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da: www.wikipedia.it

 L'Ungheria si trova al centro dell'Europa continentale ed č priva di sbocchi al mare. Il suo territorio occupa per larga parte la zona settentrionale della Pianura Pannonica, ed č quasi esclusivamente pianeggiante. Il territorio č attraversato dal Danubio che lo divide in due regioni: il Transdanubio, a ovest, e l'Alföld (o Grande Pianura Ungherese), a est.

 Morfologia

Nella zona settentrionale del paese vi č una zona montuosa composta da rilievi non molto alti che superano di poco i mille metri, che si snoda da sud-ovest a nord-est per circa 400 km. La prima parte di questa catena prende il nome di Montagne del Transdanubio, ed č costituita dalla Selva Baconia (o catena dei Bakony), che inizia a nord del lago Balaton, seguita dai rilievi di Vértes, di Gerecse e di Pilis che giungono sino all'ansa del Danubio in prossimitŕ della cittŕ di Visegrád. La seconda parte prende il nome di Rilievi precarpatici settentrionali, ed č costituita dal massiccio del Börzsöny, seguito dai Monti Mátra, dove si erge la massima elevazione del paese, il Kékes (1.014 m), e infine il massiccio del Bükk (959 m).

 Idrografia

I fiumi principali dell'Ungheria sono: il Danubio che segna in parte il confine con la Slovacchia e attraversa tutto il territorio da nord a sud per circa 420 Km, il Tibisco che attraversa l'Alföld da nord a sud per circa 600 km e la Drava lungo il confine con la Croazia.

Il lago Balaton (592 km˛) č il piů grande lago dell'Europa centrale, si trova nella parte occidentale del paese ai piedi della Selva Baconia, a pochi chilometri a est del Balaton si trova il lago di Velence, che con i suoi 26 km˛ č il terzo lago del paese per superficie. Altro lago č il lago Fertö (o Lago di Neusiedler) nella zona nord-occidentale al confine con l'Austria. Infine nell'Ungheria settentrionale si trova il lago del Tibisco (in ungherese Tisza-tó), č un bacino artificiale formatosi a seguito della costruzione nel 1980 dell'invaso Kisköre realizzato per il controllo delle piene del Tibisco. Il lago di Tisza-tó con una superficie di 127 km˛ č il secondo lago del paese.

 Clima

L'Ungheria ha un clima continentale. Gli inverni sono rigidi con freddo asciutto e qualche precipitazione nevosa. Il clima estivo č piuttosto caldo con medie sopra i 30 gradi.

 Ungheresi nei paesi confinanti

Gli ungheresi che rappresentano il 92,3% della popolazione dell'Ungheria, costituiscono anche il 10,7% in Slovacchia, il 6,6% in Romania, il 3,5% in Serbia, meno dell'1% in Croazia, lo 0,3% in Ucraina, lo 0,2% in Austria. Dunque sono 7 i paesi abitati da Ungheresi, oltre, ovviamente, all'Ungheria stessa:

Slovacchia nella fascia meridionale che confina con l'Ungheria

Ucraina, nella Rutenia soprattutto al confine con l'Ungheria dove sono il 12% della popolazione.

Romania soprattutto in Transilvania dove rappresentano il 19,6% della popolazione e addirittura l'84,9% nel distretto di Harghita e il 73,81% nel distretto di Covasna.

Serbia, nel nord del Paese soprattutto in Vojvodina (Bačka e nel Banato, pochi villaggi in Sirmia)

Croazia, in alcuni paesi vicino al confine con l'Ungheria (Baranja, pochi villaggi in Slavonia occidentale), oltra a una piccola comunitŕ in Fiume, un tempo unico porto del Regno d'Ungheria

Slovenia, in alcuni paesi al confine con l'Ungheria (Prekmurje)

Austria, soprattutto nel Burgenland al confine con l'Ungheria dove sono il 7% della popolazione.

