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L'Ungheria si trova al
centro dell'Europa continentale ed č priva di sbocchi al mare. Il suo
territorio occupa per larga parte la zona settentrionale della Pianura
Pannonica, ed č quasi esclusivamente pianeggiante. Il territorio č
attraversato dal Danubio che lo divide in due regioni: il Transdanubio,
a ovest, e l'Alföld (o Grande Pianura Ungherese), a est.
Morfologia
Nella zona settentrionale del paese vi č una zona
montuosa composta da rilievi non molto alti che superano di poco i mille
metri, che si snoda da sud-ovest a nord-est per circa 400 km. La prima parte di questa catena prende
il nome di Montagne del Transdanubio, ed č costituita dalla Selva
Baconia (o catena dei Bakony), che inizia a nord del lago Balaton,
seguita dai rilievi di Vértes, di Gerecse e di Pilis che giungono sino
all'ansa del Danubio in prossimitŕ della cittŕ di Visegrád. La seconda
parte prende il nome di Rilievi precarpatici settentrionali, ed č
costituita dal massiccio del Börzsöny, seguito dai Monti Mátra, dove si
erge la massima elevazione del paese, il Kékes (1.014
m), e infine il massiccio del Bükk (959
m).
Idrografia
I fiumi principali dell'Ungheria sono: il Danubio
che segna in parte il confine con la Slovacchia e attraversa tutto il
territorio da nord a sud per circa
420 Km, il Tibisco che attraversa l'Alföld da nord
a sud per circa 600 km e la Drava lungo il
confine con la Croazia.
Il lago Balaton (592 km˛) č il piů grande lago
dell'Europa centrale, si trova nella parte occidentale del paese ai
piedi della Selva Baconia, a pochi chilometri a est del Balaton si trova
il lago di Velence, che con i suoi 26 km˛ č il terzo lago del paese per
superficie. Altro lago č il lago Fertö (o Lago di Neusiedler) nella zona
nord-occidentale al confine con l'Austria. Infine nell'Ungheria
settentrionale si trova il lago del Tibisco (in ungherese Tisza-tó), č
un bacino artificiale formatosi a seguito della costruzione nel 1980
dell'invaso Kisköre realizzato per il controllo delle piene del Tibisco.
Il lago di Tisza-tó con una superficie di 127 km˛ č il secondo lago del
paese.
Clima
L'Ungheria ha un clima continentale. Gli inverni
sono rigidi con freddo asciutto e qualche precipitazione nevosa. Il
clima estivo č piuttosto caldo con medie sopra i 30 gradi.
Ungheresi
nei paesi confinanti
Gli ungheresi che rappresentano il 92,3% della
popolazione dell'Ungheria, costituiscono anche il 10,7% in Slovacchia,
il 6,6% in Romania, il 3,5% in Serbia, meno dell'1% in Croazia, lo 0,3%
in Ucraina, lo 0,2% in Austria. Dunque sono 7 i paesi abitati da
Ungheresi, oltre, ovviamente, all'Ungheria stessa:
Slovacchia nella fascia meridionale che confina con
l'Ungheria
Ucraina, nella Rutenia soprattutto al confine con
l'Ungheria dove sono il 12% della popolazione.
Romania soprattutto in Transilvania dove
rappresentano il 19,6% della popolazione e addirittura l'84,9% nel
distretto di Harghita e il 73,81% nel distretto di Covasna.
Serbia, nel nord del Paese soprattutto in Vojvodina
(Bačka e nel Banato, pochi villaggi in Sirmia)
Croazia, in alcuni paesi vicino al confine con
l'Ungheria (Baranja, pochi villaggi in Slavonia occidentale), oltra a
una piccola comunitŕ in Fiume, un tempo unico porto del Regno d'Ungheria
Slovenia, in alcuni paesi al confine con l'Ungheria
(Prekmurje)
Austria, soprattutto nel Burgenland al confine con
l'Ungheria dove sono il 7% della popolazione.
