
impegno tecnologico;
-
gli operatori nel settore della sanità hanno
avuto modo di constatare la possibilità di ricorrere a sistemi
tecnologici dedicati per poter attivare, compatibilmente con le
disponibilità territoriali, un sistema di assistenza domiciliare
efficiente.
Per ciò che attiene agli aspetti
negativi è necessario rilevare:
-
l'assenza di coordinamento delle
diverse realtà produttive e l'incompleto effetto sinergico (peraltro
demandato a grandi organismi europei pubblici - CEE - o a consorzi
privati, nell'ambito di promozioni di iniziative comunitarie di rilievo
quali ESPRIT, BATIBUS e TIDE);
-
l'approccio metodologico non
corretto: non si è proceduto partendo dalla persona e dalle sue difficoltà
motorie, quanto piuttosto adattando la persona alla realizzazione
tecnologica;
-
la scelta degli appartamenti (fig. 5.5.2-9)
avrebbe potuto essere forse più attenta, nel senso che alloggi di nuova
costruzione avrebbero dovuto presentare canaline incassate per i cablaggi
e la trasmissione dei segnali di comando in bassa tensione, separate da
quelle della rete elettrica convenzionale e del segnale telefonico e
audio-videofonico.

L' investimento europeo
per gli anni 90 - TIDE Un notevole lavoro è tutt'oggi svolto
dalla comunità europea per l'incentivazione dei prodotti home systems. Di
Esprit si è già accennato; qui si vuole - attraverso alcuni esempi pratici -
chiarire gli obbiettivi operativi del programma, ricordando che il fine ultimo
è piuttosto quello di offrire una realizzazione di prototipi ingegnerizzati
suffragata da un'analisi commerciale dell'impatto sull'utente, piuttosto che
la realizzazione e la commercializzazione di un certo prodotto. Sviluppo di
nuovi componenti elettronici Al progetto di sviluppo di nuovi componenti
elettronici [rif. Materiale di presentazione raccolto all'ESPRIT CONFERENCE,
22-27 Nov. 1992, Bruxelles] concorrono la EDF (Elettricitè de France), l'EHSA
(European Home System Association) e la SGS Thomson. L'attenzione di questo
progetto è rivolta ai seguenti prodotti:
-
interfacce per supporti multimediali
-
sviluppo di protocolli software ed hardware
-
produzione di pacchetti per lo sviluppo del
software a corredo dei protocolli
-
ricerca nel campo della distribuzione di
informazione e della sicurezza.
Oltre allo sviluppo delle specifiche e
dei componenti fisici e logici cui questo progetto è dedicato, viene svolta
anche un'analisi dell'area di marketing verso la quale può esserci interesse
e la contemporanea ricerca dei mezzi necessari per la creazione di una rete di
distribuzione adeguata.

Studio dell' impatto sull'
utente Il principale progetto in tal senso è FACE (Familiarity
Achieved through Common user interface Elements, [rif. Materiale di
presentazione raccolto all'ESPRIT CONFERENCE, 22-27 Nov. 1992, Bruxelles]) ed
è promosso dalla Philips Consumer Electronics. Esso presenta carattere più
commerciale che tecnico, in quanto l'obbiettivo è costituito dalla
determinazione delle caratteristiche che l'interfaccia utente deve soddisfare
al fine di risultare gradevole e facile da usare. Il flusso logico dello
studio è riportato in figura. 5.6.2-1:
in pratica il punto centrale è costituito da un databook che diventa anche
una sorta di specifica di riferimento. Le reazioni dell'utente vengono
progressivamente riflesse nel database, il quale viene utilizzato per la nuova
progettazione, e così via, con un processo di controllo "ad anello
chiuso". L'obbiettivo finale è che il databook, dopo un certo tempo, si
stabilizzi nei contenuti, identificando l'optimum e documentando il reale
impatto sul pubblico di un determinato prodotto. Il progetto TIDE In
ambito europeo è previsto che la forte spinta tecnologica innovativa fornita
da progetti di studio, ricerca e prima implementazione, venga convogliata in
progetti maggiormente operativi, in grado cioè non solo di proporre sul
mercato nuovi sistemi per la casa intelligente dedicati a persone con
disabilità ed anziani, ma anche di fornire prodotti finiti realmente
disponibili sul territorio attraverso un'opportuna rete di distribuzione. Il
progetto TIDE (Technology Initiative for Disabled and Elderly people) si
propone di realizzare tutto questo per la fine del 1995. L'iniziativa prevede
il finanziamento - da parte della Comunità Europea - di numerosi progetti
internazionali precompetitivi volti a diffondere la tecnologia a favore della
disabilità motoria e sensoriale. La composizione dei consorzi partecipanti è
molto articolata: i consorzi devono essere infatti internazionali (almeno due
nazioni devono essere coinvolte) e misti (in ogni consorzio deve essere
presente l'industria, insieme ad associazioni, organizzazioni di utenti,
università e centri di ricerca). Questa pluralità di categorie dovrebbe
assicurare l'adeguatezza dell'analisi del problema, il successo nell'ingegnerizzazione
del prodotto e nel successivo sfruttamento commerciale, oltre alla conformità
alle norme di sicurezza normalmente accettate come standard. La seconda fase
dell'iniziativa è in pieno svolgimento, ed ha visto la presentazione formale
di migliaia di progetti, attualmente in corso di valutazione da parte della
CEE.

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