  Identitŕ

Generalmente gli Ungheresi sono fieri della loro "diversitŕ", rispetto agli altri popoli dell'Europa centrale e danubiana di lingua slava (slovacchi, serbi, ecc.), germanica (austriaci, tedeschi, ecc.) e neolatina (rumeni, italiani, ecc.). In molti rimpiangono l'etŕ d'oro della Felix Hungaria precedente alla prima guerra mondiale (a questo sentimento alcuni sociologi ricollegano anche il cosě detto complesso "da primi della classe" che caratterizza l'Ungheria post comunista, in riferimento alla volontŕ di essere migliori, piů europei degli altri ex paesi comunisti)[citazione necessaria] Non sono poi pochi gli Ungheresi su cui ancora oggi pesano le mutilazioni territoriali imposte al loro paese dalle potenze vincitrici della prima guerra mondiale e a cui sono seguite le espulsioni in massa, le pulizie etniche ai danni dei loro connazionali (soprattutto dalle attuali Slovacchia e Romania). Questa "tragedia nazionale", come viene definita gioca un ruolo ancora importante nella mentalitŕ, nelle attitudine, nelle scelte politiche e culturali degli Ungheresi (per esempio, si studiano poco le lingue dei paesi "vicini" e si mostra, invece, piů interesse per culture piů "lontane")[citazione necessaria][2]. Come fino alla seconda guerra mondiale andavano di moda ideologie come il Panturchismo e il Panturanesimo, ancora oggi non mancano organizzazioni che coltivano la memoria dell'origine orientale degli Ungheresi, la leggendaria discendenza da Attila, ecc...[citazione necessaria][3]

 Religioni

cristiani 74,4% di cui:

cattolici 54,5%

protestanti 19,5% di cui:

calvinisti 15,9%

luterani 3%

altri protestanti 0,6%

Ortodossi 0,2%

altri cristiani 0,2%

ebrei 0,1%

non religiosi 14,5%

altri e non dichiarati 11,1%

 Antichitŕ

Alle fine del I secolo a.C. le legioni romane conquistarono la parte a occidente del Danubio dell'attuale Ungheria, la quale divenne la provincia romana della Pannonia. Il Danubio fu fortificato come uno dei punti importanti della difesa, numerosi imperatori arrivarono o morirono nella provincia. San Martino di Tours nasce a Sabaria (attuale Szombathely). In seguito alle invasioni barbariche, nel VI secolo il territorio venne occupato da vari popoli eurasiatici, sottoposti piů tardi al regno degli Avari, popolazione di origine turcica. Il regno degli Avari fu distrutto da Carlo Magno nel 796.

Guidati dal loro capo Arpad, nel 896 gli Ungari, un popolo delle steppe formato da vari gruppi etnici, riconducibili prevalentemente al ceppo linguistico ugrico, il principale dei quali era quello degli Ungheresi, provenendo dagli Urali (con una migrazione che durň molti secoli), attraverso la Khazaria (attuale Ucraina), gli Ungheresi si insediarono nelle pianure del medio Danubio, che dopo la distruzione del regno turco degli Avari da parte di Carlo Magno e la successiva morte dello stesso Carlo Magno, era stata occupata anche da varie tribů slave della Grande Moravia di Svatopluk. Secondo lo storico Gyula László, la classe dominante e la cavalleria armata del popolo di Arpad era turca.

Ma poiché i nomi degli insediamenti degli ungheresi di Arpad hanno sicura etimologia ungherese, lo storico Gyula László ha ipotizzato che all'arrivo nell'896 di Arpad il bacino dei Carpazi fosse giŕ abitato, mischiati con Avari, da gruppi etnici ungari, giunti nell'attuale Ungheria intorno al 670 e conosciuti col nome turco on-ugor ("dieci tribů"; da cui deriverebbe il nome "ungheresi")[6]. Questa teoria - detta della "doppia conquista della patria" -, dopo una certa fama durante i primi decenni del '900 (in relazione alla diffusione di panturchismo e turanismo) ed anche durante il regime socialista, č stata notevolmente ridimensionata dagli studi piů recenti, benché anche in passato non č stata accettata da tutti.