Identitŕ
Generalmente gli Ungheresi sono fieri della loro
"diversitŕ", rispetto agli altri popoli dell'Europa centrale e danubiana
di lingua slava (slovacchi, serbi, ecc.), germanica (austriaci,
tedeschi, ecc.) e neolatina (rumeni, italiani, ecc.). In molti
rimpiangono l'etŕ d'oro della Felix Hungaria precedente alla prima
guerra mondiale (a questo sentimento alcuni sociologi ricollegano anche
il cosě detto complesso "da primi della classe" che caratterizza
l'Ungheria post comunista, in riferimento alla volontŕ di essere
migliori, piů europei degli altri ex paesi comunisti)[citazione
necessaria] Non sono poi pochi gli Ungheresi su cui ancora oggi pesano
le mutilazioni territoriali imposte al loro paese dalle potenze
vincitrici della prima guerra mondiale e a cui sono seguite le
espulsioni in massa, le pulizie etniche ai danni dei loro connazionali
(soprattutto dalle attuali Slovacchia e Romania). Questa "tragedia
nazionale", come viene definita gioca un ruolo ancora importante nella
mentalitŕ, nelle attitudine, nelle scelte politiche e culturali degli
Ungheresi (per esempio, si studiano poco le lingue dei paesi "vicini" e
si mostra, invece, piů interesse per culture piů "lontane")[citazione
necessaria][2]. Come fino alla seconda guerra mondiale andavano di moda
ideologie come il Panturchismo e il Panturanesimo, ancora oggi non
mancano organizzazioni che coltivano la memoria dell'origine orientale
degli Ungheresi, la leggendaria discendenza da Attila, ecc...[citazione
necessaria][3]
Religioni
cristiani 74,4% di cui:
cattolici 54,5%
protestanti 19,5% di cui:
calvinisti 15,9%
luterani 3%
altri protestanti 0,6%
Ortodossi 0,2%
altri cristiani 0,2%
ebrei 0,1%
non religiosi 14,5%
altri e non dichiarati 11,1%
Antichitŕ
Alle fine del I secolo a.C. le legioni romane
conquistarono la parte a occidente del Danubio dell'attuale Ungheria, la
quale divenne la provincia romana della Pannonia. Il Danubio fu
fortificato come uno dei punti importanti della difesa, numerosi
imperatori arrivarono o morirono nella provincia. San Martino di Tours
nasce a Sabaria (attuale Szombathely). In seguito alle invasioni
barbariche, nel VI secolo il territorio venne occupato da vari popoli
eurasiatici, sottoposti piů tardi al regno degli Avari, popolazione di
origine turcica. Il regno degli Avari fu distrutto da Carlo Magno nel
796.
Guidati dal loro capo Arpad, nel 896 gli Ungari, un
popolo delle steppe formato da vari gruppi etnici, riconducibili
prevalentemente al ceppo linguistico ugrico, il principale dei quali era
quello degli Ungheresi, provenendo dagli Urali (con una migrazione che
durň molti secoli), attraverso la Khazaria (attuale Ucraina), gli
Ungheresi si insediarono nelle pianure del medio Danubio, che dopo la
distruzione del regno turco degli Avari da parte di Carlo Magno e la
successiva morte dello stesso Carlo Magno, era stata occupata anche da
varie tribů slave della Grande Moravia di Svatopluk. Secondo lo storico
Gyula László, la classe dominante e la cavalleria armata del popolo di
Arpad era turca.
Ma poiché i nomi degli insediamenti degli ungheresi
di Arpad hanno sicura etimologia ungherese, lo storico Gyula László ha
ipotizzato che all'arrivo nell'896 di Arpad il bacino dei Carpazi fosse
giŕ abitato, mischiati con Avari, da gruppi etnici ungari, giunti
nell'attuale Ungheria intorno al 670 e conosciuti col nome turco on-ugor
("dieci tribů"; da cui deriverebbe il nome "ungheresi")[6]. Questa
teoria - detta della "doppia conquista della patria" -, dopo una certa
fama durante i primi decenni del '900 (in relazione alla diffusione di
panturchismo e turanismo) ed anche durante il regime socialista, č stata
notevolmente ridimensionata dagli studi piů recenti, benché anche in
passato non č stata accettata da tutti.