  Regno d'Ungheria

Nel dicembre dell'anno 1000 venne incoronato il primo re d'Ungheria, Stefano I (1000-1038) che convertě il popolo magiaro al cristianesimo. Durante il suo regno riuscě a stabilire uno stato feudale e costruire un paese potente nell'Europa Centrale, denominato variamente Hungaria, Turchia (soprattutto nelle fonti bizantine), Ungverjaland (nelle fonti scandinave). Dopo la sua morte Stefano venne canonizzato nel 1083 e da allora č venerato come santo Stefano d'Ungheria, fondatore dello Stato Ungherese.

 Dopo il breve e tormentato regno del veneziano Pietro Orseolo (erede legittimo di Stefano), i discendenti del primo re d´Ungheria dettero vita alla dinastia degli Arpadi (Árpád in ungherese), che regnň fino al 1301.

Tra i secoli della storia ungherese, il XIII č sicuramente uno dei piů complessi. A quest'epoca risale l'intervento legislativo della crisobolla ("bolla d'oro") "Super reformatione regni" di Andrea II (morto nel 1235), con la quale il sovrano riorganizzň e defině la struttura feudale del regno, attribuendo ai feudatari determinate prerogative che non si sarebbero potute comprimere (Nel corso del XIII secolo, inoltre, una serie di nuovi interventi contribuirono a limitare ulterioremente il potere del re a favore di quello del consiglio dei nobili). In seguito alla devastante invasione mongola del 1241 il regno dovette essere perň riorganizzato di nuovo.

 Il re Ladislao IV il Cumano cercň nuovamente di riorganizzare l'esercito e lo Stato appoggiandosi ai Cumani, da poco giunti nel regno (e quindi ancora pagani), ma fu fermato dall'intervento del papa Niccolň III che gettň il paese nella guerra civile e portň il sovrano alla morte.

 Nel 1301 la dinastia degli Arpadi si estinse. Il trono venne di volta in volta attribuito a dinastie straniere: prima gli Angiň dal 1307; dal 1378 i Lussemburgo; dal 1437 gli Asburgo; al re Ladislao V Jagellone in unione con Polonia e Lituania tra il 1440 e il 1444.

 Durante il regno di Mattia I Corvino detto il Giusto (dal 1458 al 1490), venne varata una riforma che riorganizza la pubblica amministrazione. Inoltre, nel XVI secolo fu realizzata una raccolta di leggi, l' Opus Tripartitum di István Werbőczy.

 Tra il XV e il XVIII l'Ungheria, che in questo periodo assunse il nome di Ungheria Reale, visse uno stato di guerra continua contro l'Impero Ottomano, con risultati alterni ora di vittoria (battaglia di Belgrado, 1456), ora di sconfitta (battaglia di Mohács, 1526).

 Il regno subě, a partire dal XVI secolo, la dominazione dell'Impero Turco Ottomano finché, nel corso del '600, venne progressivamente assorbito dall'Impero d'Austria: l'unione fu sancita nel 1697 e confermata nel trattato di Karlowitz nel 1699.

 Fino all´epoca napoleonica e romantica il regno d´Ungheria era essenzialmente il "regno della Sacra Angelica, et Apostolica Regni Hungariae Corona", con il latino lingua ufficiale fino al 1846. A tal proposito sono esemplari le parole che vengono attribuite allo stesso Stefano I d´Ungheria: "Lascia agli stranieri la loro lingua e le loro abitudini, giacché il regno che possiede una sola lingua e da per tutto i medesimi costumi č debole e caduco" ("unius linguae, uniusque moris regnum imbecille et fragile est" nella versione originale dei "Consigli al figlio Amerigo": "Sancti Stephani primi regis Hungariae de regum praeceptis decem ad Sanctum Emericum ducem").

 Durante i moti rivoluzionari del 1848 l'Ungheria dichiarň la propria indipendenza dall'Impero Austriaco con l'intento di creare una repubblica.