Regno
d'Ungheria
Nel dicembre dell'anno 1000 venne incoronato il
primo re d'Ungheria, Stefano I (1000-1038) che convertě il popolo
magiaro al cristianesimo. Durante il suo regno riuscě a stabilire uno
stato feudale e costruire un paese potente nell'Europa Centrale,
denominato variamente Hungaria, Turchia (soprattutto nelle fonti
bizantine), Ungverjaland (nelle fonti scandinave). Dopo la sua morte
Stefano venne canonizzato nel 1083 e da allora č venerato come santo
Stefano d'Ungheria, fondatore dello Stato Ungherese.
Dopo il breve e tormentato regno del
veneziano Pietro Orseolo (erede legittimo di Stefano), i discendenti del
primo re d´Ungheria dettero vita alla dinastia degli Arpadi (Árpád in
ungherese), che regnň fino al 1301.
Tra i secoli della storia ungherese, il XIII č
sicuramente uno dei piů complessi. A quest'epoca risale l'intervento
legislativo della crisobolla ("bolla d'oro") "Super reformatione regni"
di Andrea II (morto nel 1235), con la quale il sovrano riorganizzň e
defině la struttura feudale del regno, attribuendo ai feudatari
determinate prerogative che non si sarebbero potute comprimere (Nel
corso del XIII secolo, inoltre, una serie di nuovi interventi
contribuirono a limitare ulterioremente il potere del re a favore di
quello del consiglio dei nobili). In seguito alla devastante invasione
mongola del 1241 il regno dovette essere perň riorganizzato di nuovo.
Il re Ladislao IV il Cumano cercň
nuovamente di riorganizzare l'esercito e lo Stato appoggiandosi ai
Cumani, da poco giunti nel regno (e quindi ancora pagani), ma fu fermato
dall'intervento del papa Niccolň III che gettň il paese nella guerra
civile e portň il sovrano alla morte.
Nel 1301 la dinastia degli Arpadi si
estinse. Il trono venne di volta in volta attribuito a dinastie
straniere: prima gli Angiň dal 1307; dal 1378 i Lussemburgo; dal 1437
gli Asburgo; al re Ladislao V Jagellone in unione con Polonia e Lituania
tra il 1440 e il 1444.
Durante il regno di Mattia I Corvino
detto il Giusto (dal 1458 al 1490), venne varata una riforma che
riorganizza la pubblica amministrazione. Inoltre, nel XVI secolo fu
realizzata una raccolta di leggi, l' Opus Tripartitum di István
Werbőczy.
Tra il XV e il XVIII l'Ungheria, che in
questo periodo assunse il nome di Ungheria Reale, visse uno stato di
guerra continua contro l'Impero Ottomano, con risultati alterni ora di
vittoria (battaglia di Belgrado, 1456), ora di sconfitta (battaglia di
Mohács, 1526).
Il regno subě, a partire dal XVI
secolo, la dominazione dell'Impero Turco Ottomano finché, nel corso del
'600, venne progressivamente assorbito dall'Impero d'Austria: l'unione
fu sancita nel 1697 e confermata nel trattato di Karlowitz nel 1699.
Fino all´epoca napoleonica e romantica
il regno d´Ungheria era essenzialmente il "regno della Sacra Angelica,
et Apostolica Regni Hungariae Corona", con il latino lingua ufficiale
fino al 1846. A tal proposito sono
esemplari le parole che vengono attribuite allo stesso Stefano I
d´Ungheria: "Lascia agli stranieri la loro lingua e le loro abitudini,
giacché il regno che possiede una sola lingua e da per tutto i medesimi
costumi č debole e caduco" ("unius linguae, uniusque moris regnum
imbecille et fragile est" nella versione originale dei "Consigli al
figlio Amerigo": "Sancti Stephani primi regis Hungariae de regum
praeceptis decem ad Sanctum Emericum ducem").
Durante i moti rivoluzionari del 1848 l'Ungheria dichiarň la
propria indipendenza dall'Impero Austriaco con l'intento di creare una
repubblica.
La rivolta fallě (a causa di un massiccio
intervento russo e per le divisioni interne al movimento antiaustriaco
che divisero gli ungheresi al loro interno - vedi scontri tra István
Széchenyi, Lajos Kossuth e Miklós Wesselényi - e gli ungheresi dai
rumeni).
Con il crescere dei nazionalismi (giŕ
dal XIII secolo) l´Ungheria perse il carattere sovra-etnico per
diventare uno stato multi-etnico del quale alla fine tutti i movimenti
nazionalisti a base etnica cercarono di liberarsi.
Nel
1867 l'Impero austriaco concesse un'ampia
autonomia agli Ungheresi, creando un compromesso: l'unione personale
l'Impero Austro-Ungarico.
XX
secolo
Nel 1918, con la dissoluzione dell'Impero (in
seguito alla sconfitta nella Prima Guerra Mondiale), l'Ungheria ottiene
l'indipendenza e viene proclamata la repubblica.
Nel 1919 i comunisti instaurano la Repubblica
ungherese dei Soviet, con a capo Béla Kun. Dopo la repressione della
medesima, il 31 luglio dello stesso anno viene proclamata la monarchia
che dŕ vita ad un sistema politico parlamentare, fondato sul pluralismo
dei partiti, ma limitato dal ruolo straordinario del "Governante", il
capo dello stato.
Il 4 giugno
1920, l'Ungheria perde piů di due terzi del suo
territorio mediante il trattato di pace firmato nel Petit Palais di
Trianon. 231.448 km quadrati
vengono annessi ai paesi circostanti, soprattutto alla Romania, alla
Slovacchia e alla Jugoslavia. Milioni di persone di identitŕ ungherese
restano all'interno degli stati eredi in qualitŕ di minoranza.
Il 21 giugno 1941 entra in guerra a fianco della
Germania e dell'Italia.
Alla fine della guerra il regime filo-nazista viene
rovesciato ed il paese č invaso dall'Armata Rossa, entrando cosě
nell'area d'influenza dell'Unione Sovietica.
La Repubblica Popolare
d'Ungheria
La
Repubblica Popolare d'Ungheria (Magyar Népköztársaság),
fu il nome ufficiale dello Stato ungherese durante il periodo comunista.
Fu ufficialmente costituita subito dopo la fine della seconda guerra
mondiale, nel 1949, dopo l'invasione sovietica. Il 23 ottobre 1956
inizia la rivoluzione ungherese. Quindi, il 1° novembre, l'Ungheria esce
dal Patto di Varsavia e tre giorni dopo l'Armata rossa invade il Paese e
i moti rivoluzionari vengono repressi. Con oltre 3 mila vittime (circa
2mila e 800 ungheresi di entrambe le parti e 700 sovietici, 225
giustiziati). Il paese resterŕ nel Patto di Varsavia fino al 1989.
Con la caduta della Cortina di ferro (scioglimento
del Patto di Varsavia e dissoluzione dell'Unione Sovietica) e il
rovesciamento del sistema comunista, il paese si orienta verso modelli
economici e politici dell'Europa occidentale. Cessň di esistere nel 1989 a seguito delle proteste
di piazza che portarono all'apertura alla democrazia da parte di tutti i
paesi appartenenti al blocco orientale.
L'entrata
nell'Unione europea
Nel vertice Ue di Copenaghen svoltosi il 13
dicembre 2002, fu deciso che dal 1 maggio
2004 l'Ungheria (assieme ad altri 9 Stati)
entrasse a far parte dell'Unione europea, decisione che venne confermata
il 12 aprile 2003 con un referendum al quale partecipň il 45% degli
aventi diritto al voto e l'84% dei votanti votň a favore della Ue.