La rivolta fallě (a causa di un massiccio intervento russo e per le divisioni interne al movimento antiaustriaco che divisero gli ungheresi al loro interno - vedi scontri tra István Széchenyi, Lajos Kossuth e Miklós Wesselényi - e gli ungheresi dai rumeni).

 Con il crescere dei nazionalismi (giŕ dal XIII secolo) l´Ungheria perse il carattere sovra-etnico per diventare uno stato multi-etnico del quale alla fine tutti i movimenti nazionalisti a base etnica cercarono di liberarsi.

 Nel 1867 l'Impero austriaco concesse un'ampia autonomia agli Ungheresi, creando un compromesso: l'unione personale l'Impero Austro-Ungarico.

 XX secolo

Nel 1918, con la dissoluzione dell'Impero (in seguito alla sconfitta nella Prima Guerra Mondiale), l'Ungheria ottiene l'indipendenza e viene proclamata la repubblica.

Nel 1919 i comunisti instaurano la Repubblica ungherese dei Soviet, con a capo Béla Kun. Dopo la repressione della medesima, il 31 luglio dello stesso anno viene proclamata la monarchia che dŕ vita ad un sistema politico parlamentare, fondato sul pluralismo dei partiti, ma limitato dal ruolo straordinario del "Governante", il capo dello stato.

Il 4 giugno 1920, l'Ungheria perde piů di due terzi del suo territorio mediante il trattato di pace firmato nel Petit Palais di Trianon. 231.448 km quadrati vengono annessi ai paesi circostanti, soprattutto alla Romania, alla Slovacchia e alla Jugoslavia. Milioni di persone di identitŕ ungherese restano all'interno degli stati eredi in qualitŕ di minoranza.

Il 21 giugno 1941 entra in guerra a fianco della Germania e dell'Italia.

Alla fine della guerra il regime filo-nazista viene rovesciato ed il paese č invaso dall'Armata Rossa, entrando cosě nell'area d'influenza dell'Unione Sovietica.

  La Repubblica Popolare d'Ungheria

La Repubblica Popolare d'Ungheria (Magyar Népköztársaság), fu il nome ufficiale dello Stato ungherese durante il periodo comunista. Fu ufficialmente costituita subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1949, dopo l'invasione sovietica. Il 23 ottobre 1956 inizia la rivoluzione ungherese. Quindi, il 1° novembre, l'Ungheria esce dal Patto di Varsavia e tre giorni dopo l'Armata rossa invade il Paese e i moti rivoluzionari vengono repressi. Con oltre 3 mila vittime (circa 2mila e 800 ungheresi di entrambe le parti e 700 sovietici, 225 giustiziati). Il paese resterŕ nel Patto di Varsavia fino al 1989.

Con la caduta della Cortina di ferro (scioglimento del Patto di Varsavia e dissoluzione dell'Unione Sovietica) e il rovesciamento del sistema comunista, il paese si orienta verso modelli economici e politici dell'Europa occidentale. Cessň di esistere nel 1989 a seguito delle proteste di piazza che portarono all'apertura alla democrazia da parte di tutti i paesi appartenenti al blocco orientale.

  L'entrata nell'Unione europea

Nel vertice Ue di Copenaghen svoltosi il 13 dicembre 2002, fu deciso che dal 1 maggio 2004 l'Ungheria (assieme ad altri 9 Stati) entrasse a far parte dell'Unione europea, decisione che venne confermata il 12 aprile 2003 con un referendum al quale partecipň il 45% degli aventi diritto al voto e l'84% dei votanti votň a favore della Ue.