Percorso
dell'adesione alla UE
16 dicembre 1991: Firma dell'Accordo di
Associazione con le Comunitŕ europee;
26 novembre 1992: Inoltro presso il Ministero degli
Affari Esteri della Repubblica Italiana degli strumenti di ratifica del
Trattato di adesione;
1° febbraio 1993: Entrata in vigore l'Accordo di
Associazione;
31 marzo 1994: Presentazione domanda di adesione
all'Unione europea;
31 marzo 1998: Apertura dei negoziati di adesione;
13 dicembre 2002: Chiusura dei negoziati di
adesione durante il Consiglio europeo;
14 aprile 2003: Il Consiglio Europeo approva
l'adesione[7]
16 aprile 2003: Firma del Trattato di adesione[8];
23 dicembre 2003: Inoltro presso il Ministero degli
Affari Esteri della Repubblica Italiana degli strumenti di ratifica del
Trattato di adesione;
1° maggio 2004: L'Ungheria diventa membro
dell'Unione Europea;
Ordinamento
dello Stato
Secondo la costituzione del 1990, l'Ungheria č una
repubblica parlamentare. L'Assemblea Nazionale (Országgyűlés) č il
Parlamento nazionale unicamerale dell'Ungheria. Consiste di 386 membri,
eletti ogni 4 anni. Per poter accedere al Parlamento, i partiti devono
superare la soglia del 5% dei voti popolari.
Suddivisioni
amministrative
L'Ungheria č suddivisa in 19 province (in ungherese
al singolare megye, plur. megyék). Budapest č un distretto a sé stante.
Bács-Kiskun Baranya Békés
Borsod-Abaúj-Zemplén Csongrád Fejér Győr-Moson-Sopron Hajdú-Bihar Heves
Jász-Nagykun-Szolnok
Komárom-Esztergom Nógrád Pest Somogy
Szabolcs-Szatmár-Bereg Tolna Vas Veszprém Zala
Cittŕ
principali
Le principali cittŕ, oltre alla capitale Budapest,
sono: Debrecen, Miskolc, Seghedino (Szeged), Pécs (Cinquechiese), Győr,
Székesfehérvár (Albareale), Eger, Esztergom (Strigonio).
Politica
Il 19 settembre 2006, la diffusione di una
registrazione effettuata nel maggio precedente, durante una riunione
riservata del Partito Socialista al governo (giŕ Partito Socialista
Operaio Ungherese, al potere durante il regime comunista), durante la
quale il primo ministro Ferenc Gyurcsány diceva d'aver mentito e
deliberatamente nascosto agli elettori la grave situazione del paese al
fine di vincere le elezioni e di non aver fatto nulla, come governo, per
rimediarvi, scatena una serie di manifestazioni contro il governo.
Durante le manifestazioni, che chiedono le
dimissioni del primo ministro, per il momento non concesse, alcune
frange di manifestanti (numericamente esigui, ma molto violenti),
secondo la polizia legati agli ultras delle squadre di calcio, hanno
compiuto numerosi atti vandalici per tre notti consecutive, assaltando
anche la sede della televisione nazionale.
Il 22 settembre il presidente del Parlamento
dichiara che i manifestanti non hanno formalizzato le proprie richieste
e che pertanto non si č ancora posto il problema delle dimissioni del
governo o dell'autoscoglimento del parlamento. Il 24 settembre i
manifestanti decidono di continuare la protesta nelle piazze. Il Fidesz,
principale partito di opposizione, annuncia di iniziare la battaglia
politica in parlamento, chiedendo formalmente le dimissioni del governo
e nuove elezioni politiche, la richiesta viene fatta il 25 settembre.
Dopo le elezioni amministrative (comunali e
provinciali), svoltesi il primo ottobre
2006, in cui il partito socialista di governo
subisce una dura sconfitta, l'opposizione fissa al governo un ultimatum
di 72 ore per dimettersi. Il 6 ottobre il primo ministro chiede ed
ottiene la fiducia del Parlamento in cui gode di ampia maggioranza.
Il 23 ottobre 2006, in coincidenza con la celebrazione del
cinquantesimo anniversario dell'Insurrezione di Budapest con la presenza
di rappresentanti di quasi tutti i paesi del mondo, sono riprese, in
diverse zone della capitale, le manifestazioni contro il governo. Quando
la polizia comincia, nelle prime ore del mattino, ad evacuare piazza
Kossuth (la piazza antistante il Parlamento, occupata da diverse
settimane dai manifestanti antigovernativi) per permettere lo
svolgimento della solenne commemorazione ufficiale del 23 ottobre,
riprendono gli scontri in varie zone della capitale. Nel pomeriggio,
avevano avuto luogo in tutta la cittŕ dimostrazioni da parte di gruppi
di opposizione.