   Percorso dell'adesione alla UE

16 dicembre 1991: Firma dell'Accordo di Associazione con le Comunitŕ europee;

26 novembre 1992: Inoltro presso il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana degli strumenti di ratifica del Trattato di adesione;

1° febbraio 1993: Entrata in vigore l'Accordo di Associazione;

31 marzo 1994: Presentazione domanda di adesione all'Unione europea;

31 marzo 1998: Apertura dei negoziati di adesione;

13 dicembre 2002: Chiusura dei negoziati di adesione durante il Consiglio europeo;

14 aprile 2003: Il Consiglio Europeo approva l'adesione[7]

16 aprile 2003: Firma del Trattato di adesione[8];

23 dicembre 2003: Inoltro presso il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana degli strumenti di ratifica del Trattato di adesione;

1° maggio 2004: L'Ungheria diventa membro dell'Unione Europea;

  Ordinamento dello Stato

Secondo la costituzione del 1990, l'Ungheria č una repubblica parlamentare. L'Assemblea Nazionale (Országgyűlés) č il Parlamento nazionale unicamerale dell'Ungheria. Consiste di 386 membri, eletti ogni 4 anni. Per poter accedere al Parlamento, i partiti devono superare la soglia del 5% dei voti popolari.

  Suddivisioni amministrative

L'Ungheria č suddivisa in 19 province (in ungherese al singolare megye, plur. megyék). Budapest č un distretto a sé stante.

 Bács-Kiskun Baranya Békés Borsod-Abaúj-Zemplén Csongrád Fejér Győr-Moson-Sopron Hajdú-Bihar Heves Jász-Nagykun-Szolnok

Komárom-Esztergom Nógrád Pest Somogy Szabolcs-Szatmár-Bereg Tolna Vas Veszprém Zala

 Cittŕ principali

Le principali cittŕ, oltre alla capitale Budapest, sono: Debrecen, Miskolc, Seghedino (Szeged), Pécs (Cinquechiese), Győr, Székesfehérvár (Albareale), Eger, Esztergom (Strigonio).

  Politica

Il 19 settembre 2006, la diffusione di una registrazione effettuata nel maggio precedente, durante una riunione riservata del Partito Socialista al governo (giŕ Partito Socialista Operaio Ungherese, al potere durante il regime comunista), durante la quale il primo ministro Ferenc Gyurcsány diceva d'aver mentito e deliberatamente nascosto agli elettori la grave situazione del paese al fine di vincere le elezioni e di non aver fatto nulla, come governo, per rimediarvi, scatena una serie di manifestazioni contro il governo.

Durante le manifestazioni, che chiedono le dimissioni del primo ministro, per il momento non concesse, alcune frange di manifestanti (numericamente esigui, ma molto violenti), secondo la polizia legati agli ultras delle squadre di calcio, hanno compiuto numerosi atti vandalici per tre notti consecutive, assaltando anche la sede della televisione nazionale.

Il 22 settembre il presidente del Parlamento dichiara che i manifestanti non hanno formalizzato le proprie richieste e che pertanto non si č ancora posto il problema delle dimissioni del governo o dell'autoscoglimento del parlamento. Il 24 settembre i manifestanti decidono di continuare la protesta nelle piazze. Il Fidesz, principale partito di opposizione, annuncia di iniziare la battaglia politica in parlamento, chiedendo formalmente le dimissioni del governo e nuove elezioni politiche, la richiesta viene fatta il 25 settembre.

Dopo le elezioni amministrative (comunali e provinciali), svoltesi il primo ottobre 2006, in cui il partito socialista di governo subisce una dura sconfitta, l'opposizione fissa al governo un ultimatum di 72 ore per dimettersi. Il 6 ottobre il primo ministro chiede ed ottiene la fiducia del Parlamento in cui gode di ampia maggioranza.

Il 23 ottobre 2006, in coincidenza con la celebrazione del cinquantesimo anniversario dell'Insurrezione di Budapest con la presenza di rappresentanti di quasi tutti i paesi del mondo, sono riprese, in diverse zone della capitale, le manifestazioni contro il governo. Quando la polizia comincia, nelle prime ore del mattino, ad evacuare piazza Kossuth (la piazza antistante il Parlamento, occupata da diverse settimane dai manifestanti antigovernativi) per permettere lo svolgimento della solenne commemorazione ufficiale del 23 ottobre, riprendono gli scontri in varie zone della capitale. Nel pomeriggio, avevano avuto luogo in tutta la cittŕ dimostrazioni da parte di gruppi di opposizione.

In una piazza del centro, alcuni manifestanti si impossessano di un carro armato storico utilizzato per le cerimonie del 23 ottobre e con questo si dirigono verso le linee della polizia, ma vengono rapidamente bloccati e disarmati. In una zona non molto distante, alcune centinaia di migliaia di cittadini si erano radunate per la commemorazione del 23 ottobre organizzata dal Fidesz, questa si svolge in maniera pacifica. Piů tardi iniziano gli scontri con la polizia e si protraggono per tutta la notte. Il 24 ottobre, su richiesta dei partiti di opposizione (che accusano la polizia di aver volutamente provocato gli scontri), i gruppi parlamentari decidono che sarŕ aperto un dibattito in Parlamento sulle responsabilitŕ degli ultimi scontri, che hanno provocato 160 feriti e 131 persone arrestate.

Un dibattito vero e proprio finora non ha avuto luogo, ma dopo una serie di polemiche il prefetto di Budapest č stato confermato al suo posto dal premier ed onorato con una decorazione dal sindaco della capitale. Il Fidesz intanto ha dato vita ad un centro di documentazione per le persone che si considerano vittime o testimoni di abusi che la polizia avrebbe commesso il 23 ottobre, a tale centro si sarebbero rivolte finora centinaia di persone, tra le quali anche diversi stranieri, che sarebbero stati maltrattati dalla polizia ungherese, in occasione della festa nazionale. 

 Risultati elezioni del 23 aprile 2006

Partito Seggi Percentuale

MSZP - Partito Socialista Ungherese 186 48,19%

Fidesz - Alleanza dei giovani democratici (destra populista) 164 42,49%

SZDSZ - Alleanza dei Liberi Democratici (partito liberale) 18 4,66%

MDF - Forum Democratico Ungherese (destra moderata) 11 2,85%

MSZP-SZDSZ 6 1,55%

SOMOGYÉRT (per Somogy - lista provinciale) 1 0,26%  

La coalizione di governo č formata da MSZP e SZDSZ che gode in Parlamento di 210 seggi su 386.

 Elenco governi dal 1990

József Antall (MDF) dal 3 maggio 1990 al 12 dicembre 1993

Péter Boross (MDF - Fidesz) dal 12 dicembre 1993 al 15 luglio 1994

Gyula Horn (MSZP - SZDSZ) dal 15 luglio 1994 al 6 luglio 1998

Viktor Orbán (Fidesz - MDF) dal 6 luglio 1998 al 27 maggio 2002

Péter Medgyessy (MSZP - SZDSZ) dal 27 maggio 2002 al 29 settembre 2004

Ferenc Gyurcsány (MSZP - SZDSZ) dal 29 settembre 2004

 Economia e trasporti

 Per approfondire, vedi le voci Economia dell'Ungheria e Trasporti in Ungheria.  

L'economia ungherese poggia soprattutto sull'agricoltura e l'allevamento, ma č anche un paese industriale, soprattutto nell'area di Budapest. In Ungheria si coltivano legumi, cereali, frutta, ortaggi e peperoni rossi, da cui si ricava la paprica. Si allevano, inoltre, cavalli, bovini ed ovini.

La rete dei trasporti č ben sviluppata; le autostrade e le linee ferroviarie si diramano a raggiera a partire dalla capitale. Budapest č l'unica cittŕ ungherese dotata di aeroporto internazionale, con i tre Terminal di Ferihegy 1, 2A e 2B. La compagnia di bandiera č la Malév; recentemente hanno aperto collegamenti con Budapest diverse compagnie low-cost (fra cui l'ungherese-polacca Wizz Air e la slovacca SkyEurope).

 Gastronomia

Uno dei piatti tipici della antica cucina magiara č il gulash, in ungherese gulyás, una zuppa che i gulyásak (i mandriani, da gulya che significa mandria) cucinavano dentro un grande paiolo messo su di un fuoco di legna all'aperto. Questo piatto consiste in una sostanziosa minestra a base di carne, lardo, soffritto di cipolla e carote, patate e paprica. 