In una piazza del centro, alcuni manifestanti si
impossessano di un carro armato storico utilizzato per le cerimonie del
23 ottobre e con questo si dirigono verso le linee della polizia, ma
vengono rapidamente bloccati e disarmati. In una zona non molto
distante, alcune centinaia di migliaia di cittadini si erano radunate
per la commemorazione del 23 ottobre organizzata dal Fidesz, questa si
svolge in maniera pacifica. Piů tardi iniziano gli scontri con la
polizia e si protraggono per tutta la notte. Il 24 ottobre, su
richiesta dei partiti di opposizione (che accusano la polizia di aver
volutamente provocato gli scontri), i gruppi parlamentari decidono che
sarŕ aperto un dibattito in Parlamento sulle responsabilitŕ degli ultimi
scontri, che hanno provocato 160 feriti e 131 persone arrestate.
Un dibattito vero e proprio finora non ha avuto
luogo, ma dopo una serie di polemiche il prefetto di Budapest č stato
confermato al suo posto dal premier ed onorato con una decorazione dal
sindaco della capitale. Il Fidesz intanto ha dato vita ad un centro di
documentazione per le persone che si considerano vittime o testimoni di
abusi che la polizia avrebbe commesso il 23 ottobre, a tale centro si
sarebbero rivolte finora centinaia di persone, tra le quali anche
diversi stranieri, che sarebbero stati maltrattati dalla polizia
ungherese, in occasione della festa nazionale.
Risultati
elezioni del 23 aprile 2006
Partito Seggi Percentuale
MSZP - Partito Socialista Ungherese 186 48,19%
Fidesz - Alleanza dei giovani democratici (destra
populista) 164 42,49%
SZDSZ - Alleanza dei Liberi Democratici (partito
liberale) 18 4,66%
MDF - Forum Democratico Ungherese (destra moderata)
11 2,85%
MSZP-SZDSZ 6 1,55%
SOMOGYÉRT (per Somogy - lista provinciale) 1 0,26%
La coalizione di governo č formata da MSZP e SZDSZ
che gode in Parlamento di 210 seggi su 386.
Elenco
governi dal 1990
József Antall (MDF) dal 3 maggio 1990 al 12
dicembre 1993
Péter Boross (MDF - Fidesz) dal 12 dicembre 1993 al
15 luglio 1994
Gyula Horn (MSZP - SZDSZ) dal 15 luglio 1994 al 6
luglio 1998
Viktor Orbán (Fidesz - MDF) dal 6 luglio 1998 al 27
maggio 2002
Péter Medgyessy (MSZP - SZDSZ) dal 27 maggio 2002
al 29 settembre 2004
Ferenc Gyurcsány (MSZP - SZDSZ) dal 29 settembre
2004
Economia
e trasporti
Per
approfondire, vedi le voci Economia dell'Ungheria e Trasporti in
Ungheria.
L'economia ungherese poggia soprattutto
sull'agricoltura e l'allevamento, ma č anche un paese industriale,
soprattutto nell'area di Budapest. In Ungheria si coltivano legumi,
cereali, frutta, ortaggi e peperoni rossi, da cui si ricava
la paprica. Si allevano, inoltre, cavalli, bovini ed
ovini.
La rete dei trasporti č ben sviluppata; le
autostrade e le linee ferroviarie si diramano a raggiera a partire dalla
capitale. Budapest č l'unica cittŕ ungherese dotata di aeroporto
internazionale, con i tre Terminal di Ferihegy 1, 2A e 2B. La compagnia
di bandiera č la Malév; recentemente hanno aperto collegamenti con
Budapest diverse compagnie low-cost (fra cui l'ungherese-polacca Wizz
Air e la slovacca SkyEurope).
Gastronomia
Uno dei piatti tipici della antica cucina magiara č
il gulash, in ungherese gulyás, una zuppa che i gulyásak (i mandriani,
da gulya che significa mandria) cucinavano dentro un grande paiolo messo
su di un fuoco di legna all'aperto. Questo piatto consiste in una
sostanziosa minestra a base di carne, lardo, soffritto di cipolla e
carote, patate e paprica.