Inizialmente cucinata solo dai mandriani, verso la fine del XVIII secolo arrivň ad essere conosciuta dalle famiglie borghesi, per poi apparire sulla tavola del popolo insieme ad altri stufati di carne, di solito bovina, come i paprikás aggiustati con la farina, la paprica e la panna acida (tejföl), o il pörkölt, chiamata anche la "rosolata della Puszta".

A varcare perň i confini nazionali per entrare nei menů di tante nazioni fu solamente il gulyŕs

L'ingrediente principe del gulyŕs, giŕ citato sopra, č la paprica, che si ottiene dal peperone fatto seccare e macinato, ed č una delle spezie comunemente usate nella preparazione dei cibi. Il peperone, importato dai Turchi, che a loro volta lo avevano preso in India, venne accolto in Ungheria con molto entusiasmo, cambiando cosě la cucina ungherese.

Una leggenda dice che una giovane contadina ungherese che era stata costretta con la forza a vivere nell'harem del pasciŕ turco di Buda, avesse spiato a lungo i giardini del palazzo mentre coltivavano i peperoni e che, una volta liberata, avesse insegnato ai contadini del suo villaggio a coltivare la paprica.

Il momento del raccolto viene vissuto come un rito gioioso. L' 8 settembre le donne, vestite con costumi sgargianti, raccolgono i peperoni nei campi e dopo averli infilzati con ago e filo fanno delle lunghe ghirlande che appendono a speciali sostegni di legno o ai muri delle case.

 Citazioni sull'Ungheria

 « "Non so se verun'altra nazione dopo la francese sia generalmente in sě buon piede di clero, quanto l'Ungheria" »

 ( Giuseppe Garampi, nunzio apostolico a Vienna, 1776)

 « "Vienna, l'Impero, ungheresi, tedeschi, moravi, cechi, serbi, croati e italiani, formavano un'unica grande famiglia, e all'interno di questa ciascuno intuiva in segreto che l'unico in grado di mantenere l'ordine, in quella marea di desideri, inclinazioni e passioni tumultuose, era l'imperatore, che era contemporaneamente sergente maggiore in servizio perpetuo e maestŕ, funzionario statale con i coprigomiti in lustrino e grand seigneur, bifolco e sovrano" »

 (Sándor Márai, Le braci, 1942)

  Ungheresi famosi

John von Neumann (1903-1957), matematico, fisico ed informatico

Leó Szilárd (1898-1964), fisico

Eugene Wigner (1902-1995), fisico, Premio Nobel 1963

Edward Teller (1908-2003), fisico

Dennis Gabor (1900-1979), fisico, inventore dell'olografia e Premio Nobel nel 1971

Loránd Eötvös,( 1848-1919), fisico

Farkas Bolyai (1775-1856), matematico

János Bolyai (1802-1860), matematico

Paul Erdős (1913-1996), matematico

Theodore von Kármán (1881-1963), ingegnere e fisico

Albert Szent-Györgyi (1893-1986), fisiologo, Premio Nobel 1937

György Oláh (1927), chimico, Premio Nobel 1994

Avram Hershko (1937, biochimico, Premio Nobel 2004

Ferenc Molnár (1878-1952), scrittore, drammaturgo e giornalista

Bodog Beck (1871-1942), medico, studioso di apiterapia

Imre Kertész (1929), scrittore Premio Nobel 2002

Ferenc Puskás (1927-2006), calciatore

Franz Liszt (1811-1886), musicista

Ferenc Lehár (1870-1948), musicista

Béla Bartók (1881-1945), musicista

Elek Bacsik (1926–1993), musicista jazz

Georg Solti (1912-1997) , direttore d'orchestra

Harry Houdini (1874–1926), illusionista

Bela Lugosi (1882–1956), attore

László József Bíró (1899-1985), inventore

Ernő Rubik (1944), architetto e scultore

Eva Henger (1972), ex pornostar e attrice

Ilona Staller (1951), ex pornostar e deputata italiana

 


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