Inizialmente cucinata solo dai mandriani, verso la
fine del XVIII secolo arrivň ad essere conosciuta dalle famiglie
borghesi, per poi apparire sulla tavola del popolo insieme ad altri
stufati di carne, di solito bovina, come i paprikás aggiustati con la
farina, la paprica e la panna acida (tejföl), o il pörkölt, chiamata
anche la "rosolata della Puszta".
A varcare perň i confini nazionali per entrare nei
menů di tante nazioni fu solamente il gulyŕs
L'ingrediente principe del gulyŕs, giŕ citato
sopra, č la paprica, che si ottiene dal peperone fatto seccare e
macinato, ed č una delle spezie comunemente usate nella preparazione dei
cibi. Il peperone, importato dai Turchi, che a loro volta lo avevano
preso in India, venne accolto in Ungheria con molto entusiasmo,
cambiando cosě la cucina ungherese.
Una leggenda dice che una giovane contadina
ungherese che era stata costretta con la forza a vivere nell'harem del
pasciŕ turco di Buda, avesse spiato a lungo i giardini del palazzo
mentre coltivavano i peperoni e che, una volta liberata, avesse
insegnato ai contadini del suo villaggio a coltivare la paprica.
Il momento del raccolto viene vissuto come un rito
gioioso. L' 8 settembre le donne, vestite con costumi sgargianti,
raccolgono i peperoni nei campi e dopo averli infilzati con ago e filo
fanno delle lunghe ghirlande che appendono a speciali sostegni di legno
o ai muri delle case.
Citazioni
sull'Ungheria
« "Non so se
verun'altra nazione dopo la francese sia generalmente in sě buon piede
di clero, quanto l'Ungheria" »
( Giuseppe
Garampi, nunzio apostolico a Vienna, 1776)
« "Vienna,
l'Impero, ungheresi, tedeschi, moravi, cechi, serbi, croati e italiani,
formavano un'unica grande famiglia, e all'interno di questa ciascuno
intuiva in segreto che l'unico in grado di mantenere l'ordine, in quella
marea di desideri, inclinazioni e passioni tumultuose, era l'imperatore,
che era contemporaneamente sergente maggiore in servizio perpetuo e
maestŕ, funzionario statale con i coprigomiti in lustrino e grand
seigneur, bifolco e sovrano" »
(Sándor
Márai, Le braci, 1942)
Ungheresi
famosi
John von Neumann (1903-1957), matematico, fisico ed
informatico
Leó Szilárd (1898-1964), fisico
Eugene Wigner (1902-1995), fisico, Premio Nobel
1963
Edward Teller (1908-2003), fisico
Dennis Gabor (1900-1979), fisico, inventore
dell'olografia e Premio Nobel nel 1971
Loránd Eötvös,( 1848-1919), fisico
Farkas Bolyai (1775-1856), matematico
János Bolyai (1802-1860), matematico
Paul Erdős (1913-1996), matematico
Theodore von Kármán (1881-1963), ingegnere e fisico
Albert Szent-Györgyi (1893-1986), fisiologo, Premio
Nobel 1937
György Oláh (1927), chimico, Premio Nobel 1994
Avram Hershko (1937, biochimico, Premio Nobel 2004
Ferenc Molnár (1878-1952), scrittore, drammaturgo e
giornalista
Bodog Beck (1871-1942), medico, studioso di
apiterapia
Imre Kertész (1929), scrittore Premio Nobel 2002
Ferenc Puskás (1927-2006), calciatore
Franz Liszt (1811-1886), musicista
Ferenc Lehár (1870-1948), musicista
Béla Bartók (1881-1945), musicista
Elek Bacsik (1926–1993), musicista jazz
Georg Solti (1912-1997) , direttore d'orchestra
Harry Houdini (1874–1926), illusionista
Bela Lugosi (1882–1956), attore
László József Bíró (1899-1985), inventore
Ernő Rubik (1944), architetto e scultore
Eva Henger (1972), ex pornostar e attrice
Ilona Staller (1951), ex pornostar e deputata
italiana
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